Fumata bianca, finalmente. Il nuovo governo del quadrifoglio ha un programma ambizioso: dentista gratuito entro il 2035, spesa per la difesa al 5% del PIL, abolizione del Ministero dell’agricoltura per la prima volta dal 1896. Ma è nato però già con una tensione interna legata alla guida futura del partito socialdemocratico.
Altre notizie della settimana. Il 3 giugno si è tenuta la prima sessione dellaversione aggiornata dell’indfødsretsprøve, il test di cultura generale che la Danimarca richiede per ottenere la cittadinanza:è possibile provarlo online. È disponibileAltID, la nuova app ufficiale del governo che permette a chiunque abbia un numero CPR di usare lo smartphone come documento d’identità. A Tivoli sono state consegnate lestelle Michelin per i Paesi nordici: il Noma, diventato un ristorante pop-up itinerante, non soddisfa più i criteri della guida ed è uscito dalla lista, mentre Kadeau ha ricevuto tre stelle. Prima della cerimonia, due chef avevano pubblicato unappello chiedendo alla ristorazione danese di usare più ingredienti locali.
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INDICE:
Sessantanove giorni di trattative, un record nella storia danese, e la prima frattura del governo è arrivata prima ancora dei festeggiamenti. Mette Frederiksen ha spostato Nicolai Wammen dalle Finanze alla Giustizia e messo al suo posto Peter Hummelgaard: una mossa letta da tutti i commentatori come un’indicazione esplicita del successore preferito alla guida del partito.
Il primo giugno Frederiksen ha annunciato il governo del quadrifoglio, il firkløverregering, composto da quattro partiti: Socialdemokratiet, SF, Radikale Venstre e Moderaterne, con il sostegno esterno di Enhedslisten e Alternativet. Il 2 giugno il regeringsgrundlag, il programma di governo, il 3 giugno i ministri: 11 donne e 10 uomini, per la prima volta nella storia danese ci sono più ministre che ministri.
Pia Olsen Dyhr (SF) prende l’Economia e gli Interni. Lars Løkke Rasmussen mantiene gli Esteri. Martin Lidegaard (Radikale) gli Affari economici. Due ministre di Radikale Venstre, Samira Nawa e Zenia Stampe, prendono congedo dal Folketing per assumere i ruoli ministeriali. Henrik Frandsen di Moderaterne è il nuovo presidente del Folketing, con il sostegno di Enhedslisten.
Un segnale concreto sull’orientamento del governo: per la prima volta dal 1896 la Danimarca non ha un ministero dell’agricoltura o della pesca. Landbrug e fødevarer – settore agricolo e alimentare – passano sotto il nuovo Ministero per la natura e il benessere animale.
Il nodo più teso è interno a Socialdemokratiet. Il Magtens Morgenbrief di DR ricorda che Wammen è più popolare nella base del partito e probabilmente vincerebbe una sfida alla leadership se si votasse oggi. Thomas Juul-Dam, suo ex consigliere, non l’ha nascosto: “Frederiksen doveva scegliere con il cuore o con la testa.” Le prime pagine del giorno dopo non lasciavano dubbi: “Lotte interne esplodono in S” su Politiken, “Wammen massacrato, rivolta contro Mette” su Ekstra Bladet.
L’altro cortocircuito riguarda Lars Løkke Rasmussen. Aveva fondato Moderaterne nel 2022 con un obiettivo dichiarato: liberare la politica danese dalla dipendenza dai partiti di flessione. Aveva detto esplicitamente che un governo sostenuto da Enhedslisten era “una conclusione logica” da escludere. Ora governa con quei voti. “La soluzione migliore non era disponibile. Questa è la seconda migliore”, ha detto a Marienborg, con una stoccata agli ex alleati di destra: la coalizione VLAK proposta da Troels Lund Poulsen aveva “quattro pagine di testo libero con meno ambizioni” del programma del 2 giugno.
La risposta da destra è stata feroce. Inger Støjberg (Danmarksdemokraterne) ha parlato di “azione traditrice”. Jacob Jensen di Venstre ha scritto che Løkke ha scelto “la sinistra estrema che viene dai leninisti, i marxisti e i comunisti per assicurarsi un’auto ministeriale”. Alex Vanopslagh di Liberal Alliance ha pubblicato una foto con scope: “Siamo pronti a fare piazza pulita del governo rosso.”
