Seta
La seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono fabbricare tessuti pregiati. Viene generata da alcuni insetti dell'ordine dei lepidotteri, di solito appartenenti alla specie Bombyx mori. A volte vengono utilizzate anche determinate specie della famiglia Saturniidae. Si ricava dal bozzolo prodotto da bachi da seta; il bozzolo può presentarsi in 5 diversi colori.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
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La nascita della bachicoltura potrebbe essere dovuta a un'imperatrice, ma probabilmente la lavorazione della seta si conosceva in Cina già diversi millenni prima. Secondo la tradizione, fu Lie Zu (嫘祖), la consorte del mitico Imperatore Giallo (Huangdi, 黄帝), a trasmettere l'arte della lavorazione della seta nel III millennio a.C.[1]
Negli anni 2020 è stata documentata la presenza di fibroina della seta preistorica risalente al 7000 - 6500 a.C. presso il sito neolitico di Jiahu (贾湖, prov. Henan). Le tracce di tessuto serico e di bachicoltura sono state individuate anche più a sud, a Qianshanyang (钱山漾), nel Zhejiang (浙江), seppur riferibili alla tarda cultura neolitica di Liangzhu (良渚), del 3200-2200 a.C.[2] I più consistenti ritrovamenti di sete antiche risalgono almeno al periodo storico degli Stati Combattenti, soprattutto lungo il corso del Fiume Azzurro, nell'attuale Cina sud-orientale, dove fiorì il raffinato Stato di Chu (湖北, prov. Hubei) e Hunan (湖南), che raggiunse l'apice tra il V e il III secolo a.C.[3]
La raffinata elaborazione tecnica che caratterizzano queste produzioni testimoniano la prosperità raggiunta dal regno di Chu e costituiscono una significativa eredità per la cultura artistica della successiva dinastia Han. Motivi decorativi, soluzioni stilistiche e concezioni estetiche sviluppatesi nell'ambito della tradizione di Chu contribuirono infatti alla formazione del linguaggio artistico della Cina imperiale, integrandosi nella più ampia tradizione culturale e figurativa dell'epoca Han. (206 a.C.-221 d-C). Le vesti di seta, in precedenza riservate agli imperatori, entrarono nel guardaroba della classe sociale più ricca, diventando un bene di lusso ambito che si estese ad altre aree, raggiunte dai mercanti cinesi, dove fu apprezzato per la leggerezza e bellezza. La crescente domanda di prodotti in seta rese questa fibra una materia prima delle più importanti per il commercio internazionale e portò all'industrializzazione della sua produzione[4].
Segretezza e monopolio
[modifica | modifica wikitesto]Gli imperatori cinesi cercarono di mantenere segreta la conoscenza della sericoltura; tuttavia gli allevatori cinesi iniziarono a spostarsi in Giappone, Corea e India. In Europa, sebbene l'Impero romano conoscesse e apprezzasse la seta, la sericoltura ebbe inizio solo intorno al 550, attraverso l'Impero bizantino; due monaci agli ordini dell'imperatore Giustiniano furono i primi a portare a Costantinopoli delle uova di baco da seta nascoste nel cavo di alcune canne[5].
XII secolo
[modifica | modifica wikitesto]Dal XII secolo l'Italia fu la maggior produttrice europea di seta. Erano particolarmente rinomate le città di Palermo[6] e Catanzaro[7], che subivano maggiormente gli influssi provenienti da Oriente: Palermo era stata una capitale islamica, mentre la Calabria faceva ancora parte dell'Impero Bizantino.
Secondo André Guillou[8], i gelsi per la produzione di seta grezza furono introdotti nell'Italia meridionale dai bizantini già alla fine del IX secolo. Intorno al 1050 la Calabria contava 24.000 gelsi coltivati per le foglie, e il loro numero tendeva ad espandersi[9].
