Bardonecchia
| Bardonecchia comune | |
|---|---|
| (IT) Comune di Bardonecchia (OC) Comuna de Barduneice (FR) Commune de Bardonnèche | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Chiara Rossetti (lista civica Bardonecchia sempre) dal 4-10-2021 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°04′42″N 6°42′14″E |
| Altitudine | 1 312 (min 1 199 - max 3 506) m s.l.m. |
| Superficie | 132,2 km² |
| Abitanti | 2 844[1] (31-5-2026) |
| Densità | 21,51 ab./km² |
| Frazioni | Cianfuran, Gleise, Grange Horres, Grange Broue, Les Arnauds, Les Issard, Melezet, Millaures, Rochemolles |
| Comuni confinanti | Avrieux (FR-73), Bramans (FR-73), Exilles, Modane (FR-73), Névache (FR-05), Oulx |
| Altre informazioni | |
| Lingue | italiano, occitano, francese |
| Cod. postale | 10052 |
| Prefisso | 0122 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 001022 |
| Cod. catastale | A651 |
| Targa | TO |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona F, 3 043 GG[3] |
| Nome abitanti | bardonecchiesi[4] |
| Patrono | sant'Ippolito di Roma |
| Giorno festivo | 13 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Bardonecchia (IPA: /bardoˈnekːja/,[5] Bardonecia in piemontese, Barduneice in occitano, Bardonnèche in francese) è un comune italiano di 2 844 abitanti[1] della città metropolitana di Torino, in Piemonte.
Importante centro per gli sport invernali in alta Val di Susa, vanta due comprensori sciistici: quello del Colomion-Les Arnauds-Melezet e quello dello Jafferau.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Bardonecchia è il comune più occidentale del Piemonte e d'Italia ed è situato a circa 85 km a ovest di Torino, a 1 312 m s.l.m., al centro della conca nella quale convergono quattro ampi valloni che alimentano la Dora di Bardonecchia.
Orografia
[modifica | modifica wikitesto]La conca di Bardonecchia è circondata da numerose montagne, diverse delle quali superano i 3.000 m di altitudine. Tra queste, il Monte Jafferau e il Colomion rivestono particolare interesse sciistico per la presenza di impianti di risalita, mentre le cosiddette «Dolomiti di Valle Stretta», la Rognosa di Etiache e la Pierre Menue, massima elevazione delle Alpi Cozie settentrionali, presentano maggiore interesse alpinistico. Il Monte Thabor, la Punta Nera, la Punta del Frejus e altre cime, prevalentemente di natura detritica, sono invece raggiunte da itinerari escursionistici e sci-alpinistici.
Procedendo in senso orario, nella conca si aprono quattro valloni principali:
- la Valle Stretta, la cui parte superiore ricade in territorio francese;
- la valle della Rho;
- il vallone del Frejus;
- il vallone di Rochemolles, nel quale confluiscono anche le acque provenienti dalla Valfredda.
Nella parte media o superiore dei valloni si trovano diversi valichi che collegano la conca di Bardonecchia con la Francia: il Colle della Scala, attraversato da una strada, e i colli della Rho, del Frejus e d'Etiache, raggiungibili mediante sentieri. Al di sotto del colle del Frejus attraversano la catena alpina il traforo ferroviario e il traforo stradale del Frejus.
Nel vallone di Rochemolles si trova inoltre l'omonimo lago artificiale, destinato alla produzione idroelettrica e formato mediante lo sbarramento del torrente di Rochemolles, lungo la strada che conduce al Colle del Sommeiller, una delle strade carrozzabili più elevate d'Italia[senza fonte].
Idrografia
[modifica | modifica wikitesto]Bardonecchia è attraversata da diversi torrenti alpini, caratterizzati da un regime idrico generalmente permanente. Il principale corso d'acqua è la Dora di Bardonecchia, affluente della Dora Riparia, che scorre immediatamente a est del centro abitato, pressoché parallelamente alla strada statale 335 di Bardonecchia e alla linea ferroviaria Torino-Modane.
Nel territorio comunale la Dora è attraversata da due ponti stradali che collegano la strada statale e l'autostrada A32 al centro abitato. Il sistema idrografico della conca è costituito principalmente dai torrenti di Rochemolles, del Frejus, della Rho e di Valle Stretta.

Il torrente di Rochemolles ha il proprio ramo principale alle pendici della Punta Sommeiller (3.333 m s.l.m.). Dopo avere formato il bacino artificiale di Rochemolles (1.978 m s.l.m.), scende verso il fondovalle ricevendo le acque provenienti da diversi valloni laterali, tra cui la Valfredda. Raccolte le acque degli altri torrenti che attraversano la conca, dà origine alla Dora di Bardonecchia.
Il torrente del Frejus, detto anche rio Merdovine, entra nell'abitato in prossimità di Borgo Vecchio, a nord, attraversando quindi il paese dapprima in direzione nord-sud. Dopo essere stato scavalcato dal ponte di via Medail, piega verso est e prosegue fino alle vicinanze della stazione ferroviaria. È formato principalmente da tre corsi d'acqua:
- il rio Gauthier, che nasce alle pendici della Punta Nera (3.041 m s.l.m.);
- il rio Chatelard, che nasce sotto la punta del Monte Fréjus (2.936 m s.l.m.);
- il rio Pian dell'Acqua, che nasce tra la Punta Bagnà (3.129 m s.l.m.) e la Cima del Vallone (3.171 m s.l.m.).