Il governo ha un programma ambizioso – sanità, istruzione, difesa, transizione energetica – e una maggioranza che dipende da partiti che non siedono al tavolo. I dettagli economici arriveranno con i singoli provvedimenti: Frederiksen ha rimandato a un piano fino al 2035. Un professore di economia contattato da DR ha già definito il programma “molto costoso”. Il commentatoreHans Engell ha sintetizzato: con queste ambizioni, “sarà una piccola barca che ondeggia in un mare agitato.”
Regeringsgrundlag
Regering viene dal medio basso tedesco regierung, che a sua volta discende dal latino regere (guidare, governare). Stessa radice di reggere, regola, re. Il danese ha preso la parola dal tedesco, come è successo con buona parte del vocabolario politico e amministrativo durante i secoli di influenza anseatica e prussiana.
Grundlag è la parte più interessante. Grund significa fondo, base, fondamento (il tedesco Grund è identico), lag viene dal verbo lægge, posare, collocare (il germanico lagjan, stessa famiglia dell’inglese lay e del tedesco legen). Quindi grundlag è letteralmente “ciò che è posato sul fondo, la base su cui tutto il resto poggia”. Grundloven, la costituzione danese, usa la stessa radice: la legge fondante.
Il composto regeringsgrundlag è quindi, alla lettera, il fondamento del governo, il documento su cui è posata la coalizione. In pratica, il contratto che i partiti di una coalizione firmano prima di insediarsi: cosa faranno, in quale ordine, con quali risorse. In Danimarca è un documento pubblico, scaricabile da chiunque. Quello del firkløverregering è lungo 76 pagine, diviso in 14 capitoli. Frederiksen lo ha definito il migliore che abbia mai contribuito a scrivere.
Ma quali sono i contenuti? La mossa più attesa del documento riguarda il fisco.
Poi arriva il dentista gratuito. Dal 2027 per i førtidspensionister (pensionati per invalidità) e i soggetti vulnerabili, con un’estensione progressiva a tutta la popolazione entro il 2035. Per ora sono stanziati 4 miliardi di corone fino al 2030. Pelle Dragsted di Enhedslisten l’ha definita “una misura storica”. Il presidente della Tandlægeforening avverte che le cliniche non hanno la capacità di assorbire un afflusso immediato, e teme un sistema a due velocità, con i più abbienti che pagano per cure private di qualità superiore.
Il grande giorno di preghiera, store bededag, abolito come festivo nel 2023, tornerà nel 2030, a condizione che si trovino misure compensative sull’occupazione.
Il governo si impegna a portare la spesa per difesa e sicurezza ad almeno il 5% del PIL entro il 2030.
Novità anche per i giovani, perché i mezzi pubblici diventano gratuiti per chi ha meno di 22 anni, mentre per i social media si impone il limite d’età a 15 anni, senza più possibilità di deroga parentale per i tredicenni.
Alternativet ha ottenuto i suoi punti sulla produzione di suini: stop all’allevamento intensivo estremo, stop al fissaggio delle scrofe, stop al taglio routinario delle code. Jeppe Bloch Nielsen di Danske Svineproducenter teme che vietare il taglio delle code senza le infrastrutture adeguate produca l’effetto opposto. Frederiksen ha annunciato la costituzione di un grisefirepart, un tavolo a quattro con Stato, agricoltura, parti sociali e organizzazioni ambientaliste.
La lacuna più vistosa è il tabacco. In 76 pagine, la parola rygning compare una volta sola, en passant. Kræftens Bekæmpelse ricorda che 16.000 danesi muoiono ogni anno a causa del fumo, il 30% di tutti i decessi oncologici. La Ministra della salute Ida Auken ha promesso una legge sulla salute pubblica. Per ora, senza date e senza impegni concreti.
Dopo una lunga fase in cui diversi temi economici sono stati centrali nelle negoziazioni per la formazione di un nuovo governo, il regeringsgrundlag non delude e descrive importanti modifiche al sistema fiscale.
