Ciao e benvenutə alla newsletter di Italian Stories In Italian, che è sia un podcast, sia il blog dove ti racconto l’Italia nel modo più autentico possibile, oltre gli stereotipi di “pizza pasta e mandolino” e con il filtro della mia esperienza personale. Mi chiamo Barbara e ho fondato una scuola di italiano come lingua straniera che si chiama Online Italian Classes.
“Si stava meglio quando si stava peggio”
“Non ci sono più le mezze stagioni"
“Ai miei tempi era diverso”
"Si è sempre fatto così”
Vedi le quattro frasi che ho scritto qui sopra?
Se ti stai chiedendo che cosa sono, la risposta è semplice: sono frasi che in qualsiasi momento del giorno e della notte, in qualunque giorno della settimana, in una delle 20 regioni d’Italia… un italiano o un’italiana sta pronunciando .
Non lo dice la Treccani, l’Accademia della Crusca, o l’Istat. Non è qualcosa di misurabile, ma è qualcosa di certo: qualcuno dei quasi 59 milioni di abitanti d’Italia (e ci mettiamo dentro anche gli oltre 6,4 milioni di residenti all’estero) sta pronunciando una di quelle frasi, proprio in questo momento.
Sono detti che sembra che parlino del mondo, nella loro sociologia spicciola e squisitamente popolare, ma in realtà dicono molto di più sulla persona che li pronuncia.
Mostrano innanzi tutto una grande paura del cambiamento perché chi ignora la ragione per cui le cose davvero succedono, non può che vivere nel terrore.
Ignorare che "quando si stava peggio", cioè quando non c’era l’acqua corrente nelle case, non c’era l'istruzione pubblica, non c’era il servizio sanitario nazionale… si stava davvero peggio.
Senza andare così lontano nel tempo, basti pensare a quando non si poteva ritrovare la strada grazie alle mappa sul proprio telefono, o una donna incinta non poteva lavorare da casa se si sentiva affaticata.
Sono frasi pronunciate da chi ignora che cosa sia il cambiamento climatico, e soprattutto che non è arrivato improvvisamente, ma è stato frutto di una progressiva evoluzione nel modo di fare le cose.
Sono frasi di chi non si aggiorna, per pigrizia o per paura di uscire dalla propria zona di conforto. Perché, ripeto, ciò che non si conosce spaventa.
Non fraintendermi, la tentazione di usare una di quelle frasi l’ho avuta tante volte anch’io e continuo ad averla, inoltre ti confesso di averle pronunciate anch’io molte volte in passato.
Le pronuncio nella mia mente quando mi ricordo della mia adolescenza senza cellulare (mi correggo: il cellulare ce l’avevo ma mandare un SMS costava preziosi centesimi), quando i miei amici mi venivano a citofonare sotto casa o io facevo lo stesso con loro ogni volta che mi andava di vederli.
Le vorrei dire quando guardo fuori dalla finestra di una vecchia casa e non riesco più a vedere il paesaggio che vedevo prima che ci costruissero davanti un edificio due volte più alto.
Le penso quando desidero di essere nata una generazione fa, quando non avrei avuto tutto il peso della "genitorialità gentile” sulle spalle e avrei potuto prendere scorciatoie nell’educazione di mio figlio senza sentirmi in colpa.
all’estero = abroad
sociologia spicciola = everyday sociology
acqua corrente = tap water
istruzione pubblica = state education
servizio sanitario nazionale = National Health System
basti pensare a = just think about
incinta = pregnant
affaticata = tired
è stato frutto = was the result
non si aggiorna = doesn’t stay up to date
pigrizia = laziness
ciò = what, that
spaventa = scares
Non fraintendermi = Don’t get me wrong
citofonare = to ring the bell (of the main building)
un edificio = a building
Nonostante queste tentazioni, negli ultimi anni sono felice di aver raggiunto una consapevolezza preziosa, qualcosa che cerco sempre di riportare alla mente ogni volta che sento una delle sopracitate frasi. La consapevolezza che le persone e il mondo in generale (che è fatto di persone) evolvono costantemente.
L’evoluzione è inevitabile e chi la rifiuta o la nega, finirà per stare male. Magari non fisicamente, ma psicologicamente. Hai presente quelle persone che vedono sempre tutto nero? Il bicchiere mezzo vuoto?
In psicologia questo si chiama “astrazione selettiva”, cioè la mente si focalizza su dettagli negativi che finiscono per colorare di nero l'intera percezione della realtà.
Ultimamente questa cosa succede quando si parla di intelligenza artificiale. La paura che rubi il lavoro a tutti noi (indipendentemente dal nostro ruolo) è molto presente nei discorsi di oggi, che sia sui social e attorno un tavolo con una birra in mano.
Non posso negare di averla avuta anch’io, in particolare quando una collega mi ha parlato per la prima volta di GEO.
“Immagino che tu che hai un’attività online sappia tutto di GEO”, mi ha detto. Io ho annuito, con gli occhi che mi si riempivano velocemente di quel terrore di cui ti parlavo prima.