La Camera del Tesoro imperiale di Vienna conserva un manto di seta, appartenuto a re Ruggero II di Sicilia, su cui è ricamata un'iscrizione in lingua araba attestante che il tessuto era stato prodotto nella fabbrica reale di Palermo nel 1133-34.[10] Questo laboratorio si trovava nel palazzo e, oltre agli operai della seta, vi lavoravano orefici e gioiellieri[11].
Dalla Calabria e dalla Sicilia la coltivazione del baco e la lavorazione della seta si diffuse prima nel resto d'Italia, quindi in Europa[12]. Il primato italiano venne conteso nel XVII secolo dalla zona di Lione in Francia, nella quale giunsero molti artigiani provenienti da Catanzaro[13][14]. Il primo prototipo del famoso telaio Jacquard fu realizzato, infatti, già nella seconda metà del Quattrocento da un tessitore catanzarese noto a Lione come Jean Le Calabrais - Giovanni il calabrese[15].
L'allevamento dei bachi fu un'importante fonte di reddito di supporto all'economia agricola, e la produzione e commercio di tessuti, assieme a quella della lana, fu un'industria molto redditizia che diede ricchezza e potere alle rispettive corporazioni, come a Firenze dove tra le altre sette venne riconosciuta l'Arte della Seta.
XIII secolo
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Industrie dei filati serici fiorirono a Lucca ed in seguito (alla fine del XIII secolo) a Bologna: il "mulino alla bolognese" viene così descritto in una cronaca del 1621:
Il mulino migliorava le macchine utilizzate a Lucca mediante una ruota idraulica ed un incannatoio meccanico e permetteva di ottenere filati più uniformi e resistenti rispetto a quelli prodotti a mano o con altri mezzi meccanici. Secondo numerosi storici della rivoluzione industriale, il mulino da seta alla bolognese, forte di innovazioni tecniche e dell'energia meccanica dei canali di Bologna, rappresenta un importante modello di sistema protoindustriale che permise alla città di commercializzare filati in tutta Europa attraverso il canale Navile[16].
XIV secolo
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Nel XIV secolo la seta era ormai una delle principali merci di lusso del commercio eurasiatico. La produzione era particolarmente sviluppata in Cina, Persia, Asia centrale e in diverse regioni del Mediterraneo. In Europa, importanti centri serici si trovavano soprattutto in Italia, dove si svilupparono attività di filatura, tessitura e tintura. La seta veniva utilizzata principalmente per abiti delle classi più ricche, paramenti religiosi, arredamento e tessuti decorativi. Il commercio era favorito dalle rotte mediterranee e dalle vie terrestri che collegavano l'Europa all'Asia[17].
XV secolo
[modifica | modifica wikitesto]Nel XV secolo la produzione serica europea conobbe una notevole espansione. In Italia si affermarono nuovi centri di produzione, tra cui Milano, Firenze e Venezia, mentre Lucca mantenne una particolare importanza nella lavorazione dei tessuti. La seta divenne un elemento distintivo delle corti e delle élite europee, utilizzata per velluti, broccati e tessuti riccamente decorati. I mercanti italiani contribuirono alla diffusione delle tecniche di lavorazione e al commercio internazionale della seta. Verso la fine del secolo, le nuove rotte marittime aperte dalle esplorazioni portoghesi iniziarono inoltre a modificare i tradizionali collegamenti commerciali tra Europa e Asia[18].
XVI secolo
[modifica | modifica wikitesto]Nel XVI secolo la seta raggiunse una posizione di grande rilievo nell'economia e nella cultura europea. L'Italia rimase uno dei principali centri produttivi, mentre la coltivazione del gelso e l'allevamento del baco da seta si diffusero in numerose aree del continente. La Francia sviluppò una significativa industria serica, soprattutto a Lione, che divenne uno dei maggiori centri europei per la produzione di tessuti di lusso. La seta era largamente impiegata nell'abbigliamento aristocratico e nelle corti monarchiche. Parallelamente, il commercio con l'Asia continuò attraverso le rotte terrestri e, sempre più, attraverso quelle marittime controllate dalle potenze europee[19][20].
