Settembre è sempre per me un nuovo inizio, quasi più che gennaio. Il cambio di stagione porta con sé ricordi, appuntamenti importanti, progetti che riprendono. Sto lavorando al programma del mio prossimo viaggio in Giappone, di cui vi racconterò passo passo. Intanto riparte il ciclo delle newsletter gratuite, dove intrecceremo memoria domestica, artigianato e vita autentica.
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Le credenze della nonna, con i vetri smerigliati e i piccoli cassettini, non erano solo mobili: custodivano ricordi, rituali quotidiani, piccoli tesori domestici. Bastava aprire un’anta per sentire il profumo di cera, spezie, tovaglie piegate con cura. Le amo da sempre, perché non sono semplici oggetti d’arredo, ma scrigni di vita domestica.
Ricordo le due di mia nonna Amelia: una in cucina, oggi usata da mamma Carla, rinnovata nei colori, e una in sala per i servizi “buoni”. La mia preferita era quella in cucina, con l’anta a ribalta che mi ricordava il carretto di pellicano nei cartoni animati che vedevo da bambina. I vetri con disegni smerigliati, avevano disegni di donzella stile Rossella Hoara in Via col vento. scorrevano una sull’altra e lasciavano intravedere le stoviglie. le due ante principali contenevano fungevano da dispensa e contenevano le scorte di pasta, farina, sale e olio, con qualche attrezzo da cucina.
La ribaltina conteneva il sacchetto del pane secco che poi il nonno sminuzzava per le galline, unendolo ai mangimi
Nella parte superiore, spesso con vetri smerigliati, talvolta decorati, si tenevano i piatti delle feste e i bicchieri eleganti
in quella inferiore trovavano posto stoviglie quotidiane, farine e biscotti o scorte alimentari. I colori erano chiari e rassicuranti: verde menta, azzurro, giallo pallido, crema. Legno impiallacciato o laccato, pomelli in metallo o bachelite, adoravo quelli in vetro a forma di fiore: semplicità e calore domestico. Quelle della nonna erano: una color legno e quella nella cucina rivestita di lamina color argento, con la scocca avorio, i pomelli in vetro. Oggi entrambe rivisitate, una è nella casa di campagna color azzurro cielo e l’altra color burro e bianca si trova nella vecchia cucina della mia nonna ora di proprietà di mia madre Carla
foto da web Hoosier Cabinet: è la versione americana. Tra gli anni ’20 e ’40, negli Stati Uniti trionfava l’Hoosier Cabinet: un mobile multifunzionale con cassetti per zucchero e pane, contenitori per farina con dosatore, ripiani estraibili per impastare. In legno massello, con piani in zinco o laminato, il mobile univa funzionalità ed estetica. L’equivalente italiano era meno tecnologico, ma rispondeva alla stessa esigenza: organizzare la cucina e rendere tutto a portata di mano.
Oggi le credenze si trovano nei mercatini, nelle soffitte di famiglia, nei negozi di modernariato. E possono rinascere. C’è chi le restaura rispettando la patina, chi le rinnova con vernici a gesso, carte decorative o nuovi pomelli. Io amo recuperarle senza mai cancellarne l’anima, trasformandole in pezzi unici.
Recuperare una credenza significa molto più che arredare: è salvare un pezzo di storia, evitare sprechi, ridare valore a materiali autentici. Ogni mobile racconta una casa, una famiglia, un tempo. E può continuare a raccontare
Scommetto che anche tu hai dei bei ricordi legatati a lei: la credenza della nonna

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