Una volta rimasta sola, ho fatto una veloce ricerca (con l’AI) e ho scoperto che:
Si tratta dell'insieme delle tecniche per ottimizzare i contenuti di un sito web, rendendoli facilmente leggibili, citabili e proposti dai motori di ricerca basati su IA (es. ChatGPT, Perplexity o Gemini).
E, come avrai intuito, non sapevo nulla di GEO.
una consapevolezza = awareness
sopracitate = above-mentioned
Hai presente = You know?
Così mi sono messa a fare una ricerca e poi la ricerca è diventata un piano strategico che mi sono ripromessa di mettere in atto entro l’inizio delle vacanze estive.
Più capivo concretamente come poter applicare i principi della GEO al mio business, più la mia paura si trasformava in curiosità e poi in entusiasmo. Certo, con anche una bella dose di "che sbatti!” (espressione colloquiale tipica della mia generazione per esprimere fatica), ma con una gran voglia di vedere se alla fine tutti quegli sforzi funzioneranno.
Evidentemente lo stato attuale delle cose, cioè il mio mancato aggiornamento su un’evoluzione tecnologica che è sotto gli occhi di tutti, mi rende in questo momento indietro rispetto ai miei competitors al passo coi tempi. Però mi offre anche un potenziale di crescita che non avevo considerato.
Se ti ho incuriosita o incuriosito, allora ti racconto un paio di cose che ho scoperto.
Le recensioni (reviews) dei clienti sono ciò che Google reputa più affidabile per consigliare un prodotto o un servizio (cioè farlo comparire nei risultati di ricerca). MA c’è un problema: le recensioni interne al sito sono oggi considerate dalle AI autoprodotte, quindi non affidabili. Come fare? Bisogna chiedere recensioni su siti esterni affidabili come Trustpilot o Google stesso.
Le intelligenze artificiali ad oggi non sono brave (o forse richiede troppa energia) a leggere gli audio. Preferiscono le trascrizioni. Se per esempio hai un podcast (come il mio) e vuoi che il contenuto degli episodi sia trovabile, allora devi fare in modo che sia chiaro che il testo che hai messo online sia la trascrizione del tale episodio. Per esempio negli ultimi episodi sto proprio facendo così: sul blog ho aggiunto una piccola nota iniziale in cui dico “Questa è la trascrizione dell’episodio X del podcast Y")
“Se vuoi farti trovare dalle intelligenze artificiali, devi parlare come le intelligenze artificiali”. Questo è il punto che mi piace di meno, perché non ho nessuna intenzione di cambiare la mia voce per sottomettermi a un linguaggio spesso ridondante, iper accondiscendente e pieno di elenchi puntati. Però c’è un trucco, apparentemente. E cioè creare una pagina delle FAQ sul sito, che è per definizione piena di domande-risposte brevi e chiare, scritte con il tanto apprezzato elenco puntato. (Quindi se prima o poi lo vedrai comparire anche sul mio sito, sai qual è il motivo. In ogni caso non mi sembra un’idea stupida, anzi piuttosto utile).
mi sono ripromessa = I promised myself
mettere in atto = to put into practice / to implement
una gran voglia = a strong desire
aggiornamento = update
al passo coi tempi = up to date / moving with the times
reputa = considers / deems
autoprodotte = self-produced
fare in modo che = to make sure that / to ensure that
sottomettermi = to submit / to give in
iper accondiscendente = people-pleasing / overly compliant
elenchi puntati = bulleted lists / bullet points
Quindi, insomma, cosa voglio dirti con tutto questo pippone?
Voglio un po’ continuare a mostrarti il dietro le quinte del mio lavoro come avevo iniziato a fare nell’ultimo episodio del podcast. E poi voglio chiederti un favore che per me è immenso, nel senso che ha un valore immenso (alla luce di tutto il pippone di prima).
Lo chiedo a te, lettrice e lettore di questa newsletter, perché sei la persona più affidabile che conosca per questo compito.
Mi conosci, sai come lavoro e come penso. Sai come tratto i miei clienti, sai l’impegno che ci metto.
Forse hai provato uno dei corsi di gruppo che organizzo insieme alle mie colleghe.
Forse sei studentessa o studente che ogni settimana fa lezione online con una di noi.
Forse sei abbonata o abbonato a Every Week Italian.
Sicuramente sei una persona che legge, magari non sempre ma qualche volta si, la mia newsletter.
Ti andrebbe di lasciare un commento libero e sincero su una di queste cose che faccio?
Mi aiuterebbe immensamente per restare aggiornata e farmi trovare sui motori di ricerca al tempo dell’AI.
Per ringraziarti, ho preparato un regalo speciale che invierò personalmente a tutti coloro che si prenderanno il tempo per scrivermi due righe (so benissimo che anche due righe possono essere impegnative!).
Puoi scrivere in italiano, in inglese o nella tua lingua, non importa.
Ti ringrazio per aver letto fin qui e ti auguro di provare sempre entusiasmo per ogni evoluzione della tua vita.
pippone = rant / lecture
dietro le quinte = behind the scenes
alla luce di = in light of
affidabile = reliable / trustworthy
due righe = a few lines / a quick note
non importa = it doesn't matter / never mind
Grazie,
Barbara

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