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Ladynomics’s Substack · Jul 31, 2025

L'estate sta finendo...o iniziando?

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Ladynomics · Ladynomics’s Substack

Ed eccoci di nuovo qui, care amiche. A che punto siete della vostra estate?

Noi siamo per metà ristorate da meritate vacanze (Federica), per metà sfrante dalla rincorsa per la chiusura pre-ferie (Giovanna).

Però, udite, udite, nelle nostre agende, sempre opposte e contrarie, gli astri si sono allineati il fatidico 8 luglio, quando ci siamo incontrate a Genova: un momento epico immortalato nella location, quella sui binari, che più ci corrisponde: in partenza o in arrivo, ma sempre in movimento!

É come quando si sta in barca durante il mare in burrasca: ci si aggrappa a qualcosa di solido, si appoggia la testa dove si riesce e si cerca di rimanere immobili aspettando che passi. In effetti, se guardiamo a quello che ci succede intorno, non potremmo fare altro: tra guerre vere, commerciali o digitali stiamo davvero attraversando una tempesta.

Però, lasciatevelo dire da una che soffre non solo il mare, ma pure le giostre (Giovanna), tutte le tempeste prima o poi finiscono, e quello che succede dopo dipenderà da quanto avremo pensato di fare prima, in quel momento lì, immobili e sbatacchiate, ma con tempo prezioso per pensieri da non sprecare.

Ad esempio, per immaginare una nuova e diversa strategia per affrontare le difficoltà, non solo personali e familiari, ma anche collettive: tutte dobbiamo remare assieme per uscire dalla tempesta: chi comanda la barca, da sola, può fare ben poco.

a come trovare nuovi modi di relazionarci, elaborare grammatiche diverse per una nuova postura collettiva, e pure dotarci di strategie di azione, per una volta ponderate e studiate, superando le fiammate di pancia.

A partire dal metterci tutte d’accordo sul costruire e condividere un nuovo tipo di leadership più adatta ai tempi e alle nuove sfide. Come scriviamo nel nostro libro, “Signora economia” (ed. le plurali), non basta più avere una leadership femminile, individuale e neoliberista.

Lo abbiamo raccontato anche al convegno per celebrare i 75 anni di Soroptimist, spiegando così la delusione e la contraddizione dolorosa di avere in questo momento così tante leader donne a livello europeo e italiano e di non riuscire a coglierne la differenza con i leader uomini.

La leadership femminista è tanto necessaria quanto quasi un miraggio, poiché si nutre e cresce solo grazie alla partecipazione. Siamo pronte? Forse non ancora, ma lo possiamo diventare solo parlandone e confrontandoci tra di noi.

Intanto un timido segnale di partecipazione lo abbiamo colto in occasione dei referendum sulla cittadinanza e il lavoro. Certo, il mancato raggiungimento del quorum è sempre un tremendo segnale per la democrazia, ma ci consolano un po’ i dati di genere: “La partecipazione al voto delle donne è stata maggiore rispetto a quella degli uomini: tra le donne, l’affluenza è stata del 31,5%, a fronte del 29,3% degli uomini. Storicamente, gli uomini votano di più delle donne, ma è probabile che la maggiore affluenza delle donne ai referendum si spieghi con il fatto che abbiano votato di più gli elettori di centrosinistra, dove ci sono più donne rispetto al centrodestra.”

“Iranian Women” Mantazeri Seyed Shahabeddin

riprogettando Ladynomics in modo più adatto alle sfide di questi tempi: l’appuntamento è per novembre, quando la tempesta potrebbe cominciare a scemare. O almeno, speriamo, quando magari ci saremo stufate di aspettare che passi e avremo ritrovato la voglia di darci da fare. Quindi…stay tuned!

Intanto noi, qui, non molliamo il colpo, e andiamo a parlare in giro, con le tante amiche (e amici!) che ci coinvolgono, dei temi a noi più cari. In questo periodo non ci siamo fatte mancare proprio nulla: abbiamo discusso di violenza economica all’affollatissimo convegno del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, di part-time involontario (Donna Moderna), di educazione finanziaria e di soldi ereditati anche dalle donne (Familyeconomy.it), di indipendenza economica femminile (Donna Moderna) e di economia femminista (Weltlit e Pinkmagazineitalia), e..sì, pure di approccio di genere nell’economia della montagna (a Edolo, nella Valle Camonica). Abbiamo infine concluso l’ultimo impegno di luglio con una bella chiacchierata con la nostra amica Ami di Pecuniami, ma qui non spoileriamo niente, saprete tutto a settembre!

