Buongiorno persone esploratrici
Approfittando della relativa calma di agosto — periodo in cui iniziavo a scrivere questa newsletter — ho deciso di tirare le somme delle attuali e principali sorgenti delle mie conoscenze e riflessioni.
Uso il termine sorgente al posto del più comune “fonte” per non confondermi(/ci) con il concetto giornalistico e scientifico, ma soprattutto perché il primo mi torna meglio etimologicamente.
Voi ci avete mai riflettuto?
Ognuno di noi ha delle risorse di questo tipo: spazi digitali e fisici, attività, libri o addirittura persone a cui tornare regolarmente, che ci restituiscono un senso di crescita concreta.
Le sorgenti cambiano assieme a noi, si modificano al modificarsi dei nostri interessi e del nostro sentire, e contribuiscono al nostro cambiamento. Essere consapevoli di questo processo può quindi rivelarsi fondamentale per conoscerci meglio e progettare il proprio sviluppo professionale (e personale).
Monitorare regolarmente le mie sorgenti, ancor prima di modificarle o aggiornarle (passo necessario ma successivo), mi ha portato molteplici benefici. Qualche esempio:
Comprendere la modalità più efficace di acquisire informazioni in un dato periodo, e quindi quale forma può consentirmi di ottenere il massimo “nutrimento” da un contenuto (es. audio, video, testo scritto digitale, testo scritto analogico).
Capire cosa mi sta portando fuori strada, perché non allineato ai miei valori e obiettivi, e che quindi mi sta potenzialmente avvelenando, anziché nutrirmi.
Identificare eventuali pattern di fruizione e “fissazioni” tematiche che tolgono spazio ad altre aree potenzialmente utili, a cui quindi non sto prestando (abbastanza?) attenzione, e che magari mi gioverebbe esplorare.
Rinnovare la mia consapevolezza sui miei bisogni e desideri e dunque migliorare l’orientamento dei miei progetti di vita.
Penso inoltre che sia molto utile esplorare le sorgenti altrui: a volte, vuoi per affinità tematica, vuoi per modalità espressiva/comunicativa, è tra di esse che ho trovato esattamente quello di cui avevo bisogno in quella specifica fase della vita, con conseguenti momenti di eureka.
Mi collego a quest’ultimo punto per passare al cuore di questa ottava newsletter: la lista degli elementi e degli spazi che, negli ultimi 12 mesi, hanno stimolato quelle riflessioni sulla sfera professionale trasformatesi poi in progetti e contenuti — proprio come il testo che state leggendo.
In prima posizione — ma non per importanza… Anche se forse un po’ sì — c’è quella che considero una specie di TV on demand. Qualche anno fa ho persino sottoscritto l’abbonamento premium, che ha rivoluzionato la mia esperienza di fruizione più di quanto potessi immaginare.
Il punto è che sono sempre stato un fan sia degli approfondimenti che della leggerezza portata da contenuti più dinamici, e YouTube riesce a offrirmi entrambi — complice un algoritmo ormai così ben oliato da suggerirmi molti video rilevanti sia per il mio lavoro che per le mie passioni. Informazione e formazione da un lato, intrattenimento e svago dall’altro: formula vincente.
E poi c’è l’elemento umano: vedere gente che parla mi cattura facilmente.
Fun fact: le mie migliori idee su progetti e contenuti sono scaturite proprio da video di youtube, e proprio da quelli più intrattenitivi che informativi, o che semplicemente riguardavano argomenti molto lontani (almeno in apparenza) da ciò che faccio.
Alcuni canali (e creator) che sto seguendo di più:
Ve l’ho già nominata in passato: si tratta di una piattaforma che raccoglie i migliori articoli dal web e li seleziona sulla base dei miei specifici interessi (che impara man mano).
Refind mi permette di risparmiare un saaacco di tempo nella scelta di cosa leggere. E non c’è nemmeno il rischio di rimanere bloccati nella propria bolla — cosa che non augurerei a nessuno, ma che accade molto facilmente — perché è possibile “modulare” i suggerimenti di refind all’interno di un range che va dal comfort alla sorpresa.
