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SPAM 🗑 · May 31, 2023

SPAM: episodio 15

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Ciao!

In questo episodio di SPAM, Ilaria ci porta a respirare il pieno clima europeista in Moldavia e Georgia mentre con Giada facciamo un salto in Turchia dove il risultato delle elezioni ha deluso- ancora- i giovani. Lorenzo ci presenta due storie di successo per l’Africa della Gen. Z mentre Sara ci spiega perchè DeSantis non è il presidente dei giovani. Infine, con Francesco andiamo in Cile per sapere di più sulla “Chernobyl cilena”.

Iniziamo.

In Moldavia, alcune domeniche fa, si è tenuta un’enorme manifestazione europeista, a cui hanno partecipato oltre 80.000 persone.

La Moldavia, che lo scorso anno ha ottenuto lo status di Paese candidato ad entrare nell’Unione europea, subisce tuttavia ancora oggi l’influenza della Russia. 

Per questo, le parole di una giovane protagonista delle proteste europeiste che ha detto “ho ritrovato fiducia nella mia gente”, assumono una grande importanza.

Protagonisti delle proteste europeiste sono anche i giovani in Georgia, scesi in piazza per protestare contro l’approvazione di una discussa legge sulla libertà dei media.

Per scoprire il ruolo dei giovani in Georgia puoi ascoltare questo episodio di Globo, in particolare dal minuto 12:35.

di Ilaria Sacco

Alle elezioni in Turchia, oltre 6 milioni di giovani elettori hanno votato per la prima volta. Essi rappresentano circa il 10% dell'elettorato e i loro voti sono stati quindi fondamentali per la vittoria del nuovo Presidente. Sebbene sia ancora presto per poter fare analisi dettagliate sul modo in cui i giovani turchi si sono schierati, è interessante notare come entrambi gli sfidanti al ballottaggio, il Presidente uscente e di nuovo vincitore Recep Tayyip Erdogan e il social-democratico Kemal Kilicdaroglu, abbiano sfruttato i social media per arrivare al cuore dei giovani, da tempo considerati poco interessanti e disaffezionati alla politica.

Da un lato, le campagne del partito di Erdogan dirette alla Gen Z sono state criticate per essere “boomer”, come dimostra il video girato in una mensa universitaria in cui si vedono giovani uomini che sostengono l'AKP (il partito di Erdogan) nascondere le loro opinioni politiche per attrarre le donne liberali. Dall’altro, Kiliçdaroğlu e i suoi alleati hanno usato i loro canali social per concentrarsi sulle questioni che i sondaggi dimostrano interessare maggiormente i giovani: la disoccupazione, le restrizioni allo stile di vita, la qualità dell'istruzione e il calo del potere d'acquisto. Nonostante gli sforzi dell’opposizione, però, molti hanno fatto notare come, con Erdogan al potere dal 2002, sia comunque difficile raggiungere i giovani elettori, ormai disillusi dalla situazione politica del Paese e su cui continua a pesare l’opinione conservatrice di molte famiglie. 

Se sei interessato ad approfondire la notizia puoi cliccare qui e qui.

di Giada Zagnoni

Questa settimana l'agenzia per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) ha premiato il giovane Tafara Makaza, dello Zimbabwe, un ragazzo che combatte per innovare il continente e creare opportunità di lavoro per i suoi abitanti. In particolare, Makaza si concentra sulle possibilità offerte dalla tecnologia per aumentare l’inclusione finanziaria. Il suo team di ingegneri ha creato una piattaforma per migliorare le vite degli oltre 400 milioni di lavoratori informali presenti in Africa. Ad oggi è stato in grado di aiutare 5000 lavoratori distribuendo più di 1,5 milioni di dollari alle comunità locali.

In Africa però la guerra da vincere, soprattutto per i giovani che guardano al futuro, rimane quella del clima. In modo simile infatti il quotidiano la Repubblica da voce a Umuhoza Grace, eco-femminista che, dopo aver subito la tragedia delle inondazioni personalmente con la sua famiglia, è diventata ingegnera idrica e ambientale per poter aiutare il Sud globale nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Clicca qui per leggere di più

di Lorenzo Vertemati

Ron DeSantis, governatore della Florida, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2024 sotto bandiera repubblicana. Un annuncio non così sorprendente visto che i media ne parlano già da mesi e l’hanno prontamente soprannominato  “Trump 2.0”, un modello di Trump più giovane e più furbo. 

Se vincesse le primarie del partito repubblicano si profilerebbe così uno scontro tra generazioni: da una parte DeSantis, 44enne con un’ambizione spregiudicata,  dall’altra Biden, un 80enne poco carismatico e poco popolare anche tra i suoi stessi elettori. 

Ma un Presidente più giovane potrebbe suggerire un futuro migliore per i giovani statunitensi? La risposta ce la fornisce l’elenco redatto dal Washington Post delle principali politiche attuate da DeSantis come governatore della Florida dal 2018 ad oggi: legislazione anti LGBTQ+, restrizioni per l’accesso all’aborto, misure contro il programma di “studi africani” presso le università … Diciamo che la direzione in cui si sta muovendo DeSantis è abbastanza evidente e si pone in contrasto con i diritti dei giovani americani. 

Se vuoi conoscere più dettagliatamente la figura di Ron DeSantis ti consigliamo di guardare la selezione di articoli dedicata a lui del Guardian US, basta scorrere i titoli per capire quale futuro si prospetta ai giovani statunitensi nel caso in cui vincesse. Si, non è un futuro roseo. 

di Sara Varcounig Balbi

Nella città di Quintero, a Valparaíso, vicino Santiago del Chile, “respirare è un attività pericolosa”. Così scrive Greenpeace nel riportare l’intossicazione, avvenuta la scorsa settimana, di più di 100 giovani studenti di sei istituti scolastici in quella che ormai in molti chiamano “la Chernobyl cilena”.

Si tratta infatti di una zona caratterizzata dalla presenza massiccia di impianti industriali di diversa natura (tra cui centrali a carbone e impianti petrolchimici) le cui attività sono responsabili dell’avvelenamento dell’aria circostante con effetti terribili sulla salute di chi vive nella vicina area residenziale. I sintomi vanno dal mal di testa alla nausea fino alla paralisi delle estremità e al vomitare sangue.

Gruppi ambientalisti e giovani attivisti denunciano la situazioni da anni.

Episodi come questo erano già successi prima, succedono da anni, da quando il complesso industriale è stato inaugurato. Era il 1958 e nasceva così una delle 5 cosiddette “zone di sacrificio” del Paese, volute per dare impulso allo sviluppo economico cileno.

Un sacrificio che i giovani cileni non sono più disposti a pagare.

Per saperne di più, puoi cliccare qui.

di Francesco Tabarrini

SPAM finisce qui per oggi.

Al prossimo episodio! 👋

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