Gli ultimi due confluiscono in un unico corso d'acqua che, poco più a valle, si unisce al primo in località Grange Merdovine.
Il torrente Rho è formato inizialmente da due rami: quello principale nasce sotto l'omonimo colle, a circa 2 650 m s.l.m., mentre il rio Rebour ha origine alle pendici della Punta Nera. Il torrente delimita il centro abitato sul lato occidentale e passa alle spalle del Palazzo delle Feste, per confluire, nelle vicinanze di Campo Smith, nel torrente di Valle Stretta.
Le esondazioni del torrente Rho del 1872 e del 1873 provocarono l'allagamento di parte di Borgo Vecchio e la distruzione della cappella del Santo Sepolcro, situata nell'area dove in seguito fu edificato il Palazzo delle Feste. Una nuova esondazione si verificò nel 1876, con conseguenze meno gravi.[6] Il corso del torrente è stato successivamente regimentato mediante opere di arginatura.[7]
Il torrente di Valle Stretta nasce alle pendici del massiccio del Monte Thabor (3 178 m s.l.m.), in territorio francese. Parte delle sue acque viene intercettata, poco prima dell'ingresso in territorio italiano, da uno sbarramento che, attraverso un canale di derivazione, alimenta una piccola centrale idroelettrica. Entrato in Italia, all'inizio del pianoro di Pian del Colle riceve le acque del rio Guilaud, proveniente dalla zona del passo della Mulattiera.
Il torrente scorre ai piedi del complesso montuoso Selletta-Colomion, delimitando a sud-est le frazioni di Melezet e Les Arnauds. Poco a valle di Campo Smith riceve le acque del torrente Rho e confluisce successivamente nel sistema idrografico della Dora di Bardonecchia.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il toponimo è attestato nel IX secolo nella forma Bardonisca, divenuta Bardisca nel 1001,[8] Bardonesca nel 1148 e, infine, Bardonecchia nel 1365.
Secondo un'ipotesi etimologica, il nome sarebbe riconducibile ai Longobardi, che si insediarono anche in Val di Susa: dalla forma aferetica Bardi sarebbe derivato il toponimo mediante l'aggiunta del suffisso latino -iscus, o del corrispondente germanico -isk, impiegato nella formazione di nomi etnici. Il significato originario di Bardonecchia sarebbe pertanto quello di «luogo o territorio dei Longobardi».[9]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Secondo la tradizione, la conca di Bardonecchia sarebbe stata originariamente occupata da un lago, alimentato dai torrenti alpini e avente come emissario la Dora di Bardonecchia. A testimonianza di questa ipotesi viene citata l'antica denominazione della chiesa parrocchiale, Santa Maria ad lacum, che sorgeva nell'attuale Borgo Vecchio e fu successivamente sostituita dalla nuova parrocchiale, edificata nella prima metà del XIX secolo. Il lago sarebbe stato prosciugato nel X secolo dai Saraceni, che avrebbero aperto un varco nella parete rocciosa che univa le pendici del monte Jafferau a quelle del Bramafam, consentendo il deflusso delle acque. La stretta gola situata lungo la strada statale 335 di Bardonecchia, poco prima dell'abitato, è ancora oggi denominata località Roccatagliata.[10]
La presenza umana nel territorio è comunque precedente all'epoca medievale, come attestano reperti attribuiti a popolazioni di origine celtica anteriori alla conquista romana della Gallia. Bardonecchia compare nelle fonti scritte almeno dall'VIII secolo: in un documento relativo alla fondazione dell'abbazia di Novalesa, risalente al 726, il suo territorio è indicato fra quelli sottoposti alla giurisdizione dell'abbazia.[11]
Medioevo
[modifica | modifica wikitesto]Nel 906 i Saraceni, provenienti dalla loro base di Frassineto (l'odierna La Garde-Freinet, in Provenza), raggiunsero l'abbazia di Novalesa, che fu saccheggiata, e si insediarono nell'alta Val di Susa. La loro presenza nella regione terminò verso la fine del X secolo, in seguito alle campagne condotte da Arduino il Glabro.
Nel 1001 l'imperatore Ottone III confermò Olderico Manfredi I nel possesso della marca di Torino, comprendente anche il territorio di Bardonecchia.[12] Nell'XI secolo è documentata inoltre una signoria riconducibile alla famiglia dei Bardonnèche, il cui capostipite Witbaldo, secondo la tradizione locale, avrebbe partecipato alle lotte contro i Saraceni e avrebbe esercitato la propria autorità anche su Oulx, Cesana Torinese, le valli del Monginevro e di Névache, morendo nel 1050.[13]
Dopo la morte di Adelaide di Susa, Bardonecchia divenne oggetto della competizione tra i conti di Savoia e i conti di Albon, delfini di Vienne. Alla fine del XII secolo il territorio entrò stabilmente nell'orbita del Delfinato, pur conservando forme di autonomia amministrativa.[14] Nel 1319 il delfino Ghigo VIII concesse uno statuto alle comunità di Bardonecchia, Rochemolles e Beaulard.[15]
Nel 1334 Francesco de Bardonnèche, signore di Cels, si ribellò al delfino Umberto II; il castello di Cels fu demolito e Francesco venne condannato a morte e giustiziato.[16] Il 30 marzo 1349, con la cessione del Delfinato alla Corona di Francia da parte di Umberto II, anche Bardonecchia passò sotto la sovranità francese.