Comunque non uso questa app (disponibile su mobile e su desktop come estensione per browser) soltanto per i suggerimenti ma pure come archivio delle cose che voglio leggere. Refind permette infatti di salvare qualunque pagina web, per intero o in frammenti (highlight) esattamente come fa il più noto Pocket.
Attribuisco un’enorme importanza alla possibilità selezionare, approfondire in tempo reale e salvare porzioni di testo, per questo non parlo genericamente di libri e nomino invece quelli digitali.
Il rischio, con un normale libro cartaceo — specialmente se considero la mia scarsissima memoria — è di lasciare le cose lì dove sono, dimenticando di riprenderle (e valorizzarle), mentre con un libro digitale piazzato all’interno di un eReader posso manipolarle, amplificarle e trasferirle in qualsiasi momento. Magari sfruttando l’integrazione con il caro Notion.
Segnando tutto a mano **resterei vittima della maledetta frizione mentale: una gran nemica delle azioni che vorremmo diventassero abitudini, e che non sono immediatamente motivanti in quanto prive di gratificazione immediata.
Il mio discorso vale soprattutto per i libri di saggistica, generalmente usati per studiare, ma in realtà ha senso pure con la narrativa: i passaggi di alcuni romanzi riescono a regalarmi più riflessioni e momenti di autoanalisi di dieci essay. Mai sottovalutare il potere delle “semplici” storie… E quindi l’opportunità di salvarne dei pezzettini: per quanto di rado possa accadere, mi spiacerebbe trovarmi impreparato.
Non vi elencherò i “libri che mi hanno cambiato la vita” perché credo che pensieri ed emozioni mi tradirebbero: spesso i miei momenti di catarsi letteraria non riguardano tanto il libro nella sua interezza quanto una sua piccola parte, magari connessa a un evento specifico che con il testo non c’entra direttamente (e di cui quest’ultimo diventa “solo” un’ingrediente). Posso tuttavia nominare quelli più interessanti e arricchenti che ho letto ultimamente (ah, sono un lettore lento che invidia un po’ quelle/i veloci):
Anche in questo caso vi propongo un’inscindibile accoppiata sorgente-strumento. Anche perché ormai sappiamo tutte (o quasi) cos’è un podcast, e non ci sarebbe molto altro da aggiungere (un po’ come con i libri): la differenza, al netto della selezione, la fa nuovamente il modo in cui utilizzo la sorgente.
Snipd è una app per iOS e Android che permette di trasformare istantaneamente l’audio in testo, e pure di sintetizzarlo, tramite intelligenza artificiale.
Prendere appunti con i libri può risultare un po’ difficile ma converrete con me che l’audio rappresenta una sfida ancora più grande — ecco, Snipd riduce drasticamente le complicazioni.
Vale un po’ quanto detto più su, insomma: maggiore “accessibilità” del contenuto → minore frizione → maggiori opportunità di concentrarmi su quei processi e quelle informazioni che poi mi serviranno davvero.
Immaginando che vorreste anche sapere cosa mi piace ascoltare, ecco qualche super titolo (spoiler: non uso snipd per tutti):
Non amo l’informazione in formato “snack” ma non posso negare di aver scoperto alcuni dei miei concetti chiave proprio durante l’ennesimo scroll su instagram.
Ecco, questo è uno di quei momenti in cui riesco a vedere il buono-buono dei social (e credetemi, non sono molti). Vale davvero la pena continuare a esercitare la capacità di rimettere le cose in prospettiva!
Tre specifiche importanti:
Instagram riesce a stimolare momenti di eureka soltanto perché gli ho “parlato di me”: cercare gli argomenti, le persone, i contenuti che mi interessano, e comunicare al social (tramite apposite funzioni) ciò di cui non mi importa, è stato fondamentale. Se la media delle cose che un social ci mostra fa piuttosto schifo è perché non l’abbiamo educato bene, come spesso suggerisce l’amica Marta Pavia aka zuccaviolina.
Il più grande valore, su instagram, l’ho ottenuto dalle relazioni, prima che dal feed (o comunque in conseguenza al feed).
