Sinceramente non mi ricordo chi è stata la prima a suggerirmi di leggere Persepolis. So solo che ad un certo punto le amiche, le conoscenti, le clienti che me lo citavano erano così tante che ho capito che si trattava di un grande romanzo, pardon graphic-novel.
Marjane Satrapi, artista e intellettuale iraniana, è stata una donna dal pensiero ironico e libero, di rara statura morale senza mai perdere la capacità di far ridere.
Il 4 giugno le agenzie di stampa di tutto il mondo hanno battuto questa, triste, notizia: “Marjane Satrapi - si legge in un comunicato dei suoi familiari trasmesso all’agenzia AFP - è morta di tristezza a poco più di un anno dalla scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita”.
Vedere i social invasi dalle sue strip, dai suoi disegni tratti da Persepolis o dalle scene di Pollo alle prugne, mi ha fatto pensare a un suo discorso meno noto ma bellissimo.
Nel 2023 l’Università di Bologna l’ha accolta come ospite d’onore all’inaugurazione dell’Anno Accademico dove ha tenuto una lectio magistralis intitolata “The freedom of mind”. Il video, intero, è presente su Youtube.
Ve ne ho tradotto alcuni passaggi.
“Questa è una peculiarità degli esseri umani: meno conoscenza hanno le persone, più sono convinte. Meno sanno, più sono sicure di quel poco che sanno, perché ovviamente più si sa, più ci si rende conto di quanto le cose siano complicate.”
“Quando nel 1979 abbiamo fatto la rivoluzione in Iran, solo il 40 per cento degli iraniani sapeva leggere e scrivere. Avevamo il 60 per cento di analfabeti in Iran, mentre oggi abbiamo più dell’80 per cento di persone alfabetizzate. Questa è una delle cose incredibili che i mullah hanno effettivamente fatto: hanno creato scuole e università in tutto il paese. Io frequentavo una delle loro scuole e loro credevano che studiare in queste scuole ci avrebbe reso delle piccole musulmane fanatiche. Ma una volta che sai leggere, non leggi solo quello che ti danno da leggere. Leggi quello che vuoi e hai accesso ai libri proibiti, hai accesso a Hegel.”
“Il più grande nemico della cultura democratica è la cultura patriarcale, perché hanno lo stesso schema. All’interno della famiglia, il padre è il capo e ha l’ultima parola. Un dittatore, come padre della nazione, ha l’ultima parola. Non sto dicendo che le donne siano molto migliori degli uomini, perché se fosse il contrario avremmo una cultura matriarcale e io sarei dalla parte degli uomini. Bisogna stare sempre dalla parte degli oppressi. Non mi piace quando la gente dice che le donne sono molto migliori degli uomini. Penso che il vero significato del femminismo sia che donne e uomini sono uguali in tutto, anche nei nostri lati cattivi e brutti. Se diciamo che una donna è incapace di mentire, incapace di violenza, incapace di manipolazione, stiamo dicendo che questa persona non è più un essere umano ma un gattino. Un essere umano è manipolatore, un essere umano è violento, un essere umano mente. Questa è in realtà una delle peculiarità dell’essere umano: nessun altro animale mente — è questo che ci distingue dagli animali: possiamo creare una realtà migliore.”
“Non dobbiamo dimenticare che ci hanno dato la metà dei diritti degli uomini. Siamo cresciute sentendoci dire che siamo inferiori agli uomini. E quello che è successo in Iran è che il 60 per cento degli studenti iraniani sono ragazze, il 70 per cento degli ingegneri iraniani sono donne. Mio padre era ingegnere, e più del 60 per cento dei suoi colleghi erano donne ingegnere. Lui diceva che sono più brave non per ragioni femministe, ma perché non sbagliano mai, perché non vogliono sentirsi dire che hanno sbagliato perché sono donne. Penso che questa sia una relazione matematica: la metà dei diritti e ci impegniamo e studiamo il doppio.”
“Tutti hanno il diritto di avere la religione che vogliono, di vestirsi e comportarsi di conseguenza, finché non vanno a imporla agli altri. Quando in Francia hanno vietato il velo, pensavano che fossi d’accordo dato che odio il velo. Tuttavia sono contraria a vietare qualsiasi cosa, e penso che la nostra libertà finisca nel momento in cui inizia quella di qualcun altro. O siamo tutti liberi insieme, oppure non siamo liberi affatto, la libertà ha la stessa origine per tutti e la libertà di uno non può fermare quella dell’altro. Ci deve essere tolleranza.”
“Devi avere una tua etica di vita; devi trovare tu stesso la risposta alle tue domande. La moralità per me è qualcosa di molto relativo, perché continua a cambiare. Per esempio, 100 anni fa una donna vergine era una buona donna da sposare, oggi se hai 35 anni e sei vergine hai un problema psicologico e nessuno ti vuole. Mentire è molto sbagliato, ma se menti per salvare i tuoi compagni e impedire che finiscano in prigione, allora mentire è una cosa molto giusta. Rubare è sbagliato, ma se sei uno dei Miserabili di Victor Hugo e rubi il pane per darlo a Fantine e a sua figlia, allora rubare è una cosa giusta. Dipende, è estremamente relativo. Ma l’etica non è relativa. L’etica riguarda il rapporto tra te e te stesso, e tu sai cosa è giusto e ognuno deve sapere cosa è giusto per sé. Credetemi: se siete in una sala con mille persone come oggi, e anche se 999 di noi pensano che tu abbia torto, ma tu pensi ancora di avere ragione, credetemi che avete ragione.”
Ci mancherà tantissimo.
Vi ricordo che dal 2 giugno trovate il mio nuovo libro in tutte le librerie oppure a questo LINK
Cathy
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