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Storie in viaggio · Mar 13, 2026

Gesti piccoli, giorni che cambiano

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Antonella Crisci · Storie in viaggio

Senza neanche accorgermene, le giornate si sono allungate. Negli anni passati aspettavo con trepidazione quei minuti di luce in più, giorno dopo giorno, come piccole vittorie sulla penombra dell’inverno. Quest’anno, invece, avrei voluto crogiolarmi ancora un po’ nell’ombra, trovare conforto in quella familiarità conosciuta.

E poi, come se non bastasse, è arrivata una strana perturbazione: venti caldi e insoliti per queste parti, e la neve è quasi scomparsa. Fa strano essere a marzo senza neve. Ricordo che un tempo ne sarei stata felice, adesso… lo confesso, un po’ meno. Non ho voglia di ricominciare a trafficare in giardino, non ho energie, né interesse, né entusiasmo. Sono un’ombra. E la cosa più spaventosa? Ne sono consapevole.

Ultimamente mi sono chiesta come ognuno di noi affronti le difficoltà. Dai grandi cambiamenti alle piccole tragedie quotidiane, sembra che ci siano modi diversi di navigare il caos. Ho letto, distrattamente, una frase che diceva più o meno così: “Quando tutto ti sfugge di mano per la mancanza di tempo, è il momento di rallentare.” In quel momento mi è sembrata una follia. Rallentare? Sarebbe stato come aumentare la sensazione di essere sopraffatta dalle cose da fare.

Da sempre ho avuto l’abitudine di fare più cose insieme, come se anticipare ogni rallentamento di un progetto potesse farmi sentire al sicuro. Stavolta, invece, ho scoperto che basta un solo gesto, uno solo, per ricordarsi che si può respirare anche quando tutto sembra sfuggire. La sensazione di aver concluso anche un piccolo progetto dà sollievo e sprona a fare meglio, ma senza fretta, un passo alla volta. E sì, detto da me può sembrare strano.

In effetti non è del tutto vero, perché ho scelto un solo progetto piccolo per ogni settore: per la casa, un angolo o un mobile da riorganizzare; un piccolo intervento di rinnovo, partendo dal più semplice; un progetto creativo di dimensioni contenute; e presto dovrò aggiungere anche la voce giardino.

Ho preso l’abitudine di appuntare ogni azione della giornata, cosa che sto facendo da alcune settimane. Mi serve per capire come gestisco il mio tempo in base alle energie che ho in quel momento. Sto scoprendo dettagli interessanti su di me e sono contenta di tenerne traccia: mi aiuta e mi rincuora quando penso – quasi sempre – di non aver fatto abbastanza o che il tempo mi sia scivolato tra le mani.

Così ho scelto, durante la settimana, blocchi di tempo specifici per dedicarmi a ciò che altrimenti continuerei a rimandare: una passeggiata lenta, qualche minuto per disegnare, o anche semplicemente non fare nulla. E già solo concedersi quei momenti sembra restituire un senso di ordine e presenza, senza la pressione di dover fare tutto subito.

Ho imparato che non serve cambiare tutto in una volta: un progetto piccolo e concreto, uno solo per settore, e il tempo che gli dedico sono sufficienti per sentire la giornata meno frenetica e più mia. E mentre risistemo, scelgo cosa tenere, cosa spostare, come sistemare un angolo o un mobile, e mi accorgo che questi piccoli gesti non riguardano solo la casa: sono un modo per prendermi cura di tutto ciò che la abita, dagli oggetti ai dettagli che spesso trascuriamo.

Spesso il vero caos non è solo negli spazi, ma dentro di noi: una casa che sfugge di mano, liste mentali infinite, traslochi e cambiamenti improvvisi, la sensazione di non aver combinato nulla eppure di essere esauste. Eppure, basta un gesto piccolo e preciso, anche ridicolo se vogliamo, per ritrovare chiarezza, respirare un attimo, e scoprire che ogni oggetto, ogni cassetto, ogni angolo può raccontare qualcosa di bello, se ci prendiamo il tempo di guardarlo.

Sto cominciando a capire che anche il caos più piccolo può trasformarsi in qualcosa di chiaro e tangibile, e che dedicarsi a questi micro-gesti non significa solo sistemare la casa, ma prendersi cura di come la viviamo, un passo alla volta. E forse, nella cura lenta degli oggetti, nella scelta consapevole di ciò che rimane e di come lo disponiamo, si nasconde il modo più semplice di ritrovare chiarezza e leggerezza nella nostra giornata.

E con questo piccolo pezzo della mia settimana, vi lascio un frammento di casa, di gesti e di pensieri di quest’ultimo periodo.

A presto,
Antonella

P.S. La piattaia è ancora fissata al muro, quindi confido di sostituire i libri usati per valutarne la solidità con i piatti. Incrociate le dita per me… seguiranno aggiornamenti!

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