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Csaba dalla Zorza · Jun 21, 2026

12 libri per l'estate, da leggere o regalare

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Csaba dalla Zorza · Csaba dalla Zorza

Sul mio tavolo in sala da pranzo, i titoli che di recente sono stati sul mio comodino e che ho letto negli ultimi mesi + un paio di volumi che ho acquistato ieri.

21 giugno: ufficialmente è il primo giorno d’estate, anche se il caldo racconta un’altra storia. A Milano (come altrove) la temperatura è feroce. L’unica cosa che vorrei è avere davanti una settimana libera per rifugiarmi al fresco con un libro e una tazza di thé. Ma alle vacanze mancano ancora 6 settimane. E molte (troppe) cose devono ancora succedere. Così, per rincuorarmi ho fatto una selezione di volumi che porterò in vacanza con me, e scelto tra i titoli che ho letto di recente quelli che vorrei suggerirvi per le vostre letture estive.

Perchè leggiamo?
I grandi autori del ‘900 direbbero che è il nostro desiderio di riconoscerci. Immedesimarci in una storia, nella vita altrui. Per me è un rifugio: evadere dal quotidiano e leggere il mondo attraverso occhi più attenti dei miei. Per questo quando ho iniziato il mio book club l’ho definito, tra due parentesi, intellettuale. Perchè scelgo autori che, anche nella leggerezza, hanno sempre una profondità.
Marcel Proust diceva che la lettura è come una lente che rende visibile la nostra vita interiore. L'opera dello scrittore serve solo a fornire al lettore lo strumento per decifrare ciò che custodisce nel proprio intimo, rendendo esplorabile la sua vita interiore. Per me ha lo stesso potere di una buona tazza di thé: mi conforta. Leggo per allargare i confini del mio pensiero, per apprendere, distrarmi, consolarmi, sentirmi parte di un gruppo.

Mi auguro che anche voi qui possiate sentirvi parte del gruppo. Ecco i 12 testi che ho scelto per voi: 9 li ho letti di recente, 2 li leggerò nel mese di agosto, 1 l’ho scritto io.

Un grande classico della letteratura. Per chi non ha mai letto Virginia Woolf (1882-1941), è il libro dal quale consiglio di partire. Scritto nel 1928, è un testo per certi versi ancora attuale. La sua è una delle voci più importanti della letteratura del Novecento, attraverso i suoi romanzi ha raccontato i pensieri dei personaggi e la società dell’epoca usando la tecnica del flusso di coscienza. La Signora (Clarissa) Dalloway è la moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords; Septimius, il deuteragonista della storia, un incontro casuale. Lei ha 50 anni, lui 30 - l’unica cosa che li accomuna è la città di Londra. La storia inizia la mattina in cui Clarissa esce per comperare dei fiori, perchè alla sera ci sarà una festa a casa sua. Mentre cammina, pensa al suo passato. Una giornata che si dilata sino a comprendere molte sfaccettature della società inglese ed europea di inizio del secolo scorso. Un libro che non potete non aver letto.

Melih Cevdet Andy (1915-2002) è stato uno degli intellettuali turchi più importanti del secolo scorso. Poeta e scrittore, insieme ad altri colleghi ha fondato il Movimento Garip, che ha rivoluzionato il modo di scrivere in Turchia, proponendo un linguaggio più vicino alla gente e meno pomposo. Per il valore dei suoi testi letterari ha vinto molti premi importanti ed è stato tradotto in varie lingue. Gli sfaccendati è il suo romanzo più famoso. La storia è quella di una famiglia un tempo ricca e ora indebitata, guidata da una matriarca circondata da parenti e amici con poca voglia di fare. Si svolge a Erenköy, nella parte asiatica di Istanbul, in una grandiosa villa un tempo lussuosa, ma ormai decadente. A guidare il gruppo c'è l'anziana Leman Hanım: un tempo nobile e ricca, ora si ritrova con una figlia alcolizzata, un genero epilettico e un marito che vive nel mondo dei sogni rifiutandosi di accettare le trasformazioni che il tempo porta con sé. Il romanzo è diviso in due parti, entrambe abitate da persone che passano il tempo a mangiare, bere e intrecciare relazioni complicate. Nessuno ha il coraggio di agire o di accettare i cambiamenti storici e sociali della Turchia.

