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Facciamo Scintille · Jun 20, 2026

Com'è fatta la tua scintilla?

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Margot Deliperi · Facciamo Scintille

L’osservazione delle persone e dei loro occhi mi affascina da quando ho memoria - con buona pace di chi, quand’ero piccola, mi diceva che era maleducato guardare gli altri.

Da sempre mi incuriosisce capire come mai alcuni hanno gli occhi luminosi e altri no, e nel corso del tempo ho affinato il superpotere di capire cosa gli sguardi dicono, non dicono e vorrebbero dire.

Oggi, alla vigilia del giorno con più luce dell’anno, mi fa piacere esplorare questo tema con te per capirci, o sentirci, qualcosa in più.

Quando diciamo che un occhio “brilla”, parte di questo bagliore appartiene alla fisica: l'occhio, infatti, riflette le fonti di luce - come si vede nei video dei creator davanti a una ring light.

Più c’è film lacrimale, più aumenta il riflesso: ecco perché gli occhi lucidi, che siano di commozione, di pianto o di entusiasmo sembrano più vivi.
Ed ecco perché nei cartoni animati e nei ritratti ci sono dei puntini bianchi a dare l’effetto di luminosità.

Non è solo questo a farli brillare.

Oltre alla luce riflessa, infatti, serve anche che si attivino quei simpatici muscoletti perioculari che fanno sbocciare il cosiddetto “sorriso con gli occhi”, quello che non si può fingere e che si propaga istantaneamente attorno a chi sta sorridendo.

Aggiungiamo ora un piano di lettura per arrivare allo strato che conta di più e che trascende l’ambito della pura fisica.

La scintilla negli occhi è una traccia visibile di un determinato stato dell’essere.
Non è qualcosa che si possiede, piuttosto è qualcosa che si è.

Attenzione, presenza, attivazione affettiva sono gli elementi che rendono un occhio vivo e che lo è perché è reattivo, agganciato a ciò che ha davanti, e sa stare nel qui e ora.

Hai presente quando sei con qualcuno e capisci da come ti guarda che è completamente lì con te?

Quella è attenzione che diventa luce.

Gli occhi di chi fa scintille stanno davvero guardando qualcosa.

Non scivolano distratti sulle cose e non se le lasciano scivolare addosso.

Sono lì, posati e agganciati a ciò che hanno davanti.

Sono gli occhi di chi sa che dove va la sua attenzione, lì va anche la sua energia.

E dove mettiamo energia si accende - o si spegne - qualcosa.

Uno sguardo scintillante riflette meraviglia interiore e, in un gioco di specchi, la rimanda all’esterno, nell’incontro con l’altro e col mondo.

Lo noti in quelle persone che si fermano a fotografare la luna o una goccia di rugiada, e che quando trovano un loro simile si scambiano uno sguardo di intesa, riconoscendosi.

Cercare lo sguardo di una persona sconosciuta essendo pronti a riceverlo e ricambiarlo è il riflesso di un essere che è presente a sé e agli altri.

Lo sa bene chi a un certo punto si trova a evitare lo sguardo degli altri e a vivere a testa bassa per avere la certezza che nessuno incontri i suoi occhi.

Questa fuga dallo sguardo dell’altro viene spesso, in modo superficiale, scambiata per maleducazione.

In realtà, è il terrore di farsi vedere fragili e non all’altezza.
Un terrore così grande che riesce a spegnere ogni scintilla vitale.

Le scintille negli occhi brillano quando qualcosa ci emoziona, quando sentiamo qualcosa, che sia interesse, gioia, entusiasmo, amore e perfino rabbia sana.

Quando invece ci anestetizziamo, disconnettendoci da noi stessi per non sentire il dolore, per non guardarci dentro, per non affrontare la paura del vuoto, gli occhi si spengono.

Ne sono pieni gli autobus carichi di pendolari drenati da una vita in cui non si riconoscono più, gli open space dove le persone stanno con le cuffie a fissare uno schermo aspettando le 18, ma anche le relazioni portate avanti dall'inerzia.

Oggi fa troppo caldo per prendere carta e penna e scendere nel nostro magma interiore.

Ti lascio solo una domanda da portare con te in questi giorni assieme al ventaglio e all’Autan.

L’ultima volta che hai sentito la tua scintilla,
cosa stavi facendo,
dove e con chi eri?

Lascia che la risposta affiori da sola, come il ghiaccio nella bibita fresca, magari mentre sei con le zampe a mollo e non ci stai pensando.

In quella risposta c’è un indizio prezioso su dove vive la tua scintilla e sulla strada da fare per andare a trovarla.

Con attenzione, presenza ed emozione.

Dicevamo in apertura che oggi è il giorno più luminoso dell’anno.

Mi piace pensare che sia un buon momento per ricordarci che la luce che cerchiamo non è solo fuori, nel sole che resta in cielo fino a tardi.

Sta anche dentro, in quello sguardo che si accende quando siamo davvero presenti alla nostra vita.

E se in questo periodo senti gli occhi un po’ spenti, abbi cura di rivolgerti lo sguardo clemente di chi sa che quella luce non è persa.
È temporaneamente sopita ma è lì che ti aspetta.

Te lo garantisco.

Ci sentiamo presto.
Nel frattempo, fai scintille ✨

Ho creato Facciamo Scintille e sono una coach specializzata in transizioni di vita e lavoro.

I miei clienti sono professionisti che hanno raggiunto tanto ma credono ci sia qualcosa in più: vogliono andarselo a prendere e tornare a fare scintille.

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