Ciao!
Hai mai sentito un blocco di fronte ad una pagina bianca? Non una pagina bianca qualunque, ma quella di un nuovo quaderno o di un nuovo sketchbook. La paura di iniziare, di "sporcarlo" irrimediabilmente, di commettere un errore?
Io sempre (ovviamente!) fino a quando, in una libreria di Londra che adoro (Magma Books), ho trovato uno sketchbook con una frase stampata sulla prima pagina: "Messing with the first page is the best way to keep the perfection anxiety away".
Hanno ragione, ho pensato, ma poi ho desistito, almeno la prima volta. Fare il primo passo è sempre difficilissimo, fino a che non lo fai e senti tutta la potenza di un gesto così semplice eppure liberatorio.
A volte inizio con un segno, per provare un nuovo colore, altre volte appiccicando un disegno fatto su un piccolo foglio di recupero, o su un post-it. La maggior parte delle volte, però, sono le forme ritagliate a guidarmi nella mia esplorazione, e così il tavolo del mio studio si copre di pezzi di carta colorata, forme che non so ancora cosa diventeranno, composizioni che nascono per caso quando sposto un elemento per sbaglio.
È il mio modo di esplorare senza meta.
Prendo il primo pezzo di carta che mi capita tra le mani, lo ritaglio, e vedo dove mi porta. Non so mai dove andrò a finire, e questo è esattamente il punto.
Viviamo in un mondo che ci chiede sempre di sapere dove stiamo andando, senza possibilità di dubbio o incertezza. Le idee migliori, però, nascono spesso negli spazi intermedi, nei momenti in cui non stiamo "producendo" qualcosa di specifico.
Il mio sketchbook è diventato un rifugio da questa pressione. Qui dentro non devo giustificare niente: posso sprecare carta, cercare soluzioni, fare errori, iniziare cento cose e finirne tre. È il mio laboratorio dell'imprevisto, in cui spesso trovo spunti da riprendere e approfondire in un secondo momento.
Proprio da una di quelle sessioni di cutouts casuali è nato Where We Float - un progetto personale che rappresenta questa filosofia dell'esplorazione.
Una forma blu che galleggia su un pezzo di carta arancione, delle piante. Hai presente quel momento sospeso tra il sonno e la veglia, quando la mente si lascia andare e tutto sembra possibile? A volte basta poco per scorgere un’idea, che ti rimane addosso con tutta la sua leggerezza.
L'illustrazione parla di piccole pause, di momenti in cui va bene non fare niente di produttivo. Di galleggiare, appunto. In un mondo che ci spinge sempre a "ottimizzare" anche il riposo, mi piaceva l'idea di creare qualcosa che invitasse semplicemente a... fermarsi.
È un invito che faccio spesso a me stesso, e che ora faccio anche a te.
La prossima volta che apri uno sketchbook nuovo, prova a "sporcarlo" subito: una macchia di colore, un ritaglio incollato a caso, una linea storta. Vedrai che la seconda pagina sarà molto più interessante, e libera.
E tu, come fai pace con la pagina bianca? Raccontami il tuo metodo anti-ansia da perfezione. Rispondi direttamente a questa email (o nei commenti su Substack) - sono sempre curioso di scoprire i rituali creativi di chi mi legge.
Se questa newsletter ti ha fatto venire voglia di rallentare (anche solo per cinque minuti), condividila con qualcuno che ha bisogno di sentirsi dire che va bene anche galleggiare un po'.
Alla prossima esplorazione,
Roberto – Hikimi
P.S. - "Where We Float" sarà presto disponibile come stampa nel mio shop. Ma soprattutto, ricordati di galleggiare ogni tanto. Non costa niente ed è sorprendentemente efficace.
Portfolio: hikimi.it
Where We Float: Vedi il progetto completo qui
Imagier Surprise L’ultimo libro che ho creato per Editions Auzou
È la prima volta che mi leggi? Ciao! Sono Roberto (Hikimi), illustratore e collezionista di ritagli di carta. Ogni mese condivido storie dal mio studio e riflessioni sul fare creativo senza troppa ansia da prestazione. Welcome on board! 🌊
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