Il sistema danese aveva finora tre scaglioni di imposta sul reddito: una bundskat (l’aliquota base), una mellemskat per i redditi medi, e una topskat per i redditi alti, con una toptopskat aggiuntiva per i più alti di tutti, oltre 2.592.700 corone annue. Il nuovo governo lascia solo due fasce: bundskat fino a 777.900 corone, e una topskat al 15% su tutto il resto, compensando parte dei costi con il congelamento per due anni di alcune detrazioni e soglie d’imposta che normalmente vengono adeguate all’inflazione.
La critica è arrivata subito. Si tratta di una vera e propria “tassa nascosta”, che ridurrà il reddito disponibile delle famiglie meno abbienti. Secondo calcoli del think tank Cepos, una famiglia operaia otterrà 8.700 corone annue di sgravi, contro le 16.400 di una famiglia di dirigenti, quasi il doppio. Frederiksen ha difeso il piano definendolo “sia equilibrato che giusto”, sottolineando che va letto insieme alle altre misure.
Le cooperative abitative pubbliche (almene boliger) avranno diritto di prelazione sugli immobili in vendita, per frenare la speculazione e aumentare l’offerta di alloggi accessibili nelle città.
È stato annunciato che l’IVA sugli alimenti verrà dimezzata, e su frutta e verdura sparirà del tutto. Dansk Industri stima che la misura costerà alle aziende miliardi di corone all’anno in burocrazia.
L’overvismand Carl-Johan Dalgaard è scettico: le riduzioni IVA tendono a essere assorbite nella filiera, finendo per aumentare i profitti dei produttori più che abbassare i prezzi al consumatore. C’è poi un problema tecnico. Il sistema fiscale danese è costruito su decenni di soluzioni impilate le une sulle altre, e nessuno sa bene dove mettere le mani. Thomas Hildebrandt, professore di informatica all’Università di Copenaghen, paragona la situazione a un cassetto pieno di cavi aggrovigliati: non sai quale tagliare. Il nuovo Ministro delle imposte Jakob Engel-Schmidt stima che il sistema sarà pronto nel 2028.
Buone notizie arrivano per i pensionati. Quelli con i redditi più bassi riceveranno un aumento di 1.000 corone al mese. Il nuovo governo amplierà anche la pensione Arne con un aumento dell’assegno di 3.000 corone al mese. Allo stesso tempo, a partire dal 2027, verrà annullato l’aumento del limite di età per accedervi. Non è chiaro quanto costerà la proposta né come verrà finanziata.
Tra i penalizzati ci sono invece chi lascerà grandi eredità – con un’ulteriore imposta di successione del 15% sopra i 10 milioni – e chi ha elevati interessi passivi sui mutui – non sarà più possibile detrarre gli interessi passivi superiori a 150.000 corone a persona.
Il nuovo governo prende tempo sul tema dell’introduzione di una tassa sulla vendita degli immobili sollevato da Lars Løkke Rasmussen in campagna elettorale. Per ora è stata istituita una commissione di esperti che valuterà vantaggi e svantaggi di questa misura, ma sembra che non entrerà comunque in vigore prima delle prossime elezioni.
Nel complesso, tra i principali beneficiari del nuovo regeringsgrundlag figurano sia i redditi più alti, grazie all’abolizione di mellemskat e toptopskat, che i redditi più bassi, che trarranno vantaggio dalla riduzione dell’IVA sugli alimenti. Ne beneficeranno anche giovani, pensionati con redditi bassi e pensionati Arne, famiglie con figli, lavoratori autonomi e investitori.
La cosa più importante da osservare rimane l’aumento fiscale indiretto dovuto al congelamento delle soglie e delle detrazioni fiscali per due anni che riguarderà tutti i contribuenti. L’impatto sarà maggiore per le famiglie meno abbienti. Tuttavia, il bilancio complessivo dovrebbe restare favorevole alla maggioranza dei danesi.
È successo anche questo:
Danish Crown ha annunciato il taglio di circa 800 posti di lavoro in tre anni. Si tratta dell'ennesima ristrutturazione avviata dall'azienda, già alle prese con difficoltà legate alla diminuzione del numero di suini allevati in Danimarca.
