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La newsletter del Camposanto · Mar 25, 2026

La lapide a forma di stella ⭐

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Giulia Depentor · La newsletter del Camposanto

Ciao camposanter, come state?

Vi avevo detto che ero riuscita a fare ordine tra i miei progetti, ma la verità è che le cose mi sfuggono un po’ di mano. Ho tante idee, troppe, spesso vorrei realizzarle subito e sono precipitosa. Affretto le cose, non rifletto, ne parlo in giro e poi, per diversi motivi, mi pento della mia impazienza.
Ogni volta mi riprometto di aspettare, di tenere le idee per me finché non sono pronte, ma poi l'entusiasmo prende il sopravvento e non resisto. Certo non aiuta dover stare sui social, dove provo sempre una sensazione ci competizione costante che, anche se magari è solo nella mia testa, mi toglie un po’ di lucidità. A volte vorrei fare una pausa per pensare con calma ma a questi ritmi è proprio impossibile.

E ogni volta che inizio un detox – e vedo che funziona – succede qualcosa che mi obbliga a piegarmi all’algoritmo dei social e a scervellarmi su contenuti brevi e superficiali che mi portano via tempo ed energia. È proprio un circolo vizioso perché i social sono utili e mi servono. Però. A volte mi chiedo se riuscirò mai a uscirne davvero. Probabilmente no.


So che forse vi aspettate che io parli solo di cimiteri e genealogia, ma con voi mi sento al sicuro e quindi eccomi qua in cerca di una pacca sulla spalla. So che mi capite.

Sapete qual è l’unica cosa dei social che mi piace veramente? Voi: la mia community di camposanter che mi sostiene e mi spinge a continuare con il mio lavoro di divulgazione. Non è retorica, lo sapete che odio le smancerie. Semplicemente è il mio modo per ringraziarvi e dirvi che, anche se a volte non riesco a rispondere a tutti, leggo sempre quello che mi scrivete e a volte mi commuovo anche. Quindi grazie 💙

Ora, però, parliamo di cimiteri che è meglio.

Se mi seguite anche su Instagram (ecco che salta sempre fuori quel maledetto), sapete bene che, ogni volta che visito il cimitero di San Donà, mi fermo davanti alla stessa meravigliosa e misteriosa lapide.

Questa:

Chi è Rita?
Cosa significa quella data?
Quello che porta tra i capelli è un diadema?
Si tratta di una donna benestante?
Come mai la sua lapide è a forma di stella?

Dopo anni di domande e supposizioni, finalmente mi sono decisa a indagare e ne ho parlato nell’ultima puntata di Camposanto (che vi consiglio di ascoltare prima di continuare a leggere questa mail).

Una precisazione: quando dico che “finalmente mi sono decisa”, non è che prima non ne avessi voglia. Semplicemente, a volte ho l’impressione che le storie vadano a occupare un cassetto della mia mente che deve essere aperto quando arriva il momento giusto.

Iniziamo col dire che la ricerca su Rita ha aperto più interrogativi di quanti ne abbia chiusi. Ci sono infatti alcune stranezze nei suoi documenti che io ho istintivamente interpretato in un certo modo che però non vi dirò. Perché tanti segreti? Semplicemente perché la mia etica professionale mi impedisce di raccontare una versione della storia se questa versione corrisponde solo a una mia opinione, a una mia supposizione o a un mio pensiero istintivo. Non posso dirvi cosa penso che sia successo a Rita, semplicemente perché non ho nessuna prova concreta che le cose siano andate come penso che siano andate.

Vi esporrò quindi i fatti cosicché anche voi possiate pensarci in modo oggettivo. Sarei molto felice se, a partire da questo episodio, si sviluppasse una discussione come è successo con Ines (qui e qui).

Il certificato di morte conservato all’Archivio parrocchiale di San Donà di Piave (180/1951)

Prima anomalia: il cognome sulla tomba (Corza) non corrisponde al cognome sui documenti (Gorza). Inizialmente, infatti, non riesco a trovare Rita tra i defunti schedati al cimitero di San Donà perché la cerco con il nome sbagliato.

Come mai la tomba porta la dicitura errata? Non potevano correggere? Dopotutto si trattava di una semplice lettera. Come mai nessuno dei suoi parenti (in quella tomba, stando alle mie ricerche, ci sono almeno altre quattro persone tutte morte dopo di lei) ha fatto cambiare il cognome sbagliato?

Non lo sapremo mai e forse si tratta davvero di una svista.
Ma secondo me vale la pena annotare questa stranezza.

Seconda anomalia: il certificato di morte di Rita non riporta alcuna informazione sulla sua causa di morte.

Perché parlo di anomalia? I certificati di morte conservati negli archivi parrocchiali, solitamente contengono anche questo tipo di informazioni (ricordate la storia di Ines? Ho scoperto la verità sulla sua morte proprio grazie a queste annotazioni). Mi è capitato, in passato, di trovare delle omissioni, e corrispondevano quasi sempre a casi molto specifici. Posso forse automaticamente includere Rita tra quei casi specifici? Ovviamente no, ma anche questa anomalia va osservata.

Anche questa può essere una semplice coincidenza. Oppure no.
Rita è morta nel periodo natalizio. Forse i record sono stati aggiornati tutti in una volta in seguito e si è deciso di annotare solo le informazioni essenziali?

Non lo sapremo mai (ormai mi ripeto).

Le uniche informazioni davvero certe ci arrivano dal certificato di nascita di Rita (questa volta dello Stato civile e non della chiesa), dove scopriamo che la donna, in realtà, aveva tre nomi, era nata a Palmanova (UD) da una casalinga e da un custode carcerario.

Il certificato di nascita conservato all’Archivio di stato civile di Palmanova (85/1877)

Come è arrivata a San Donà? Perché (e come?) è morta a Padova e poi è stata sepolta in un altro cimitero? Quali altri segreti ci nasconde questa donna dal fascino magnetico? Io ormai non ci dormo più la notte!


lusi: La forma di stella non potrebbe essere legata alla città di Palmanova? Non la chiamano anche la "città stellata" ?
Andrea: Il cognome Gorza è presente nel triveneto, ed ha molto probabilmente origini slave.

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Vi aspetto il mese prossimo – o prima se succede qualcosa di interessante!

Giulia 💀

- Questa newsletter, di solito, esce una volta al mese verso metà mese (salvo contenuti speciali). Si può ricevere via mail o seguire direttamente sulla app di Substack.
- Il mio podcast Camposanto esce sempre una volta al mese ma verso la fine del mese. Si ascolta un po’ ovunque, vedete voi come vi piace di più.
-
Su Instagram documento tutte le mie esplorazioni cimiteriali e spesso mi perdo in chiacchiere. È divertente, ve lo assicuro.
- Ho scritto vari libri, sempre sull’argomento. Se decidete di acquistarli e leggerli, ovviamente sostenete il mio lavoro. 💙

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Read the original on giuliadepentor.substack.com

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