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Bestiale · Jul 2, 2026

Bestiale #220 - Vademecum per controbattere a tuo zio cacciatore sul DDL Malan

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Chissà se riusciremo a convincerlo: proviamoci.

Prima di tutto, volevo ringraziarvi: mi avete mandato messaggi, auguri e tanto affetto, è arrivato tutto! Ora sto meglio e sono pronto a ripartire, più Bestiale che mai 🧡


Ciao, io sono Leonardo Mazzeo e questa è la duecentoventesima puntata di Bestiale, che comincia con questa modifica di legge sgangherata e pericolosa.

Hunter with a shotgun

Ultimamente non si parla d’altro, e non solo nella mia bolla: il DDL Caccia è sulla bocca di tutti, l’approccio da tifoseria è al suo estremo. La legge è già passata al Senato e ora si aspetta solo l’approvazione della Camera (che potrebbe arrivare addirittura entro luglio, in tempi record). La mobilitazione è grande: da una parte i cacciatori e i promotori della legge, dall’altra le associazioni e le persone che vorrebbero che la caccia sparisse domani. Ne ho lette tante, ne ho sentite ancora di più.

Allora ho cercato di informarmi il più possibile, leggendo sia i siti delle associazioni ambientaliste che quelli dei cacciatori; ma ho trovato anche delle fonti neutre, secondo me ancora più utili per farsi un’idea propria. La mia resta sostanzialmente quella che avevo espresso: questo DDL caccia è una schifezza. Ma provo a spiegarlo punto per punto, partendo proprio da due fonti neutre:

La mini-guida per capire (e smontare) il DDL Caccia

Sì, parlo proprio con te, ipotetico zio cacciatore: adesso ti rispondiamo per le rime. Così, alla bisogna, potremo ripescare e usare questa breve guida anti-DDL in qualunque discussione. Ok, andiamo per punti, in maniera veloce:

☝️ Alla “tutela” e alla “protezione” della fauna previsti dalla legge 157/92 si aggiunge il riferimento alla sua “gestione”: gli animali selvatici passano così da risorsa a problema da regolare.

→“Eeeeh ma che cambierà mai tra tutela e gestione”, dice lo zio. Cambia tutto, caro zio: la percezione è che la natura diventi una cosa che noi umani dobbiamo risolvere, prendere in mano, cambiare.


🏛️ Si inserisce il concetto di “tradizione”, come a dire: facciamoci guidare dal nostro glorioso passato di cacciatori, non smettiamo di fare quello che ci rende patrioti italiani fucilieri! La parolina in questione è ovviamente molto cara a un lato della politica, lo stesso che sta portando avanti questa legge.

→“Eeeeh ma è vero che la caccia è una grande tradizione della nostra storia”, afferma lo zio. Certo, zio, pure la legge del taglione era una tradizione, ma per fortuna l’abbiamo superata.


🐦 Aumenta il numero di specie cacciabili: inseriti anche i piccioni di città e le oche selvatiche. Escluso invece lo stambecco, inizialmente previsto ma poi tolto dalla riforma.

→“Eeeeh che sarà mai, per due animaletti in più”, sostiene convinto lo zio. Ma ogni aggiunta, caro zio, è una maglia che si allarga, una protezione che cade, un passo ulteriore verso un mondo dove le creature sono più simili a bersagli che ad esseri viventi.


📉 Il ruolo dell’ISPRA è radicalmente ridimensionato, dato che “perde la sua natura di vincolo di legittimità sostanziale, per diventare un parere puramente consultivo e motivatamente derogabile” (fonte: IlDiritto.it).

→“Eeeeh vabe, mica ci servono i professoroni per capire che i cinghiali sono troppi”, afferma sardonico lo zio. Però, zio mio, se togliamo la parola alla scienza, chi è che decide? Un comitato di persone prese da diverse realtà, che scelgono sulla base dei loro interessi? Quando l’unica cosa che conta dovrebbe essere la scienza stessa. Deprimente, caro zio. Molto deprimente.


🔫 I cacciatori diventano “bioregolatori” e quindi possono procedere con gli abbattimenti, che prima erano riservati ai soli corpi d’istituto.

