Il Generale Vannacci candida un generale dei carabinieri come sindaco di Milano. Dice il generale Vannacci: «Ha una grande esperienza nel campo della sicurezza; a Caserta ha lottato contro il clan dei Casalesi portando a termine operazioni spregiudicate». Poi aggiunge: «Con lui Milano tornerà a essere la città della Madonnina e non dei maranza. Date fiducia a Burgio e vedrete Milano rivoltata come un calzino».
Nella logica semplificata di certa politica, generale e sindaco sono più o meno la stessa cosa. Ci si chiede con quali truppe il generale Burgio, qualora diventasse sindaco, si appresti a riportare l’ordine in città. Forse con i corpi speciali della polizia locale, i famosi ghisa milanesi, l’unità tier-1 della contravvenzione. Il loro sistema di accertamento della residenza, studiato e ammirato da tutti i corpi di polizia locale, prevede l’irruzione simultanea da tetto, finestre e porte.
Berlino: «Applichiamo il patto Ue sui migranti, verso respingimenti in Italia e Grecia». Dopo il dispetto italiano alla Spagna e la ritorsione infantile di Madrid, ora è la volta dei tedeschi che, sentendosi esclusi in questa fase di regressione collettiva, vogliono dire la loro. Non si capisce il senso di spostare persone che poi possono muoversi per il continente senza nessun controllo. La sensazione è che le formazioni politiche più estreme, come quella del generale Vannacci in Italia, siano già al potere senza nemmeno aver partecipato alle elezioni. Le attuali maggioranze le rincorrono e, nei fatti, ne anticipano le politiche per cercare di colmare il divario di consenso. Una forma di democrazia asincrona che sarebbe interessante studiare: le minoranze radicali dettano l’agenda, le maggioranze eseguono. Il consenso si sposta senza che nessuno abbia vinto le elezioni per spostarlo.
Netanyahu respinge il piano Usa per Gaza: «Niente ritiro fino al completo disarmo di Hamas». Ca nisciuno è fesso.
Parla la moglie di uno dei ciclisti investiti a Lanzo Torinese: «Non volevo che comprasse quel casco da 800 euro: oggi gli ha salvato la vita». Scopro con un certo stupore che esiste una corposa letteratura sui caschi da bicicletta. Ci sono anche le classifiche, le recensioni e normative specifiche per le varie parti della testa che proteggono. Molti hanno anche l’illuminazione led anteriore e posteriore, con telecomando a manubrio. Qualcuno «è dotato di un sistema di regolazione Roc Loc City Mips che semplifica l’adattamento sia della vestibilità sia della stabilità sulla testa. Inoltre, tale sistema si integra perfettamente con la tecnologia Mips per la protezione cerebrale in caso di incidenti». Ho pensato al vecchio casco da 100 euro che uso per la mia moto, una Suzuki 600 che fa i 200 all’ora. Di sicuro non ha il Roc Loc City Mips. Un brivido mi ha percorso la schiena.

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