A partire dalle molteplici guerre “reali” e alle ripercussioni di queste sulle donne, soprattutto nei paesi che già vivono in un regime di gender apartheid. Non si tratta di una “semplice” discriminazione di genere, ma di una segregazione ed oppressione sistemica ed istituzionalizzata delle donne (End Gender Apartheid Today).

Come abbiamo già scritto, la guerra non fa che peggiorare questa situazione: le donne, possono non avere lo stesso accesso degli uomini a cure mediche in caso di necessità ed essere più esposte alla violenza sessuale. Ci possono poi essere altri effetti indiretti del conflitto legati a una loro maggiore vulnerabilità economica, quando ad esempio gli uomini breadwinner vengono uccisi e loro devono sopravvivere nel periodo post bellico.

Per questo è fondamentale che i processi di pace non solo abbiano un approccio sensibile al genere, ma includano al tavolo le donne (femministe).

Ancora una volta gli studi ci mostrano, infatti, come i paesi con una maggiore parità di genere sono meno inclini a ricorrere alla violenza per risolvere i conflitti, aumentando così sicurezza e stabilità politica.

Come se non bastassero le guerre reali, abbiamo poi anche le “guerre commerciali”. Ne abbiamo parlato a metà maggio, pensavamo che l’argomento si fosse esaurito, e invece no, siamo ancora qui a parlare di dazi, e quindi va bene ricordare ancora che questi hanno anche un impatto di genere, tutto da misurare e valutare, certamente non da nascondere.

Per non parlare, infine, delle “guerre digitali” contro l’uguaglianza di genere che si stanno combattendo nella cosidetta manosfera. Se un tempo questa era confinata a piccoli forum su internet, adesso ha assunto una portata considerevole: sempre più ragazzi si rivolgono a influencer e siti per affrontare le proprie insicurezze, incappando spesso in contenuti misogini che promuovono una mascolinità tossica. Secondo la Movember Foundation “due terzi dei giovani uomini interagiscono regolarmente con influencer della mascolinità online” e anche se alcuni contenuti che si possono trovare online offrono veramente supporto, ce ne sono molti che attribuiscono tutte le problematiche dei giovani uomini al femminismo e ai cambiamenti sociali. Che fare? Le Nazioni Unite naturalmente hanno elaborato raccomandazioni per supportare le vittime di abusi online, attivare campagne a favore della sicurezza online e contro la mascolinità tossica, oltre a favorire la ricerca e la raccolta dati sul fenomeno. Che non cadano nel vuoto è responsabilità collettiva, e quindi anche di tutte noi.

In Corea del Sud le donne hanno fatto sentire la propria voce per l’elezione presidenziale: “I sondaggi all'uscita dalle urne mostrano che la maggioranza delle elettrici ha sostenuto il presidente eletto [Lee Jae-myung], incluso il 58% delle ventenni e il 57% delle trentenni. Al contrario, gli elettori maschi nel paese hanno votato in numero maggiore per i candidati più conservatori del People Power Party, guidati da Kim Moon-soo, che si candidava per sostituire il presidente deposto Yoon Suk Yeol.” Applauso per le coreane!

Un tribunale guatemalteco ha condannato tre ex paramilitari che hanno stuprato sei donne guatemalteche durante i trentasei anni di guerra civile del paese (1960-1996) Secondo la giudice Maria Eugenia Castellano “[Le donne] sono state vittime di crimini contro l'umanità. Questa decisione è un riconoscimento 'storico' dei crimini contro l'umanità subiti dalle donne indigene Maya Achi in un periodo che ha causato la morte o la scomparsa di ben 200.000 persone.”

'Sea Watchers' - Edward Hopper

Leggendo: lo sta probabilmente leggendo tutta l’Italia (o almeno lo vogliamo credere!) La levatrice di Bibbiana Cau, e anche Non c’è posto per l’amore, qui.

Ascoltando: le onde e i gabbiani per chi sta al mare!

Guardando: veramente niente. Le notti d’estate vanno trascorse fuori a “frescheggiare”, come diceva la nonna fiorentina di un’amica.

E quando siamo fortunate, vediamo le lucciole che brillano in giardino.

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