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Future4Cities - Le città che cambiano · Jul 28, 2026

Premio Future4Cities 2026: i 5 finalisti della categoria Comunità

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Will Media · Future4Cities - Le città che cambiano

Ciao!

Una delle “domande urbane” più complesse e stimolanti in questo periodo storico è: perché a volte è così difficile coltivare un senso comunità all’interno delle città?

I centri urbani sono spazi multiformi, interconnessi e pieni di storie, luoghi, persone e input che arrivano da ogni direzione. Eppure, secondo un sondaggio di Unobravo, il 50% degli italiani dichiara di sentirsi solo nella città dove vive. Più in generale, la solitudine urbana è un tema sempre più trattato da accademici ed esperti.

Sembra un corto circuito, apparentemente. Scavando, però, si nota presto un trend che sta coinvolgendo le città di tutte le dimensioni: spazi pubblici in calo in termini di quantità e qualità; accesso alla vita urbana dettato esclusivamente da occasioni di consumo; luoghi di aggregazione giovanile che chiudono (o si snaturano) per accogliere logiche ben distanti dalla creazione di un senso di comunità vero e puro.

E quindi, in mezzo a migliaia di persone e tra un incrocio affollato e l’altro, spesso ci sentiamo soli. Stando a una ricerca del MIT di Boston, tra il 1980 e il 2010 la velocità media dei pedoni nelle città è aumentata del 15%, mentre il numero di persone che sostano negli spazi pubblici è sceso del 14%. In più, c’è stato un calo (dal 5,5% nel 1980 al 2% nel 2010) del numero di cittadini che, dopo aver raggiunto autonomamente il parco o una strada, si univano a un gruppo di persone.

Questi numeri confermano che i nostri quartieri si stanno trasformando in luoghi in cui transitare, non stare. E a farne le spese è soprattutto l’aggregazione sociale, e dunque la nostra felicità e il nostro benessere.

Forse è anche per questo che la categoria “Comunità” è stata quella più gettonata tra i candidati al Premio Future4Cities 2026, i cui vincitori verranno svelati il 25 settembre alle OGR Torino, durante la prima giornata del nostro Festival. Ben il 44% delle iniziative proposte apparteneva a questo filone: è un bel segnale, perché significa che ci sono tante realtà che stanno provando concretamente a cambiare le cose.

Nelle scorse settimane, la nostra giuria si è riunita per scegliere i 25 progetti finalisti – 5 per ogni categoria – che ora dovranno essere votati direttamente da voi, membri della community online di Future4Cities by Will Media e FROM, entro il 4 settembre. Oggi è il momento di presentarvi i finalisti della categoria “Comunità”.

VOTA FINO AL 4 SETTEMBRE!

È una rete di presìdi territoriali che trasforma il welfare di prossimità in lavoro, servizi e cura della città. Nata nel Centro Storico genovese e poi estesa ai quartieri periferici, attiva luoghi accessibili in cui persone lontane dal lavoro – anche inviate dai servizi sociali – possono riavvicinarsi a una dimensione professionale attraverso attività utili, accompagnamento operativo e responsabilità riconoscibili.

Le attività comprendono manutenzioni leggere, decoro e pulizia, piccoli trasporti, deposito bici e bagagli, ritiro pacchi, informazioni, economia circolare, social market e book crossing.

Alcune Officine ospitano le Case dei Riders (foto qui in basso): spazi gratuiti dove possono ripararsi dal freddo/caldo, rifocillarsi al corner cafè, ricaricare batterie, custodire e riparare le biciclette.

➡️ Per approfondire

È un progetto di rigenerazione civica promosso da VareseNews, quotidiano digitale. L’obiettivo è trasformare il giornalismo in un motore di sviluppo della comunità, creando un luogo dove informazione, cultura, formazione e innovazione favoriscono partecipazione e coesione sociale.

Con un investimento di circa 200mila euro è stata recuperata una ex scuola primaria pubblica di oltre 600 mq a Castronno, trasformata in un hub che ospita la redazione, Radio Materia, coworking, laboratori, corsi, eventi e percorsi dedicati a cittadini, imprese, scuole, associazioni e istituzioni.

➡️ Per approfondire

È un progetto di rigenerazione urbana partecipata che trasforma l’ex scalo ferroviario di Capaci (Sicilia) in un hub civico, culturale e sociale per la comunità. Nato per valorizzare un luogo legato alla strage del 23 maggio 1992, mira a restituire uno spazio di consapevolezza, partecipazione e appartenenza.