XVII secolo
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Nel XVII secolo la produzione della seta continuò a svilupparsi in Europa, nonostante guerre, epidemie e difficoltà economiche. Lione divenne uno dei principali centri mondiali della tessitura serica, mentre in Italia continuarono a essere importanti città come Milano, Firenze, Venezia e Genova. Le corti europee favorirono il consumo di tessuti elaborati, decorati con motivi complessi e spesso realizzati con fili d'oro e d'argento. La seta rimase tuttavia un prodotto costoso e prevalentemente destinato alle classi sociali più elevate. In Asia, Cina, India, Persia e Giappone conservarono importanti tradizioni autonome di produzione e lavorazione[19][21].
XVIII secolo
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Nel XVIII secolo la seta continuò a rappresentare un settore importante dell'economia europea. In Francia, Lione si consolidò come centro internazionale della produzione di tessuti serici, mentre in Italia la produzione rimase diffusa soprattutto nell'Italia settentrionale. La crescente domanda da parte delle corti e della borghesia favorì l'introduzione di nuovi disegni, colori e tecniche decorative. In questo periodo la seta veniva utilizzata non solo per l'abbigliamento, ma anche per tappezzerie, tende e arredamenti. La rivoluzione industriale iniziò però a trasformare progressivamente il settore tessile: le nuove macchine permisero di aumentare la produttività e prepararono il passaggio verso una produzione maggiormente meccanizzata[19].
XIX secolo
[modifica | modifica wikitesto]Nel XIX secolo l'industria della seta fu profondamente trasformata dall'industrializzazione. Le macchine per filatura e tessitura aumentarono la velocità e la quantità della produzione, mentre nuovi sistemi di trasporto facilitarono il commercio internazionale. La Francia e l'Italia conservarono importanti industrie seriche, ma la produzione si sviluppò anche in altri paesi. Il Giappone divenne uno dei principali esportatori mondiali di seta grezza, soprattutto nella seconda metà del secolo, mentre la Cina e l'India continuarono a essere grandi produttori. A metà del XIX secolo la diffusione di malattie dei bachi da seta provocò gravi crisi in alcune regioni europee, incentivando la ricerca scientifica e l'introduzione di tecniche più moderne nell'allevamento[22][23].
XX secolo
[modifica | modifica wikitesto]Nel XX secolo il settore della seta fu influenzato dalla meccanizzazione, dalle guerre mondiali e dalla crescente concorrenza delle fibre artificiali e sintetiche. Negli anni Trenta e Quaranta, materiali come il rayon e successivamente il nylon iniziarono a sostituire la seta in numerose applicazioni, soprattutto nell'abbigliamento e nei tessuti tecnici. La produzione serica rimase comunque importante in Cina, Giappone, India e in altri paesi asiatici. Dopo la seconda guerra mondiale, la Cina tornò progressivamente a occupare una posizione dominante nella produzione mondiale di seta. La seta naturale mantenne un forte valore nel settore della moda, della sartoria di alta qualità e dei tessuti di lusso[24].
Il declino italiano
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1900 i maggiori esponenti dell'industria serica italiana furono le famiglie Gavazzi e Ferrario (Angelo Ferrario fu presidente nazionale ed internazionale dell'industria serica dal 1913 al 1929), nonché la ditta Schmid. La Schmid aveva sede a Milano e stabilimenti a Cavenago di Brianza (MB) e a Cassolnovo (PV). A Cavenago fu prodotta tutta la stoffa usata per ricoprire i palchi e le pareti del teatro alla Scala di Milano dopo i bombardamenti subiti nella seconda guerra mondiale. Sempre a Cavenago venne confezionata la stoffa usata per il manto della Regina d'Italia, Elena del Montenegro[25][26].
