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La Newsletter di DLSO.IT · Apr 29, 2026

Puntine - Le canzoni della settimana

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DLSO, Vali · La Newsletter di DLSO.IT

Facendo il cambio degli armadi ho trovato in un cassetto un piccolo ep di pizzo, ricamato con cura, tutto fiori, bacche, e cose delicate (e un po’ velenose). “Rural Hours” è il nuovo ep di Natalie Wildgoose, cantautrice, musicista e produttrice del Nord Yorkshire. Dura un quarto d’ora, è bellissimo, ci trasporta in un mondo antico e pacificato, intenso e commovente.

La voce di Natalie Wildgoose, intrappolata in un barattolo di vetro, ricorda Molly Drake o Connie Converse; le melodie sono una passeggiata lungo il fiume con gli occhi attenti e le mani libere per accarezzare i fiori (o, all’occorrenza, accendere fuochi), in attesa del ritorno di un amore lontano.

“Rural Hours” è stato scritto e registrato da lei con un vecchio Akai a bobine del nonno, catturando tutti i suoni intorno, le dita che scivolano sulle corde, le vibrazioni degli strumenti. Per le Puntine ho scelto l’unico brano senza parole, per non rovinare la sorpresa e l’emozione del primo ascolto. L’ep fnisce in un modo che mi fa tremare il cuore come le ali di un passero in gabbia.

Natalie Wildgoose su instagram / bandcamp

Lo scorso giovedì è uscito per Island Records il nuovo disco di Alsogood (Francesco Lo Giudice), produttore nato a Reggio Calabria e milanese d’adozione. “1000 Smiles” è un album pieno di calma, di armonia, uno spazio di luce e di pace in cui riposarci quando siamo stremati dal caos delle nostre vite. Dentro ci sono due collaborazioni importanti: Datsunn(produttore e polistrumentista canadese) e il rapper Johnny Marsiglia che alle 2:30 di notte riassume e racconta il concept dell’album (e delle nostre vite). Il ritmo brasiliano si fonde con il jazz e con l’hip hop in Città del Sole - che f o r s e f o r s e non è Milano.

La copertina è una cartolina luminosa da appendere con una calamita sul frigo, per ricordarci di ritagliare ogni tanto lo spazio e il tempo per respirare. A pranzo pane e pomodori, una goccia sul mento pulita con il dorso della mano. Gli occhiali da sole, gli amici e gli amici degli amici (che anche se non sono ritratti sulla copertina si sentono tutti dentro al disco), il pensiero che la vita dovrebbe essere così sempre. Poi quando scende un po’ il sole apriamo il vino e ti faccio i tarocchi.

Alsogood su instagram

Altro viaggio nel futuro verso l’estate inoltrata, altro ep piccolissimo da ascoltare e riascoltare fino a settembre. Il prurito e il rossore di una puntura di zanzara, il sollievo travolgente di una cosa fresca appoggiata sopra. “In Riva al Mare” è un disco semplice, allegro, con una copertina particolarmente italiana (una foto scattata da Tribino sull’isola di Ponza).

In questo disco fa caldo, un caldo - non so come dirlo meglio - in attesa del caldo. Quello che c’è sui traghetti che ti portano al mare, con i vetri opachi dal sale dietro le tende di cotone pesante. Quello che ti fa incollare la pelle nuda alla plastica delle sedie all’ombra mentre bevi una birra, sudando prima di tornare in spiaggia a sudare.

La cosa che preferisco di questo disco è che La Vacanza è una band di Bergen (Norvegia) ma potrebbe tranquillamente essere una band italiana che da anni ci intrattiene nei nostri aperitivi estivi. I testi di “In Riva al Mare” (cantati in modo dolcissimo da Sofia Guidi) sono in italiano, e il resto dei musicisti della band (Halvor Anspach ‘Tribino’ Thormodsæter alla batteria, Sjur Folgerø alla chitarra, Andreas Rukan al basso) suonano come se avessero sempre vissuto guardando il Mediterraneo e non il Mare del Nord.

E adesso, col petto in fuori, orgogliosi del posto dove siamo, dammi le tue mani, voglio ballare all’infinito con te.

La Vacanza su instagram

Non so esattamente cosa sia successo in questi giorni, ma da quando ho iniziato ad ascoltare Yassine Nana ho perso il controllo e per due giorni ho sentito tutta la discografia della Mauritania che ho trovato.

Lo scorso venerdì è uscita “Modern Pop from Mauritania”, una compilation di otto brani registrati da Yassine Nana e il suo gruppo tra il 1984 e il 1989. Yassine fa parte di una delle famiglie (musicali) più rispettate del paese, gli Ahl Nana, e rappresenta il punto in cui la musica dei suoi antenati ha smesso di essere antica ed è diventata pop, trasformandosi nel suono e nella produzione. Improvvisamente arrivano drum machine (808), sintetizzatori, chitarre elettriche: la musica si muove seguendo le influenze del reggae, del soul, della new wave, ma rimanendo sempre radicata - nei temi, nella lingua (arabo e hassaniya) e nelle melodie - alla musica popolare nordafricana.

Grazie a Sofa Records (negozio di dischi di Lione) e a Les Disques Bongo Joe (di Ginevra) questa cassettina passata per quarant’anni da una mano all’altra è diventata una cosa che possiamo ascoltare e ballare tutti (anche in vinile e cd). È un disco bellissimo, incredibilmente moderno, ricco di storia e di vita.

Yassine Nana su bandcamp

Radio Hito è il progetto dell’artista italo-vietnamita (che vive a Bruxelles) Nguyễn Zen Mỹ. Il suo nuovo disco uscito per Maple Death Records e Meakusma “L’uso e gli attributi del cuore prende il titolo, l’ispirazione e i testi da L’usage et les attributs du coeur, libro del poeta francese Claude Royet-Journoud sull’anatomia delle parole (già segnato nella mia lista dei desideri). Scritto e registrato tra gennaio 2023 e agosto 2025, prima di essere un disco vero “L’uso e gli attributi del cuore” è stato un ciclo di quasi 80 performance dal vivo, dalla Galizia al Kazakistan. L’opera di Radio Hito rivisita la tradizione del Lied ottocentesco – la canzone d’arte basata su poesie preesistenti – adattandola ad un contesto contemporaneo minimalista e convincente: voce e una workstation Casio CTK.

Per comprendere il disco non c’è bisogno di spiegarlo, basta lasciarsi trascinare dalla musica, che attraverso ripetizioni e sequenze crea un significato tutto suo, e senza passare dalla razionalità diventa subito emozione. La copertina è una valanga immobile di sassi, Radio Hito è uno stambecco rosso senza ombra e senza volto. C’è qualcosa di affascinante ed inquieto in queste canzoni: un po’ di David Lynch, la tensione di un momento qualsiasi negli anni 60, il personaggio di Italia nel film La Chimera, che nasconde i bambini e prega per le anime. Qualcosa che si muove avanti e indietro su due note come onde sulla spiaggia, e ci costringe a fare i conti con la parte segreta e sinistra che teniamo chiusa dentro, per poterci aprire alla vita. La poesia risuona solo tra le rovine.

“L’uso e gli attributi del cuore” è un disco rigoroso e romantico, un lavoro di tassidermia con il mio corpo morto, tutto lenti, guanti e pinzette, per svuotare, riempire, salvare, conservare. Ho scritto questo appunto sul quaderno e mi sono accorta di aver scritto minuscolo, davvero minuscolo, quasi difficile da leggere. Forse è questo che succede quando si sentono cose grandiose.

Radio Hito su instagram

Ascolta la playlist con le Puntine della settimana:

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