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Rapporto di Area · Aug 9, 2026

I vestiti nuovi dell'Imperatore

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Gianraffaele Percannella · Rapporto di Area

Ho paura di annoiare chi segue questa newsletter, ma la cosa si sta facendo grossa ed è importante seguirla. Da semplici sospetti siamo passati a reali preoccupazioni e, avendo anticipato di settimane questi temi, li seguo con particolare interesse anche per verificare l'efficacia dei miei strumenti di analisi. Partiamo dal New York Times dell’8 agosto che riporta la valutazione di Tom Karako del CSIS sul depauperamento delle scorte americane. Leggendola si ha la conferma che è una condizione strategica destinata a durare anni, non un problema operativo temporaneo. Ricordo che il CSIS è un'organizzazione nonprofit che esercita grande autorevolezza nei circoli della politica americana. Con questa consapevolezza, si tratta della frase più pesante prodotta da una fonte istituzionale dall’inizio di questa vicenda.

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Faccio un breve riassunto per chi si è perso, in tutto o in parte, il flusso dell'analisi. Il 7 marzo stimavo, su dati OSINT e documentazione pubblica del Dipartimento della Difesa, una traiettoria di consumo che Reuters ha confermato il 4 agosto con tre fonti interne all'amministrazione. A questo elemento, si aggiungeva l'indagine di otto settimane dopo quando il 30 aprile documentavo le ricadute sul teatro indo-pacifico. In particolare Tomahawk e missili a lungo raggio critici per un conflitto con la Cina trasferiti dalle scorte regionali al Medio Oriente, consegne al Giappone rinviate, deterrenza in Corea del Sud indebolita. Veniamo al 4 agosto, quando riportavo la notizia di Reuters sul fatto che il cerchio si chiudeva con conferma istituzionale. Il 6 agosto aggiungevo un commento sullo scontro interno all'amministrazione e la quarta occorrenza della formula retorica invariante di Trump sulla disponibilità illimitata di armi. Sempre il 6 agosto, un drone con PETN veniva trovato nella zona cargo dell'aeroporto di Lipsia. L’8 agosto mattina scrivevo di quell’episodio collegandolo all’aggiornamento dell’intelligence americana su Putin, aprendo lo scenario della dimensione europea. Ora che abbiamo tutti gli elementi, basta metterli insieme.

Russia e Cina tracciano le scorte americane attraverso fonti aperte, bilanci congressuali, annunci dei contractor, oltre che con satelliti spia e sistemi di sorveglianza propri, e conoscono quindi con buona approssimazione lo stato delle scorte americane. E questo senza contare le loro fonti di intelligence primarie. Sempre riferendo quanto riporta il NYT, Karako ha dichiarato esplicitamente: "Potrebbero fare qualcosa di deliberato, al momento da loro scelto, perché ricordiamoci che impiegheremo anni a ricostituire”. Dara Massicot della Carnegie Endowment for International Peace, invece, riporta che Mosca stava già rivalutando le proprie assunzioni sulle scorte americane prima della guerra iraniana. Osservando l'andamento delle forniture americane all'Ucraina, gli analisti russi avevano probabilmente già dedotto il ritardo della produzione rispetto all'impiego.

Ora è il momento di valutare le reiterate affermazioni di Trump che ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno oltre 100.000 bombe guidate. Si tratta di un arsenale oggettivamente sterminato, sufficiente per diverse guerre ad alta intensità. Però, confermando ciò che descrivevo nell'articolo “Praticamente Illimitato”, il NYT osserva anche che quelle bombe devono essere sganciate da aerei vicini al bersaglio, esponendo i piloti alle difese antiaeree a differenza dei missili da crociera a lungo raggio che possono essere lanciati da centinaia, a volte migliaia, di chilometri di distanza. E sono precisamente questi, i missili da crociera a lungo raggio, ad essere stati esauriti dalla campagna iraniana. L’abbondanza di munizioni di livello medio non colma il deficit nei sistemi di alta fascia. Va anche osservato che i cambi di sistemi d'arma comportano modifiche nella logistica e nella formazione del personale, oltre che nella modalità di proiezione. Si tratta di un cambiamento che richiede tempi che oggi appaiono incompatibili con la crisi dello stretto di Hormuz e l'autunno che si avvicina.

L'esigenza è così presente che il Pentagono si è dovuto attivare tramite un memo del vice segretario Feinberg, che ha dato alle aziende della difesa 21 giorni per presentare piani di accelerazione produttiva evidenziando che cicli di produzione pluriennali non sono accettabili. Manca un “nella situazione attuale”, che trasformerebbe il memo in una comunicazione che anticipa il passaggio a un'economia di guerra. Il problema è che i framework agreement già firmati con Lockheed Martin, Northrop Grumman e altri non sono contratti vincolanti: dipendono da fondi congressuali che al momento non ci sono. Come riporta Karako, si tratta di accordi, non di contratti già stipulati. Serve una legge che li finanzi, ma il disegno di legge da 1,15 trilioni di dollari per la difesa è bloccato in Congresso e, con le midterm in arrivo, gli equilibri potrebbero cambiare.

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Un dato significativo è che le forniture di intercettori dall'Occidente all'Ucraina sono crollate di tre volte rispetto al 2025. Mercoledì l'Ucraina non è riuscita a intercettare nessuno dei 28 missili russi che hanno ucciso almeno 17 persone. Zelensky ha dichiarato che più intercettori "avrebbero potuto salvare le vite di chi è morto oggi." La connessione causale tra la guerra iraniana e le morti civili a Kiev è tragicamente nei numeri che Zelensky ha citato davanti alle telecamere.

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Nonostante le dichiarazioni dell'amministrazione, ormai oggettivamente prive di qualsiasi valore strategico, il problema esiste e si aggrava giorno dopo giorno. Nello stesso tempo, la capacità europea di colmare questa vulnerabilità in autonomia rimane un cantiere. Chi la calcola ha già iniziato a muoversi. Il drone di Lipsia potrebbe essere solo l’ultimo segnale visibile di quel calcolo. Per ora.

Fonti: New York Times (Troianovski, Swan, Schmitt, Barnes), 8 agosto 2026 · Washington Post (Verma), 8 agosto 2026 · K61, "Praticamente illimitato", Rapporto di Area, 7 marzo 2026 · K61, "Il conto asiatico della guerra iraniana", Rapporto di Area, 30 aprile 2026 · K61, "Avevamo ragione. Peccato.", Rapporto di Area, 4 agosto 2026 · K61, "Volano gli stracci a Washington", Rapporto di Area, 6 agosto 2026 · K61, "La finestra che Putin ha aspettato", Rapporto di Area, 8 agosto 2026.

Read the original on gpercannella.substack.com

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