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La newsletter di Gynepraio · Jun 9, 2026

La sindrome di Fioretta - Ho capito qual è il mio problema nel delegare all'AI

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La newsletter di Gynepraio · La newsletter di Gynepraio

Lo dico molto sinceramente: io ho una fortissima etica del lavoro. Conosco persone molto più creative, preparate e fatturanti di me, ma non ne conosco quasi nessuna col mio rigore esecutivo. Etica del lavoro per me significa rispetto delle deadline, controllo sul processo (che spesso sfocia nel micromanagement, mi scuso), attenzione allə cliente e al suo feedback, correttezza, proattività, tensione continua al miglioramento al grido di le cose si fanno bene.

È possibile che questo mio sforzo non traspaia dai risultati che ottengo, ma io so che c'è e lo considero un elemento fondante della mia persona. A maggior ragione se parliamo di scrittura: 700 persone al momento stanno pagando un abbonamento per leggere questa newsletter e nella mia mente non esiste la possibilità di non guadagnare col sudore della fronte e fino all’ultimo centesimo i soldi che mi danno.

Ammetto che delegare a un’intelligenza artificiale una parte così rilevante del mio lavoro mi farebbe sentire in colpa: mi sembrerebbe di venire meno ai miei valori, di rinunciare a una parte di me1.

C’è poi una questione di standard: io non sono MAI contenta delle proposte di riscrittura che ricevo dalle intelligenze artificiali. Non mi interessa sembrare presuntuosa: io spesso sbaglio, ma lo faccio comunque meglio.

Gli scritti prodotti dall’AI non riflettono minimamente il modo in cui funziona il mio pensiero: le idee nella mia testa somigliano a brutti grappoli d’uva, e quindi si articolano in periodi vagamente barocchi, pieni di coordinate e subordinate.

Al contrario, la struttura del pensiero e quindi del discorso prodotto dall’AI mi ricorda una collana di perle tutte uguali tenute insieme da un filo sottilissimo: non a caso i testi si presentano come una sequenza di affermazioni sincopate e punti a capo che disgregano il ragionamento anziché integrarlo.

Mi sembra che l’AI vada sempre e solo nella direzione di semplificare, smussare, facilitare: come se chi mi legge, poverinə, fosse poco intelligente e io dovessi sminuzzare i concetti altrimenti glə vanno di traverso.

Nel mio settore l'utilizzo dell'intelligenza artificiale è stato fin da subito molto spregiudicato, anche da parte di persone che non ne avrebbero alcun bisogno perché:

  • sanno esprimersi benissimo;

  • possono tranquillamente pagare qualcuno che lo faccia al posto loro.

Penso a certə imprenditorə digitali che sostengono di fare i big money con la loro strategia vincente: che Marco

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