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Dritti ai Diritti · Jan 7, 2026

Vi racconto una storia: canestri contro i pregiudizi

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Cathy La Torre · Dritti ai Diritti

Ventuno anni.

Oltre 40 punti a partita.

Anzi, per la precisione nell’ultima ne ha segnati 41 eguagliando il record esistente. Record imbattuto del 1984.

Si chiama Audi Crooks, è statunitense, e gioca a basket con l’Iowa State nella Big 12 conference della leggendaria National Collegiate Athletic Association.

Non a caso la chiamano “Lady Shaq”, avvicinandola al mitico Shaquille O’Neal, “gigante” della Nba: 2.16 metri di altezza per 147 chili.

A Shaq però nessuno dava del ciccione.

A lei invece si.

Continuamente.

«A chi mi offende sui social, a chi mi chiama “cicciona”, replico con la gentilezza, con il sorriso, e spero di essere ricordata proprio per questo mio atteggiamento, non solo per i record nel basket. Me lo ha insegnato mio padre Jimmie, morto nel 2021: uno stile che nasce dalla preghiera, dall’esperienza di fede che mi fa sentire amata da Dio».

Audi è alta 1.91, pesa quasi 100 chili.

«Avevo 13 anni quando sono iniziati a uscire articoli e post, osservare gli adulti che dibattono sul mio corpo più che sul mio gioco è pazzesco. Sono arrivati gli haters, quelli che sbraitano in silenzio a parlare del mio peso. Nessuno è preparato a una cosa del genere. La famiglia è stato il mio rifugio, le mie compagne di squadra una terapia».

Nel 2018, a un giornalista che lo lodava per essere il primo a vincere due medaglie olimpiche, il campione di tennis Andy Murray rispose “Male players”. Aggiungendo che prima di lui Venus e Serena Williams ne avevano già vinte quattro a testa. Secondo voi il giornalista non lo sapeva? O in cuor suo ha sinceramente pensato che le medaglie vinte da due donne non valessero quanto quelle vinte da un uomo?

C’è uno spot Nike che riassume tutti i pregiudizi che accompagnano le donne nello sport. Ve lo metto qui, sotto:

Ma la verità è che accompagnano tutte noi in qualsiasi mondo.

Sempre.

Se siamo brave ci chiamano grasse.

Se siamo belle ci definiscono scarse.

Se siamo leader provano a sminuirci o a darci delle isteriche.

E quindi? Io ho deciso di seguire il consiglio di Audi.

«Le persone possono odiarmi, scrivere che sono grassa, ma non possono portarmi via quello che sto facendo nella mia vita e nel basket. Potranno esserci anche cento commenti negativi al giorno sul mio corpo e sul mio aspetto. Possono insultarmi quanto vogliono, io sono fiera della storia che sto costruendo con me stessa. Quando mio padre si è ammalato, gli sono stata accanto fino alla fine e lui mi ha ricambiato con la gentilezza e il sorriso: oggi sono le mie armi».

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Read the original on cathylatorre.substack.com

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