Età moderna
[modifica | modifica wikitesto]Durante le guerre di religione francesi, Bardonecchia fu coinvolta negli scontri fra cattolici e protestanti. Nel 1562, dopo la devastazione della Prevostura di San Lorenzo di Oulx del 22 luglio,[17] un contingente valdese, inseguito dalle truppe cattoliche comandate da Claude Arlaud Borel, detto La Casette, si rifugiò a Bardonecchia. Gran parte dei combattenti venne uccisa negli scontri, mentre circa 150 uomini trovarono riparo nella Tour d'Aumont, dalla quale furono successivamente stanati e trucidati.[18]
Tra il XVI e il XVII secolo Bardonecchia rimase relativamente meno esposta rispetto ad altre località della Val di Susa ai frequenti transiti degli eserciti francesi, poiché situata in posizione intermedia rispetto alle principali direttrici militari dei valichi del Monginevro e del Moncenisio.
Nel corso della guerra di successione spagnola, nel luglio 1708 le truppe sabaude guidate dal generale Rehbinder attraversarono il colle della Rho provenendo dalla Moriana e occuparono Bardonecchia. Il 1º agosto successivo il duca Vittorio Amedeo II di Savoia raggiunse il paese seguendo lo stesso itinerario; il 1º gennaio 1709 la comunità di Bardonecchia prestò quindi giuramento di fedeltà al duca a Susa.[19] Il passaggio del territorio dalla Francia agli Stati sabaudi fu definitivamente riconosciuto dal trattato di Utrecht del 1713.
Nel 1794, durante le guerre della Rivoluzione francese, le truppe rivoluzionarie attraversarono i colli della Scala e della Rho e occuparono Bardonecchia. Dopo un temporaneo ritiro successivo alla caduta di Robespierre, i francesi tornarono durante la prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte. In seguito all'abdicazione di Carlo Emanuele IV di Savoia, l'8 dicembre 1798, Bardonecchia seguì le sorti del Piemonte, dapprima trasformato in repubblica sotto influenza francese e successivamente incorporato nella Francia napoleonica. Con la caduta di Napoleone e la Restaurazione, nel 1814 il territorio tornò sotto la sovranità sabauda.
Ottocento e traforo ferroviario del Frejus
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1832 l'imprenditore Giuseppe Francesco Médail, originario di Bardonecchia e attivo a Lione, concepì il progetto di una galleria ferroviaria attraverso le Alpi per collegare il Piemonte alla Francia. Nel 1840 presentò al re Carlo Alberto un memoriale nel quale proponeva la costruzione di un traforo sotto il colle del Frejus. Médail morì nel 1844, prima dell'avvio dell'opera.
Nello stesso anno il ministro Luigi Des Ambrois, originario di Oulx, riprese il progetto e affidò gli studi preliminari all'ingegnere belga Henri Maus. Il progetto definitivo fu successivamente elaborato dagli ingegneri Germain Sommeiller, Sebastiano Grandis e Severino Grattoni. Il 31 agosto 1857 Vittorio Emanuele II autorizzò l'inizio dei lavori, finanziati con 42 milioni di lire e diretti da Sommeiller. La cessione della Savoia alla Francia nel 1860 determinò soltanto un rallentamento temporaneo dei lavori.
Lo scavo della galleria fu completato il giorno di Natale del 1870 e il traforo ferroviario del Frejus venne inaugurato il 17 settembre 1871. L'apertura della nuova infrastruttura trasformò profondamente Bardonecchia, che assunse un'importante funzione di località di frontiera e di transito internazionale. Alla tradizionale economia agricola di montagna si affiancarono attività connesse alla ferrovia, alla dogana, ai trasporti e alla presenza delle forze dell'ordine, con un conseguente incremento demografico ed economico.
Alla fine del XIX secolo fu inoltre edificato il Forte Bramafam, destinato alla protezione dell'imbocco italiano del traforo ferroviario da eventuali attacchi provenienti dalla Francia.
Novecento
[modifica | modifica wikitesto]Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento Bardonecchia cominciò ad affermarsi come località turistica. Inizialmente il turismo interessò soprattutto la stagione estiva, mentre nei primi decenni del XX secolo si svilupparono gli sport invernali. Nel 1908 fu fondato lo Sci Club Bardonecchia e nel 1911 i fratelli norvegesi Smith si esibirono nel salto con gli sci nell'area che successivamente prese il nome di Campo Smith. Nel giro di pochi anni il paese divenne una nota località di villeggiatura, frequentata anche da personalità come Giovanni Giolitti.
