Ciao!
L’impatto del modo in cui ci spostiamo sulla nostra qualità della vita è profondissimo, e spesso ce ne scordiamo. La mobilità non è solo un tema di trasporto da un punto A a un punto B, ma si intreccia con altre questioni fondamentali negli ecosistemi urbani: sicurezza, questioni di genere, infrastrutture, inquinamento, ripartizione degli spazi pubblici, relazioni sociali.
Anche per questo la mobilità è spesso il nodo fondamentale delle campagne elettorali nelle città, grandi, medie o piccole che siano. Prendete l’esempio di Milano, dove si voterà tra meno di un anno. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, nonostante ricopra una carica nazionale, si è più volte scagliato contro la celeberrima (e frequentatissima) pista ciclabile di corso Buenos Aires, presidiando un tema fortemente locale. Sembra un controsenso, e un po’ lo è, ma chi ha interessi nell’esito di un’elezione comunale non può ignorare il tema della mobilità.
Nelle città italiane, la mobilità è influenzata dal bene di consumo che più di tutti, tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70, ha plasmato le strade e le piazze che ancora oggi frequentiamo: l’automobile. In Italia ce ne sono più di 700 ogni 1.000 abitanti: è il dato più alto dell’Unione europea, secondo a livello continentale solo dopo il Liechtenstein (che ha 40mila abitanti…).
Per decenni, l’Italia ha concentrato le sue strategie di trasporto su un unico mezzo. Il risultato è una forma di dipendenza da cui è difficile uscire, soprattutto se vivi in uno Stato culturalmente ed economicamente così legato all’automobile.
Questa dipendenza si concretizza in un dato per certi versi scioccante: nel 2024, il 68% degli italiani partecipanti a un sondaggio di Eurostat ha dichiarato di non aver mai utilizzato il trasporto pubblico. In Italia circa il 60% degli spostamenti avviene in auto, spesso messa in moto per viaggi nei confini comunali (nel 73% dei casi) e non superiori ai 10 chilometri (nell’81% dei casi).
Per fortuna, qualcosa sta iniziando a cambiare. Tra il 2015 e il 2024 in Italia le ciclabili sono cresciute del 53,7%, gli spostamenti in bici stanno timidamente aumentando e tra i giovani, in generale, c’è una propensione sempre maggiore a usare i mezzi pubblici, la bici o i monopattini, soprattutto nelle grandi città (anche se nelle province l’auto resta spesso l’unica opzione). Alcune città stanno riducendo i limiti di velocità, altre introducendo i biglietti dei mezzi gratuiti per i giovani, altre ancora chiudendo le strade alle auto per dedicarle solo a chi va a piedi e in bici.
Ma il lavoro da fare per rendere la nostra mobilità sempre più ecologica, sicura e accessibile è ancora tanto, tantissimo. Per fortuna intorno a noi abbiamo molti esempi di città europee virtuose che ce l’hanno fatta, e da cui possiamo prendere spunto: un esercizio che faremo anche al Festival di Future4Cities del 25-27 settembre a Torino (questi sono i primi ospiti, qualora ve li foste persi), format ideato da Will Media e FROM e co-prodotto dalle OGR Torino.
E a proposito di Festival, oggi dedicheremo la puntata di questa newsletter alla presentazione dei 5 progetti finalisti della categoria “Mobilità” – la terza più gettonata dopo “Comunità” e “Clima ed energia” – del Premio Future4Cities 2026.
I vincitori per ogni categoria verranno presentati nel pomeriggio del 25 settembre direttamente alle OGR Torino, durante la prima giornata dell’evento.
Il progetto punta a cambiare la mobilità in 38 comuni di 4 Unioni Montane (Lunigiana, Garfagnana, Media Valle del Serchio, Appennino Pistoiese). Gli obiettivi sono due: da una parte, superare i problemi del trasporto pubblico locale causati dalla tortuosità geografica della zona; dall’altra, fornire più alternative di mobilità per superare la cosiddetta “trappola della monoveicolarità” che emargina i giovani, gli over 65 e le famiglie.
Le attività del progetto passano dal geodesign (una mappatura dell’accessibilità reale ai servizi essenziali) al trasporto on-demand per le persone con fragilità, operato dal Terzo Settore su veicoli in uso gratuito con riscatto finale a 1 euro.
L’iniziativa nasce da un gruppo di studenti che ogni giorno, tra mille difficoltà, si spostava in bus. Dopo aver ottenuto i dati sulla posizione dei mezzi da Bustitalia Veneto, hanno usato le loro capacità di programmazione per costruire una web app e successivamente un’app. Sono partiti dalla città di Padova per poi espandersi inizialmente in Sud Tirolo.
