Motore, azione! Parigi, venerdì 29 maggio, ore 13.47 (puntuali come da ordine del giorno stampato e affisso in camerino). Il suono del ciak mi è familiare, guardo in camera. Si comincia. Luci, persone, francese e inglese che si mescolano. Alcuni sono arrivati qui da New York, altri da paesi europei più vicini. Siamo appena fuori dalla città in un ampio studio di registrazione. Fa molto caldo, il vestito che scelgono per me è di lana. Va bene. Le scarpe sono un numero meno del mio piede - non importa. Il viso è spento, dice il make up-artis in inglese alla collega che mi truccherà, una ragazza che mi sta studiando come si fa con un quadro. “Sono arrivata ieri da Copenhagen” mi dice “abito lì. Ci sei mai stata?”. Sì, ci sono stata. La amo particolarmente Copenhagen, ma ora non posso dirglielo perchè mentre lei mi truccherà due parrucchieri (sì, due) mi acconceranno i capelli e contemporaneamente mi è stata messa davanti la scatola con quello che sarà il mio pranzo.

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.