Con il regio decreto di re Vittorio Emanuele III n. 1140 16 giugno 1927, i comuni di Bardonecchia, Melezet, Millaures e Rochemolles furono riuniti in un unico comune denominato Bardonecchia.
Durante la seconda guerra mondiale le attività turistiche subirono una forte contrazione. Con il trattato di pace di Parigi del 1947 una parte della Valle Stretta fu ceduta dall'Italia alla Francia. Nel secondo dopoguerra Bardonecchia conobbe un nuovo sviluppo turistico, caratterizzato dalla costruzione di strutture alberghiere e, successivamente, di numerose seconde case. Un ruolo rilevante nell'economia locale continuò a essere svolto anche dalle attività di frontiera e dal personale degli uffici doganali, rimasti operativi fino al 1993, quando l'entrata in vigore del mercato unico europeo determinò l'abolizione dei controlli doganali sistematici sulle merci tra gli Stati membri.
Nel luglio 1980 fu aperto al traffico il Traforo stradale del Frejus, mentre nella prima metà degli anni 1990 fu completata l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, rafforzando ulteriormente il ruolo della località quale nodo di collegamento transalpino.
Nel 1995 il consiglio comunale di Bardonecchia fu sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata, primo caso di applicazione del provvedimento a un comune dell'Italia settentrionale, in relazione alla presenza della 'ndrangheta e alla sua presunta ingerenza nell'amministrazione locale.[20] Tra le persone coinvolte nelle indagini figurò anche l'allora sindaco Alessandro Gibello (1934-2017),[21] successivamente prosciolto dalle accuse con archiviazione del procedimento a suo carico.[22]
XXI secolo
[modifica | modifica wikitesto]Nel febbraio 2006 Bardonecchia fu una delle sedi dei XX Giochi olimpici invernali di Torino, ospitando le competizioni di snowboard e uno dei tre villaggi olimpici realizzati per la manifestazione.
Nel gennaio 2007 ospitò inoltre alcune gare di sci alpino e snowboard della XXIII Universiade invernale di Torino. Dal 17 al 19 ottobre 2008 vi si svolse infine la prima assemblea nazionale della componente Pionieri della Croce Rossa Italiana.[23]
Simboli
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- Stemma
Lo stemma di Bardonecchia si blasona:
Lo stemma riprende l'emblema degli antichi feudatari, i visconti di Bardonnéche (o Bardonnanche).[25]
- Gonfalone
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.
- Bandiera
La bandiera è un drappo rettangolare di bianco, caricato al centro dello stemma comunale, sotto il quale campeggia la denominazione istituzionale in caratteri latini neri.
Monumenti e luoghi d'interesse
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Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Chiesa di Sant'Ippolito
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La chiesa parrocchiale di Sant'Ippolito sorge nel Borgo Vecchio sul luogo dell'antica chiesa di Santa Maria ad Lacum. Dell'edificio medievale rimane il campanile romanico in pietra, risalente al XIII secolo, successivamente restaurato e dotato di una guglia rivestita in rame.
L'attuale chiesa fu costruita tra il 1827 e il 1828 in sostituzione della precedente, demolita perché pericolante, e venne consacrata nel 1833.[26] Al suo interno sono conservate opere dell'artigianato locale e gli stalli lignei del coro provenienti dall'abbazia di Novalesa.
Secondo un'interpretazione proposta in tempi recenti, l'antica denominazione ad Lacum, tradizionalmente riferita alla presenza di un lago nella conca di Bardonecchia, deriverebbe invece dal termine lagar, con riferimento a un accampamento longobardo dal quale si sarebbe sviluppato il centro abitato medievale.[27]
Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]Palazzo delle Feste
[modifica | modifica wikitesto]Il Palazzo delle Feste fu progettato nel 1913 dall'architetto Carlo Angelo Ceresa in stile Liberty. Finanziato da privati, fu concepito come sede per manifestazioni, spettacoli ed eventi musicali.
La realizzazione e l'utilizzo dell'edificio furono inizialmente condizionati dallo scoppio della prima guerra mondiale. Nel corso del Novecento il palazzo subì diversi interventi, fino alla ristrutturazione del 1996, progettata dall'ingegnere Guido Barba Navaretti, che conservò la facciata originaria e riorganizzò gli ambienti interni.[28]
L'edificio, già appartenuto alla Regione Piemonte, è successivamente divenuto di proprietà comunale ed è utilizzato per eventi culturali, concerti, spettacoli e convegni.
Ex colonia IX Maggio
[modifica | modifica wikitesto]La colonia IX Maggio fu realizzata durante il fascismo per ospitare i giovani appartenenti alle organizzazioni giovanili del regime. Fu progettata dall'ingegnere Gino Levi-Montalcini per l'Ufficio tecnico federale di Torino e costruita con struttura portante in cemento armato e impiego di pietra, vetro, ferro e legno. Il complesso occupa una superficie di circa 50000 m².
Fu inaugurata da Benito Mussolini il 9 maggio 1939, data dalla quale derivò la denominazione. Dopo la seconda guerra mondiale assunse il nome di colonia Médail e conobbe diverse destinazioni d'uso.[29]
Successivamente affidata dalla Regione Piemonte al Comune di Bardonecchia, fu in parte utilizzata per uffici turistici e quindi concessa alla Young Men's Christian Association (YMCA). Il progetto di ristrutturazione promosso dall'organizzazione si interruppe nel 1995.