→“Eeeeh in effetti è proprio questo che facciamo, diamo una mano alla natura”, dice lo zio. Ma a me sembra una definizione un tantino forzata: chi caccia lo fa perché ne ama quella roba lì, ossia seguire, trovare e uccidere animali, sparare in giro per i boschi, spaventare la fauna con armi da fuoco. Chiamarli “bioregolatori” e farli passare per i guardiani della natura mi sembra un tantino troppo.


🏖️ Non è vietato cacciare sulle spiagge. Questo è un punto critico nelle discussioni tra tifoserie, anche io ho fatto fatica a capire dove fosse questo riferimento, Pagella Politica lo ha spiegato bene: in sostanza, nella prima versione del testo le spiagge erano escluse dai territori di caccia. Poi questo divieto è sparito.

“Eeeeh ma non è che ti sparo mentre sei sotto l’ombrellone”, dice sghignazzando lo zio. No, certo, ci mancherebbe. Ma l’idea che pure lì possano partire colpi di fucile verso le bestie non è che mi faccia stare più tranquillo.

Bonus: in generale le aree dove è possibile praticare l’attività venatoria aumentano, “includendo i terreni forestali pubblici nella pianificazione regionale” (cit. IlDiritto.it) .

green grass field under blue sky during daytime
Photo by Dawn McDonald on Unsplash

🐦‍⬛ Sparisce il limite ai richiami vivi, che sarebbero quelle povere bestie in gabbia, destinate ad una vita rinchiuse, utilizzate solo per far rumore e attirare altri uccelli. Per adesso c’era un limite fissato a quaranta uccelli in totale. Adesso quel limite è sparito, per gli uccelli nati e cresciuti in cattività.

“Eeeeh ma in qualche modo dovremmo pur attirare gli altri”, dice solerte lo zio. Beh, zio, potreste anche non farlo. Vedi, mi apro delle possibilità.


🏹 Più libertà per le attività e le strumentazioni del cacciatore. Come scritto su IlDiritto.it, il nuovo testo di legge “deregolamenta le modalità d’esercizio della caccia”: chi la pratica ha meno vincoli di scelta riguardo le modalità (prima bisognava scegliere, ad esempio, tra appostamento fisso o movimento sul territorio).

Cade anche il limite massimo degli appostamenti fissi: saranno le singole regioni a decidere. Infine, vengono potenziati gli strumenti, ad esempio per la caccia al cinghiale: possibile usare visori notturni e robe simili, che però sono vietate per le specie protette.

“Eeeeh… sì, qua c’hanno dato una bella mano”. Pure lo zio si arrende.


🗓️ Calendari più flessibili, ossia: se prima le regioni potevano estendere il periodo di caccia al massimo fino al 10 febbraio, adesso questo limite temporale non c’è più. Per stabilire i singoli calendari bisognerà rifarsi comunque a pareri tecnico-scientifici, ma intanto puff, il limite temporale è stato cancellato con un colpo di spugna. Con gravi rischi per migrazioni e nidificazioni. Ah, non basta: sarà possibile cacciare anche dopo il tramonto.

“Eeeeh vabe, per qualche giorno in più, tutto questo casino”. Qualche giorno in più per te può non fare la differenza, caro zio, ma stai sicuro che per alcune specie può significare molto. Se non tutto.

low angle photography of flock of silhouette of bird illustration
Foto di Mehdi Sepehri su Unsplash

🐺 Allineandosi con la direttiva Habitat dell’UE, il lupo sparisce dalle specie particolarmente protette, e questo non vuol dire che in automatico potrà essere cacciato, certo. Ma sicuramente il suo status di protezione ne esce ridimensionato: sembra chiaramente una mano tesa a tutti quelli che lo vorrebbero veder sparire di nuovo dal nostro territorio. Nota: nessuno ci obbligava a declassarlo, quello della direttiva Habitat UE era lo standard minimo. Potevamo serenamente tenerlo tra le specie particolarmente protette, ma tant’è.

“Eeeeh parla con un allevatore, va, e senti che ti dice”. Certo, zio, sono ben consapevole dei problemi che comporta vivere a contatto col lupo. Ma questo non vuol dire che la soluzione sia per forza quella di ammazzarlo e poi di appenderlo ai cartelli, come troppo spesso succede.