Alcune ricercatrici dello Steno Diabetes Center hanno aperto una nuova strada per spiegare uno dei grandi enigmi della medicina: perché le donne vivono mediamente più a lungo degli uomini. Lo studio, basato su dati raccolti in Danimarca, si concentra sul cosiddetto “microchimerismo”, la presenza nell’organismo di un piccolo numero di cellule provenienti da un’altra persona.
I ricercatori hanno osservato che circa l’80 per cento delle donne oltre l’età fertile presenta nel sangue cellule con cromosoma Y, provenienti soprattutto da gravidanze di figli maschi. Analizzando un campione di donne e uomini danesi seguiti per circa vent’anni, gli studiosi hanno rilevato che le donne con queste cellule vivono in media 1,6 anni più degli uomini, mentre quelle senza tali cellule hanno un’aspettativa di vita simile a quella maschile.
Le ragioni non sono ancora chiare. Una delle ipotesi è che queste cellule “estranee” mantengano il sistema immunitario più attivo e capace di individuare precocemente alcune forme di tumore. Studi precedenti dello stesso gruppo avevano infatti collegato la presenza di cellule con cromosoma Y a un rischio inferiore di diversi tipi di cancro.
Gli stessi ricercatori invitano però alla prudenza: il fenomeno è ancora poco compreso e servono ulteriori studi per stabilire se queste cellule abbiano un ruolo diretto nella longevità o rappresentino semplicemente un indicatore di buona salute.
Nel 2023, quando le cliniche danesi hanno identificato una mutazione genetica cancerogena nel donatore 7069 – noto come “Kjeld” – avrebbero dovuto informare immediatamente tutte le famiglie coinvolte. Sei bambini danesi non sono ancora stati testati e decine di famiglie sono state avvisate con ritardi fino a due anni.
Il donatore è padre biologico di oltre 200 bambini nel mondo, di cui 44 in Danimarca. La mutazione viene ereditata nel 10-20% dei casi e comporta un rischio elevato di tumori, anche in età precoce. Nel complesso, 32 delle 81 donne che hanno concepito con questo donatore, il 40%, non sono state informate in tempo.
Il problema è sistemico. La clinica Vitanova, che nel marzo 2024 ha acquisito la Stork Klinik e altre strutture, ha scoperto nell’autunno successivo che numerose pazienti non erano state contattate nel 2023: almeno 20 donne risultavano senza notifica, spesso per informazioni di contatto mancanti o incomplete. Ulteriori verifiche hanno portato alla scoperta di altre sette donne non registrate nei sistemi digitali, identificate solo attraverso il numero del donatore. In alcuni casi è stato necessario consultare archivi cartacei risalenti a quasi vent’anni fa o cercare contatti online.
La legge danese prevede la conservazione dei dati per 30 anni e l’obbligo di informare tutti i soggetti coinvolti. Quello che è successo documenta la distanza tra questa norma e la pratica effettiva. La domanda concreta è questa: quanto è affidabile il sistema di tracciabilità sanitaria quando i dati sono frammentati tra archivi digitali e scartoffie di vent’anni fa?
Kræftens Bekæmpelse ha definito la vicenda “profondamente inquietante” e chiede una revisione dell’intero sistema.La Ministra della salute Sophie Løhde aveva annunciato un rafforzamento della supervisione e un’indagine ancora in corso. Il risultato di quell’indagine dirà se il caso Kjeld è un’eccezione o la regola.
Due professori che non esistono, tre citazioni inventate, un articolo pubblicato. Berlingske, uno dei quotidiani più autorevoli della Danimarca, ha ammesso di aver usato uno strumento interno di intelligenza artificiale per produrre fonti e dichiarazioni in un pezzo sul divieto dei pesticidi e l’acqua potabile.
Il meccanismo è semplice e il risultato è stato disastroso. Il giornalista ha usato l’AI per riassumere le dichiarazioni di esperti tratte da un articolo precedente, ma quell’articolo non è stato caricato correttamente nello strumento. L’AI ha colmato il vuoto inventando: Lars Mogensen dell’Università di Aarhus e Anne Kjær Nielsen di DTU, entrambi citati come professori ed esperti, non esistono. Hans Estrup Andersen indicato come docente di DTU esiste, ma lavora all’Università di Aarhus e nega di aver mai parlato con Berlingske.