Fleur Jaeggy, nata a Zurigo nel 1940, è riconosciuta come la più importante autrice svizzera in lingua italiana. Dopo l’infanzia e l’adolescenza trascorse in vari collegi svizzeri, negli anni ‘60 si stabilisce a Roma. Qui stringe una particolare amicizia con la scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann (alla quale ha dedicato il libro pubblicato quest’anno da Adelphi: Gli ultimi giorni di Ingeborg (44 pag. 6€). Dal 1968 vive a Milano e collabora con la casa editrice Adelphi, fondata da suo marito Roberto Calasso nel 1962. I Beati anni del castigo è considerato il suo romanzo più famoso. La storia è ambientata in un collegio femminile in Svizzera negli anni ‘50 - un posto rigido, intriso di regole e silenzio. La protagonista è una ragazza senza nome che racconta la sua vita sconvolta dall’arrivo di Frédérique, una nuova studentessa bella, fiera e perfetta. Tra le due ragazze nasce uno strame legame- forte e quasi ossessivo - che nasconde una certa attrazione. I libri di Jaeggy sono molto brevi, eppure lasciano un segno indelebile, per via della tecnica di scrittura, come un pensiero ad alta volce, e della necessità di confrontarsi con temi che sono scomodi quanto comuni.

Annie Ernaux è forse oggi la mia autrice preferita - Gli anni (pubblicato nel 2008 quando lei ha 68 anni) è il libro considerato il suo capolavoro. L’ho riletto ad aprile, quando avevo appena mandato in stampa Io sono Adele. L’autrice, in un romanzo che è quasi un saggio, caratterizzato dalla totale assenza di dialogo, indaga la società francese attraverso la propria vita. L’ambientazione parte in Normandia, dove Ernaux è nata nel 1940, poi arriva vicino a Parigi, dove la scrittrice attualmente vive, a Cergy. Non c’è una vera e propria trama, ma un continuo svolgersi di fatti. La parte più difficile è quella che riguarda la politica francese (che se non si conosce, risulta un po’ pensante da comprendere) mentre la più bella è certamente l’opportunità che l’autrice dà a chi legge di navigare lungo il fiume dei suoi ricordi, spinti da un flusso di coscienza magistralmente scritto. Se non avete mai letto nulla di Annie Ernaux il mio consiglio è di non cominciare da qui, ma da “Una donna”.

Un altro volume che non ha una trama e che presenta in modo perfetto la sua autrice: Nora Ephron (1941-2012). La conoscerete certamente come regista, come scrittrice ha lavorato a molte sceneggiature e alcuni libri. Non mi ricordo niente è il titolo con il quale Nora affronta il ricordo della propria vita, andando per sottrazione. Il rapporto con la madre, femminista convinta che non ha voluto rinunciare alla famiglia (ma finirà alcolizzata) e quello con il marito, dal quale divorzierà. Dalla paura di non farcela al momento in cui (quando pensa di non essere in grado di finirla) trova il successo grazie alla sceneggiatura di Harry ti presento Sally. Nora Ephron è considerata la regina della commedia americana. Per conoscerla meglio potete leggere Una torta per dirti addio di Angela Frenda (224 pagine, 18€).

Un romanzo maestoso, intenso e bellissimo, che mi ha commosso fino a non poterne più. Valeria Parrella è una giornalista napoletana che scrive per Repubblica (tra le altre cose) e con questo libro (candidato al Premio Campiello) ci racconta le gesta di una ragazza unica, eroica, coraggiosa: Giovanna D’Arco. La storia si svolge in Francia durante la guerra dei cent'anni. Giovanna è una giovane contadina che vive in un piccolo paese della Lorena. La sua vita cambia quando inizia a sentire le voci dei Santi che le affidano una missione: liberare la Francia e riportare il re sul trono. Ma il libro ha una valenza speciale soprattutto per come l’autrice, attraverso il passato, racconta il presente: la storia di tutte le ragazze adolescenti che, in qualche modo, mettendosi di traverso si ribellano. La Giovanna adolescente di Parrella diventa il simbolo di tutte le ragazze che sfidano le convenzioni sociali e lottano per cambiare il mondo.

