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L'editore indie · Oct 22, 2025

La collana Over the Rainbow

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256 Edizioni · L'editore indie

Chi ha letto i precedenti articoli si sarà reso conto che il 2019 è stato un anno chiave carico di eventi. Stava accadendo tutto in quel momento. Ripensarci ora mi dà nostalgia. E parliamo di soli sei anni fa.

Dopo Wattpad e Rivista Piegàmi stava per arrivare il primo passo concreto in editoria. Era quasi estate e, insieme a due amiche (Marianna ed Elena), decidemmo di tentare qualcosa. Mettemmo su una squadra, preparammo un progetto con una email e la inviammo.

In quella email stavamo chiedendo di aprire una collana editoriale presso una casa editrice, la PubMe. Avevamo visto che era possibile farlo dal loro sito e ci sembrava un’idea fantastica, a basso rischio, per metterci alla prova. Durante quell’estate discutemmo a lungo su quale potesse essere il progetto e finimmo per concordare tre proposte dando priorità a quella LGBTQ+.

La risposta non tardò ad arrivare e, emozionati come non mai, ci demmo da fare immediatamente per trovare un nome, un logo e un concept di collana.

A settembre 2019 nacque la collana Over the Rainbow. Arrivarono i primi manoscritti, quindi le selezioni dove ognuno di noi ne leggeva uno e poi si confrontava con gli altri. Si discuteva della validità o meno, della scrittura, del potenziale. Arrivarono anche i primi contratti, le presentazioni, i book tour online, le interviste. Insomma, stavamo facendo tutte quelle cose tipiche che si vedono nell’editoria tradizionale.

Diciamo che per essere dei perfetti sconosciuti eravamo partiti anche bene. Non avevamo preclusioni di genere.

Se sulla carta e dalle prime risposte il progetto sembrava una bomba, ben presto si rivelò difficile concretizzare senza un grande budget o una buona spinta tramite i social. Ricordo che arrivavamo da esperienze molto basilari, fai da te. Fu senz’altro importante questo periodo perché ci fece imparare i primi meccanismi dell’editoria tradizionale.

PubMe si stava ancora adattando alla gestione di diverse collane ma posso dire che c’era quanto meno un gestionale dove poter confrontare i dati di vendita e guadagno, sia per noi collaboratori esterni, sia per gli autori.

Le due colleghe affinarono la parte dell’editing, mentre io prendevo sempre più mano con l’identità di collana e le copertine. Su quest’ultimo aspetto posso dire che le idee erano molto chiare: evitare grafiche con corpi mezzi nudi o ammiccanti. Volevamo raccontare il concept della storia. È radicato, nonché errato, il pensiero che una storia LGBTQ+ debba essere solo di tipo M/M (Male to Male, quindi gay). Oltretutto solo come genere romance. A noi questo non stava bene. Volevamo storie anche di altre identità, e infatti pubblicammo tre libri F/F (lesbici, per intenderci).

A ben pensarci, il nostro primo libro era Escape, di Corinna Corti, e potremmo già definirlo un prototipo di romantasy. Ed era il 2020.

Seguirono diverse pubblicazioni, alcune più riuscite di altre ma tutte per noi importanti.

Il rapporto con le autrici (che casualmente sono state tutte donne) era alla base della nostra comunicazione. Volevamo che si sentissero a casa, che partecipassero al progetto. Ricordo gli scherzi che tentavamo di fare a ognuna prima di andare in stampa, tipo finte decisioni di cambiare titolo, copertine orribili spacciate per innovative e cose così.

Cambiammo persino logo, per un mio vizio. L’arcobaleno era bello (si vede nell’immagine sopra), ma poco adattabile nella copertina. Optammo per un semplice unicorno in bianco e nero, decisamente meglio.

Quali sono stati i problemi di questa esperienza?

Principalmente la mancanza di grandi vendite. Inutile avere dei buoni titoli se non si riesce a raggiungere molte persone. Avevamo in mano solo la gestione di un nostro account e il sito, non potevamo vendere direttamente ma si passava solo tramite store online. Purtroppo nessuno di noi tre è stato in grado di farlo decollare.

Avevamo un problema di distribuzione. I libri erano acquistabili solo online da Amazon, quindi tramite POD (Print on Demand). Non potevamo arrivare nelle librerie in nessun modo (se non con firmacopie, mai avvenuti) o proporre formati o carte diverse da quelle che il colosso americano permette di utilizzare. E ammettiamolo, questi particolari, in alcuni lettori, limitano l’acquisto.

Facendo queste considerazioni viene da meravigliarsi che siamo andati avanti per cinque anni, ma di fatto la spartizione dei guadagni era sempre sotto il margine del profitto. È notizia recente, infatti, che abbiamo deciso di chiudere a fronte di tutti questi problemi.

Cosa rimane di questa esperienza? Sicuramente l’esperienza in sé, il prendere pratica con gli strumenti del mestiere. Rimarrà la nostra prima partecipazione al Salone del Libro in veste di operatori. Rimarranno le risate e le lacrime per alcune delle storie pubblicate.

Su questa esperienza c’è molto altro che si può dire. Ma ho preferito raccontare le cose basilari, il mio percorso che, nel 2023, mi ha portato ad aprire una casa editrice. Se hai delle domande lasciami un commento e proverò a risponderti!

Parlare di numeri è sempre delicato, ma credo sia importante condividere dati reali per dare un’idea concreta di cosa abbia significato gestire una piccola collana editoriale.

Dati di vendita (5 anni di attività):

  • Copie cartacee vendute: circa 300

  • Ebook scaricati: oltre 25.000 (di cui circa 23.000 tramite lo Stuff Your Kindle)

  • Titolo più venduto in cartaceo: poco più di 150 copie

  • Titolo più scaricato in ebook: circa 480 copie

Guadagni totali della collana: Circa 4.000€ da dividere tra tre persone, al netto delle ritenute fiscali.
Tranquilli, le autrici hanno ricevuto tutti i pagamenti (e continueranno a riceverli!) e la casa editrice non è di certo fallita per questo risultato, anzi. Chi ci ha rimesso siamo stati noi tre direttori editoriali.

Il dato degli ebook merita una riflessione particolare. 23.000 download sembrano un numero impressionante, ma la realtà è ben diversa. Stuff Your Kindle è una promozione ricorrente dove gli ebook vengono offerti gratuitamente per periodi limitati.

Il risultato? Migliaia di download che non generano alcun guadagno per autori ed editori. Gli ebook, che già di loro costavano poco, venivano scaricati in massa durante queste promozioni senza portare un centesimo. Anzi, spesso si facevano ulteriori promozioni per cercare visibilità.

Questo sistema crea un’illusione di successo basata sui numeri, ma svuota completamente il valore del lavoro editoriale. È una delle criticità più grandi del modello digitale attuale: tanti lettori, nessun guadagno. E senza guadagno, non c’è sostenibilità per continuare a pubblicare.

Questi numeri dimostrano quanto sia stato difficile per noi sopravvivere nell’ecosistema attuale, soprattutto senza una distribuzione fisica e con una dipendenza totale dalle piattaforme online.

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Per capire come sono arrivato ad aprire una casa editrice:

Read the original on editoreindie.substack.com

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