RSS Amplifier

Ensemble · Dec 2, 2024

Libri che educano a una nuova narrazione

0
Sign in to vote or save

Ensemble · Ensemble

Ciao a tutti e benvenuti nella prima edizione della Newsletter di Ensemble!

Su questo canale vogliamo approfondire i temi sulla genitorialità che abbiamo toccato nella prima edizione del festival e che affrontiamo di frequente sui nostri canali social.

Lo faremo parlando con esperti e con chi ha da raccontare storie di genitorialità interessanti e preziose, dalle quali si può imparare oppure semplicemente prendere ispirazione. Parlare tutti Ensemble è molto meglio che farlo da soli!

Oggi parleremo degli stereotipi: vogliamo capire cosa sono, da dove nascono e perché esistono. Parleremo di come riconoscere la presenza di stereotipi nella nostra vita quotidiana, di come liberarcene e del loro legame con l’educazione dei più piccoli.

I libri per bambini sono un un tema centrale in questa Newsletter, fra poco capirete il  perché…

Per spiegarlo vi parleremo anche del nuovissimo - e bellissimo - libro di Francesca Cavallo: “Storie spaziali per maschi del futuro” che ci ha regalato uno sguardo nuovo su come le storie possano combattere gli stereotipi e aprire nuovi orizzonti a bambini e bambine.

Partiamo col dire che gli stereotipi sono tantissimi e riguardano tutti ma allo stesso tempo non sono facili da riconoscere, si nascondono fra le parole scritte nei libri e quelle pronunciate nelle comunicazioni oppure nelle conversazioni di tutti i giorni.

Ne esistono di diversi tipi e più circolano, più si radicano nel pensiero comune bloccando la rivoluzione culturale su temi chiave come la parità di genere, la diversità, il ruolo di donne e uomini nel mondo del lavoro.

Per questo è così difficile sbarazzarsene! Ma per farlo bisogna capire bene cosa sono, dare una definizione precisa può esserci d’aiuto.

Gli stereotipi sono una rappresentazione cognitiva di un gruppo sociale formata associando a quel gruppo particolari caratteristiche ed emozioni.

Questi nascono per l’esigenza umana di semplificare e sistematizzare, tramite la categorizzazione, le informazioni che riceviamo dall’ambiente. E questi hanno un legame stretto coi pregiudizi, perché gli stereotipi fondamentalmente sono le idee che sostengono le valutazioni negative e distorte dei pregiudizi.

In sostanza gli stereotipi sono idee basate su convinzioni superficiali del pensiero comune che si legano a un gruppo di persone condizionandone la percezione. Giusto per capire, se il classico: “I genovesi sono tirchi” può creare danni minimi nella vita del gruppo “genovesi”, già: “Donna al volante, pericolo costante" rende più facile capire che crea limiti e aspettative su ciò che il gruppo “donne” sappia o non sappia fare.

Proverbi come questi sono facili da riconoscere come problematici, ma gli stereotipi si manifestano anche in forme più sottili come l'uso del maschile sovraesteso che omette le persone di sesso femminile dalla lingua, l’esclusione delle diversità dalle narrazioni o la continua ripetizione di ruoli tradizionali come l’uomo architetto e la donna maestra.

Un’altra cosa fondamentale da sapere è che gli stereotipi si acquisiscono sin da bambini. Crescendo, questi si radicano in schemi mentali sempre più rigidi e quindi più difficili da abbattere.

Ma quindi come possiamo proteggere i più piccoli? Come sradicare gli stereotipi che imparano quando non sono in nostra compagnia? Come non farli sentire giudicati?

La verità è che è tutta una questione di ascolto: l’ascolto è fondamentale in questo tema ma non riguarda solo i figli, riguarda allo stesso modo chi se ne prende cura.

Anche gli adulti infatti devono ascoltarsi per capire in quali stereotipi inciampano, riconoscerli e sforzarsi per liberarsene. Questa riflessione è importante, perché il più delle volte gli stereotipi si applicano inconsapevolmente e così facendo li si trasmettono ai più piccoli.

Bambini e bambine imitano noi adulti e assorbono dei nostri comportamenti: per questo è importante lavorare su sé stessi per essere un esempio libero da stereotipi.

E poi l’ascolto dei figli: delle loro passioni, inclinazioni e preferenze. Che una bambina sia entusiasta di voler giocare a calcio e che un bambino sia in condizioni di iscriversi a danza, il supporto dei genitori è sempre fondamentale, perché aiuta i più piccoli a seguire le proprie passioni senza sentire il peso del contesto, che spesso giudica negativamente strade “alternative” come quelle di cui parlavamo prima.

In mezzo a queste grandi sfide, per fortuna, emerge uno strumento che può essere un grande alleato come “sradicatore di stereotipi”: il libro.

Ci voleva proprio un aiuto: i libri ci danno una mano preziosa perché sono uno strumento educativo che crea comunicazione genitori-figli riguardo a temi importanti nel modo migliore per i più piccoli.