La bachicoltura italiana iniziò a entrare in una fase di progressivo declino tra le due guerre mondiali e scomparve quasi completamente nel secondo dopoguerra. Il fenomeno fu determinato da diversi fattori, tra cui la crescente diffusione delle fibre artificiali e sintetiche, la concorrenza dei grandi produttori asiatici e la trasformazione dell'agricoltura italiana. L'industrializzazione e l'inurbamento ridussero infatti la disponibilità di manodopera agricola e contribuirono alla crisi del tradizionale allevamento domestico del baco da seta, un'attività che per lungo tempo aveva integrato il reddito delle famiglie contadine[27].
La fine della produzione nazionale di bozzoli non comportò tuttavia la scomparsa dell'industria serica italiana. Nel secondo dopoguerra alcune aziende del Centro-Nord continuarono a operare nella filatura, tessitura, tintura e stampa della seta, ricorrendo sempre più alla materia prima proveniente dall'estero. La competitività italiana si concentrò soprattutto sulla qualità dei tessuti, sulle tecnologie di lavorazione, sulla ricerca di nuovi effetti e finissaggi e sui rapporti con i settori della moda e dell'arredamento[28].
Dalla fine del XX secolo la crescente industrializzazione dei paesi asiatici ha modificato ulteriormente il mercato. Paesi tradizionalmente produttori di seta, in particolare la Cina, hanno sviluppato capacità industriali e tecnologiche sempre più avanzate, aumentando la pressione competitiva sui produttori europei. L'industria italiana ha quindi progressivamente concentrato la propria attività nelle produzioni di maggiore valore aggiunto, mentre alcune imprese hanno delocalizzato determinate fasi produttive o fatto ricorso a forniture estere. Nonostante il ridimensionamento della bachicoltura nazionale e la forte concorrenza internazionale, l'Italia mantiene una presenza significativa nella produzione di tessuti serici di alta qualità destinati soprattutto alla moda, all'arredamento e ai mercati di lusso.
XXI secolo
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Nel XXI secolo la seta continua a essere prodotta principalmente in Asia, con la Cina come principale produttore ed esportatore mondiale, seguita da altri paesi tra cui India, Uzbekistan, Thailandia e Vietnam. La produzione moderna combina tecniche tradizionali con processi industriali avanzati, mentre la ricerca scientifica ha sviluppato nuovi utilizzi della fibroina e della sericina, le principali proteine contenute nella seta. Oltre alla moda e ai tessuti di lusso, la seta viene studiata e impiegata in settori come la biomedicina, l'ingegneria dei materiali e la cosmetica. Allo stesso tempo, l'attenzione alla sostenibilità ha favorito nuove ricerche sull'allevamento dei bachi, sul riciclo dei tessuti e su metodi di produzione con un minore impatto ambientale. La seta conserva quindi sia il suo tradizionale valore culturale ed economico sia un ruolo nelle moderne applicazioni tecnologiche[29][30].
Caratteristiche
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Bombyx mori, Hyalophora cecropia, Antheraea pernyi, Samia cynthia.
Meyers Konversations-Lexikon (1885–1892)
Il baco da seta emette un filamento, di lunghezza variabile tra 350 metri a circa 1 chilometro[31], con il quale forma il bozzolo che gli serve da protezione durante la metamorfosi. Il filamento è formato da due bavelle di fibroina (presente per circa il 72% in peso) avvolte nella sericina (22% circa); il resto sono sali minerali. Al microscopio la fibra ha un aspetto regolare, molto simile a quello di fibre sintetiche.
Nella lavorazione della seta la sericina viene eliminata durante un processo chiamato "sgommatura". Può essere rimossa trattando il filo di seta grezza (seta cruda) con acqua calda; questo trattamento migliora la lucentezza, la flessibilità e la "mano" della fibra. A seconda della quantità di sericina eliminata, possiamo avere:
- la seta sgommata o cotta, quando la sericina è stata rimossa del tutto;
- la seta raddolcita o "souplé", nella quale la sericina è stata tolta solo in parte.
