RSS Amplifier

Il diario di un'agroecologa · Aug 7, 2026

Sognare in grande, realizzare in piccolo

0
Sign in to vote or save

This page did not load. You can still read it on the original site — the toolbar below keeps your place in the directory.

La storia di Davide che ha deciso di lasciare il posto fisso per lavorare in agricoltura

Aiutami a diffondere i semi dell’agroecologia per creare insieme un mondo migliore: iscriviti all’app Substack per commentare, mettere mi piace e condividere con i tuoi amici le storie del Diario di un’agroecologa 🐝

Ottieni di più da Adelaide nell'App Substack
Disponibile per iOS e Android

Ascolta l’intervista con Davide qui: Spotify o Youtube.


Durante la consulenza, a un certo punto ho chiesto a Davide: “il tuo obiettivo tra dieci anni, dov’è?” E lui mi ha risposto che si vedeva in montagna — che il terreno dove stava allora, con i suoi ortaggi, non era il posto della sua vita. In quel momento è cambiato tutto: il progetto che stavamo disegnando, le priorità, perfino cosa aveva senso piantare e cosa no.

È per questo che ho voluto la sua storia come prima voce di uno spazio nuovo qui nel Diario.

Un podcast per chi sta costruendo

Da oggi, ogni tanto, apro il Diario a chi ho accompagnato in consulenza e lo lascio raccontare la propria storia: da dove è partito, perché ha scelto questa strada, quali difficoltà ha incontrato e come le ha attraversate. Non un’intervista tecnica — una conversazione tra due persone che si raccontano.

La prima è quella con Davide, dell’azienda agricola Sogno in Terra, in Brianza. Davide non viene da una famiglia contadina: il suo sogno se l’è costruito da solo, un pezzetto alla volta, per una decina d’anni, mentre lavorava come dipendente. Oggi coltiva ortaggi su un terreno in affitto a Bellusco, e ha una visione molto più grande di dove vuole arrivare — la montagna, l’allevamento, un luogo di accoglienza e comunità.

Cosa troverai nell’episodio

Mentre lo ascolti, ci sono alcune cose che secondo me risuonano con tutte noi che stiamo costruendo qualcosa.

La prima è la frase che gli è uscita alla fine, e che vale come consiglio a chiunque abbia un piede di qua e un piede di là: sognare in grande, ma realizzare in piccolo. Davide dice “il sogno era qua, la realtà era qua, e piano piano sto riportando in equilibrio sogno e realtà” — senza delusione, con gratitudine per avere anche solo la possibilità di provarci.

Poi c’è una cosa che mi ha colpita quando ne abbiamo parlato: le difficoltà vere, spesso, non sono quelle pratiche. Un problema in campo — le erbe spontanee, la pompa che si intasa, una grandinata — una soluzione pratica prima o poi la trovi. Le difficoltà più profonde sono quelle che abbiamo con noi stesse: la paura di fallire, il perfezionismo, il “non essere abbastanza”. Quelle te le porti dentro l’azienda, e sono le più importanti da guardare.

C’è anche il tema di non farsi divorare. Davide racconta di come si prende cura di sé — lo sport, la terapia, il tenere il lavoro nella sua fetta di giornata senza farlo diventare l’unica fonte di valore. Il giorno della grandinata è andato comunque ad allenarsi, perché in quel momento non poteva fare altro. È una lezione sul burnout che vale per chiunque parta con un progetto così.

E infine gli scalini. Davide vede il suo terreno di adesso come un trampolino, non come il traguardo — e non se ne vergogna. Ognuno parte da un punto diverso, e ogni tanto la vita ci dice che non è ancora il momento. Non c’è niente di male a essere a un passo intermedio, se sai che ci stai andando.

Perché la sua storia mi serve da esempio

Racconto spesso il caso di Davide per una ragione precisa: capire qual è davvero il tuo obiettivo cambia tutte le scelte lungo il percorso. Se il suo sogno è altrove, tra cinque o sette anni, che senso ha investire tempo e soldi per piantare alberi da frutto — che prima di tre anni non danno nulla — su un terreno in affitto, dove sei tu ad aggiungere valore che poi resta al proprietario? Da lì, in consulenza, abbiamo tolto, tolto, tolto, e messo in campo solo quello che aveva senso ora. È questo il lavoro che faccio: non disegnare il sogno perfetto, ma scremarlo fino all’idea realmente realizzabile, un passo alla volta.


Ascolta l’episodio con Davide qui: Spotify o Youtube.
Se ti ci ritrovi — se anche tu hai un piede di qua e un piede di là — scrivimelo nei commenti: le vostre storie sono il cuore di questo spazio. E se non l’hai ancora fatto, crea il tuo account su Substack per commentare e seguire, e condividi l’episodio con chi ha un sogno nel cassetto e tanta paura di iniziare.

Ottieni di più da Adelaide nell'App Substack
Disponibile per iOS e Android

Sono Adelaide Valentini, agronoma, insegnante e contadina. Sogno comunità rurali che rigenerano territori ed ecosistemi. Ecco perché ti aiuto a trasformare il tuo sogno agricolo in realtà. Ne hai bisogno tu, ne ha bisogno il mondo.

👩‍🌾 Lavora con me

Read on adelaidevalentini.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.