Tendo a considerare i profili di persone, aziende o progetti che mi intrigano come punti di partenza di un percorso di conoscenza e/o approfondimento. IG può essere usato anche solo per individuare nuovi scenari o flussi di navigazione che portano ben lontano dal social. Ho imparato non solo a non sottovalutare l’opportunità di usarlo come semplice ponte, ma di agire affinché lo diventi.
Difficilmente riesco ad apprezzare e a trovare utile tutto ciò che un singolo account condivide, e va bene così: il contrario potrebbe rappresentare un cattivo segnale.
Qualche account che preferisco (al netto di quanto appena detto):
Come potevo non citare le newsletter in una newsletter?
Meta-scherzi a parte, ho scelto di farne uso io stesso perché la ritengo uno strumento di valore come fruitore, in primis. Il mio approccio è semplicissimo: poche ma buone, con un bel po’ di test lungo la strada. Nel senso che ho le mie preferite ma cerco sempre di lasciare spazio a nuovi ingressi e potenziali sostituzioni: mi lascio ispirare, valuto il mio mix di interessi ed energie, e poi vedo come va.
Inoltre mentirei se vi dicessi che leggo ogni issue di ogni newsletter che seguo. Un paio di volte a settimana o giù di lì entro nel pannello “aggiornamenti” di gmail — dove vengono tutte convogliate — seleziono le due-tre NL con l’oggetto che in quel momento mi pare più rilevante, e mi dedico soltanto a loro nelle ore o nei giorni successivi.
Ho capito che le cose più importanti, per me, sono accettare di non poter sapere tutto (la maledetta FOMO è sempre in agguato) e non indugiare troppo. Non si può leggere e conoscere ogni news o informazione e non trovo utile né sano spendere più tempo a scegliere qualcosa di quello che si potrebbe usare per fruire di quella cosa.
Tra le mie NL preferite posso nominarvi (in ordine sparso):
Che ve lo dico a fare: gli eventi sono l’anima dell’auto-formazione a tutti i livelli.
Racchiudono tantissime opportunità, soprattutto di tipo relazionale: alcuni dei miei migliori rapporti professionali, e relativi a hobby e passioni (evolutisi poi in amicizie), sono nati da workshop, conferenze, convention e simili. E alcune delle mie più belle e formative esplorazioni sono scaturite proprio da informazioni avute durante questi eventi.
E poi c’è il tema formazione in senso stretto — citato per ultimo non a caso — il cui impatto è molto forte solo se la cornice è stata ben selezionata (altra cosa che ormai tendo a fare preventivamente, e che non sempre basta).
Suggerimento spassionato: aprite il calendario e predisponetevi almeno 3-4 spazi l’anno da dedicare agli eventi. Giocate d’anticipo e non ve ne pentirete.
In qualche modo siamo sempre nella sfera degli eventi ma questa categoria merita un capitolo a parte.
I corsi digitali sono stati e sono essenziali per me, soprattutto quando verticali. Solitamente li scelgo sulla base di competenze specifiche che sento di voler migliorare, ma pure per ispirazione tecnica e pratica: mi concedo spesso, infatti, l’opportunità di rivedere la mia “cassetta degli attrezzi” e testare nuovi strumenti. Questo tra l’altro è un ottimo trucco per svincolarmi dalla gratificazione immediata legata all’acquisto di un corso e passare invece al consolidamento delle informazioni acquisite (che di solito avviene attraverso il loro uso).
Alcuni dei miei corsi preferiti li ho trovati su piattaforme come Coursera, FutureLearn, CreativeLive, Udemy, ma perfino su youtube. Ancor più spesso mi lascio ispirare dalle proposte — ovviamente affini ai miei temi e progetti — fatte da altri professionisti o aziende che seguo.
In termini di quantità non ho una preferenza particolare ma faccio il possibile per evitare il “sovraccarico” da fruizione o addirittura da mero acquisto. L’idea di acquisire nuova conoscenza è una golosissima trappola (o potenziale tale).
Chrome è semplicemente il principale browser che uso per navigare il web; nominarlo mi offre la chance di introdurvi il sacro tema dell’esplorazione libera.