Questi secondo me sono alcuni dei punti più critici (per gli altri - e ce ne sono - rimando alle fonti neutre citate all’inizio), che andrebbero fatti valere in un’ipotetica discussione con nostro zio. Il DDL Malan, è palese, va nella direzione di un’apertura molto forte e chiara all’attività venatoria, a discapito della fauna selvatica. Insomma, è una modifica di legge inaccettabile, a mio avviso.

Specifico: sono ovviamente consapevole del fatto che ci siano dei casi in cui con la fauna e la sua “gestione” bisogna farci i conti. Soltanto affiderei certe situazioni a del personale esperto, qualificato e guidato dalla scienza.

Comunque, se volete andare oltre alla semplice discussione con lo zio, c’è una petizione del WWF e di altre associazioni che è possibile firmare per farci sentire contro questo DDL scellerato:

Firma la petizione ✍️

PS: in uno slancio di benaltrismo, lo zio potrebbe incalzarvi dicendo che l’agricoltura intensiva fa più danni della caccia e che la stessa è più sostenibile del comprare carne al supermercato. Potete rispondergli in maniera semplice: “Caro zio, come hai ben detto gli animali hanno già tanti problemi. Forse evitare di prenderli pure a fucilate senza motivo, seminando panico e piombo nell’ambiente, potrebbe essere comunque d’aiuto” 🤷‍♂️


Basta con gli spari nei boschi, sì, ma basta pure coi palloncini 🎈

Mi sono imbattuto in questo post che mi ha fatto imbestialire: la foto è stata pubblicata da una fattoria didattica francese e mostra bene le conseguenze dell’uso dei palloncini.

In questo caso, quello che sembra un simpatico cuore rosa ormai sgonfio è atterrato proprio a casa delle testuggini. Un esempio lampante del fatto che, quando volano via, i palloncini non spariscono: prima o poi ricadono, e i potenziali danni per l’ambiente e per gli animali sono evidenti. Anche quelli biodegradabili sono un problema, perché non è che spariscono appena toccano terra o mare. Insomma: siamo nel 2026, direi che possiamo iniziare a mettere da parte i palloncini.


Anche i caprioli possono far male 🦌

E non dimentichiamocelo mai: ogni selvatico è un animale con comportamenti che non possiamo prevedere. Se messo alle strette può reagire anche in modo violento. Se poi ha a disposizione corna che possono diventare armi pericolose, meglio stare attenti.

Lo sa bene il motociclista che ha investito proprio un capriolo (anche se aveva il dubbio che fosse un “piccolo cervo”, ma il discorso non cambia), il quale preso dallo spavento e dall’adrenalina ha attaccato ferendolo in maniera piuttosto grave (oltre 20 punti di sutura alla gamba). Questo non per dire che i caprioli o i cervi siano persone orribili, anzi. Ma occhio a considerarli dei docili Bambi troppo cresciuti, come troppo spesso accade (vedi i casi di chi gli dà da mangiare in giro per i paesi).


Momento qualche link e poi vignetta necessaria:

🥵 Fa caldo (caldissimo per noi), ma pure per i nostri animali domestici: piccola guida di La Zampa per farli stare meglio, in questo periodo torrido.

🐦 A Novara è in corso “la guerra dell’ibis sacro”: da una parte le istituzioni che mettono in atto interventi di contenimento della specie invasiva, dall’altra le associazioni ambientaliste che criticano il loro operato.

🧑‍🌾 A proposito di volatili in città: su IlBoLive ci parla di “uccelli giardinieri che usano scarti umani come strumento di conquista”.

🫘 La strana alleanza tra fagioli e vespe: quando i primi vengo attaccati dai parassiti, richiamano le seconde, che accorrono in soccorso e banchettano.

🦭 Ora chiudi gli occhi e immagina di essere in un piccolo borgo dove un elefante marino teenager, nella sua fase ribelle, sta distruggendo i beni pubblici. Fatto? Ecco.


Dicevamo:

Fonte: Vincent Rose

A giovedì prossimo, ciao!

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