Nel caso della seta cotta si può fare un trattamento di carica che serve a migliorare la qualità e la resistenza della fibra compromessa con il processo di sgommatura. Una caratteristica particolare di questa fibra è la lunghezza del filamento: può arrivare facilmente ai 700-800 metri. Questo rende la seta la fibra animale più lunga.
Da 100 kg di bozzoli si ricavano 20/25 kg di seta cruda e 15 kg di cascame.
Prodotti serici
[modifica | modifica wikitesto]Filati
[modifica | modifica wikitesto]Per produrre un filo di seta cruda[32] occorrono 4-8 bozzoli. I filati che si ottengono sono:
- Organzino: è formato da un filo ritorto in un senso accoppiato e ritorto con un altro filo nel senso opposto (4 giri al centimetro), usato per l'ordito.
- Crêpe: è simile all'organzino, ma più fittamente ritorto (da 16 a 32 giri al centimetro), per tessuti crêpe, cioè increspati.
- Ritorto per trama: è composto da uno o più fili e ritorto in un solo senso (da 8 a 16 giri al centimetro).
- Ritorto singolo: ritorto in un solo senso con un numero di torsioni variabili a seconda della qualità, per tessuti lisci e sottili.
- Bourette: ottenuto dai cascami, la peluria della parte esterna o interna del bozzolo filata dopo cardatura; filato grosso e irregolare senza le caratteristiche di finezza e lucentezza della bava.
- Tussah: si ricava dalla dipanatura dei bozzoli prodotti da bruchi che vivono allo stato selvatico.
- Doppione: bava di seta doppia, prodotta da due bachi che formano il bozzolo insieme, rarissima; è il materiale che originalmente componeva lo shantung.
- Shappe: si produce con i bozzoli danneggiati (dove non è possibile avere la bava continua) e cascami di lavorazione.
- Filaticcio: filo di seta che si ricava dai bozzoli sfarfallati, cioè bucati dall'uscita della farfalla.
Tessuti
[modifica | modifica wikitesto]Etichettatura tessile
[modifica | modifica wikitesto]Nell'etichettatura tessile, SE è la sigla armonizzata utilizzata nell'UE per silk/seta. Fuori dall'UE non esiste necessariamente una sigla equivalente obbligatoria: spesso l'etichetta riporta semplicemente la parola Silk (o la denominazione nella lingua locale).
Impieghi
[modifica | modifica wikitesto]La seta viene impiegata soprattutto per produrre tessuti pregiati nei seguenti campi:
- arredamento: tende e tappezzerie;
- abbigliamento: cravatte, camicie, foulard e biancheria intima;
- arredo sacro e liturgico.
Le sue caratteristiche di morbidezza, brillantezza e piacevolezza al tatto fanno sì che la seta resista alla concorrenza delle fibre sintetiche (rayon). Viene mischiata con lana e altre fibre sintetiche per migliorarne la qualità.
In ambito medico, seppur ormai quasi totalmente soppiantata da fibre sintetiche, è usata per la produzione di fili da sutura.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Marco Meccarelli, Le antiche vie della Cina. Un'indagine archeologica e artistica, Imola, Manfredi edizioni, 2020, p. 52.
- ↑ Marco Meccarelli, Le antiche vie della Cina. Un'indagine archeologica e artistica, Imola, Manfredi edizioni, 2020 [2020], p. 53.
- ↑ (IT) Marco Meccarelli, Le antiche vie della Cina. Un'indagine archeologica e artistica, Imola, Manfredi edizioni, 2020, p. 54.
- ↑ Alessandro Giraudo, Storie straordinarie delle materie prime, 2019, pag.69 La seta: in Cina è una moneta, a Roma vale quanto l'oro, trad. Sara Principe, add editore, Torino , ISBN 978 88 6783 236 1
- ↑ (EN) Silk Museum of Lebanon, su thesilkmuseum.com. URL consultato il 9 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ Raffaello Piraino, Il tessuto in Sicilia, L'Epos, 1998, p. 142, ISBN 88-8302-094-4.
