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Catrame & Libertà · Jan 10, 2026

Affidarsi al desiderio

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Paola Natalucci · Catrame & Libertà

  1. Guardare indietro per vedere in avanti, l'incoraggio invece che l'auto esigenza, dare un mood all”anno

  2. I link infodemici del mese

  3. Mondo reale: per quell'idea balzana di dover mangiare tre volte al dì, pare che io debba lavorare: posso aiutarvi a parlare inglese o francese a cuore tranquillo, o scrivendo per voi, mentre voi vi occupate di quello per cui siete format3. O invitarvi al bar.

  4. Catrame Amarcord: la sankalpa del 2025

Se stai leggendo su Gmail, assicurati di cliccare su “scarica l’intero messaggio” per non perderti nemmeno un pezzo. Questa newsletter usa il femminile sovraesteso, perché le piace sovvertire le cose che le stanno sul piloro. Amen.

Tempo di lettura: 11 minuti circa, esclusi Manifesto e Malloppo del Lavoro.

L'illustrazione di copertina, che riassume benissimo il mio sentire, è di @beedaviesillustration. Seguitela!

Sui social e in molte newsletter è tutto un prendere il 2026 per le corna, fare obiettivi e risoluzioni.

Anche meno, no?

Sono solo io?

Mi sono svegliata a mezzogiorno la mattina del primo gennaio, ho preso in mano l’iPad (non il telefono, con whatsapp e i social, scoprendo dunque tardissimo sia dell'incendio mortale in Svizzera, a riprova del fatto che il mio isolamento digitale, se mi ci metto, funziona gran bene) per leggermi un po’ di articoli di libri, e già che c’ero, anche la newsletter di libri del Guardian, che me la tengo sempre lì da leggere in pace quando ho tempo, segnandomi i libri che mi incuriosiscono, eccetera.

Insieme alla rilassante e amata newsletter del giornale che mi accompagna dalla mia giovinezza —credo di avere iniziato a leggere questa newsletter almeno dieci anni fa, quando vivevo in Asia. Mi ricordo di me al tavolo della cucina di Bangkok con il computer, e la gioia di una che non si era dovuta svegliare alle 5, per una volta — ho trovato una delle tante newsletter che leggo e che di solito apprezzo, di una ragazza che si occupa di messaging e marketing, di solito abbastanza interessante e piacevole da leggere.

Il primo gennaio, ore 13:29, mi trovo nella inbox una roba che intima ad accettare questo e fare quest’altra cosa nel 2026, con un tono da ingiunzione che nemmeno il giudice Santi Licheri a Forum. Ho letto l’oggetto e ho letteralmente detto a voce alta, ma dai, ma vai a fare in culo, [inserire nome di giovane donna], ma perché, e ho cliccato cancella.

Altrove, un’altra mail di una persona che dice, oh nel 2026 vi dò questo, sto passando così le mie vacanze, preparando sta cosa, ha ha! E io, che oltretutto lo conosco personalmente e gli voglio bene, gli ho detto, amico, ma no, ti intimo di andare a riposare!

Voi direte: Paola, non si leggono le mail il primo gennaio. Ma io dico: io ero venuta qui per il mio soffice mondo Guardian Books e soprattutto MAI mi sarei immaginata che ci siano persone che mandano mail con oggetti quasi minatori, programmandole per il primo giorno dell’anno. Sono incredula 😶

E quindi ho pensato, ma facciamo che la mia prima mail dell’anno sia un invito a farvi pat pat, invece.

Facciamo che adesso che siete già in ballo con il nuovo anno, invece che buttarvi a fare obiettivi e risoluzioni fate anche che vi fermate un attimo e dite, beh dai, però l’anno scorso ho già fatto anche questo e questo. E vi fate pat pat.

Ma LETTERALMENTE pat pat da sole sulla spalla, vi fate, perché a volte ci sta, dirsi brava, ci sta dirsi, oh, ma sta cosa qui l’ho fatta proprio bene, l’ho gestita al meglio che potevo, daje io, ecco. Ci sta, e non c viene incoraggiato abbastanza.