Ora, dopo un anno e mezzo, hanno raggiunto quota 50mila utenti al mese. L’obiettivo dichiarato è quello di “non far perdere a nessuno il bus in Italia, fornendo agli utenti informazioni in tempo reale su ritardi, deviazioni, anche quando non lo fanno le app ufficiali”.
MaaS for Italy ha sperimentato un nuovo modello di mobilità urbana più sostenibile, accessibile e centrato sulle persone. Il progetto ha introdotto il paradigma Mobility-as-a-Service (MaaS), consentendo ai cittadini di pianificare, prenotare, acquistare e utilizzare diversi servizi di trasporto attraverso un’unica piattaforma digitale. Grazie alle Super App MaaS, trasporto pubblico locale, sharing mobility, taxi e altri servizi sono stati integrati in un’unica esperienza, riducendo la frammentazione dell’offerta e facilitando gli spostamenti multimodali. Attraverso un sistema di incentivi e cashback, il progetto sta favorendo il passaggio dall’auto privata a modalità di trasporto più sostenibili.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che la sicurezza dei percorsi casa-scuola è una sfida urgente per le città. L’idea è quella di rendere i nostri centri urbani più sicuri, trasformando gli attraversamenti pedonali in spazi di educazione civica e arte pubblica. L’iniziativa unisce interventi artistici nello spazio urbano, attività educative e coinvolgimento della comunità. Ma cosa stanno facendo nel concreto?
Attraversamenti pedonali artistici ad alta visibilità; percorsi laboratoriali artistici e di sicurezza stradale nelle scuole; uso dell’arte pubblica come linguaggio educativo. Il modello è potenzialmente replicabile in altri Comuni.
Il progetto sviluppa una strategia innovativa per la mobilità sostenibile e la rigenerazione urbana nei territori tra Medicina e Castel San Pietro Terme, introducendo un percorso per navette a guida autonoma integrato con reti di mobilità lenta.
Attraverso la metodologia del Progetto Urbano Strategico, la proposta riconfigura spazi pubblici, aree produttive e connessioni territoriali seguendo il tracciato del Canale di Medicina, trasformato in una infrastruttura verde interurbana. L’intervento riduce la dipendenza dall’auto privata, migliora sicurezza e accessibilità, libera suolo oggi destinato alla viabilità e attiva processi di rinaturazione e ricucitura ecologica.
Le nuove connessioni tra centri urbani, servizi, poli produttivi e stazioni ferroviarie generano benefici ambientali, sociali ed economici, delineando un modello replicabile per le città medie italiane orientate alla Città delle persone 4.0.
VOTA I TUOI PROGETTI PREFERITI
Consultabile qui, è la mappa per orientarsi dentro i progetti che hanno partecipato alla selezione di quest’anno. Una fotografia in tempo reale delle forze che si stanno muovendo in Italia per ripensare il futuro delle città. Soluzioni creative, processi partecipativi, co-progettazione, connessione umana e una parola su tutte al centro del discorso: comunità.
In queste pagine raccontiamo cos’è il premio di Future4Cities, con dati e analisi sui progetti che si sono candidati, la giuria che li ha valutati, le cinque categorie del premio e – soprattutto – i finalisti di questa quinta edizione.
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Secondo i dati dell’edizione pilota di Mezzi per Tuttə, realizzata a Roma su un campione di oltre 1700 utenti del trasporto pubblico, l’83% delle donne ha dichiarato di aver subito o assistito a molestie sui mezzi pubblici. Si tratta di una paura che cambia concretamente il modo di vivere la città: il 6% evita sempre i mezzi pubblici, il 27% spesso e il 45% a volte. In pratica, una donna su tre limita in modo significativo i propri spostamenti per paura di molestie o violenza.
Insieme a Road to 50% e Tortuga Think Tank, stiamo collaborando a un’edizione nazionale del questionario. L’obiettivo è raccogliere dati, esperienze e proposte per chiedere alle aziende di trasporto e alla politica interventi concreti.
Compilarlo richiede circa 15 minuti, se vi va, partecipate e condividetelo con le persone intorno a voi. Perché quella della sicurezza sui mezzi, non è una questione individuale, ma collettiva.
Se credete nelle città come luogo in cui creare cambiamento, siete nel posto giusto.
Alla prossima,
Il Team di Future4Cities
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