Cosa davvero cambia il percorso di una persona? Dagli eventi negativi come ci si rialza? Riflessioni sul ruolo della scuola e dell’educazione nella vita di chi è in crescita. E sulla sostanza della relazione educativa.
Oceani idee generative per una scuola che vuole ricominciare a nuotare in alto mare
Qual è il compito della scuola? Ce lo dice la Costituzione, all'art. 3: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana". Ecco, rimuovere gli ostacoli. Dicevamo nella scorsa newsletter, quanto carico di malumore, problemi di tutti i tipi, violenza a volte, appesantiscono i nostri studenti e quanto del loro comportamento, della loro demotivazione o scarso rendimento deriva da questo fardello che portano costantemente con sé. Ci penso, anche riguardo al mio lavoro: il dirigente scolastico - afferma il Contratto nazionale "promuove l'esercizio dei diritti costituzionalmente tutelati, quali il diritto all'apprendimento degli alunni". Bene, come fare? Cosa fare quando ci si trova davanti l'alunno che non ascolta, che si nasconde dentro la felpa, che sta sempre in bagno, che fa ritardi e assenze, che colleziona note, che non si fa "acchiappare"?
Sulla base dell'esperienza di questi dodici anni da Dirigente, la prima cosa da fare è prendersi carico del problema. Guardarlo in faccia (perché quello è, una faccia nascosta dentro la felpa) e costruirvi attorno una rete. Prendersi carico vuol dire, infatti, assegnare risorse: prevedere dei responsabili che raccolgano le segnalazioni delle assenze e delle manifestazioni di disagio, che si occupino dei successivi colloqui con le famiglie e, quando necessario, con i servizi sociali, e che propongano azioni mirate. Tra queste hanno particolare efficacia la presenza di uno sportello d'ascolto psicologico a scuola e una didattica personalizzata, ritagliata sul singolo alunno in difficoltà. Iniziative come yoga, ippoterapia e cura del verde scolastico fanno la differenza: coinvolgono alunne e alunni in attività rilassanti e divertenti, in cui si viene messi letteralmente in moto e resi protagonisti.
Seconda cosa, la didattica, lo scheletro dell'ora di lezione, che deve adattarsi ai cambiamenti nella soglia di attenzione e alle nuove modalità di approccio alla conoscenza che caratterizzano ragazze e ragazzi. Si deve proprio scendere dalla cattedra e superare con coraggio la prevalenza della lezione frontale: tutti gli alunni vanno messi al lavoro, senza accontentarsi della pronta risposta dell'alunno più bravo. Va particolarmente curato anche il momento della valutazione, che deve essere davvero formativa e non punitiva: le cose cambiano quando l'alunno viene incoraggiato innanzitutto da uno sguardo che su di lui non ha perso la speranza.
Per recuperare chi resta indietro, insomma, è necessario che il team di classe lavori di comune accordo nella stessa direzione. Ancora una volta, risorse. Risorse orientate al compito di rimuovere quegli ostacoli di cui ci parla la Costituzione. Persone che si occupano di persone, al di là delle singole strategie e idee più o meno vincenti. Quando questo accade può succedere che l'alunna svogliata, la cui principale attività era stata sonnecchiare sul banco, richiamata per l'ennesima volta, esclami: "Prof, ma è bello stare attenta!" Può succedere che l'alunno bocciato ti ringrazi perché finalmente "ha capito" e che la peggiore della scuola ritorni a trovare i vecchi insegnanti mostrando le pagelle con i bei voti.
Isolotti libri, film, documenti come terre emerse dove riposare, interessanti per chi insegna, per chi desidera approfondire educazione, didattica, inclusione, apprendimenti
Hanno ucciso l’uomo ragno. La leggendaria storia degli 883
La serie TV (Sky e Now) sul noto duo musicale inizia nel 1895, quando un leggendario scienziato (non vorrei spoilerare troppo) subisce una sonora bocciatura e viene spedito a Pavia in punizione. Pavia e la bocciatura lo accomunano a Massimo Pezzali. Quindi un fallimento scolastico apparentemente senza vie d’uscita, come in Sliding doors, permette l’innesco di una serie di eventi e incontri che porteranno Max e il compagno di banco Mauro a diventare gli 883. Sono diversi gli scostamenti rispetto alla realtà, come per esempio la scena dello scritto di italiano, in cui viene dettata la traccia del 1990: «La minaccia permanente di guerra nasce dalla mancanza di fiducia tra gli Stati e dal reciproco timore di subire un'aggressione, oltre che dal ricorrente insorgere di mire egemoniche. È perciò necessario, oggi più che mai, creare tra i popoli uno stato di fiducia e di sicurezza...». Era la traccia che ho scelto proprio io nel 1990, l’anno della mia maturità, ma Max e Mauro erano già diplomati da qualche anno.
Ma pur con qualche licenza poetica, eventi e incontri rimangono il motore della storia: perché a ogni avvenimento segue una decisione o un riscatto e ogni incontro diventa un tassello nella strada per il proprio sogno. Dalla richiesta di una canzone dalla ragazza più inarrivabile della scuola ai colloqui con una Maria De Filippi non ancora famosa, dalle poche parole scambiate con Sandy Marton al colloquio con Lello, l’uomo ragno del primo album:
la storia di due underdog che da soli, probabilmente, non sarebbero andati da nessuna parte, ma che insieme sono diventati il simbolo di una generazione. Hanno ucciso l'Uomo Ragno ci ha ricordato chi eravamo e anche chi potremmo essere se solo avessimo il coraggio di inseguire i nostri sogni, se solo riuscissimo a non uccidere mai l'Uomo Ragno che è in noi. (da qui)
Come i fatti e le persone che tirano fuori passo passo Max dal disastro bocciatura e lo portano a realizzare un sogno che forse lui nemmeno credeva di avere. Due i detonatori: l’amico che non ti molla e il maestro che si accorge di te. Mauro Repetto e Claudio Cecchetto: senza di loro Max sarebbe ancora solo Massimo Pezzali, inserviente del negozio di fiori di famiglia.
