Leone XIV non molla. «Disarmare la tecnica, servire la pace. La politica come responsabilità preventiva» sarà questo il tema della Sessantesima Giornata mondiale della pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2027. Lo ha annunciato ieri il Dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Con questo tema papa Leone desidera «richiamare l’attenzione sulla responsabilità morale di chi è chiamato ad agire nell’ambito politico», esortando al contempo «l’intera umanità a promuovere la dignità della persona umana e a contribuire alla costruzione della pace cominciando con il “disarmare la tecnica”». Già in altri discorsi e nella Magnifica humanitas, Il Papa sostiene che «non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile» (n. 198).
I potenti della Terra sembrano sordi e le guerre “inaccettabili” (copyright Avvenire) dominano la scena. Ma è di oggi la notizia che da Tel Aviv a Mosca, all’Ucraina i leader e i partiti pacifisti vengono messi fuori legge dai governi, per impedire che i popoli si esprimano. Oggi al Corriere parla il leader pacifista russo Nikolaj Rybakov, presidente di Jabloko, il partito ora messo fuori legge da Vladimir Putin e dice che «sono milioni i russi che non vogliono la guerra». Il Fatto riporta l’impressionante aggiramento dei Parlamenti nei paesi Europei che hanno deciso spesso alla chetichella e in modo ipocrita la corsa al riarmo degli ultimi mesi. Democrazie e autocrazie si somigliano sempre di più in nome dell’emergenza bellicista. Sul Manifesto sono a confronto due opinioni su armi e pacifismo, sulla scia del dibattito aperto da Vito Mancuso. Grande eco sta avendo l’iniziativa di Eugenio Mazzarella che ha lanciato l’idea del premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza, ne scrive oggi Avvenire.
A proposito di minori, il Manifesto sottolinea che a Ceuta c’è una crisi umanitaria ignorata dalla Ue: nelle strade ci sono ancora più di 1.500 minori non accompagnati e non assistiti. E Madrid torna ad attaccare Roma. L’accusa è pesante: il governo di Giorgia Meloni si muove solo per ragioni elettorali. Andrebbe letta ad alta voce la storia della “migrante zero”, la ventiduenne somala che la Germania vuole rispedirci, primo caso di “dublinante”: ne scrivono Repubblica e Manifesto. Perché non può ricongiungersi alla madre che è in Germania da anni? Perché Berlino insiste che il diritto d’asilo nei suoi confronti vale solo in Italia? Come al solito, leggere la storia della singola persona fa emergere subito le contraddizioni delle regole di Bruxelles, decise a tavolino.
Scontro sulla trasmissione Rai report. Stamattina Valter Lavitola, arrestato perché ritenuto il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, dovrebbe comparire in una saletta del carcere di Rebibbia davanti al Gip nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia. Nel primo interrogatorio da indagato, ai primi di luglio, aveva fatto solo dichiarazioni spontanee, senza rispondere alle domande. Dunque, passaggio cruciale. Intanto Matteo Salvini ha attaccato dichiarando: «Fino a che non sarà fatta chiarezza sui rapporti tra Ranucci e Lavitola il denaro pubblico degli italiani non deve più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda». Ranucci ha risposto con un post sui social, scrivendo: «Salvini ha chiesto alla Rai la mia sospensione». Da leggere il commento di Giuliano Ferrara sul Foglio, a cui è simpatico Lavitola, mentre non gli piace Ranucci, “moralizzatore moralizzato”.
Nuova retromarcia di Donald J. Trump che, commentando le indiscrezioni sulle minacce ricevute dall’Iran con i cronisti al seguito, ha confermato che non si presenterà come candidato alla Casa Bianca nel 2028. Ha specificato: «Mi piacerebbe candidarmi, ma la legge è molto ferrea». In un commento di Riccardo Redaelli per Avvenire, si legge oggi: «Gli Stati Uniti sembrano ormai impotenti, invischiati nel labirintico dedalo che è oggi il Medio Oriente: non sanno come uscire dalla guerra insensata che hanno lanciato contro l’Iran, stretti fra le rigidità dei negoziatori iraniani e le proprie scadenze elettorali interne».