In occasione dei Giochi olimpici invernali di Torino 2006 il complesso fu ristrutturato e destinato a Villaggio olimpico, per essere successivamente riconvertito a struttura ricettiva.
Architetture militari
[modifica | modifica wikitesto]Tour d'Amoun
[modifica | modifica wikitesto]La Tour d'Amoun è una delle testimonianze dell'architettura fortificata medievale di Bardonecchia. Faceva parte di un complesso appartenuto alla famiglia signorile dei De Bardonisca, attestata nelle fonti anche nella forma francese De Bardonnèche.
Forte Bramafam
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Il Forte Bramafam sorge su un'altura dominante l'abitato e l'imbocco italiano del traforo ferroviario del Frejus. La località era già interessata in epoca medievale dalla presenza di una fortificazione; secondo alcune ricostruzioni, intorno al 1333 il delfino Ghigo avrebbe ordinato al balivo il restauro di un castello di Bramafam acquistato alcuni anni prima dai signori locali[senza fonte].
L'attuale complesso militare fu realizzato alla fine del XIX secolo per proteggere il traforo ferroviario e le vie d'accesso alla conca di Bardonecchia. Perduta la funzione militare, è stato successivamente recuperato e adibito a museo.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[30]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2017 i cittadini stranieri residenti a Bardonecchia erano 356.[31] Le comunità più numerose, considerando quelle con almeno 20 residenti, erano:[32]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Musei
[modifica | modifica wikitesto]- Museo civico
Il Museo civico di Bardonecchia ha sede nei pressi della chiesa parrocchiale di Sant'Ippolito. Conserva oggetti e testimonianze della storia locale, tra cui attrezzature legate alla vita e alle attività di montagna e alcuni sci risalenti al XIX secolo.
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Urbanistica
[modifica | modifica wikitesto]Lo sviluppo urbanistico di Bardonecchia conobbe una significativa accelerazione nella seconda metà del XIX secolo, in seguito alla costruzione della ferrovia del Frejus e all'apertura, nel 1871, del traforo ferroviario del Frejus, che facilitarono i collegamenti con Torino e, più in generale, con i principali centri dell'Italia settentrionale. La maggiore accessibilità, insieme alle caratteristiche ambientali della conca, favorì lo sviluppo della località come centro di villeggiatura. A tale processo contribuì anche la frequentazione di personalità della vita politica e culturale dell'epoca, tra cui Giovanni Giolitti.
Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento furono costruite numerose ville signorili, spesso circondate da giardini. All'inizio del XX secolo lo sviluppo degli sport invernali, e in particolare dello sci alpino, contribuì ulteriormente alla trasformazione dell'abitato e alla crescita della sua vocazione turistica.
A partire dagli anni 1960, e soprattutto nei due decenni successivi, l'espansione edilizia interessò ampie porzioni del territorio circostante il nucleo storico, con la costruzione di edifici condominiali e la progressiva ristrutturazione di numerose abitazioni tradizionali in pietra.[33] Il fenomeno interessò anche gli abitati di Les Arnauds e Melezet e fu legato soprattutto alla diffusione delle seconde case e del turismo stagionale.
L'accessibilità stradale fu ulteriormente migliorata dall'apertura del traforo stradale del Frejus nel 1980 e dal successivo completamento dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia.
Il principale asse viario e commerciale del centro è via Medail, lunga circa un chilometro, che collega la stazione ferroviaria con il Borgo Vecchio. Dall'inizio degli anni 1970 la strada è resa pedonale durante determinati periodi festivi e di maggiore affluenza turistica.
A sud-est della ferrovia si sviluppa il cosiddetto Borgo Nuovo, collegato a via Medail mediante un sottopasso ferroviario realizzato negli anni 1970. Il quartiere ebbe origine nella seconda metà del XIX secolo per rispondere alle esigenze abitative legate alla costruzione e alla successiva gestione del traforo ferroviario del Frejus.
Frazioni e località
[modifica | modifica wikitesto]Lo statuto comunale individua nel territorio di Bardonecchia le frazioni di Les Arnauds, Melezet, Millaures e Rochemolles. Sono inoltre presenti numerose borgate e località montane, tra cui Gleise e le Grange Horres.
Melezet
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Melezet, situata all'imbocco della Valle Stretta, fu sede tra il XV e il XVIII secolo di una scuola di pittura, scultura e architettura attiva nell'alta Val di Susa e nella Moriana. La tradizione dell'intaglio ligneo è proseguita in epoca contemporanea attraverso una scuola dedicata a questa attività.
La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate conserva affreschi del XVI secolo. Nella piazza antistante si trova una fontana in pietra con vasca esagonale, realizzata nel 1732 dallo scultore Jean André.
Nell'abitato si trova inoltre la cappella della Madonna del Carmine, restaurata e adibita a sede del Museo di arte religiosa alpina. Verso Pian del Colle sorge la cappella di San Sisto, risalente al XV secolo, decorata con affreschi raffiguranti episodi della vita di papa Sisto II e del diacono Lorenzo; sulla parete esterna è rappresentato il Giudizio universale.