Ho un’amica, nonché sostenitrice di Catrame della prima ora (grazie!) che vive a Londra da tempo e ha due figli adolescenti. Lei mi dice sempre che la cosa più utile e bella che queste due giovani persone stanno imparando nel sistema scolastico di lì è l’avere coscienza delle proprie capacità, a dirsi cazzo dai va che bene mi è venuta sta cosa, senza vergogna, senza sminuirsi per non sembrare che te la tiri, perché riconoscersi di aver fatto bene una cosa a) dà soddisfazione e b) crea terreno fertile per farne bene altre e altre ancora, perché se si pensa al saper fare le cose come frutto di pratica, studio e costanza, lo si applica a molte e molte cose della vita.

[Parimenti, se vieni sempre trattato come un piccolo e fragile fiore rincoglionito che non sa fare nulla da solo, diventerai un piccolo fiore rincoglionito che non sa fare nulla da solo. Lo so per osservazione empirica altrui, di prima mano, con annesso mio fegato bruciato, e la consapevolezza che talvolta l'amore genitoriale può avere l'aspetto di una amichevole, calvinista pedata nel culo. Per me, almeno, l’amore genitoriale è stato uno yin-yang di dolce amazingness everywhere e romanissimi calci nel culo. Se si deve scegliere una forma di trauma giovanile, dovendo proprio scegliere, meglio un vissuto che mi renda perfezionista ma proattiva, che uno che mi renda incapace e passiva, ma oh, sono io]

La amazingness everywhere, come la chiama la mia amica, non è tanto il lodare il talento a caso, è il lodare l’impegno e il focus e lo studio che ci ha reso capaci di fare questo o quello. Il talento può starci, naturalmente, ma non è l’unico modo di arrivare alle cose.

La mia amica della amazingness everywhere è parte di un gruppo di amiche che si sono conosciute l’una con l’altra nell’epoca d’oro dei blog delle persone all’estero, e quindi i anni dopo siamo tutte su whatsapp, ci andiamo a trovare, parliamo, e abbiamo una specie di hive mind, una mente alveare, molto, molto utile, con input di persone di provenienze, formazioni e residenze diverse.

La amazingness everywhere me l’hanno ricordata loro quando esprimevo dubbi sulla mia capacità di fare una cosa in spagnolo, qui, a Barcellona, per uscire dagli schermi sempre che sono il mio lavoro, e stavo evitando per questi dubbi di mandare la mia proposta di collaborazione per un workshop in città. L’ho mandata, poi, al grido della amazingness everywhere in versione adulta, dicendo, alle brutte incasso un no, e mi hanno risposto già in giornata dicendo ma che grande idea, sì, facciamolo!

A volte siamo le nostre peggiori nemiche. Per questo la mente alveare delle amiche e degli amici intelligenti intorno è cosa importante assai.

Insomma, fermarsi un attimo, guardare indietro, e dire, cazzarola, guarda cosa ho fatto: questo, questo, questo e questo, dove un anno fa c’era meno, e tre anni fa non c’era nulla proprio: wow, brava io, permette di guardare all’anno che viene diversamente. Se hai fiducia in te, radicata nel fatto che sei stata capace una volta e nuovamente lo sarai, magari il 2026 può sembrare meno uno sbattimento galattico e più un’avventura possibile.

“2026, fai il bravo”: foto scattata il 2 gennaio, e il giorno dopo il 2026 ci aveva già fatto ampiamente il resto dell’ombrello

Come ho detto già un anno fa, io non faccio risoluzioni e né tanto meno stabilisco obiettivi perché mi danno ansia da prestazione. Come dicevo un anno fa, circa, a me piace affidarmi al concetto di Sankalpa, per come mi è stato spiegato alla scuola di yoga: come dicevo un anno fa,

“Non è limitante, non è performante, coinvolge non solo la nostra mente ma anche il resto di noi, del nostro essere e del nostro sentire. […] Se la vita non è una linea retta ma un susseguirsi di cicli, come io sento che sia, è normale porsi questa domanda piuttosto spesso. Io me la dico anche come, a cosa vuoi dedicare la tua attenzione?“

Quest’anno, aggiungo un corollario: aggiungendo una dose di amazingness everywhere:

dove vuoi che ti portino le tue capacità? O quali capacità vuoi sviluppare? O come vuoi usare quelle che già hai, che mica dobbiamo sempre per forza crescere come un PIL? Dove vuoi andare?