Parte delle mie conoscenze provengono dal proverbiale salto di palo in frasca, ma in versione digitale. Mi concedo la possibilità di spostarmi da una risorsa all’altra frequentemente, lasciandomi ispirare dai nuovi stimoli. Per me è una cosa fondamentale per perché equivale anche ad accogliere una mia naturale sensibilità.
C’è ovviamente il potenziale rovescio della medaglia: devo tenere bene in conto lo spazio mentale e il tempo a mia disposizione; credo che nelle esplorazioni libere (ma non solo) sapere dove e quando fermarsi è tanto importante quanto cominciare. Si tratta ancora una volta di riconoscere e accettare i propri limiti e renderli strumenti, in fondo.
…E a proposito di fondo, siamo finalmente (?) arrivati al termine di questa ricchissima (quantitativamente ma spero anche qualitativamente) sezione. Concedetemi soltanto un’altra piccola riflessione in coda:
Avete notato quanto spesso, oltre che di cosa/dove, ho parlato del “come”*, dell’importanza del mezzo?* A volte la sorgente può offrire ben poco se non la si affronta nel modo “giusto”. Pensate a quanta differenza può fare la navigazione di un fiume con una zattera, con una canoa, con un gommone a motore o con un peschereccio.
E quindi invito anche voi a farci caso, a scegliere anche questo con molta cura, lasciando ovviamente spazio alla sperimentazione. E vi invito a investirci del denaro, perfino, se e quando la situazione dovesse richiederlo: difficilmente ve ne pentirete.
Chiudo con un saluto, l’augurio di una buonissima esplorazione, e la domanda di rito:
Quali sono le vostre sorgenti preferite e come le attraversate?
(scrivetele in un commento su substack o, se preferite un po’ più di privacy, rispondendo a questa email)
✦ ✦ ✦
Le notizie, le risorse, gli strumenti più interessanti che ho incrociato nell’ultima settimana.
Humble bundle - Sito web
Una piattaforma che permette di acquistare giochi, software ed ebook a prezzi scontatissimi, in bundle (ma non solo) e secondo la formula del pay-as-you-want: **puoi sbloccare una diversa quantità o tipologia di contenuti in base a quanto scegli di pagare. Ma la cosa più bella è che parte del ricavato va in beneficenza.
Red Dot Awards - Sito web
Una competizione che celebra i progetti di tutto il mondo considerati all'avanguardia in termini di innovazione, funzionalità ed estetica. Una finestra sulla migliore creatività che il design, nella forma di prodotti, concept e campagne di comunicazione, possa offrire.
Perché i Blog sono Morti e cosa fare se ne hai uno - Video
Informazioni e spunti di riflessione sul content marketing, offerte dal buon Giorgio “Tave” Taverniti, esperto di marketing, che vi propongo soprattutto per la loro trasversalità (a dispetto del titolo). È un bagno di realtà sul cambiamento della rete e sulla necessità di cambiare strategia se scegliamo di rapportarci professionalmente con essa.
Steve Jobs introduce iPhone in 2007 - Video (conferenza completa qui)
Il punto d’origine di delle una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche e culturali degli ultimi vent’anni: l’iPhone. Oltre che una buona lezione di comunicazione. Conoscere il passato dei prodotti tecnologici che utilizziamo oggi ci permette di capire l’impatto profondo che hanno realmente avuto, nel bene e nel male, sui nostri comportamenti. E quindi di comprendere cosa vuol dire realmente tecnologia e, ancor prima, design. E, in alcuni altri casi, pure quanto è profonda la tana del cringe.
Studio Mara: Architecture of Subtraction - Articolo (e gallery fotografica)
Un racconto fatto di testo e (molte) immagini che, attraverso la specifica, armonica visione di uno studio di architettura berlinese, ci offre un invito a riflettere sulla possibilità di trasformare uno spazio quotidiano in un’insieme di storie.
Why Japanese cities are such nice places to live - Articolo
Perché le affascinantissime città giapponesi sono fatte così? Il giornalista americano Noah Smith ci racconta la sua prospettiva in questo ricco approfondimento diviso in due parti (la seconda è qui) in cui intreccia urbanistica, economia, cultura e frammenti di sociologia della terra nipponica.