Les Arnauds
[modifica | modifica wikitesto]Les Arnauds è situata tra il centro di Bardonecchia e Melezet. Nella chiesa, già parrocchiale, dedicata a San Lorenzo è conservata un'icona lignea.
Sul versante del Monte Colomion, in prossimità delle piste da sci, sorge la cappella di Notre-Dame du Coignet, che conserva affreschi del XV secolo sia all'interno sia sulle pareti esterne.
Rochemolles
[modifica | modifica wikitesto]Rochemolles è situata nell'omonimo vallone, presso la confluenza con la Valfredda. Fu comune autonomo fino al 1927, quando venne aggregato a Bardonecchia insieme a Melezet e Millaures.
La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo conserva diversi manufatti di interesse storico-artistico, tra cui un leggio datato 1571, una croce processionale e un'acquasantiera del 1552.
A monte dell'abitato si trova il lago di Rochemolles, bacino artificiale realizzato mediante lo sbarramento dell'omonimo torrente.
Millaures
[modifica | modifica wikitesto]Millaures sorge sul versante nord-occidentale del monte Jafferau, a circa 1400 m s.l.m.. Comune autonomo fino al 1927, fu in quell'anno aggregato a Bardonecchia insieme a Melezet e Rochemolles.
Il nucleo abitato conserva la chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Andrea e diverse cappelle distribuite nelle borgate circostanti, tra cui l'antica cappella di San Claudio nella borgata Prerichar.
Gleise
[modifica | modifica wikitesto]Gleise è una borgata situata a circa 1700 m s.l.m., sul versante del monte Jafferau. Originariamente costituita prevalentemente da baite e grange, è stata progressivamente recuperata a fini residenziali e turistici. Nelle vicinanze si trova la borgata di Cianfuran.
Dalla zona partono diversi itinerari escursionistici e percorsi per mountain bike, tra cui il percorso della Decauville in direzione della diga di Rochemolles e alcuni itinerari diretti verso il rifugio Camillo Scarfiotti.
Grange Horres
[modifica | modifica wikitesto]Le Grange Horres sono un nucleo di edifici rurali situato a circa 1700 m di altitudine sulle pendici del monte Jafferau. L'insediamento, originariamente utilizzato soprattutto durante la stagione dell'alpeggio, è costituito da una ventina di baite, parte delle quali successivamente ristrutturate.
A monte del nucleo abitato sorge la cappella di Sant'Andrea, risalente al XIV secolo e decorata con affreschi. La prima domenica di agosto vi si svolge tradizionalmente la festa della borgata.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]L'economia di Bardonecchia, tradizionalmente legata alle attività agro-pastorali di montagna, conobbe una profonda trasformazione nella seconda metà del XIX secolo con la costruzione della ferrovia del Frejus e l'apertura, nel 1871, del traforo ferroviario del Frejus. La posizione di ultima località italiana prima del confine francese favorì lo sviluppo di attività connesse al trasporto ferroviario, ai servizi doganali e al transito internazionale.
Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo acquistò progressivamente importanza il settore turistico, inizialmente legato soprattutto alla villeggiatura estiva e successivamente alla diffusione degli sport invernali. Nel corso del Novecento il turismo divenne una delle principali attività economiche locali, determinando lo sviluppo delle strutture ricettive, della ristorazione, del commercio e dei servizi.
L'apertura del traforo stradale del Frejus nel 1980 e il successivo completamento dell'autostrada A32 contribuirono a migliorare ulteriormente l'accessibilità della località e i collegamenti con l'area metropolitana di Torino e con la Francia.
Turismo
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Bardonecchia è una località turistica alpina caratterizzata da una rilevante presenza di seconde case e strutture ricettive. Il turismo presenta una marcata stagionalità: durante l'inverno è prevalentemente legato agli sport invernali, mentre nella stagione estiva assumono particolare rilievo l'escursionismo, il ciclismo e le attività sportive in ambiente montano.
L'offerta turistica comprende strutture alberghiere ed extralberghiere, rifugi alpini, impianti sportivi e strutture destinate alle attività culturali e ricreative. Il Palazzo delle Feste, costruito all'inizio del XX secolo, ospita manifestazioni culturali, spettacoli, concerti e convegni.
Nel 2006 lo sviluppo turistico-sportivo della località ricevette ulteriore impulso dall'organizzazione dei XX Giochi olimpici invernali, durante i quali Bardonecchia ospitò le competizioni di snowboard e uno dei villaggi olimpici.
Comprensori sciistici
[modifica | modifica wikitesto]Bardonecchia fu tra le prime località italiane nelle quali si sviluppò la pratica dello sci. Le prime competizioni sciistiche vi furono organizzate all'inizio del XX secolo e nel 1908 venne realizzato a Campo Smith uno dei primi trampolini per il salto con gli sci.[34] La località prese successivamente il nome dai fratelli norvegesi Harald e Trygve Smith, protagonisti delle prime competizioni di salto disputate a Bardonecchia.[35]
I primi impianti di risalita furono realizzati nell'area di Campo Smith e sulle pendici del Colomion. Nel secondo dopoguerra lo sviluppo interessò anche lo Jafferau, con la realizzazione della seggiovia Bardonecchia-Fregiusia, e successivamente le aree di Melezet e Les Arnauds.