Stasera eclissi di sole visibile in Italia soprattutto nelle regioni di nord-ovest. L’ora dell’evento è previsto poco prima del tramonto, intorno alle 19,30. Dunque, il consiglio è di scegliere un luogo panoramico in alto, con l’orizzonte sgombro verso occidente, sperando che i rannuvolamenti da calore non impediscano la vista. I medici raccomandano l’uso degli occhialini certificati. Sui giornali italiani oggi c’è la pubblicità istituzionale della Spagna che invita a viaggiare per vedere il fenomeno celeste in quel Paese, dove sarà totale.
A proposito di bellezza della natura, Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera denuncia un progetto di speculazione edilizia molto inquietante a Venezia. Prevede la costruzione di 77 villette turistiche nell’area dell’ex colonia delle Canossiane, tra la laguna e la riserva naturale di Ca’ Roman. Fra Chioggia e Pellestrina. Secondo gli esperti è l’ultima zona integra dell’Alto Adriatico dove vivono oggi 200 specie di uccelli.
Dalle pagine culturali segnaliamo un lungo articolo di Ernesto Galli della Loggia per il Corriere della sera sullo stato di salute della nostra democrazia. È un saggio che va letto e meditato. Spesso le tesi di Galli, soprattutto sulla politica estera e sulle questioni cattoliche, sono molto discutibili ma questa sua analisi della politica italiana può provocare una riflessione non banale sia a destra che a sinistra. Oltre i social e la propaganda, ci vorrà pure uno spazio di riflessione culturale in chi si candida a guidare questo Paese.
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LA FOTO DEL GIORNO
Nella Colombia colpita dal terremoto c’è una corsa contro il tempo per trovare persone ancora vive: nelle città di Pereira, Cali e Manizales, le squadre di soccorso, coadiuvate anche da cittadini comuni, stanno facendo di tutto per smuovere i detriti e salvare vite. Ieri una donna è stata salvata a Cali dopo essere rimasta sepolta per 30 ore sotto le macerie. L’estrazione, seguita in diretta dalle tv, è stata accolta da un lungo applauso della popolazione presente.
Foto: ANSA/EPA
Vediamo i titoli sui giornali di oggi.
LE PRIME PAGINE
Il caso Report ammalia la stampa italiana. Il Corriere della Sera: Scontro su Ranucci. Nelle chat le mosse per la candidatura. Per Repubblica è un: Assedio a Ranucci. Il Quotidiano Nazionale registra: Scontro politico su Ranucci. Lavitola oggi davanti al Gip. Anche La Stampa è oggettiva: Ranucci, affondo della destra. “È coinvolto, ora lasci Report”. Il Messaggero elenca: Ranucci-Lavitola: tutti i nodi. In formazione compatta i quotidiani della destra. Il Giornale punta il programma tv: Il faro dei Pm anche su Report. Libero aggiunge particolari: Un altro faccendiere alla corte di Ranucci. La Verità sottolinea la complicità del conduttore: Ranucci provò a fornire l’alibi a Lavitola. Ancora migranti per il Domani: Ceuta, la Spagna contro Meloni: “Ritorsione per motivi elettorali”. Mentre il Manifesto sottolinea l’esistenza dei giovanissimi senza custodia a Ceuta: Mali minori. Avvenire annuncia il nuovo documento del Papa: Guerre inaccettabili. Il Fatto documenta che le democrazie europee nascondono le decisioni sulla spesa militare: Il riarmo non si discute: aggirati i Parlamenti Ue. Il Sole 24 Ore anticipa il caro autunno: Energia, maxi-stangata di settembre.
ARTICOLI DI MERCOLEDÌ 12 AGOSTO
In un unico pdf tutte le citazioni che meritano in ordine logico:

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