Il giornalista è stato sospeso. Gli altri suoi articoli sono ora sotto revisione da parte di un consulente esterno.
Il direttore Tom Jensen ha definito l’accaduto “molto deplorevole e sfortunato” e “un problema enorme per la nostra credibilità”. Nonostante questo, Berlingske ha confermato che continuerà a usare lo strumento e che vuole che i propri giornalisti lo usino. La spiegazione: il problema non è lo strumento, ma l’uso scorretto che ne è stato fatto.
Il caso non è isolato. Pochi giorni prima, Politiken aveva pubblicato una scheda informativa generata dall’AI piena di errori. Due testate di riferimento, due incidenti nel giro di settimane.
Katja Jensen aveva sanguinato in modo abbondante durante il primo parto. Sapeva che l’ospedale avrebbe sconsigliato un parto domiciliare per la seconda gravidanza. Ha cercato un’ostetrica privata: nessuna ha accettato, per via del rischio emorragico e delle implicazioni legali. Ha partorito a casa, senza assistenza professionale.
Il suo caso non è isolato. In Region Sjælland i dati mostrano una crescita graduale dei cosiddetti frifødsler, parti non assistiti, nel corso del 2025. Le ragioni sono ricorrenti: esperienze negative in ospedale, sfiducia nelle linee guida, la convinzione che il corpo femminile sia fatto per partorire senza interventi. Nel vuoto che il sistema lascia, alcune donne si rivolgono a doule – figure non regolamentate, senza titolo e senza formazione obbligatoria.
Le ostetriche capo di diversi ospedali avvertono che alcune doule diffondono consigli pericolosi. Uno in particolare sta circolando: mettere un pezzo di placenta sulla guancia della madre fermerebbe un’emorragia in pochi secondi. Non ci sono prove che funzioni. Dopo il parto, una donna può morire per emorragia nel giro di minuti: il consiglio dà una falsa sicurezza e può rivelarsi fatale.
Chi ha vissuto un parto traumatico in Danimarca sceglie tra tornare in un sistema di cui non si fida e partorire senza nessuna assistenza professionale. Le ostetriche private non accettano i casi ad alto rischio per ragioni di responsabilità legale. Le doule, nel frattempo, non sono regolamentate.
Il governo stanzia 5 miliardi di corone in più all’anno per le folkeskole, le scuole pubbliche, entro il 2030. La proposta su cui Frederiksen aveva costruito la campagna – la lilleskole con classi da massimo 14 alunni – non è nel programma di governo. Il presidente dell’associazione degli insegnanti ha detto: “Classi più piccole e 5 miliardi all’anno avrebbero sollevato le folkeskole in modo significativo.”
Cosa c’è nel programma? Le 100 scuole con i risultati peggiori riceveranno programmi di tutoraggio accelerato. Sarà più facile diventare meritlærer – insegnante per merito, senza il percorso formativo tradizionale completo – e i docenti in pensione potranno rientrare a tempo parziale. Le scuole rurali piccole avranno più flessibilità e supporto economico per evitare le chiusure.
C’è anche il problema dell’assenteismo. Più di un alunno su cinque supera il 10% di assenze all’anno, una soglia considerata critica. Il governo risponde con un “pacchetto famiglia” e un familieambassadør – un referente dedicato – che coordini il supporto per i casi più complessi.
Per la prima volta in Danimarca sono state definite raccomandazioni nazionali sulle competenze natatorie: solo il 43% degli adulti sa nuotare i 200 metri senza interruzioni che le nuove linee guida indicano come standard minimo. Ogni anno circa 100 persone muoiono per annegamento tra coste, laghi, porti e piscine.
Le linee guida sono state elaborate da TrygFonden insieme a SvømDanmark, DGI e Danish School Sports. Non sono standard vincolanti, ma un riferimento condiviso per scuole, associazioni sportive e attività educative.