Dopo la realizzazione del museo e di esperienze immersive sulla memoria antimafia, la collaborazione tra Capaci No Mafia, Addiopizzo Travel e Arup, con il supporto di Ashoka, ha avviato la progettazione partecipata degli spazi esterni. L’attuazione del progetto prevede diversi interventi: floor painting, piantumazioni, aree per cultura, gioco e apprendimento, fino alla riqualificazione dell’ex fabbricato viaggiatori, creando un’infrastruttura civica permanente e sostenibile.

➡️ Per approfondire

Rural Pop-up è una piattaforma digitale che mappa e rende prenotabili gli spazi pubblici inutilizzati dei piccoli Comuni delle aree interne piemontesi: sale civiche, ex scuole, chiese sconsacrate, palestre, ostelli. I Comuni caricano i propri immobili, e chiunque può consultarli e prenotarli per eventi, workshop, residenze artistiche, ritiri o matrimoni civili.

L’obiettivo è duplice: contrastare il degrado del patrimonio pubblico e riattivare il tessuto comunitario dei borghi. Nella prima fase, il servizio è stato offerto gratuitamente ai Comuni; dal 2026 la sostenibilità è garantita da una commissione sulle prenotazioni completate. A inizio 2026 la piattaforma contava circa 250 spazi censiti in oltre 60 Comuni del Piemonte orientale (in foto Bosia, in provincia di Cuneo)

➡️ Per approfondire

100 Idee è un programma di protagonismo giovanile promosso dal Comune di Milano e dall’Impresa Sociale Con i Bambini, realizzato da un ampio partenariato territoriale coordinato da ICEI. Il progetto sostiene gruppi di giovani tra i 14 e i 35 anni nella trasformazione di idee informali in esperienze concrete attraverso contributi economici, accompagnamento educativo, mentoring e accesso a spazi cittadini.

Il modello si basa su tre elementi integrati: idee, mentor e spazi. Attraverso call pubbliche dedicate, il programma costruisce un ecosistema che permette anche a giovani senza precedenti esperienze di partecipazione di esprimersi nella dimensione pubblica. Particolare attenzione è rivolta ai quartieri periferici e ai contesti caratterizzati da povertà educativa.

Ad oggi il progetto ha coinvolto 150 idee, 130 mentor, più di 100 spazi e 1000 partecipanti.

➡️ Per approfondire

VOTA I TUOI PROGETTI PREFERITI

Un paio di settimane fa vi abbiamo annunciato i primi ospiti della prossima edizione del festival, format ideato da Will Media e FROM e co-prodotto dalle OGR Torino. Si tratta di Silvia Salis (sindaca di Genova), Elena Granata (professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano), Michael Obrist (tra i soci fondatori dello studio feld72 Architekten e docente del Politecnico di Vienna), Francesco Garofalo (architetto e fondatore dello studio Openfabric), Lorenzo Pregliasco e Lorenzo Baravalle (host del podcast di Will Qui si fa l’Italia).

Oggi, prima di salutarci, chiudiamo presentadovi un altro ospite che sarà con noi alle OGR Torino.

Stiamo parlando di David Sim, architetto che ha trascorso 17 anni da iGehl Architects e che ha firmato progetti in tutto il mondo: dalle Highlands scozzesi alla Patagonia, dalle periferie di Melbourne alle vie di Tokyo, senza dimenticare la ricostruzione di Christchurch dopo il terremoto del 2011.

Nel suo libro “Città dolce”, pubblicato in Italia da Lettera 22, ha approfondito il tema della pianificazione urbana focalizzata sulle persone, con l’obiettivo di creare relazioni e consolidare – per tornare sul tema – un senso di comunità.

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Secondo i dati dell’edizione pilota di Mezzi per Tuttə, realizzata a Roma su un campione di oltre 1700 utenti del trasporto pubblico, l’83% delle donne ha dichiarato di aver subito o assistito a molestie sui mezzi pubblici. Si tratta di una paura che cambia concretamente il modo di vivere la città: il 6% evita sempre i mezzi pubblici, il 27% spesso e il 45% a volte. In pratica, una donna su tre limita in modo significativo i propri spostamenti per paura di molestie o violenza.

Insieme a Road to 50% e Tortuga Think Tank, stiamo collaborando a un’edizione nazionale del questionario. L’obiettivo è raccogliere dati, esperienze e proposte per chiedere alle aziende di trasporto e alla politica interventi concreti.

Compilarlo richiede circa 15 minuti, se vi va, partecipate e condividetelo con le persone intorno a voi. Perché quella della sicurezza sui mezzi, non è una questione individuale, ma collettiva.

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