Il sistema sciistico di Bardonecchia è articolato principalmente in due comprensori, situati sui versanti opposti della conca:[36]
- Colomion-Les Arnauds-Melezet, sviluppato sul versante occidentale e sud-occidentale della conca, con piste che interessano le aree di Campo Smith, Les Arnauds e Melezet e raggiungono quote superiori ai 2000 m s.l.m.;
- Jafferau, sviluppato sulle pendici dello Jafferau, a quote più elevate rispetto al comprensorio del Colomion.
Nel complesso il comprensorio offre oltre 100 km di piste per lo sci alpino, in parte servite da sistemi di innevamento programmato. Sono inoltre presenti aree attrezzate per lo snowboard, sviluppate anche in occasione dei Giochi olimpici invernali del 2006, oltre a percorsi destinati allo sci di fondo e alle racchette da neve.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Strade
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Bardonecchia costituisce uno dei principali punti di collegamento stradale tra l'Italia e la Francia attraverso le Alpi Cozie. Il territorio comunale è raggiunto dall'autostrada A32, che collega Torino a Bardonecchia e prosegue verso la Francia attraverso il traforo stradale del Frejus.
Il traforo, inaugurato nel luglio 1980, fu originariamente realizzato con un'unica canna a doppio senso di circolazione. Successivamente è stata costruita una seconda canna, parallela alla precedente, nell'ambito degli interventi di potenziamento e sicurezza del collegamento transfrontaliero.[37]
Bardonecchia è inoltre servita dalla strada statale 335 di Bardonecchia, che collega il centro abitato con la viabilità della Val di Susa e si innesta, più a valle, sulla strada statale 24 del Monginevro.
Un secondo collegamento stradale con la Francia è costituito dal Colle della Scala, che mette in comunicazione la Valle Stretta e Bardonecchia con il comune francese di Névache e, attraverso la valle della Clarée, con Briançon. Il valico, posto a 1762 m s.l.m., è percorribile soltanto stagionalmente ed è soggetto a limitazioni alla circolazione dei veicoli.
Ferrovie
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La stazione di Bardonecchia si trova lungo la linea ferroviaria Torino-Modane, poco prima dell'imbocco italiano del traforo ferroviario del Frejus, attraverso il quale la linea prosegue verso Modane e la rete ferroviaria francese.
La stazione è servita dai treni regionali della linea SFM3 del servizio ferroviario metropolitano di Torino, operati da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Piemonte.
Tra gli anni dieci e gli anni trenta del Novecento fu inoltre attiva la ferrovia di Rochemolles, linea ferroviaria a carattere industriale realizzata dalle Ferrovie dello Stato principalmente a servizio dei lavori per la costruzione della diga di Rochemolles.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Sindaci e commissari straordinari
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1966 | 1971 | Enrico Cassolini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1973 | 1978 | Mario Corino | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1978 | 2 maggio 1995 | Alessandro Gibello | Lista civica | Sindaco | |
| 2 maggio 1995 | 1996 | Commissione straordinaria | Scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata | ||
| 1996 | 13 maggio 2001 | Mario Ambrois | Lista civica | Sindaco | |
| 13 maggio 2001 | 15 maggio 2011 | Francesco Avato | Lista civica | Sindaco | |
| 15 maggio 2011 | 5 giugno 2016 | Roberto Borgis | Lista civica | Sindaco | |
| 5 giugno 2016 | 4 ottobre 2021 | Francesco Avato | Lista civica | Sindaco | |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Chiara Rossetti | Bardonecchia Sempre | Sindaca | |
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]Altre informazioni amministrative
[modifica | modifica wikitesto]Il comune faceva parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone.
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Bardonecchia è una località legata agli sport invernali e ha ospitato competizioni di rilievo nazionale e internazionale. Nel 2006 fu una delle sedi dei Giochi olimpici invernali di Torino, ospitando le gare di snowboard, mentre nel 2007 vi si disputarono competizioni di sci alpino e snowboard della XXIII Universiade invernale.
Ciclismo
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Bardonecchia è stata più volte sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia:
| Anno | Tappa | Partenza | Distanza | Vincitore | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1972 | 14ª | Savona | 256 km | ||
| 1984 | 16ª | Alessandria | 198 km | ||
| 2013 | 14ª | Cervere | 180 km | ||
| 2018 | 19ª | Venaria Reale | 185 km |
Calcio
[modifica | modifica wikitesto]Bardonecchia è stata utilizzata come sede di ritiri precampionato da diverse società calcistiche italiane e straniere. Tra queste figurano la Juventus, l'Sampdoria, l'Eintracht Frankfurt, l'Alessandria e il Genoa.
Hockey su ghiaccio
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni 1930 fu attiva a Bardonecchia una squadra di hockey su ghiaccio, che partecipò ad alcune edizioni del campionato italiano di Serie B e alla massima serie nella stagione 1934.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Comune di Bardonecchia : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Bardonecchia e città, Torino, Piemonte, su www.comune-italia.it. URL consultato il 5 agosto 2026.
