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FuoriVia · Jun 29, 2026

PortamiVia - La ferrovia numero 4

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FuoriVia · FuoriVia

Lontano sulla riva opposta, scorsi la mia meta; le sue dimensioni erano cresciute costantemente dalla sua prima, rapida apparizione quella mattina stessa. Una rupe si profilava sopra un lungo tratto del fiume e su questa sporgenza era appollaiato un tempio bianco che ricordava San Pietro a Roma. Un cerchio leggero di colonne sollevava in cielo una cupola splendente. Era drammatico, misterioso, improbabile come un miraggio e inconfondibile come una pietra miliare, in quel deserto di solidi e liquidi esteso per molte miglia. La Basilica di Esztergom, sapevo, era la cattedrale metropolitana di tutta l’Ungheria, il più grande edificio religioso del regno e la sede arcivescovile del cardinale-principe-arcivescovo: in altre parole, l’equivalente ungherese di Reims, Canterbury, Toledo, Armagh e della antica Cracovia.

Patrick Leigh Fermor, “Tra i boschi e l’acqua”

Risalire un fiume è storicamente e inevitabilmente un’esperienza da fare in barca oppure a piedi, aggirando via terra l’impeto della corrente. In questi anni però Danubes è stato anche train experience. Almeno un pezzetto di tappa in treno, ogni anno, ci è toccato - con discreta soddisfazione da parte di qualcuno, peraltro. E così siamo saliti a Ruse (Pyce) sul mitico espresso Istanbul – Sofia – Bucarest, ma anche su un intercity bulgaro con un vagone solo (sul curvone tra Vidbol-Видбол e Zheglitsa-Жеглица; col suono assordante delle ruote sui giunti sfasciati e il “gratis gratis” del capotreno oggettivamente un po’ spaventato).

Infine, siamo stati a bordo di una mitica “Bzmot”, minuscola automotrice a nafta costruita in Cecoslovacchia dagli anni ’70 in quasi 1.000 esemplari, tra Dunaújváros e Simontornya.

Quest’anno, però, la train experience sarà qualcosa di ancora diverso, in cui non conterà il (comunque probabile) folklore del materiale rotabile. Sarà il legame col Danubio a risaltare, talmente forte che, se dovesse piovere - ipotesi sostanzialmente fantascientifica, con tutta evidenza - la train experience potrebbe non esserci proprio. Percorreremo infatti la ferrovia numero 4 dell’Ungheria, la linea Esztergom - Almásfüzitő (- Komárom).

Gli ungheresi vogliono bene alla ferrovia numero 4: hanno lottato contro la chiusura (avvenuta nel 2009), riuscendo a farla riaprire quasi subito e, dal 2021 (il 130esimo anniversario della linea), ad aumentare il numero di treni. C’è stata anche una grande festa, con treni a vapore, lunghi treni merci dimostrativi, mongolfiere e - sicuramente - anche un bel po’ di luci e coriandoli. La linea ha anche un gruppo Facebook con 2.200 follower, trainspotters (quelli che fanno le foto ai treni, più vecchi e rumorosi sono meglio è), ma anche cittadini e viaggiatori che si aggiornano sui lavori, su treni nuovi, ritardi, … È lunga una 50ina di km, non è elettrificata (ovviamente), consente velocità di 40-50 km/h e… funge da argine antipiena sulla riva destra del Danubio. Sì, esatto, la ferrovia è l’argine. La vostra tipica ferrovia secondaria ungherese è in effetti interrotta di frequente, sommersa dai sacchi di sabbia, prima, e dall’acqua del fiume, quando va male. L’ultima grande piena a Komárom è stata nel 2013: da allora più di prima, in situazioni di allarme il personale delle ferrovie magiare e quello del consorzio di bacino sospendono il traffico passeggeri e merci e percorrono la linea con mezzi speciali, utili a portare materiali e barriere antipiena e a rinforzare ogni punto debole dell’argine.

Noi prenderemo il treno da Esztergom in direzione di Komárom. Attraverseremo in treno foresta alluvionale e costeggeremo traballanti il Fiume, che si vedrà dai finestrini di destra.

Se il viaggio sarà memorabile, altrettanto lo è la città di partenza: Esztergom è stata la capitale del Regno d’Ungheria dal X secolo fino alla metà del XIII secolo. Subito sotto il castello e la Basilica sorge il quartiere di Víziváros (“Città d’acqua”), chiamata così perché la collina pullula di piccole sorgenti termali naturali. Dal 1543 al 1683 Esztergom fu assoggettata al dominio dell’Impero ottomano. Nel corso di quella lunga dominazione, gli Ottomani costruirono terme ed edifici religiosi e rafforzarono il castello. La moschea Öziçeli Hacci Ibrahim, situata in via Berényi Zsigmond, è la più antica moschea dell’Impero ottomano ancora esistente lungo il Danubio.

Camilla ci racconta dei diversi ponti che abbiamo visto e che vedremo, soprattutto quando questi ponti collegano le frontiere di due Paesi diversi.

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Seconda puntata della fondamentale rubrica “Cose che non potete non portare”: consigli che nascono dall’esperienza e testati sul campo. Quest’oggi, vi presentiamo:

1. Gavetta + posate + tazza

Fondamentali, sennò non mangiate. Consigliamo una gavetta richiudibile rispetto al piatto di plastica (o meglio: dopo pranzo spesso non si ha l’opportunità di lavare le stoviglie. Una gavetta si può richiudere nello zaino comodamente, mentre il piatto deve essere riposto in un sacchetto per poter essere riportato, sporco, nello zaino), e una tazza rispetto a un bicchiere (anche in questo caso, o meglio: la tazza è pratica sia per le bevande fredde che per il caffè mattutino, ma ognuno poi ha le sue preferenze).

Consigliamo inoltre di rendere riconoscibili i propri attrezzi, soprattutto se sono di Decathlon - e quindi molto presenti nella compagnia. Utilizzate sticker, nastrini o altri elementi per essere sicuri di ritrovare le vostre stoviglie nel marasma dei pasti collettivi.

2. Vestiti per la sera (eleganti mi raccomando)

No, eleganti no, ovviamente. Ma assieme alle magliette tecniche e ai pantaloncini con mille tasche, mettete in valigia anche qualcosa di cotone, comodo, per rilassarsi la sera dopo aver camminato tutto il giorno. Considerate inoltre che spesso la sera rinfresca, e lungo il Danubio è - prevedibilmente - molto umido. Per cui, non disdegnate un pantalone lungo e una felpa.

Mercoledì 8 luglio, alle 18:30, il prof. e compagno Giampaolo, assieme ad alcuni colleghi anche loro storici, discetterà sull’impero austroungarico per fornirci alcune chiavi di lettura aggiuntive rispetto ai territori che attraverseremo.

Come sempre, tutti i dettagli su come collegarsi saranno dati nel gruppo Whatsapp.

Ti sei persə gli incontri precedenti?

Cerca nella chat di gruppo: troverai i link alle registrazioni degli incontri!

Ponti senza frontiere

Read the original on fuorivia.substack.com

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