Abbiamo visto Obsession su consiglio di nostro figlio.
Tendenzialmente l’horror non è il mio genere, anche se questo non è lo stereotipo di film horror.
Quando lo abbiamo guardato, non sapevo nulla al riguardo, solo dopo ho scoperto l’enorme successo: tipo cinquecentomilioni di dollari a fronte di costi per settecentocinquantamila.
In effetti devo dire che pur non conoscendo nessun dettaglio, al termine della visione ci si trova di fronte a un’idea, semplice, eppure molto efficace a livello comunicativo.
C’è tutto un fronte di discorsi che si aprono e si prestano a un confronto su temi universali.
E poi c’è un faro puntato sull’annosa questione che ha urgenza di essere finalmente considerata in tutta la sua realtà.
Anche se, a onor del vero, alla prima scena ero già arrabbiata.
Non costituisce spoiler dire che l’oggetto che vedi nell’immagine sopra, in tutta la sua aria da gadget di scarso valore, in realtà è magico e ha il potere di realizzare un desiderio.
Un unico desiderio.
Siamo cresciuti ascoltando le tre regole del Genio della lampada di Aladino che non può uccidere nessuno, non può far innamorare qualcuno e non può resuscitare i morti.
One wish willow concede un solo desiderio in tutta la vita dell’individuo che lo esprime, con l’avvertenza che il desiderio si interromperà solo con la morte di chi lo ha espresso.
Ecco, qui sta il nocciolo: se tu ti ritrovassi a pensare a cosa vorresti si realizzasse, considereresti anche le conseguenze?
Il regista: Clive Burker racchiude questo concetto nei suoi due personaggi principali.
La sua bio ce lo mostra come: regista della Generazione Z nato in Alabama che ha mosso i primi passi realizzando cortometraggi horror su YouTube.
Nel 2026 è approdato nel sistema degli studios con Obsession per Blumhouse e Focus Features.
Michael Johnston interpreta Bear, Danielle Fabiola Inde Navarrette è Nikki.
Indenavarrette è stata streamer su Twitch per Call of Duty e con questo ruolo ha dato prova di grande capacità interpretativa sdoppiandosi in Nikki Freaky, ovvero l’alter ego ossessiva e imperversante.
Il regista stesso ha condensato la frustrazione della vera Nikki in una metafora: vivere tutto come se si fosse seduti nel sedile posteriore.
Quindi gli ingredienti sono ben radicati nel web: youtuber, streamer, horror e ossessioni …
Il blog di Tony ne ha parlato nella sua lista di giugno, tu hai visto Obsession?
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