Non amo i gialli, ma questo è diverso. Forse perchè è scritto con una leggerezza tanto profonda da non lasciare scampo: ti coinvolge. Segue il precedente C’è chi dice e chi tace, con cui Chiara Valerio è stata finalista al Premio Strega l’anno scorso. La storia riprende il luogo - Scauri, nel Lazio meridionale - e la protagonista, l’avvocata Lea Russo, questa volta alle prese con il delicato caso di omicidio di una bambina disabile. Tra pettegolezzi e tensioni, Chiara Valerio indaga con un lungo flusso di coscienza (che non prevede mai le virgolette nei dialoghi) il tema della maternità, della giustizia, dei desideri femminili e della vita di provincia. Si legge bene, fa riflettere. E talvolta, nonostante il dramma, il senso dell’ironia ci fa sorridere.

Delicato, profondo, a tratti triste, ma assolutamente autentico. Lisa Ridzén è una scrittrice e sociologa svedese (nata nel 1988) arrivata al successo in tutto il mondo con questo suo romanzo d’esordio. L’idea le è venuta ritrovando gli appunti degli assistenti domiciliari che si prendevano cura di suo nonno. Il romanzo racconta la storia di Bo, che ha 89 anni e vive da solo con il suo cane. Le giornate trascorrono una identica all’altra, il deperimento fisico lo costringe a vivere quasi esclusivamente su una panca in cucina, e i suoi unici momenti di svago sono una passeggiata con il cane e le telefonate con l’amico di sempre, Ture, anche lui anziano. Eppure, la trama scorre, la vita procede. Le poagine fanno nascere una meditazione potente sulla vita e la morte e sulle relazioni che, in fondo, la definiscono.

Virginia Evans è una scrittice americana nata nel 1986 che ha dovuto attendere davvero molto prima di veder arrivare il successo. Prima di riuscire a pubblicare il suo primo romanzo ha trascorso diciotto anni a scrivere storie, completando 7 libri mai pubblicati e facendo molti lavori per mantenersi. Tutte le mattine di Sybil (in lingua originale The Correspondent) è il suo romanzo d’esordio, ma anche un incredibile successo. La storia racconta la vita di Sybil van Antwerp, una donna anziana che perde la vista e che usa le lettere e le e-mail per comunicare con il mondo, affrontando i ricordi e i segreti del suo passato. Una raccolta epistolare commovente.

Watanabe Miyako è la moglie dell’ultimo erede della famosa sala da tè Ippodo a Kyoto. Con una delicata leggerezza, il libro racconta l’alternanza delle stagioni vista da dietro il bancone di uno dei negozi più antichi e rinomati per la vendita del tè pregiato in foglie. Se come me siete appassionati di questa bevanda, leggerlo sarà un’occasione per imparare, ma anche un bellissimo modo per rinfrescarsi durante il caldo estivo. La storia dei tè, le istruzioni per preparare gli infudsi (anche ghiacciati, contro il caldo) e le vicende della famiglia si intrecciano in un racconto molto piacevole.

Irène Némirovsky è stata una scrittrice francese di origine ebraica, morta nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1942. Figlia di una una famiglia molto agiata, ha avutoi un’infanzia solitaria. Il padre era un ricco banchiere ma la madre non le dava molto affetto, pensava solo a se stessa. Proprio l’infanzia difficile ha ispirato molti dei suoi romanzi, tra cui Il ballo, che parla del rapporto tra una figlia e una madre.
La famiglia Kampf è diventata ricca da poco tempo e i coniugi Kampf vogliono farsi accettare dalla bella società di Parigi. Per questo decidono di organizzare un grande ballo nella loro casa, escludendo tuttavia la figlia Antoinette, che ha quattordici anni. La ragazza sogna di partecipare alla festa e ballare. La madre, una donna egoista e vanitosa, glielo proibisce perché vuole essere lei l’unica stella della serata. Antoinette decide di vendicarsi in modo tremendo.

Infine, la storia di Adele, il mio secondo romanzo, che ha bisogno del vostro sostegno e del vostro affetto. La trama e il prologo potete trovarli qui. Ma la notizia è un’altra: il libro è stato candidato al Premio Letterario Io Donna. Se lo avete letto e vi è piaciuto, potreste scrivere una breve mail per me, votandolo per il premio. L’indirizzo a cui mandare il vostro voto è: iodonnapremioletterario@rcs.it

Grazie. Vi auguro una bellissima estate.
A presto,

Read the original on csabadallazorza.substack.com

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