Nella definizione del dizionario di sanscrito che vi avevo messo nel numero di un anno fa, che vi metto anche sotto come CatrameAmarcord, definendo la Sankalpa si parlava anche, ma non solo, di desiderio.

Per me ha sempre funzionato bene di qualunque obiettivo o risoluzione, questo: cosa voglio? Cosa mi rende felice?

Ecco, forse io mi sono sempre molto affidata al desiderio, nella vita. Non so se sia stata la cosa più efficiente o lineare, ma sicuramente ha reso la mia vita ricca, interessante, popolata di belle persone, viva.

Quindi io ti invito, se hai voglia, tu che leggi, non tanto a fare risoluzioni, ma a vedere come e quanto hanno funzionato quelle dell’anno scorso, e cosa puoi aggiungere a quello che hai già, come hanno fatto i quattro sciroccati di Pod Save America nel loro ultimo episodio dell’anno. Mi è piaciuto ascoltarli perché hanno fatto sentire il clip di cosa avevano detto, e poi hanno raccontato di come era andata per ognuno. Nel mio caso, hanno funzionato più o meno, le mie intenzioni: ho studiato di più e letto più saggistica, ma non i libri che avevo menzionato un anno fa. Ma va bene lo stesso, perché sono contenta di aver recuperato abbastanza cervello e attenzione da aver voglia di leggerne, di saggi.

Ecco: cosa diresti tu ora, guardando indietro, invece che avanti? Cosa hai fatto, e cosa non? E il non, è stato un non fatto perché non sei riuscita, o perché forse non era prioritario come pensavi?

E a proposito di gentilezza, io il 2026 più che prenderlo per le corna gli vorrei dire, ciao 2026, posso farti il tè, il caffè, o il mate. Che mi racconti? Cosa mi porti? Che palle, portare la belligeranza ovunque sempre, dico io. Ce n'è già abbastanza nel mondo reale, di quella. [Che tenera, io che scrivevo sta roba sconnessa da internet, mentre Trump e compagnia bella facevano quel che facevano, alle spese di un figuro terribile quanto loro stessi.]

Per quanto possibile, io vorrei che nel mio micro (il macro ormai è un cassonetto che va a fuoco, da anni), nel mio quotidiano, ci fossero morbidezza, gentilezza, tempo e mente lucida, nel 2026.

Voi cosa desiderate?

Il mio obiettivo è aiutarvi ad aumentare la diversità culturale presente nelle vostre vite.

È un modo diverso e gioioso di fare politica.

Se il diverso lo ascolti, lo conosci, lo leggi, tenti di capirlo, da una posizione di apertura e curiosità, apprendendo dai e dei modi altrui di stare al mondo, è più difficile essere chiusi e bigotti. E non per forza questa apertura la si deve cercare attraverso il viaggio, che non è alla portata di tutti.

La cultura può permettere di aprirsi anche a chi non può o non vuole muoversi.

Se volete sostenere Catrame, newsletter e pod, dando valore al tempo che prendo per pensare, scrivere ed editare le mail, registrare ed editare gli episodi, contattare e coordinarmi con gli ospiti, o aiutarmi a pagare gli abbonamenti che pago per leggere e selezionare cose per voi, o i libri che leggo, potete:

  • condividere Catrame con chi potrà amarlo, lasciandomi stellette su Spotify (per aiutare la diffusione) cuoricini sulla Substack app (per aiutare la mia dopamina) o rispondendo alle mie mail (per palesarvi e farmi sentire che non sto parlando da sola)

  • farlo con una donazione libera una tantum, cliccando sul bottone qui sotto. 3, 5, 10€: tutto fa, e tutto genera gratitudine.

Anche io voglio sostenere Catrame!

