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Al piffero di Vittorio Bonzi · Jun 18, 2026

Piffero Roundup #45 [giugno '26]

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Vittorio Bonzi · Al piffero di Vittorio Bonzi

Eccoci! Annuncio subito che nel resto di questa settimana sarò impegnato in una breve trasferta, quindi per la prossima non riuscirò a produrre il regolare post discocentrico — anche per questo mi sono concesso di rimandare un po’ stavolta, oltre che per l’annuncio della seconda newsletter. Spero di potermi rifare già da metà della prossima settimana riprendendo una rubrica, ma non ne sono certo e potrei fermarmi per la settimana intera — ma visto che ho messo molta carne al fuoco di recente, e che molta altra ne metto giusto ora, penso sia poco male. Cominciamo.

Provenienza: Milano, Italia
Uscita: 22/01/26

Sesto disco per (lo dico a mio disdoro) un gruppo meneghino che non conoscevo affatto: Al Doum & The Faryds uniscono psichedelia e rock afrolatino a toni jazzati che germinano in una sorta di rock tropicale, in levare, solare e positivo; tra gospel e inni esotericheggianti a colpi di chitarre acide, groove sostenuti e ottoni dritti come fusi, sessantiano e settantiano in modo forte e chiaro. Questo Ipnagogico parla appunto di utopia e sogno, con brani smaccatamente afro come Borracho e dittici improvvisativi e uniti da un concetto come la ritualistica Money e Utopia, che parte free, passa per il blues e finisce in dei sussurri di voce, sax e clarinetto. Notevoli!

Ogni traccia del disco ha il suo visualizer su YouTube, qui mi limito al primo.

Etichetta: Pentatone
Provenienza: n/a
Uscita: 13/03/26

Link per ascolto/acquisto

A varie riprese mi sono volentieri occupato dell’ensemble sperimentale Holland Baroque guidato da Judith Steenbrink e dalla sua ambizione. Questo disco è una collaborazione col parimenti fertile ensemble Costantinople uscito in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, che vuole commemorare l’incontro del nostro col sultano Malik al-Kamil nel 1219.

Come spunto si prendono fonti come il codice del Laudario di Cortona e si inserisce il barocco ispirandosi ai lavori di Wojciech Bobowski o Ali Ufki, il compositore polacco che tanto fece per le forme musicali ottomane. Il Barocco europeo, la Persia e l’impero Ottomano si intrecciano in questi nuovi arrangiamenti, fra cui spiccano la commovente bellezza di Frate Vento, l’incedere di Walking in the Desert in cui si insinua anche il Cantico delle Creature e la Persia classicheggiante di Echoes of the Throne Room. Come (quasi) sempre non esattamente filologico, ma creativo e brillante.

Etichetta: NovAntiqua
Provenienza: Piemonte, Italia
Uscita: 01/05/26

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Italia chiama Italia, ed eccoci in Val Vigezzo per seguire le ultime dal prolificissimo, e ormai lanciatissimo, ensemble Murmur Mori di cui vi ho detto a varie riprese. Prosegue la collaborazione con la serie NovAntiqua per questo nuovo Carmina, dal sottotitolo ben chiaro — canti altomedievali in latino di genere profano, pescati dal contesto dell’Europa post-carolingia col metodo consueto: interpretazione vivificante, e di necessità creativa, delle melodie d’epoca in notazione adiastematica d’epoca, che facevano da ausilio alla memoria e sono quindi poco esaustivi (così ci insegna Silvia Kuro nel libretto), e registrazione in presa diretta all’interno di luoghi dall’acustica naturalmente favorevole.

Grande partenza con Vestibunt silvae tenera ramorum su, e con, il canto d’uccelli, ma si distinguono anche il tenue erotismo di Plangit Nonna Fletibus, il divertimento del prete a caccia di lupi di Sacerdos et Lupo (Quibus ludus est animo), e la chiusura selvadega di Abeo in silvas. L’ensemble è sempre tra le migliori introduzioni al Medioevo musicale che possiamo incontrare oggi, sempre pronto a mostrarcene nuovi lati.

Etichetta: Claddagh Records
Provenienza: Dublino, Irlanda
Uscita: 08/05/26

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Si chiude la rassegna col pop-folk ibernico delle Lemoncello, il duo zoomer composto da Laura Quirke e Claire Kinsella, al secondo “lungo” — ve ne avevo parlato a varie riprese, come in occasione dell’omonimo debutto e a proposito dei miei gusti tremendi in fatto di pop, del tutto inadatti alle migliori case, allorché si cimentarono in una cover all’osso di Breathless di The Corrs.

Questo nuovo Perfect Place fa qualcosa di strano, risultando sia più sofisticato sia più revivalista del precedente, e soprattutto latore di accostamenti assai più difficili da decifrare: la breve apertura di Clear Eyes Open Ready, dominata dal cello, ha persino del neoromantico, e al post-rock del singolo Articulate Animal fa seguito un mezzo prog e mezzo dark-folk nella forma del lungo crescendo e decrescendo di At the Edge — il disco sembra voler condensare una messe di spunti come le raccolgono le nuove generazioni, cioè mediante playlist che evocano sensazioni a costo di schiacciare insieme periodi e annate. Il risultato è più che piacevole, non so quanto grazie e quanto a dispetto della sua epidermica mancanza di coesione: Karaoke Night è melanconicissima, così come il singolo Meet Me Halfway sembra il parto di due anime antiche, in contrasto con la consolazione Nineties dell’altro singolo Tomorrow Nostalgia. Forse lo preferirei un po’ meno etereo, più afferrabile; ma se il secondo disco prelude al terzo, aspetto quest’ultimo più che volentieri.

Anche con questo riepilogo ho un po’ abbondato. Per chiudere restiamo in Ibernia per sentire un po’ di trad, ché altrimenti qui la newsletter perde il focus: l’occasione è data dal canale Other Voices e dall’edizione di quest’anno di The Anam Sessions, la loro serie di esibizioni di artisti riprese in sedi storiche dell’isola. Si comincia con nomi grossi come Mick O’Brien & Caoimhín Ó Raghallaigh, rispettivamente a uilleann pipes e hardanger d’amore ma che attaccano con un duetto di tin whistle; e si prosegue con un duo di giovini che invero non conoscevo: Sárán Mulligan & Muirine Nic Róibín, il primo alla concertina e la seconda che alterna fiddle e clarinetto (questa combinazione mi è proprio nuova) rivitalizzano i brani con begli armonici, suono pieno e pulizia — forse servirebbe un po’ più di temperamento sanguigno, ma verrà.

Per il riepilogo è tutto. Ora tocca alla playlist, con ulteriori brani (poca roba, ma a questo giro vanno tutti lunghi!) di Black Flower, Jon Wilks & Graham Coxon, Mick O’Brien & Caoimhín Ó Raghallaigh, Rahu The Fool.

Di seguito il bottone da cliccare per accedere alla playlist da Deezer, che con un paio di altri clic vi permetterà di esportarla su Spotify, YouTube Music o Apple Music. Seguono i link agli scorsi aggiornamenti e i consueti bottoni per la condivisione. Buon proseguimento di settimana e alla prossima!

Piffero Playlist 17/06/26

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Read the original on alpiffero.substack.com

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