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Il Margine Bianco - Newsletter italiana di storytelling · Jun 24, 2026

Un bacio e passa la bua

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Riccardo D'Uggento · Il Margine Bianco - Newsletter italiana di storytelling

Alcune medicine non hanno bisogno di un brevetto.

Niccolò è caduto nel giardino.

Era una di quelle cadute che sembrano più gravi di quanto siano — il corpo che perde improvvisamente l’equilibrio, la sorpresa più del dolore. Ha pianto, certo. Ma quello che ricordo bene non è il pianto. È la velocità con cui è corso da Valentina.

Lei lo ha preso in braccio, ha guardato il ginocchio — niente di grave, solo un graffio rosso — e lo ha baciato.

Un bacio. Niente cerotto, niente ghiaccio, niente discorsi rassicuranti. Solo un bacio sul ginocchio, e poi uno sulla fronte.

Il pianto è svanito in pochi secondi. Non lo spavento del dolore — quello era già passato. Era rimasto solo lo spavento della caduta. E anche quello, in braccio a sua madre, si è sciolto.

La scienza, con qualche decennio di ritardo

Qualche giorno dopo ho letto una notizia che mi ha fatto sorridere.

Una ricercatrice ha studiato — con tanto di risonanza magnetica — cosa succede nel cervello quando una madre bacia il proprio bambino dopo una caduta. Il risultato: si attiva una reazione emotiva simmetrica in entrambi i cervelli. Il bacio funziona come un ponte — le sensazioni si allineano, come se suonassero all’unisono la stessa musica empatica.

Non solo — dicono che baciare regolarmente i bambini possa ridurre nel tempo la probabilità di alcune malattie da adulti, come la cefalea.

Ho pensato: ci è voluta una risonanza magnetica per dimostrare quello che Valentina sa fare a occhi chiusi da quando è diventata madre.

La lezione

C’è qualcosa che mi colpisce in questo tipo di scoperte. Non il fatto che siano vere — lo erano già prima che qualcuno le misurasse. Il fatto che ne avessimo bisogno per crederci davvero.

Viviamo in un’epoca che chiede prove per tutto. Anche per le cose che il corpo sa già. Una madre che bacia il ginocchio di suo figlio non aveva bisogno di una risonanza per sapere che funzionava — lo vedeva ogni volta, nel modo in cui il pianto si fermava.

Eppure c’è qualcosa di rassicurante nel sapere che la scienza, finalmente, ci ha raggiunti.

Forse perché viviamo circondati da così tante voci che ci dicono come crescere i figli — metodi, tecniche, approcci con nomi inglesi — che fa bene sentirsi dire: stavi già facendo la cosa giusta. Bastava un bacio.

Il pensiero pratico

Penso che valga anche fuori dalla genitorialità.

Quante volte, davanti a qualcuno che soffre — un amico, un collega, un partner — cerchiamo la soluzione giusta, le parole perfette, la strategia migliore? E quante volte, invece, basterebbe solo essere presenti. Un gesto semplice. Un ponte emotivo, come lo chiama la scienza, che non richiede competenza — solo vicinanza vera.

Non tutto ha bisogno di essere risolto. A volte ha solo bisogno di essere accompagnato.

La domanda di questa settimana

C’è un gesto semplice — nessuna strategia, nessuna parola perfetta — che qualcuno ti ha fatto e che ti ha guarito più di qualsiasi consiglio?

Raccontamelo. Sono curioso di sapere quali sono i baci che ti hanno guarito. 🌿

Con affetto,

Riccardo

(e Valentina, guaritrice ufficiale di ginocchia sbucciate)

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Se questa lettera ti ha parlato, condividila con una persona sola — quella che pensi ne abbia più bisogno.

Read the original on ilmarginebianco.substack.com

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