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Immersioni · Oct 19, 2025

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BalenalaB · Immersioni

Ciao, sono Chiara Gandolfi: verbal designer e voice actress. Con l’iscrizione a Immersioni hai vinto anche Misticanza di cose di lavoro che è questa newsletter mensile qui in cui dico quello che sto facendo. È la sorella anarchica di Immersioni, la secchioncella che parla dell’universo. Non si toccano mai come in Ladyhawke, ma sono il mio giorno e la mia notte.

Pochissime decisioni sono davvero decisioni per tutta la vita.

«Per anni sono rimasta intrappolata a inseguire soluzioni perfette “per il resto della mia vita”, fosse per il lavoro o per il luogo in cui vivere, ed era estenuante», scrive Iwana Johannsen. «Lasciare andare quella pressione, e rendermi conto che posso continuare a rivalutare e aggiustare il tiro strada facendo, ha cambiato le regole del gioco. In questo momento sono felice in Portogallo. Se questo cambierà, cambieremo anche noi.»

Io nei cambiamenti trovo il senso del nostro andare perché ci permettono di avvicinarci sempre di più a chi siamo. È uno spostamento piccolo ma vitale: dall’ossessione della destinazione alla fiducia nel passo. Forse per questo anche nel mio lavoro mi occupo dei cambiamenti degli altri. Progetto nascite, evoluzioni, rinascite. Sono con i miei clienti nei loro momenti più delicati, all’inizio e nel bel mezzo dei cambiamenti. Quei momenti in cui c’è aria di nuovo, le carte si sono spaiate e non si sa bene dove andare ma si sa che si deve uscire di lì. Li incontro così, quando sono più fragili e hanno bisogno di focus e rassicurazione, ma anche quando hanno molta voglia di spingere sull’acceleratore e hanno bisogno di competenze e precisione per non disperdere energie e risorse. Li porto più vicino ai loro obiettivi, rendo più concreta la loro idea di business, li faccio entrare dentro il loro futuro spalancando la porta. Insieme possiamo essere fortissimi.

Perché la connessione online sembra così spesso priva di vitalità, rispetto agli incontri con persone in carne e ossa, la natura e le cose materiali?

Sembra che l’intero mondo sia stato trasformato in immagini del mondo ed è stato così assorbito nel regno umano, che ormai ingloba tutto. Non c’è luogo, cosa, persona o fenomeno che io non possa ottenere come immagine o informazione. Si potrebbe pensare che questo dia più sostanza al mondo, visto che se ne sa di più, non di meno, ma è vero il contrario: svuota il mondo, lo rende più sottile. Questo perché la conoscenza del mondo e l’esperienza del mondo sono due cose fondamentalmente diverse. Mentre la conoscenza non ha tempo né luogo particolari e può essere trasmessa, l’esperienza è legata a un tempo e a un luogo specifici e non può mai essere ripetuta. Per lo stesso motivo, non può neanche essere prevista. Proprio queste due dimensioni, l’irripetibile e l’imprevedibile, sono ciò che la tecnologia abolisce. La sensazione è quella di una perdita del mondo.

Karl Ove Knausgaard

Alcune cose si riparano solo spezzandole.

Edith Wharton

18 cose che ho imparato negli ultimi 6 mesi da persona nel mondo tra le persone. Che benessere ritornare intera.

  1. A volte aiuta pensare che gli altri stiano facendo del loro meglio. Anche solo crederlo, alleggerisce.

  2. Non possiamo leggere nella mente degli altri. Possiamo solo immaginare cosa pensiamo che pensino.

  3. Ogni tanto vale la pena chiedersi quali legami ci servono adesso.

  4. C’è una differenza sottile tra dare e dare troppo. Quando non ci sentiamo abbastanza, rischiamo di cercare conferma nella generosità.

  5. La terapia è sempre una buona cosa. Anche tre mugugni in 45 minuti valgono gli 80 euro.

  6. Parlare bene degli altri alle loro spalle aiuta a creare legami sottili e forti.

  7. La verità libera, ma non sempre trova orecchie pronte. Servono pazienza e misura.

  8. Non esiste un registro dell’amore, ognuno dà e riceve a modo suo.

  9. Le persone deludono e questo fa parte del loro diritto di cambiare idea. Anche noi possiamo farlo.

  10. Le decisioni più sane si prendono nel presente, non nel possibile.

  11. Ogni tanto vale la pena controllare i nostri paraocchi: cosa stiamo trascurando mentre corriamo?

  12. Anche la vita sociale ha le sue stagioni. Lasciar andare è parte del ciclo.

  13. Se qualcuno è in collera con noi, tocca a lui dirlo. Indovinare stanca.

  14. Il bisogno di essere necessari è una trappola tenera ma pericolosa. Pensiamo sia cura ma in realtà è paura di scomparire.

  15. Dire ciò che si vuole, a volte, basta.

  16. I pregiudizi fanno rimanere fermi e così le app di dating non sono per niente male.

  17. Meglio una domanda che un’accusa.

  18. Pensiamo di avere tempo, ma non lo sappiamo. Per questo, ogni volta che c’è un adesso, vale la pena esserci.

Ogni volta che visito un sito vado sempre a leggere la pagina about, il chi siamo. Difficile trovarne una scritta bene. Quasi sempre ci sono date, premi, mission e vision da manuale ISO9001 dell’anima.

Quella pagina, apparentemente innocente, è la più difficile di tutte.
Perché dire chi siamo davvero come brand, come persone, come comunità di senso richiede molto più coraggio di un elenco di traguardi. Per questo ho scritto un articolo sulla brand story. Incredibile, è corto.

  • Sul lago di Garda ho incontrato Barbara: l’aiuterò a dare un nome ai suoi appartamenti in AirBnB. Riprendiamoci la storia.

  • Oltre ai progetti sempre in corso con i miei clienti regolari, in cantiere ci sono i testi del sito per Luca, business writer, una presentazione per Viviana, psicoterapeuta, lo studio del personal branding di Romina, consulente nel mondo hospitality.

  • C’è stato il primo incontro di LIMEN, il book club in francese in cui leggiamo romanzi a tema “confini” di tutti i tipi. È stato potente e sorprendente. Siamo sempre di più della somma delle parti. Fra due settimane comunque andiamo a funghi in foresta.

  • APRITI. In questa propensione al cambiamento, le mie foto non sono mai aggiornate perché cambio di continuo colore di capelli, taglio, occhiali, forse anche faccia. Martina lo sa. Il suo obiettivo mi ha catturata in una sessione di ritratti che non vedo l’ora di scoprire. Fa bene all’anima sentirsi visti.

  • La musica: cosa faremo senza? Sono tutta concerti e playlist. Sto appiccicando una canzone a ogni momento che non voglio dimenticare. Come il naso, anche le orecchie ci sanno portare indietro nel tempo.

È tutto da parte mia. Ma se tu vuoi scrivermi qualcosa, un ciao, un quantunque, mandarmi la lista delle ultime 5 cose che hai imparato, una foto dove sei veramente tu, raccontarmi di quella volta che hai cambiato le carte in tavola e hai vinto, sono qui. Puoi anche pagarmi un caffè. Se no, ci troviamo sul fondale nella prossima Immersione.

Prenditi cura di te,

Chiara

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