Un adulto dovrebbe nuotare almeno 200 metri senza interruzioni e senza ausili, inclusi 25 metri a dorso, muoversi sott’acqua per alcuni metri, recuperare un oggetto a due metri di profondità e assistere una persona in difficoltà con un supporto galleggiante. Per i bambini, l’obiettivo a 12 anni è 75 metri senza pinne o altro tipo di supporto.
Oggi l’82% delle scuole primarie danesi offre corsi di nuoto, ma qualità e continuità variano. Per chi ha figli alle elementari, il livello di insegnamento dipende dalla scuola. Le nuove raccomandazioni nascono anche per dare agli insegnanti un riferimento comune che finora mancava. Migliorare le competenze acquatiche richiederà tempo, ma linee guida non vincolanti, in un sistema scolastico già disomogeneo, cambiano davvero qualcosa?
Italiani in cantiere senza stipendio: il blocco al nuovo ospedale di Odense.
Una cinquantina di lavoratori rumeni e italiani hanno bloccato per una settimana gli ingressi del cantiere del Nyt OUH, il nuovo ospedale universitario di Odense, uno dei più grandi cantieri danesi in corso. La loro azienda, la Techo Build, è fallita lasciandoli senza un mese di stipendio. I cartelli erano chiari: “Dove sono i nostri soldi?”.
La protesta si è risolta grazie alla Lønmodtagernes Garantifond, il fondo statale danese che copre i salari arretrati quando un datore di lavoro fallisce. Vale per tutti i lavoratori in Danimarca con un contratto regolare, italiani inclusi. In molti non lo sanno.
Il cantiere del Nyt OUH ha già visto proteste simili in passato. Questo succede perché l’edilizia danese funziona a subappalti a cascata: aziende straniere con margini risicati, catene di responsabilità opache e lavoratori stranieri che pagano il prezzo quando uno degli anelli cede.
Le carte d’identità cartacee scadono il 3 agosto.
Lo ripetiamo perché è importante: dal 3 agosto 2026, la carta d’identità cartacea non sarà più valida – né per viaggiare, né per identificarsi sul territorio danese. La scadenza stampata sul documento non conta più.
Se avete ancora il vecchio documento, è il momento di prenotare un appuntamento al consolato per la Carta d’Identità Elettronica (CIE). La CIE vale come documento di viaggio in tutta l’UE e serve anche per attivare lo SPID.
La CIE si richiede presso la Cancelleria Consolare di Copenaghen. I tempi di appuntamento sono molto lunghi: non aspettate.
Copenaghen (Biblioteca di Østerbro); 9 giugno, ore 18:00 • Circolo di lettura in italiano – incontro dedicato a Il pranzo di Babette di Karen Blixen, una storia intensa sul dono, l’arte e la convivialità. Ingresso libero, senza prenotazione.
Copenaghen (Residenza dell’Ambasciatrice); 10-13 giugno 2026 • “Sole Vince – The Italian Table”: la cucina italiana patrimonio UNESCO in mostra alla Residenza Italiana. In occasione di 3daysofdesign l’Ambasciata d’Italia apre le porte della residenza dell’Ambasciatrice con una mostra curata dallo studio Rinata Milano: arredi, tessuti e vetri d’arte raccontano la tavola italiana tra tradizione e design contemporaneo. Ingresso gratuito, registrazione qui.
Hellerup (Istituto Italiano di Cultura); 15 giugno ore 18:30 • Una giornata particolare – Nel decimo anniversario della morte di Ettore Scola, l’Istituto Italiano di Cultura proietta il suo capolavoro del 1977: Roma, 1938, la visita di Hitler a Mussolini, e due emarginati, Sophia Loren e Marcello Mastroianni, che si incontrano ai margini della Storia. Proiezione in italiano con sottotitoli danesi. Ingresso libero.
Hellerup (Istituto Italiano di Cultura); 19 giugno 2026, ore 20:00 • Tradimenti – da Erodoto a Totò – spettacolo teatrale scritto e interpretato da Christian Poggioni, che intreccia narrazione, poesia e musica per esplorare il tema del tradimento attraverso autori come Erodoto, Catullo, Boccaccio, Manzoni, Totò, Čechov e Karen Blixen. Poggioni, attore e regista, porta in scena un percorso tra classico e contemporaneo. Biglietti e iscrizione qui.
