Dopo quattro anni da “Spell 31”, le Ibeyi tornano con un nuovo singolo, Aset, primo brano tratto dall’album “Offering” in uscita il 26 giugno. Ormai le conosciamo benissimo: Lisa-Kaindé e Naomi Diaz sono gemelle, figlie d’arte (la madre è la cantante franco-venezuelana Maya Dagnino e il padre il percussionista cubano Anga Díaz (Irakere, Buena Vista Social Club)), vivono a Parigi e per la produzione del nuovo singolo (in cui cantano sia in inglese che in spagnolo) si sono fatte aiutare dal producer haitiano Michaël Brun. Il video è girato a L’Avana, con ballerini e musicisti locali. Quando mondo ci sta dentro una sola canzone? Tutto.
Aset (nome egizio della dea Iside) risveglia nel corpo una rabbia tribale, che contiene la possibilità delle stregonerie, della vendetta, della creazione di cose malvagie. Attraversa il corpo come un fuoco, lo pervade, lo fa ardere e bruciare furioso. La devozione diventa conflitto, “Sin mi amor quien te quiere?”, la resa dei conti, il sacrificio necessario per far tornare tutto in equilibrio. Se sapessi fare una magia cattiva la farei ora, mentre ascolto questa canzone per la decima volta sperando che prenda fuoco il mondo intero.
Ibeyi su instagram
“ESIGENZE PRODUTTIVE” è uscito l’8 maggio, e nella prima rima è racchiuso il messaggio del disco “non mi sento bene per niente / come cazzo ti viene in mente”. Mario Rossi fa rap e si alza all’alba per fare un lavoro che non vuole fare, vede gente che non vuole vedere, si incazza col padrone e col sistema, vive - come noi - una vita che non si può permettere, passa il tempo in macchina, ore delle nostre vite che non torneranno mai.
Le mani di Mario Rossi fa rap stringono la catena che lo tiene legato, ma senza spezzarla. È un disco molto bello, politico, in cui si percepiscono la riunione e l’organizzazione prima della lotta, l’identificazione del nemico, l’esposizione al fuoco di mitraglie davanti al muro bianco, con il mento alzato e gli occhi fermi, senza fuga. Venti minuti a tu per tu con Il capitale, con il pranzo freddo nella schiscetta.
Mario Rossi fa rap sono il rapper veronese Michele Benetti accompagnato non da un classico dj ma da una vera band formata dal fratello Tobia Benetti alla batteria, Jacopo Castellani al basso, Sebastiano De Gaspari alle chitarre e Emiliano Baldassarri alle tastiere. In un mondo che è quasi finito, cantano e suonano il dramma dei vivi.
“ESIGENZE PRODUTTIVE” nasce da un conflitto e finisce con una bandiera bianca, un messaggio in cui rivendica di essere uno normale, uno sconfitto, uno qualunque con un nome qualunque nell’anonimato proletario. La contestazione si trasforma in consolazione.
C’è una canzone - LA MACCHINA - che non lo sa, ma è la sorella giovane di una canzone di Babalot uscita più di dieci anni fa, Macchina. Hanno la stessa ironia, lo stesso spazio ristretto, le stesse parti strumentali che suonano come bestemmie, ed entrambe fanno venire la stessa voglia di tirare un pugno sul cruscotto e farsela a piedi fino al mare.
Mario Rossi fa rap anche su instagram
Il quinto album della cantautrice losangelina Shannon Lay, “Past The Veil”, uscirà il 28 luglio per la sua etichetta All The Best. Il nuovo singolo, che dà il titolo al disco, è un’esortazione groovy al cambiamento, con le spalle che si muovono seguendo il basso.
Un giorno avrò cent’anni come un ulivo. Nel frattempo vedrò la Luna crescere e calare centinaia di volte, accarezzerò i cani di tutti, ascolterò dischi belli e dischi brutti, cambierò i desideri, i quadri in salotto, il colore dei capelli. Ricomincerò a leggere cose più lunghe di una poesia, magari vedrò un vulcano, accetterò di non capire, continuerò a salvare le lumache dai passi distratti delle persone sul marciapiede. Intanto: let it change.
“Past The Veil” è un album che invita a coltivare la gioia, ad essere gentili con l’obiettivo di stare insieme e non uno contro l’altro. Se questo disco fosse una carta dei Tarocchi, sarebbe La Temperanza (l’aspirazione all’equilibrio, l’armonia, la moderazione). La realizzazione del disco è stata possibile grazie all’aiuto del produttore e amico Rob Shelton. Sarà bello, poetico, e pieno di pace.
Shannon Lay su instagram / bandcamp
La Luna più incredibile che ho mai visto: quasi piena nello Scorpione, il 4 maggio 2023, mentre il Napoli vinceva lo scudetto. Quando ci penso, ti penso. E ti penso ogni volta che la Luna è un filo sottilissimo, la Luna dei contrabbandieri, che per lavorare avevano bisogno di non essere visti in mare ma anche della sicurezza di un appuntamento non telefonico per potersi incontrare.
Us & The Moon è il nuovo singolo della band londinese Tugboat Captain (che vince ogni anno il mio premio personale della miglior copertina), che anticipa l’album “All At Once” in uscita il 17 luglio (giorno di Luna crescente, contrabbandieri: state pronti). È una canzone molto bella, in 5/4, che ricorda un po’ Jens Lekman e alterna la tastiera e il violino in un’orbita attorno alla Terra.
Tugboat Captain su instagram / bandcamp
4 PUNTINE LIVE SU YOUTUBE:
→ una pausa nel deserto con i Tissilawen.
→ il ricordo di una Splendida Giornata.
Ascolta la playlist con le Puntine della settimana:

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.