Un’ultima annotazione: ma quanto era straordinario realizzare un sogno negli anni ‘90? La musica che si registrava sulle audio cassette, la radio come unica possibilità di ascoltarla nel quotidiano, i luoghi fisici dei concerti e gli studi televisivi per farsi conoscere, la copertina dei giornali di settore per essere consacrati al successo. Era tutto più difficile e, però, tutto più reale.
Correnti lungo le quali anche i genitori potranno ricaricarsi, seguendo il flusso
Cosa fare, a casa, se il proprio figlio non vuole più andare a scuola? Qui qualche spiegazione. Qui un articolo più approfondito.
Scandagli citazioni alla ricerca di ispirazione
Ciò che per il sarto è l'ago e per l'avvocato il codice, per me è lo sguardo abulico, la scarpa slacciata, l'unghia sporca, l'errore ortografico, l'afasia, la dislessia e la noia. Eraldo Affinati
Onde strategie, attività, progetti per movimentare la didattica
-il gaming: andando oltre il semplice intrattenimento, nasconde delle potenzialità poco esplorate, ma promettenti. Una di queste è il suo utilizzo come strumento per il dialogo filosofico: quando le persone partecipanti sono immerse nel gioco, le discussioni filosofiche sorgono con spontaneità a partire dalle dinamiche di gioco piuttosto che dall’essere richieste forzatamente; attraverso il gioco, le persone partecipanti imparano a tenere in considerazione diverse prospettive e a trovare soluzioni condivise, sviluppando così anche abilità di ascolto attivo e collaborazione; a livello metaforico i giochi da tavolo possono rappresentare in maniera semplificata problematiche filosofiche reali, dilemmi etici o morali che suscitano riflessioni profonde. Un esempio di gioco da tavolo per innescare riflessioni e promuovere l’educazione affettiva: Sei d'accordo? Ma anche il più tradizionale Dixit.
-l’educazione outdoor: consente di stabilire sin dalla tenera età un legame con il mondo naturale che con l'avanzare degli anni si va sempre più perdendo. Non solo: i benefici di questo metodo pedagogico, dimostrati da diversi studi, sono svariati e si manifestano in vari ambiti, da quello relazionale a quello della salute. Un bambino che cresce in mezzo alla natura, infatti, impara sin da piccolo ad amarla, rispettarla e sentirsi parte di essa. Articolo molto interessante da leggere per intero qui.
Immersioni proposte e segnalazioni di iniziative e cose utili
-E poi il silenzio. Il disastro di Rigopiano, podcast di Pablo Trincia e Debora Campanella per ChoraMedia. Andrebbe ascoltato per imparare come si racconta una storia, anzi la storia. Sì, perché il sapiente uso delle voci dei protagonisti, delle registrazioni dell’epoca e soprattutto, l’attenzione alle microstorie, anche a costo di recarsi in Senegal, possono darci ottimi spunti per la didattica della storia.
-a proposito di storia, per tentare una comprensione delle tendenze attuali, consiglio la lettura di questo articolo e di questo.
-Pablo, serie TV di RaiPlay: i disegni fantasiosi del piccolo Pablo, bambino con autismo, prendono vita quando lui riesce a vedere ogni sua sfida quotidiana come un'avventura fantastica che lo rende capace di affrontare il mondo reale. Per affrontare le tematiche dell’inclusione in classe.
-presentata la mascotte del Giubileo: Luce è una pellegrina, disegnata da Simone Legno, in arte Tokidoki. Con il suo impermeabile giallo e gli scarponi sporchi di fango richiama un immaginario vicino ai giovanissimi e può diventare un argomento interessante per l’ora di religione, ma anche di arte o grafica. Qui tutti i significati presenti nell’immagine.
Deviazioni digressioni, sconfinamenti, frivolezze; perché abbiamo bisogno di uscire fuori dai margini delle mappe, magari perdendoci, per poi ritrovare la rotta
-che tempo faceva quando siamo nati? Su segnalazione della newsletter Hacking Creativity, clicca qui, riempi i campi e lo saprai. Quando sono nata io (e vabbè, a luglio, in Sicilia) c’era bel tempo.
-non ricordo, ma vi ho mai parlato delle potenzialità degli audiolibri? Nonostante un’iniziale diffidenza, mi sono fidata del consiglio di un’amica e durante il lockdown ho fatto l’abbonamento a Audible e ho moltiplicato le occasioni di “lettura”, ascoltando lunghissimi classici (tra cui Il conte di Montecristo e Anna Karenina), ma anche intere serie di romanzi gialli. In auto o mentre mi occupo di attività manuali, si risveglia in me l’antico piacere di ascoltare storie. Se il lettore poi è degno di questo nome, il piacere si moltiplica rispetto alla lettura individuale, perché la voce di chi narra riesce a potenziare la bellezza del testo.
foto da Unsplash, dal web e dal sito di Asmodee
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