- ↑ Voce Bardonecchia del Dizionario d'ortografia e di pronunzia: Dizionario d'ortografia e di pronunzia Archiviato il 13 aprile 2014 in Internet Archive.
- ↑ Maria Luisa Tibone, Bardonecchia - I percorsi della memoria, p. 77.
- ↑ Da tempo ormai il corso del torrente è rigidamente imbrigliato da argini che, nei punti più critici, si elevano anche oltre il livello stradale ed è stato posto, anche con lavori recenti, in condizioni di sicurezza per il centro abitato.
- ↑ Michele Ruggiero, op. cit., p. 373, nota 3 al cap. VII.
- ↑ Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, UTET, 2006, p. 71.
- ↑ G. Paolo Di Pascale e Alberto Re, p. 17.
- ↑ G. Paolo Di Pascale e Alberto Re, p. 16.
- ↑ Michele Ruggiero, p. 75.
- ↑ Maria Luisa Tibone, p. 53.
- ↑ Michele Ruggiero, pp. 99 e 116.
- ↑ G. Paolo Di Pascale e Alberto Re, p. 20.
- ↑ Michele Ruggiero, p. 128.
- ↑ La prevostura fu ricostruita nel 1609.
- ↑ Michele Ruggiero, p. 192.
- ↑ Michele Ruggiero, p. 297.
- ↑ Mafia anche a Bardonecchia. Sciolto il consiglio comunale, «Corriere della Sera», 29 aprile 1995.
- ↑ Alessandro Gibello, il liberale di area laica vittima del cortocircuito della giustizia, «Luna Nuova», 13 ottobre 2022.
- ↑ Lutto a Bardonecchia: è morto l'ex sindaco Gibello, «Valsusa Oggi», 4 aprile 2018.
- ↑ Assemblea nazionale Pionieri 2008, su assembleanazionalepionieri.it. URL consultato il 4 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2009).
- ↑ Stemmario civico piemontese, vol. I, Consiglio Regionale del Piemonte, 2016, p. 36, ISBN 978-88-96074-98-5.
- ↑ Bardonecchia, su araldicacivica.it. URL consultato il 13 febbraio 2021.
- ↑ Maria Luisa Tibone, op. cit., p. 99.
- ↑ Giuseppe Greco, Il Lago scomparso: L'eredità sommersa dei Longobardi in Italia, Gagliardi Editore, 30 agosto 2023, ISBN 979-12-81098-02-2. URL consultato il 3 luglio 2025.
- ↑ Maria Luisa Tibone, op. cit., p. 161.
- ↑ Maria Luisa Tibone, op. cit., pp. 183-185.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Bilancio demografico della popolazione straniera, su demo.istat.it, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 27 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
- ↑ Dati riferiti alle comunità con almeno 20 residenti.
- ↑ Questo sviluppo non sempre fu accompagnato da scelte estetiche coerenti con le caratteristiche del territorio. Successivamente furono introdotte norme più restrittive riguardanti i materiali e le caratteristiche architettoniche delle nuove costruzioni e degli interventi di ristrutturazione.
- ↑ Maria Luisa Tibone, op. cit., p. 20.
- ↑ I fratelli norvegesi Harald e Trygve Smith si classificarono rispettivamente primo e secondo in una competizione di salto disputata a Bardonecchia nel 1909.
- ↑ Mappa delle piste da sci, su comune.bardonecchia.to.it. URL consultato il 2 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2008).
- ↑ Carta del Servizio SITAF (PDF), su sitaf.it, SITAF. URL consultato il 15 agosto 2026.
- ↑ La tappa fu originariamente vinta da Mauro Santambrogio, successivamente squalificato; la vittoria venne quindi attribuita a Vincenzo Nibali.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Città e paesi d'Italia, vol. I, De Agostini, 1966.
- Maria Luisa Tibone, Bardonecchia. I percorsi della memoria, con testimonianze di Pier Luigi Borbotto, Torino, Omega Edizioni, 2003, ISBN 88-7241-265-X.
- Michele Ruggiero, Storia della valle di Susa, Pinerolo (TO), Alzani Editore, 1998, ISBN 88-8170-032-8.
- G. Paolo Di Pascale e Alberto Re, Bardonecchia e le sue valli, Azienda Autonoma di Soggiorno di Bardonecchia, 1979.
- Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa, 2009.
- Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina, Valli di Bardonecchia, Borgone Susa 2009.
- Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina Valle di Susa, Borgone Susa 2010.
- Colonia IX Maggio a Bardonecchia - Ufficio tecnico fed. di Torino (PDF), in Costruzioni - Casabella, n. 168, Milano, XX dicembre 1941, pp. 18-20. URL consultato il 3 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2019).
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.bardonecchia.to.it.
- Bardonécchia, su sapere.it, De Agostini.
- Storia dell'Escarton d'Oulx, su escarton-oulx.eu.
- Meteo Bardonecchia, su meteo-torino.it. URL consultato il 10 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2014).
- Bardonecchia Turismo, su bardonecchia.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 167322264 · LCCN (EN) n82006633 · GND (DE) 4428396-9 · J9U (EN, HE) 987007550522605171 |
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