  • Abbonarvi a Catrame e CatramePod, senza paywall per nessuno, perché l’Omino del Cervello ed io crediamo nella cultura accessibile. Unitevi al mio team di moschettiere, Enrica, Marianna, Mavi, Chiara, Sonia, Mary, Tiziana, Caterina con una donazione mensile, trimestrale, o annuale. Siamo a 2 persone dalla fondazione del Catrame Fútbol Club 😂, poiché

  • A DICEMBRE È SUCCESSA UNA COSA PAZZESCA: Davide ha regalato a Qualcunə un ABBONAMENTO ANNUALE! Io non conosco personalmente né Davide né il/la Destinatariå del regalo, ma Davide che hai fatto questo regalo, se mi leggi: l'idea di essere regalata a qualcuno come regalo di Natale a tenere compagnia per un anno cianciando di libri e vita, che dire? È stato un regalo anche per me! GRAZIE DAVIDE, da me e dall’Omino del Cervello che ovviamente si è immaginato una ottima scena di me con il fiocchetto regalo nei capelli (eh, lui è così, un po' trash)

Vicino a casa un trio di superstar cinesi ha aperto un piccolo ristorante di wanton buoni a livello Città Vecchia di Bangkok, dove c'era una signora che li faceva a mano coi gamberi freschi. Non avevo ancora trovato wanton di questo livello in città e sono molto, molto felice.
Il malloppo sul lavoro, in 5 punti
  • Se a te, o a qualcuno che conosci, può servire far pratica e coltivare il proprio inglese e francese, in un luogo dove non si deve performare, un po’ di coaching linguistico con me potrebbe fare al caso tuo. Ho un posto a disposizione per chi vuole iniziare in 1:1 da inizio marzo. Sarai tu a decidere i tuoi obiettivi, col mio aiuto, tête-à-tête. Parliamo? Qui alcune esperienze di chi ha già lavorato con me, leggi da loro come funziona!

  • Se ci stai pensando, completa questo modulo: tu mi dici che ti serve, io ti dico come lavoro, e vediamo come ci sentiamo. Nessuno vende niente a nessuna. 20 minuti per conoscersi: la relazione umana è fondamentale perché tutto funzioni.

    Qui un google doc con tutte le info sui percorsi 1:1.

  • Hai già un buon livello di inglese, ma nessuno con cui parlare? Budget ridotto? Ho uno spazio pure per te, perché la cultura deve essere accessibile. Vieni a The Joy Luck Café! Ci troviamo di martedì alle ore 13 in pausa pranzo, due volte al mese! Riassunto qui. Mantieni attivo (o rispolvera!) il cervello anglofono, ed esci molto meno stanca che da una sessione 1:1. E poi, hai accesso a me per domande e perplessità su Telegram: non esistono domande stupide!

  • Sì, ma perché non lavori a scuola come tutt3, Pa’? Il mio progetto di coaching linguistico è nato perché le scuole di lingue sottopagano e maltrattano chi insegna, mica perché il nomadismo digitale. Ho deciso di cambiare modalità di lavoro e passare al coaching per avere autonomia decisionale e didattica al 100%, per essere meglio preparata a gestire l'emotività di chi lavora con me, e per non essere più sfruttata. Certezze sempre zero, ma posso fare il mio lavoro in primis come serve davvero a chi mi sceglie, e poi come piace a me, lasciando spazio anche alle clienti per cui scrivo, poche ma buone, e soprattutto alla mia vita improduttiva.

  • Dove altro mi trovi. Con The Mindful Speaker: fai pratica leggendo e impari già per i fatti tuoi, che poi è la cosa migliore che puoi fare. Se usi LinkedIn, qui, qui, e qui parlo di come funziona il coaching linguistico. Il mio Instagram personale di cazzeggio multilingue senza filtro è @migrabonda. Se usi la app di Substack, possiamo seguirci su Notes. Le mie interviste su language coaching e viaggio da sola in inglese, francese e italiano sono qui.

सङ्कल्प Quale sarà la tua, quest'anno? | Inserto Infodemico 15

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January 25, 2025

"Come tutta la filosofia, può essere applicata al nostro quotidiano. A gennaio, a luglio, a novembre: quando ci pare. Se la vita non è una linea retta ma un susseguirsi di cicli, come io sento che sia, è normale porsi questa domanda piuttosto spesso. Io me la dico anche come, a cosa vuoi dedicare la tua attenzione?"

E anche oggi, per questo Inserto Infodemico, mie care, miei cari, abbiamo finito.

A presto, grazie di esserci, del vostro tempo, e del vostro focus 🧿🪬

Un abbraccio,

Pao

Read the original on catrameeliberta.substack.com

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