RSS Amplifier

Il Partito · Aug 14, 2026

Zhu Rongji

0
Sign in to vote or save

Simone Pieranni · Il Partito

Buongiorno. Ero arrivato da poco in Cina e un giorno con alcuni conoscenti cinesi ero entrato in un ristorante. Eravamo seduti a un tavolo posto all’angolo della sala. A un certo punto, guardando davanti a me, notai il poster di un uomo cinese. Aveva un’espressione benevola, sorrideva, ma non sapevo minimamente chi fosse. Alla mia domanda su chi fosse quella persona, uno dei ragazzi al tavolo con me rispose, “Quello è Zhu Rongji, l’uomo dal pugno di ferro”. Mi raccontarono della sua importanza nell’era delle Riforme e della sua grande dote di leader incorruttibile.

Zhu e sua moglie, Lao An, a bordo del treno sperimentale a levitazione magnetica giapponese a Tsuru, nella prefettura di Yamanashi, nel 2000.(Foto: Nikkei)

Questa settimana Zhu Rongji (朱镕基) è morto a 97 anni e la sua figura - dalle nostre parti - è stata riscoperta, rientrando nell’ottica del leader che ha portato la Cina all’interno del WTO e che più in generale ha rappresentato una guida molto tecnocratica, fautore delle Riforme economiche, grande riorganizzatore delle aziende di Stato (non senza costi altissimi in termini di espulsione di forza lavoro).

E allora per questa newsletter agostana che esce in modo speciale oggi, vi presento alcune riflessioni sulla sua figura.

  • La prima è di Tu Zhuxi (兔主席), grande conoscitore (anche per legami famigliari, essendo il nipote di Ren Zhongyi, il segretario del Guangdong riformista degli anni ‘80) di quell’epoca, il suo è un ritratto bellissimo, poetico, di Zhu.

  • Poi, un pezzo di Yasheng Huang, economista e politologo (insegna al MIT Sloan School of Management). Yasheng è famoso perché ha studiato a fondo il modello di sviluppo economico cinese, le riforme rurali e il ruolo dell'imprenditoria privata in Cina. Il suo pezzo su Zhu è molto interessante perché spezza l’agiografia su Zhu, introducendo tutti i problemi che le riforme hanno causato al mondo rurale cinese.

  • Infine il necrologio ufficiale, il 讣告 (fùgào), della Xinhua (che è interessante per l’uso di alcune espressioni e per l’assenza di alcune informazioni; come sempre gli atti ufficiali del PCC sono più divertenti di quanto sembrino a leggerli come fossero documenti “normali”)

Buona lettura e alla prossima newsletter (che sarà su Liang Wenfeng, il fondatore di DeepSeek, ho recuperato la trascrizione integrale di un suo intervento di tre ore e mezza…)

Ricordo anche che questi contenuti sono possibili grazie ai contributi di chi si abbona pagando 5 dollari al mese: grazie. Il Partito sta crescendo, siamo a oltre 11.200 iscritti e ospita interventi di esperti e esperte che vi portano dentro al mondo cinese con la consapevolezza di chi conosce la lingua, di chi ha vissuto a lungo lì: un’informazione approfondita, su fonti cinesi, di qualità introvabile nel panorama mediatico italiano, ma che essendo di qualità va pagata e sostenuta.
Se volete potete abbonarvi qui sotto.

Nel mese di aprile del 2001, un’automobile procedeva lentamente lungo le strade di montagna dello Xiangxi. A bordo sedeva un anziano signore.

Era il Primo Ministro di questa nazione. I media di tutto il mondo lo chiamavano il “Premier dal volto di ferro” (铁面总理, tiěmiàn zǒnglǐ): l’uomo che faceva “tremare di paura i funzionari corrotti al solo sentirne la voce” (让贪官闻风丧胆, ràng tānguān wénfēng-sàngdǎn), colui che ebbe il coraggio di scagliarsi con rabbia sugli argini del Fiume Azzurro contro i “progetti fatti di scarto di tofu / lavori scadenti e corrotti” (豆腐渣工程, dòufuzhā gōngchéng).

In quel momento, questo vecchio noto per “non fare sconti a nessuno” (不留情面, bù liú qíngmiàn) guardava fuori dal finestrino con uno sguardo così dolce da non sembrare nemmeno lui. Era lo Xiangxi dal quale era rimasto lontano per sessant’anni.

Nel 1938, secondo anno dello scoppio su vasta scala della Guerra di Resistenza contro l’aggressione giapponese, il grande incendio di Changsha interruppe bruscamente il percorso di studi del giovane Zhu Rongji (朱镕基). Insieme ad altri rifugiati, tra mille peripezie, si addentrò nelle montagne dello Xiangxi, entrando nell’Ottava Scuola Superiore Nazionale, formata da docenti e studenti sfollati ed esuli.

A quel tempo, era il ragazzino più giovane e fisicamente più fragile della classe. Vivevano in templi e santuari buddisti, dormivano su grandi tavolacci a castello comuni, mangiavano verdure sottaceto. Ma a che livello arrivava la sua dedizione allo studio? Ovunque andasse portava sempre con sé un dizionario inglese-cinese. Quando la scuola mise in scena l’Opera di Pechino Lo stratagemma della città vuota, fu lui a interpretare Zhuge Liang: colui che, dall’alto delle mura cittadine, suonando la cetra respinse il nemico: calmo, determinato, “grande perizia e immenso coraggio”.

Guarda le coincidenze della vita: più tardi, un passo dopo l’altro, su quelle mura di comando ci salì davvero.

Lo Xiangxi diede a quel ragazzo travolto dalla guerra un banco, una ciotola di riso e una lampada. Non lo ha mai dimenticato.

Sessant’anni erano passati, e lo Xiangxi era cambiato molto.

La Jishou University era piena di talenti, le bizzarre vette di Zhangjiajie si ergevano immutate, e le nuove cittadine erano brulicanti e animate. L’anziano camminava e osservava; quando incontrò i suoi vecchi compagni di classe di allora, i suoi occhi si fecero lucidi. In circostanze ordinarie, la scena si sarebbe svolta così: “ritornare nei luoghi cari nel mezzo di mille impegni (百忙之中,故地重游, bǎimáng zhī zhōng, gùdì chóngyóu), provare un’infinità di emozioni (感慨万千, gǎnkǎi wànqiān), scattare una foto ricordo e chiudere in modo impeccabile la visita”.

Ma lo sguardo di Zhu Rongji andò oltre la folla, posandosi sulle montagne in lontananza. Le montagne erano brulle.

Dopo decenni di disboscamento selvaggio e incontrollato quei monti un tempo lussureggianti a perdita d’occhio si erano trasformati in spoglie “montagne calve”; e gli ottocento li del Lago Dongting, che nei suoi ricordi di gioventù scorrevano possenti e maestosi, erano per oltre la metà ostruiti dai sedimenti.

Da qui nacque quella poesia.

Read the original on ilpartito.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.