Ricorda: Hellerup (Istituto Italiano di Cultura); dal 4 giugno al 14 agosto
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Quattro migranti bruciati vivi in Calabria – DR / BT
DR tratta la notizia come un breve giudiziario: due arresti, nessun nome, nessun contesto. Non viene introdotto il caporalato, la Calabria è uno sfondo neutro, i sopravvissuti sono assenti. Trattare questo come cronaca ordinaria è già una scelta editoriale.
BT apre con “condizioni simili alla schiavitù” già nel primo paragrafo, include la testimonianza del sopravvissuto, cita il procuratore e le reazioni di Meloni e del governatore calabrese. La notizia diventa uno specchio delle politiche migratorie italiane.
Kanye West vietato in Italia “per ragioni di sicurezza” – DR
Il prefetto di Reggio Emilia cancella il concerto di Kanye West (luglio, RCF Arena). DR usa esclusivamente il frame della sicurezza pubblica, omettendo le pressioni della comunità ebraica e dei gruppi antifascisti che avevano chiesto il divieto da aprile per le dichiarazioni antisemite di West. La scelta depoliticizza la decisione.
In Danimarca, più di due mesi dopo le elezioni, è stato trovato un accordo per formare il nuovo governo. (Il Post)
Danimarca, sì welfare e no migranti: la socialdemocratica Frederiksen terza volta premier. (la Repubblica)
Danimarca, Frederiksen al terzo mandato. La leader socialdemocratica annuncia a re Frederik l’accordo di governo. (Corriere della Sera)
Prova di governo. (Internazionale)
Nasce il nuovo governo danese, Frederiksen riparte dalla Groenlandia. (Il Sole 24 Ore)
La Danimarca ha un governo: nel Frederiksen ter anche la sinistra. (il manifesto)
Danimarca, l’annuncio di Frederiksen: formato il nuovo governo a due mesi dalle elezioni. (Sky TG24)
Danimarca: Frederiksen ottiene il terzo mandato come primo ministro. (MarketScreener)
Danimarca, Frederiksen annuncia di aver formato il governo. (ANSA)
Nasce il nuovo governo danese, Frederiksen riparte dalla Groenlandia. (Il Sole 24 Ore)
In Danimarca nasce il Ministero per la Natura e il Benessere degli animali. (Fanpage)
Danimarca, nasce il ministero per la Natura e il Benessere animale. (La Nuova Ecologia)
Antiriciclaggio: la procura danese quantifica in 6,6 miliardi di corone la sanzione richiesta contro Nordea. (Market Screener)
Danimarca indaga sulla morte della megattera che ha incantato la Germania. (Euronews)
Sono tutti 3 danesi i progetti finanziati dalla Germania attraverso l’ultima asta da 1,3 miliardi di euro. (Hydronews)
Meglio la Danimarca della Spagna. E poi bon courage, cara Elly. (Il Foglio)
Amb. Del Papa, ‘il 2 giugno l’Italia scelse un futuro di libertà’. (ANSA)
L’ambasciatrice Del Papa celebra gli 80 anni della Repubblica italiana a Copenaghen. (ANSA)
Il pianista Gianluca Luisi si è esibito a Copenaghen. (ANSA)
La ceramica italiana testimone del Made in Italy a Copenaghen. (AISE)
A Copenaghen monumenti italiani riprodotti col Lego. (ANSA Cultura)
Dal Giro in piena salute al ciclismo azzurro in crisi. Si segua il modello danese e lo Stato faccia la sua parte. (Corriere della Sera)
La Copenaghen Fashion Week sfida il fasto barocco e traccia la rotta della moda che verrà. (Italy Post)
La Settimana della moda di Copenaghen svela il calendario della SS27. (Fashion Network)
Tutto su 3daysofdesign Copenaghen 2026. (Fuorisalone)
Make This Moment Matter: a Copenaghen il design torna a essere un’indagine culturale. (Make Your Home Studio)
Copenaghen: la città da vivere su due ruote spiegata da Mikael Colville-Andersen. (Repubblica)
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