L’avete visto, l’avete aspettato, qualcuno di voi - i più solerti o fortunati - ne stanno probabilmente già odorando le pagine. Il numero sei a tema ‘Nozze Mostruose’ è già uscito, Sicuramente è pronto per superare le vostre aspettative.
Impossibile non citare la copertina a opera di pausrdraws che abbiamo anticipato a Marginalia.
Chi già ci segue sa che questo è il secondo numero a tema (il precedente, il cinque, era incentrato sull’apostasia). Ma se non siete già stati incuriositi dalle nostre mini anteprime su instagram (che potete recuperare qui), parliamo un po’ dei racconti presenti nel numero:
Il giardino delle delizie è un racconto squisitamente surrealista, che prende letteralmente il tema dell’invito al matrimonio per trascinare il lettore in un panorama onirico. I più attenti noteranno che si tratta di un riferimento a una nota opera d’arte.
Ombrello raccoglie le considerazioni di un demone che si sente fregato dal matrimonio… o dalla prospettiva stessa del matrimonio.
Le nozze di Ot sono un’escursione, letterale, in un antro dark fantasy. La fisicità dei due sposi è importantissima (e i dialoghi sono spesso taglienti!).
Oriaki è il secondo fantasy del numero, più incentrato sull’aspetto ritualistico e su una cerimonia di nozze che ha radici diverse da quanto ci aspettiamo. Sotto la vena fantastica nasconde una disanima sulle tradizioni.
La voce del rio a mio dire è un horror intimista. Breve, sintetico, sublime; si concentra soprattutto sulle relazioni familiari della voce narrante.
Ne “La scatola di mamma” ci spostiamo nella fantascienza, anche se per certi versi è un racconto tristemente realistico. Forse è uno dei racconti che più si concentra sull’elemento ‘mostruoso’ in una relazione.
Tlazohtla è l’unione della fantascienza umoristica a la Douglas Adams nel contesto di un talent show di cucina intergalattico; e potrei citare anche molti altri trope del genere che finiscono nella lista degli ingredienti di questa storia.
DINA, ultimo ma non ultimo, è un racconto scritto dal punto di vista di un’intelligenza artificiale il cui dovere è raccontare storie. Anche qui non manca il riferimento importante (stavolta letterario).
A chiudere il numero, per la rubrica primi capitoli, abbiamo anche “Una scatola vuota di fate”: l’incipit di un fantasy post-apocalittico inedito in Italia, ma assolutamente straordinario in termini di ambientazione e personaggi.
Colgo di nuovo l’occasione di ringraziare i nostri autori (anche se saranno ormai stanchi di sentire i miei ringraziamenti). Un saluto dalla redazione, e come sempre, fateci sapere cosa ne pensate!
M.
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