Carl Sagan (Radio Player One) - Podcast
Un ispiratissimo episodio del podcast Radio Player One, prodotto da Radio Raheem, dedicato all’ormai mitica figura di Carl Sagan: divulgatore televisivo, scienziato, filosofo e scrittore in contatto con alcune delle più le grandi menti scientifiche e creative del ‘900, nonché autore del celeberrimo (e musicalmente sopraffino, aggiungo) TV show Cosmos.
E non mi fate parlare della stupenda selezione musicale — che viaggio!
Phasmids eggs - Foto
Le meraviglie del mondo naturale condensate in alcune minuscole sorgenti di vita: le uova dei fasmidi, meglio conosciuti come insetti stecchi. In due parole: sculture organiche. In tre parole: da vedere assolutamente.
Freesound.org - Sito web
Nel decennio della gen-ai c’è ancora qualcuno (ben più di qualcuno) che sceglie di produrre “asset” con lo scopo di alimentare un processo di creazione e distribuzione “artigianale” e comunitario, come Freesound: un archivio con suoni e melodie utilizzabili per i propri progetti digitali (e non?).
✦ ✦ ✦
Una nuova rubrica dedicata ai processi dietro la realizzazione di un progetto personale o professionale
Come CA**O hanno fatto - Web show
Nei primi anni 2000 un giovanissimo Gabriele veniva stregato da un programma televisivo che, su rete satellitare (forse TELE+?) raccontava i processi e gli strumenti dietro il grande schermo (i famosi making of).
Dopo più di vent’anni (e da qualche anno) quel testimone è stato raccolto dalla Slim Dogs, irriverente società di produzione video e comunicazione che è in qualche modo riuscita a rievocare spirito e intenti di quella vecchia e tanto amata trasmissione boomerina*.
Come CA**O hanno fatto, il mio suggerimento speciale di oggi, è un format destinato a YouTube che riesce a svelare la magia del cinema senza tradirne il fascino e, anzi, amplificandolo, mostrando che a volte la dimensione produttiva e creativa dietro i progetti cinematografici è ancora più stupefacente dell’opera finita.
Con CCHF vi prometto ispirazione e divertimento in parti uguali ma soprattutto una marea di spunti trasversali: scoprirete i fili che connettono il cinema a tantissimi altri campi dell’esperienza e conoscenza umana — dalla fisica alla biologia, all’antropologia, all’ingegneria aerospaziale… — e non solo concettualmente, ma in modo decisamente (e sorprendentemente) pratico.
*Mi aiutate a ricordare come si chiamava? 🥹
✦ ✦ ✦
Una “fotografia” della mia vita corrente.
📚 Sto leggendo
L'atto creativo: Un modo di essere di Rick Rubin - una bellissima immersione nei vari sensi del fare creativo e artistico (dal punto di vista di un artista)
🎧 Sto ascoltando
No Time To Die di Billie Eilish - Ho cominciato l’autunno con questa meraviglia, lo prendo come un buon segno (?)
📺 Sto guardando
Presumed Innocent - Thriller psicologico con interpreti di altissimo livello, pochi episodi e una storia autoconclusiva (almeno in apparenza) ricchissima di stravolgimenti. A mani basse una delle serie più belle che abbia visto negli ultimi due anni — una delle pochissime che mi hanno realmente stimolato il binge watching.
🖼 Sto contemplando
Le verdissime e trasognanti illustrazioni di Hiroo Isono
🎁 Sto desiderando
Un bel viaggio in UK, che ho una fortissima voglia di gotico e “drammaticità costiera” (qualunque cosa significhi)
🎓 Sto pensando
The biggest obstacle to creativity isn't lack of inspiration... It's the fear of making something imperfect and sharing it with the world. Newsflash: everyone's stuff is imperfect. Including this postt.
— Tiago Forte
Gabriele
P.S. Eventuali link a prodotti riportati nella newsletter sono, nella maggior parte dei casi, “affiliate”: utilizzandoli contribuirete a sostenere i miei progetti, poiché per ogni articolo comprato attraverso di essi riceverò un piccolo compenso dall’ecommerce di riferimento (generalmente, ma non sempre, si tratta di amazon).

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.