Credits: Gabriella Corrado

Per avere dei grandi alleati, però, bisogna saperli scegliere bene perché i libri migliori sono quelli che allargano la narrazione includendo le diversità, sradicando i preconcetti di noi adulti. Allora i più piccoli leggeranno con entusiasmo non solo di coraggiosi eroi che salvano principesse indifese ma anche di donne valorose e intraprendenti, di uomini che fanno i conti con le loro emozioni. E questo può fare una grande differenza perché, come dice Francesca Cavallo:

“Le storie hanno un grande potere, sono piccoli pezzi che combinati creano l’idea di sé stessi e del mondo. Se nei cartoni animati si ripetono sempre le stesse storie, altre rimangono invisibili. Anche l’assenza di storie cambia il mondo nello stesso modo della loro presenza.”

Francesca Cavallo è scrittrice, imprenditrice e attivista italiana e le sue storie vogliono cambiare prospettive e abbattere stereotipi. I suoi libri per bambini ci piacciono tanto perché propongono modelli di riferimento nuovi e inclusivi, incoraggiando i lettori a immaginare un mondo più equo, in cui bambini e bambine – e anche gli adulti – possano riconoscersi e trovare ispirazione. Ed è proprio questo il punto: una narrazione priva di stereotipi cambia la percezione e allarga gli orizzonti, senza porre limiti a chi sta leggendo.

Francesca Cavallo

Noi di Ensemble abbiamo amato il suo ultimo libro Storie spaziali per maschi del futuro perché vuole abbattere gli stereotipi che creano la “mascolinità tossica”. L’idea è un grande esempio di inclusività e attenzione, verso tutti. Perché l’autrice dopo aver scritto il famosissimo Storie della buonanotte per bambine ribelli pensa a come sia problematica la rappresentazione dei personaggi maschili nelle storie. Questi infatti sono sempre valorosi, coraggiosi e impassibili, ma anche loro hanno delle emozioni! E dovrebbero essere liberi di esprimerle.

Forse vi starete chiedendo, cos’è la mascolinità tossica?

La mascolinità tossica è il prodotto di pressioni sociali che esaltano un modello di uomo "forte", impenetrabile e sempre sicuro di sé, dove non c’è spazio per emozioni o paure. Uno stereotipo che crea nel bambino un'idea di uomo dannosa e pericolosa perché invita a sopprimere le proprie emozioni.

Ne abbiamo parlato con Francesca Cavallo, che ci ha raccontato com’è nata l’idea di
questo libro e cosa si cela dietro le sue storie oltre gli stereotipi!

Ne parlavamo prima: l’ascolto è fondamentale quando si vogliono abbattere gli stereotipi e tu in questo libro hai avuto l’esigenza di affrontare un tema in generale poco considerato. Lo dici anche tu: “La scrittura è prima di tutto un esercizio di ascolto” quindi, chi o cosa hai ascoltato in particolare prima di scrivere questo libro?

Ho ascoltato in primis una domanda che mi era arrivata dai genitori che mi chiedevano di scrivere qualcosa "per i maschi". Mi ci è voluto qualche anno per riuscire ad aprirmi a quella domanda. Poi, ho teso l'orecchio verso quelle idee preconcette che mi precludevano di accostarmi in modo onesto al tema del maschile e, una volta riconosciuti quei pregiudizi, li ho sfidati con delle domande, e mi sono affidata alla ricerca scientifica per trovare le risposte. Il mio lavoro è di elaborazione poetica, ma l'elaborazione poetica deve - per quanto possibile - partire dal vero, altrimenti diventa una forma di propaganda.

Ribaltare le prospettive e avere forte determinazione sono due elementi che sembrano sempre accompagnare la creazione dei tuoi libri. È questo che serve per arrivare al cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno su tanti, tantissimi temi?

Di solito, i progetti ai quali scelgo di dedicarmi riguardano temi sui quali mi sembra di poter creare con le mie parole uno spazio di elaborazione che prima non c'era. Mi entusiasma questo della scrittura: la sua capacità di aprire dei varchi nel modo in cui collettivamente ci rappresentiamo un problema al quale, in un dato momento storico, stiamo lavorando in tanti, oppure che sta causando sofferenza in molte persone. Si tratta di non fuggire davanti a quel dolore, ma di restarci in presenza per un momento un poco più lungo. È difficile non essere reattivi, non abbandonarsi all'oltraggio, o al desiderio di vendetta... ma riuscire a fare una pausa prima di agire, o di parlare, ci consente di custodire la nostra libertà, e di darci la possibilità di trasformare quella sofferenza in qualcosa di diverso.

Credo che questo sia il cambiamento culturale di cui c'è bisogno: la pausa. Dobbiamo rivendicare l'idea che la riflessione prenda del tempo.

Questo è tutto per la Newsletter di Ensemble! Voi avete già letto Storie spaziali per maschi del futuro? - cosa pensate degli stereotipi, come affrontate questo argomento con i più piccoli?

Parlare tutti Ensemble è molto meglio che farlo da soli! Se conosci persone interessate a leggere e discutere di questi argomenti, condividi con loro questa newsletter.

Condividi Ensemble

Ci piace stare Ensemble.

💭Un albo illustrato per i piccoli? Brava mamma pinguino
💫Un profilo che ci piace: zairacconta
🎧Un podcast da ascoltare: Grembo, racconti di pancia, Ep. 24 Federica Zagari: primipara attempata a chi?

Con affetto,
Il team Ensemble 

Nessun post

Read the original on ensemble416.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.