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EfficaceMente · Aug 24, 2026

"So cosa devo fare, allora perché non lo faccio?"

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Andrea Giuliodori · EfficaceMente

Ciao,

questa settimana voglio parlarti del più grande impostore della letteratura moderna.

...o almeno, questo era quello che pensava di sé stesso.

Siamo nell’estate del 1938, in un ranch di Los Gatos, in California. Ogni mattina il nostro “impostore” si siede alla scrivania e apre due quaderni.

Sul primo sta scrivendo, a mano, una media di 2.000 parole al giorno del romanzo che gli cambierà la vita.

Sul secondo, invece, tiene un diario privato, che verrà pubblicato solo mezzo secolo dopo e che tra le sue righe contiene la risposta a una domanda che tormenta molti di noi ancora oggi.

La domanda in questione è la seguente:

“So esattamente cosa devo fare, allora perché non lo faccio?”

In quel diario, in realtà, il nostro “impostore” non risponde mai direttamente a questa domanda. Lo riempie piuttosto di frasi del tipo:

“Non sono uno scrittore. Ho ingannato me stesso e gli altri.”

“Nessuno conosce la mia mancanza di talento quanto la conosco io.”

“Questo libro è diventato una sofferenza, perché non sono all’altezza.”

Insomma, ‘na botta di autostima; eppure, nonostante queste continue auto-fustigate, quell’impostore, ogni santo giorno, continua a macinare le 2.000 parole che gli permettono di progredire con il suo romanzo.

...capire come ci è riuscito ci aiuterà finalmente a rispondere alla nostra famosa domanda.

L’impostore in questione, infatti, è John Steinbeck e il romanzo a cui sta lavorando è “Furore“, uno dei pilastri della letteratura del ‘900: quel romanzo gli è valso un Premio Pulitzer e alcuni anni dopo, nel 1962, ha contribuito a fargli vincere il Premio Nobel per la Letteratura.

Prima di svelarti la soluzione di Steinbeck, però, dobbiamo capire da dove nasce davvero questa domanda.

Prova a pensarci: quante volte ti è capitato di sapere con precisione chirurgica cosa dovevi fare e, nonostante questo, finivi col non farlo?

Sapevi che avresti dovuto prenotare quella visita medica, ma l’hai rimandata per mesi.

Sapevi che avresti dovuto riprendere quel progetto fermo da gennaio, ma hai comunque aspettato fino all’ultimo.

Sapevi che avresti dovuto... ma comunque non l’hai fatto.

Perché?

Pigrizia? Poca forza di volontà? Disorganizzazione?

Sì, forse. In parte.

...ma una delle più grandi realizzazioni che ho avuto negli ultimi anni in tema di gestione del tempo è che non possiamo lavorare su un unico livello, quello attorno al quale ruotano le vecchie strategie di time management.

La nostra efficacia personale si sviluppa su tre livelli e quando rimandiamo, quando non facciamo quello che sappiamo di dover fare, il problema è quasi sempre riconducibile al secondo di questi tre livelli: il livello emotivo.

Procrastinare, infatti, è come un antidolorifico: ci toglie subito di dosso l’emozione sgradevole che quel compito ci provoca.

Non evitiamo l’attività in sé. Evitiamo ciò che quell’attività ci fa sentire.

Il paradosso?

Più una cosa conta per noi, più la carichiamo dal punto di vista emotivo.

Ti faccio un esempio.

Immagina di dover camminare sopra una tavola di legno appoggiata sull’erba in giardino. Facile, no?

Ora, immagina che quella stessa identica tavola sia sospesa a 500 metri d’altezza tra due grattacieli.

Questa volta un piccolo errore ti costa la vita: la carica emotiva è talmente alta che ti paralizzi davanti a un’azione che in giardino era banale.

La stessa cosa noi la facciamo con i nostri obiettivi personali e professionali: senza neanche accorgercene, ci creiamo attorno un “precipizio emotivo“, rendendo qualsiasi traguardo un verdetto sul nostro valore personale.

...ed è così che:

“Preparare quella presentazione” nella nostra testa diventa “scopriamo se merito davvero questo ruolo“.

“Scrivere il primo capitolo” significa “scopriamo se ho talento come scrittore”.

“Iscrivermi in palestra” si trasforma in “scopriamo se questa volta sono capace di cambiare”.

Capisci perché, anche quando sappiamo perfettamente quello che dobbiamo fare, finiamo col non farlo?

Finché non ci proviamo, nessuno può giudicarci! Neanche noi stessi.

Non rimandiamo perché siamo pigri, rimandiamo perché ci teniamo troppo e non vogliamo fare i conti con la possibilità di fallire e quello che un fallimento potrebbe dire su di noi.

Come se ne esce?

Torniamo al ranch di Los Gatos...

Steinbeck il braccio di ferro con la sua paura e la sua sindrome dell’impostore non l’ha mai vinto: il suo diario personale ce lo dimostra.

Ha fatto però una cosa molto più intelligente: ha abbassato il “volume emotivo”.

All’inizio del suo diario, infatti, si era dato una semplice regola:

“Finirò il libro se metterò una giornata di lavoro davanti a quella precedente. È così che si arriva in fondo.”

Non si era ripromesso di “scrivere un capolavoro”, ma semplicemente di mettere una giornata di lavoro davanti all’altra. Tutto qui.

...ed è questa l’unica risposta di cui abbiamo bisogno: abbassare il “volume emotivo” che abbiamo collegato ai nostri obiettivi e concentrarci su quel prossimo passo che abbiamo davanti a noi.

...ed è così che:

“Preparare quella presentazione” nella nostra testa deve diventare “aprire le slide e buttare giù la scaletta dei primi tre punti”.

“Scrivere il primo capitolo” deve significare “scrivere 200 parole, anche brutte, anche da buttare”.

“Iscrivermi in palestra” si deve trasformare in “preparare stasera la borsa e lasciarla davanti alla porta”.

Questo lunedì rimetti la “tavola di legno” a terra e metti una giornata di lavoro davanti all’altra.

Buona settimana,

Andrea Giuliodori.

Ps. I tre “livelli” della gestione del tempo a cui ho accennato in questa newsletter sono le “3 Intelligenze Temporali” su cui si fonda il nuovo Crea Tempo.

La seconda “Intelligenza Temporale” (l’Intelligenza Emotiva) è quella che governa il meccanismo che abbiamo visto oggi, insieme a molti altri blocchi emotivi che ci rubano tempo ed efficacia.

Ne parleremo nella seconda serata della Crea Tempo Week: le 3 serate live gratuite che terremo il 15, 16 e 17 settembre per scoprire insieme il modello delle “3 Intelligenze Temporali” e riprendere in mano le nostre giornate.

Se non hai ancora riservato il tuo posto, puoi farlo da questa pagina:

Voglio partecipare alla Crea Tempo Week. Vai a questa pagina per registrarti gratis (clicca qui)

Ti ricordo che potranno collegarsi live un massimo di 10.000 persone.

A presto.

Read the original on efficacemente.substack.com

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