- ↑ Paolo Malanima, Le sete della Calabria, in Ida Maria Fusco (a cura di), La seta. E oltre..., Edizioni Scientifiche Italiane.
- ↑ André Guillou e Paolo Delogu, Il mezzogiorno dai Bizantini a Federico II, in Storia d'Italia, III, UTET, 1983.
- ↑ Eleni Sakellariou, Southern Italy in the Late Middle Ages: Demographic, Institutional Change in the Kingdom of Naples, c.1440-c.1530., Brill, 2011.
- ↑ Il mantello di Re Ruggero: da Palermo a Vienna, su palermoviva.it. URL consultato il 6 aprile 2020.
- ↑ Commento di Denis Mack Smith, citato in Pippo Oddo, L'allevamento del baco da seta nel Val Demone (Parte I), gennaio 2002 su Aetnanet.org
- ↑ (FR) Léon de Teste, Du commerce des soies et soieries en France, considéré dans ses rapports avec celui des autres États, Avignone, chez Mme. Ve. Guichard aîné, imprimeur-libraire, lithographe de la ville, 1830.
- ↑ Angela Rubino, La seta a Catanzaro e Lione. Echi lontani e attività presente, Calabria Letteraria, 2006.
- ↑ (EN) Cesare Rossi e Flavio Russo, Ancient Engineers' Inventions: Precursors of the Present, Springer, 2016.
- ↑ Métiers à tisser, Conservatoire des Vieux Métier du Textile, su fetmode.fr.
- ↑ unibo.it: "I canali, le acque, la seta" (di Francesca Montevecchi e Agostino Tripaldi), su cis.unibo.it. URL consultato il 29 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2006).
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- ↑ Alberto Cova, I gelsi, i bachi, la seta in Lombardia nell’età moderna e contemporanea, ITA, 2015, ISBN 978-88-909735-2-9. URL consultato il 20 agosto 2026.
- ↑ L'industria tessile - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 20 agosto 2026.
- ↑ Andreia S. Silva, Elisabete C. Costa e Sara Reis, Silk Sericin: A Promising Sustainable Biomaterial for Biomedical and Pharmaceutical Applications, in Polymers, vol. 14, n. 22, 15 novembre 2022, pp. 4931, DOI:10.3390/polym14224931. URL consultato il 20 agosto 2026.
- ↑ Thang Phan Nguyen, Quang Vinh Nguyen e Van-Huy Nguyen, Silk Fibroin-Based Biomaterials for Biomedical Applications: A Review, in Polymers, vol. 11, n. 12, 24 novembre 2019, pp. 1933, DOI:10.3390/polym11121933. URL consultato il 20 agosto 2026.
- ↑ (EN) Enciclopædia Britannica - Silkworm moth, su britannica.com. URL consultato il 24 gennaio 2016.
- ↑ Natural Fantasy S.p.A, su naturalfantasy.it (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2013).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giovanni Federico Il filo d'oro. L'industria serica mondiale dalla restaurazione alla grande crisi, Marsilio, Padova, 1994
- Idem An economic history of silk industry 1830-1930, Cambridge, Cambridge University Press, 1997
- Simona Laudani, La Sicilia della seta. Economia, società e politica, Roma, Donzelli, 1996
- Marco Meccarelli, Le antiche Vie della Cina. Un'indagine archeologica e artistica. Imola, Manfredi edizioni, 2020,
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (IT, DE, FR) Seta, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) silk, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Seta, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 25624 · LCCN (EN) sh85122543 · GND (DE) 4054289-0 · BNE (ES) XX533940 (data) · BNF (FR) cb11941507q (data) · J9U (EN, HE) 987007543754305171 |
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