Ciao, buona newsletter del lunedì.
Nel 2020 due ricercatori della Penn State University hanno fatto un esperimento tanto semplice quanto rivelatore.
Hanno chiesto a un gruppo di persone particolarmente ansiose di annotare, per dieci giorni di fila, ogni singola preoccupazione che passava loro per la testa.
Nelle settimane successive, i ricercatori sono poi andati a verificare, una per una, quante di quelle paure si fossero davvero avverate.
Il risultato?
Il 91,4% delle paure annotate non si è mai trasformato in realtà.
(E del restante 8,6% delle preoccupazioni, in un terzo dei casi le cose sono comunque andate meglio del previsto).
In altre parole, la stragrande maggioranza delle nostre paure è quasi sempre un falso allarme.
Eppure questi “falsi allarmi”, ogni santo giorno, condizionano la nostra vita, decidendo per noi quali azioni porteremo a termine (o meno).
Nella newsletter di EfficaceMente di questa settimana voglio smontare insieme quelle che sono le 5 paure più grandi che ci stanno allontanando dai nostri sogni.
Iniziamo.
Partiamo belli “strong” dalla madre di tutte le paure: la paura di morire.
A chi come me ha circa 40 anni, se tutto andrà bene, restano 2.340 lunedì (più o meno).
Tanti? Pochi?
Dipende.
La verità è che la morte ci spaventa solo quando abbiamo il sospetto che stiamo sprecando la nostra vita.
Non è la fine a terrorizzarci: è l’idea di arrivarci con il serbatoio dei rimpianti pieno e quello delle esperienze vuoto.
Vinciamo davvero la paura della morte quando smettiamo di rimandare la nostra vita.
Quello che ho sempre adorato del metodo ingegneristico è la sua praticità.
Le belle teorie, quelle che non ti richiedono di sporcarti le mani, funzionano nei convegni, nei salotti buoni e sui social.
Quando le cose le devi far funzionare davvero (che tu stia costruendo un ponte, un’azienda o una nuova abitudine), inevitabilmente devi fare i conti con il fallimento.
...e lì capisci una verità fondamentale: il fallimento non è il contrario del successo, è il biglietto d’ingresso da pagare anche solo per sperare di realizzare i tuoi sogni.
Ho una notizia da darti e non so se ti piacerà: nessuno sta pensando a te (o a me).
Nel 2000 lo psicologo Thomas Gilovich, della Cornell University, fece indossare ad alcuni studenti una maglietta imbarazzante e li mandò in una stanza piena di sconosciuti.
Poi chiese loro: “quante persone pensate che l’abbiano notata?”.
Gli studenti stimarono circa la metà dei presenti.
La realtà? Meno del 25%.
Questo fenomeno si chiama “spotlight effect“ (effetto riflettore): sopravvalutiamo sistematicamente quanto gli altri ci osservano, perché il riflettore che sentiamo puntato addosso... lo teniamo in mano noi!
La verità è che quasi nessuno ci sta giudicando.
Sono tutti troppo impegnati a chiedersi come li stiamo giudicando noi 😅
Ciò che le persone dicono di te, quasi sempre, è una confessione di come si sentono loro.
Chi sta costruendo qualcosa (nella carriera, nelle relazioni, nel business) non ha tempo di commentare la vita degli altri.
Chi critica, comodamente seduto sul divano, lo fa proprio perché da quel divano non si è mai alzato.
Ti lascio una regola pratica che uso da anni: prima di prendertela per una critica, chiediti se da quella stessa persona accetteresti anche un consiglio.
Se la risposta è no, ignorala.
Ho tenuto per ultima la paura più subdola.
Ho infatti una brutta notizia per te: questa paura non passa. Mai.
Puoi essere la persona più preparata della stanza.
Puoi ripetere quel discorso decine di volte.
Puoi prendere 25 lauree e 13 master.
...ma spesso più sei in gamba e meno senti di valere (una sorta di effetto Dunning-Kruger inverso)
La sensazione di essere pronti non arriva mai prima dell’azione: è una sua conseguenza.
Chi fa non ha meno paura, dubbi o demotivazione di chi procrastina: ha solo deciso che il proprio fare non deve essere semper soggetto al proprio sentire.
Le emozioni non sono diktat, sono consigli che possiamo ascoltare, elaborare e scegliere se accettare o meno.
...e nel caso delle paure, questi “consigli” che la nostra mente ci dà in continuazione, come visto, sono sbagliati 9 volte su 10.
Quale di queste 5 paure ti sta allontanando maggiormente dai tuoi sogni?
Tempo di smascherarla e andarci a prendere quello che meritiamo.
Buona settimana,
Andrea Giuliodori.

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