Se c’è un cantante che non ho mai sopportato quello è Antonello Venditti. Ricordo che da bambino aveva un successo pazzesco (parlo del periodo “In questo mondo di ladri”) e io già all’epoca facevo lo snob e rifiutavo (quasi) tutte le cose che andavano per la maggiore. Non mi piaceva la sua voce, non mi piacevano le canzoni, non mi piaceva il suono dei suoi dischi. Anzi, di più, mi dava proprio fastidio la sua musica.
Poi passano gli anni, si matura, si allargano gli orizzonti e pian pianino mi sono andato a recuperare le sue cose più vecchie. E ho cominciato ad apprezzare il suo clamoroso gusto per la melodia, la sua romanità a volte un po’ sguaiata, i suoi testi. “Ci vorrebbe un amico” è una canzone clamorosa, con una produzione del suono semplicemente devastante, opera di Alessandro Colombini, ovvero la persona al fianco di Dalla nel suo periodo d’oro di fine Settanta, ma pure con Bennato e molti altri.
Mi sembrava perfetta da cantare col mio amico Fabrizio Coppola, dopo vent’anni di frequentazioni, canzoni, concerti, bevute e chiacchiere sui massimi sistemi.
Queste le parole di Fabrizio:
Venditti mi riporta alla mia infanzia, quando la domenica mattina ascoltavamo i cantautori alla filodiffusione. Le sue canzoni incarnavano ai miei occhi un mondo un po’ esotico, con quelle storie, quegli amori, quei nomi, il suo accento smaccatamente romano… C’è sempre stato qualcosa di sfuggente nelle sue canzoni, qualcosa di sottile che non capivo ma che si insinuava dentro di me. L’ho sentito più volte in concerto, quando in estate passava da Salerno e suonava nel vecchio stadio, proprio dietro casa di mia nonna: mi ricordo che salivamo sulla terrazza e io restavo ad ascoltare come imbambolato tutti quei successi uno dietro l’altro. Quando pubblicai il mio secondo disco, Una vita nuova, un giornalista scrisse che il mio modo di cantare gli ricordava Venditti – non la presi bene all’epoca. Ma oggi cantare “Ci vorrebbe un amico” con il mio amico Giuliano è stato un po’ come chiudere un cerchio che attendeva di essere chiuso da tempo.

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