Per me le canzoni (quelle belle intendo, quelle brutte non esistono) si dividono in canzoni “da Luna” (che ti fanno sentire una tristezza amplificata, la lasciano uscire nel buio e ululare come un lupo) e canzoni “da Sole” (che sciolgono il collo e le braccia, e ti fanno pensare che allora il mondo è bello). Rahill è - in questo nuovo progetto, ma anche in tutti gli altri - il Sole.
È un’artista di origini iraniane che vive a New York: canta, fa la radio, la dj, scrive. Il suo album di debutto “Flowers at Your Feet” è uscito tre anni fa ed è ancora bellissimo. La scorsa settimana ha pubblicato con FISK Recordings un 7” rosa e verde con all’interno due singoli: sul LATO A Yaar, e sul LATO B Del Dareh Pir Miseh, cover del cantante psych rock iraniano Kourosh Yaghmaei.
Mescolando il passato con il presente, Rahill ci regala sei minuti e mezzo di speranza, di conforto; un auspicio di pace e gloria per la popolazione iraniana oppressa da decenni. In questo progetto ha collaborato con suo padre per la scrittura dei testi - in farsi - e ha scelto FISK Recordings, per la loro prima pubblicazione fisica in assoluto.
In un mondo ormai rotto e confuso, “Bahar” è un gesto di pace e di lotta, un omaggio agli eroi, un fiore giallo da stringere nei nostri pugni disarmati, alzati per la giustizia. Eccolo qui, il Sole che sorge.
Rahill su instagram / bandcamp
Dopo poco più di due anni di distanza dall’ep “Panico Mentale”, il cantautore e illustratore siciliano Adriano è tornato con un nuovo singolo prodotto da Marquis (Il Mago del Gelato, Lumiero), Tano, che anticipa l’uscita del nuovo disco“Portoluna”, in arrivo dopo l’estate via peermusic ITALY.
Un ritmo che fa ciondolare la testa, il pensiero che va al disco bello di Fabio Concato, un saluto con la mano che sventola dal kayak alla città. Tano è una canzone che sa d’estate e gonfia il petto come quando qualcuno ti fa il segno dell’ok (quello con l’indice e il pollice che si toccano in un cerchio) dall’altra parte della piazza, e tu lo vedi. Tutto si muove di qua e di là, inquieto, con l’anima impaziente, come una ragazza degli anni 90 che chiacchierando seduta si sposta i capelli sulla testa da una parte all’altra.
E allora lancia il tuo cappello e fammi ridere come sai fare tu - corri Tano, corri! - ma dove corri Tano? Rimani qui e balla con noi al sole ancora un po’.
Adriano su instagram
Se qualche riga sopra Rahill era il Sole, la cantautrice londinese Naima Adams è senza dubbi la Luna. La sua musica, un singolo dopo l’altro - come il marxismo, come la Luna - si rinnova senza mai rinnegarsi. Le sue canzoni sono intense e ci lasciano nel buio con il mento alto, a sperare che qualcuno in un punto qualsiasi del mondo guardi il cielo e veda quello che vediamo noi.
La cosa che preferisco di Naima Adams è che i titoli dei suoi brani sono bugie. Avevamo qualche sospetto con Fragile(per niente fragile), confermato poi con Stay (un invito ad andarcene via). Stavolta il titolo del nuovo singolo si intitola How Long Till I now? e canta - per la prima volta! - in italiano. Questi brani, assieme ad altri tre, saranno tutti raccolti nell’ep di debutto “When We Let Go”, che uscirà il 27 maggio.
“When We Let Go” è un disco sul lasciarsi andare, sul divenire, sulla trasformazione del corpo e della mente; scritto e co-prodotto assieme al pianista / compositore Lorenz Okello-Osengor, e ad amici e musicisti intimi come Alley Lloyd e Poppy Daniels. Non vedo l’ora di sentirlo, per togliermi di dosso tutto e stare lì immobile a guardare la Luna.
Naima Adams su instagram / bandcamp
Il 17 aprile è uscito “Animalerie”, il nuovo album di Sandri - nome plurale che nasconde, dietro a quello di Michele Alessandri, anche la sua band. Animalerie in francese è un negozio di animali, in italiano diventa la routine ferina dei nostri comportamenti, nelle relazioni col mondo e con le persone che ci piacciono. In copertina: l’unico animale morto da 66 milioni di anni.
È un disco bellissimo, dolce, tutto un annusarsi, mostrare i denti e leccarsi per pulirsi - ma con la terminologia poetica degli esseri umani. Sandri è (sono?) di Cesena, in ogni canzone sembra un cantautore diverso ma mai del tutto, solo per un’intonazione o una pronuncia; dice “tua madre è sempre stata una collina” e mi si stringe il cuore, sorrido quando canta “chiama il dottore fatti dare i giorni, e poi vieni qui”.
“Animalerie”, mi sembra un disco non contro il mondo, ma sopra il mondo. Mi sembra uno di quei ponti verdi per far attraversare gli animali selvatici sopra l’autostrada, nei paesi del nord. Non è un bosco di faggi, o un deserto nordafricano, o una spiaggia di tartarughe, è un largo ecodotto sopra l’autostrada. E noi siamo gli uomini che guidano incoscienti ai centoventi all’ora, ma siamo anche gli orsi e le lepri che devono andare dall’altra parte, e ci riusciamo grazie a questo bellissimo album.
“Fumami il cuore e poi vola in me”.
Sandri su instagram
Ascolta la playlist con le Puntine della settimana:

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