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Ester Viola · Aug 8, 2026

Chissà se almeno troviamo le vongole

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Ester Viola · Ester Viola

Servirebbe qualcosa di pesantemente ottimista in apertura. Qualcosa che ci tolga un poco il malumore. Servirebbe qualcosa che ci restituisca le forze evaporate, qualcosa che s’è perso per strada e s’è sciolto nell’asfalto. Forte senso di resa dappertutto. Gli entusiasmi vivi ancora in circolazione sono pochissimi, tutte le energie delle molecole che avevamo in corpo sono state utilizzate per mantenerci in piedi fino alla sera e finire quel che c’era da finire negli uffici, s’è dormito male ininterrottamente e l’aria condizionata ci ha scorticato per settimane. Eccoci però. Catorci sì, arresi al male di vivere no. L’essere umano è fatto a forma d’elastico, siamo pronti per divertirci ancora una volta. E come al solito, ci divertiremo.

S’inizia questo mese d’agosto a quaranta gradi e gli esperti hanno perfino smesso di dire abituatevi. Abituatevi! era il lusso, ci fanno sapere. Siamo appena passati a (x-1): aspettate peggio, per le prossime volte.

Psicometeo: finiti i lamenti sfastidiati per il caldo, siamo ormai alla fiacca remissiva, quel tipo di pace senza pace, mezza parente di quell’ultimo minuto sfinito di lacrime quando ventenne piangevi ore per un fidanzato, e poi ne avevi abbastanza. Sentimento che non conoscevo e che preferivo non conoscere. Chi è ancora in città cammina lento come dietro alla processione, allo snervo s’è sostituita una rassegnazione a sentirsi incollati e frolli, arrendersi abbassa di qualche millimetro celsius la temperatura. Tanto non combatti contro nessuno. Un nuovo proposito intanto s’è fatto strada e direi che quest’anno ha schiuso le uova: ci stiamo tutti giurando in silenzio che l’anno prossimo prenderemo provvedimenti, nessun impegno estivo, nessuna uscita, niente di niente. Non è tanto l’estate odiosa, è che mi accorgo che mi sento odiosa io.

Quel che so di questa estate è che avrò gli aneddoti da caldo da raccontare, e spero con oggi siano finiti. Risposte antipatiche a gente che non le meritava: limitate. Silenziose maledizioni a chi mi ha costretto a stare fuori quando non era necessario: un’infinità. Finti eventi sopraggiunti che mi hanno impedito di andare a pranzi/cene/impegni: varie decine. Quello che so è che c’è stata molta differenza tra chi poteva non uscire di casa - e lamentarsi dalla finestra, e chi fuori casa c’è dovuto andare per una cosa o per l’altra.

Chi può permettersi di non uscire in estate è la nuova aristocrazia climatica? Faremo due mesi di smart obbligatorio all’anno? Ci volete ancora vivi? Fateci sapere.

Mentre stiamo sdraiati con la pressione bassa e distratti, l’AI che non suda mai e non dorme mai male si sta ingegnando a progredire: nuovi virus. E’ ovviamente un virus a fin di bene, però verso settembre, quando saremo tornati nel possesso delle nostre medie facoltà mentali, preoccupiamoci.

Read the original on esterviola.substack.com

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