Almeno tre cose era una rubrica che gestivo milioni di anni fa sul mio blog, niente di più di una lista di piccole/grandi scoperte da condividere con chi mi leggeva. Ho deciso di ricrearla qui perché è un modo facile e ordinato per rispondere a una delle mie grandi passioni: spargere entusiasmi.
Non so se sarà un appuntamento costante, anche perché le liste si devono creare nel tempo, impossibile costruirle in vista di una pubblicazione! Ma prometto che cercherò di tenere fede a questo slancio.
Oggi apro le nostre “almeno tre cose” senza premesse… Non perché io sia diventata miracolosamente concisa - no, quello mai - ma perché so che mi dilungherò nel primo punto.
Partiamo!
CAPELLI GRIGI
Ieri ho incontrato per strada una signora che conosco da sempre. Avete presente quelle conoscenze che si cementificano negli anni solo per la prossimità geografica e per i tragitti spesso comuni? Ecco, una (non)relazione di quel tipo.
Mi vede e mi dice che non mi ha riconosciuto a causa di quei capelli grigi e che spera sia soltanto un momento, perché è davvero triste contribuire al proprio invecchiamento quando si è ancora giovani. “Fatti un bel biondo” - aggiunge, mentre io cerco di scappare gentilmente dal discorso, evitando di dirle che se mi facessi un bel biondo sembrerei una figurante di un film alla “Syd e Nancy” - nelle scene in cui le cose vanno proprio male - e che se mi incontrasse con quel bel biondo lì mi direbbe di certo: “ti vedo sciupata, non è il caso di fare qualcosa per questo biondo?”.Allora, a parte che non sono più giovane. Giovane dentro, di sicuro. Giovane nei pensieri, anche. Giovane nella speranza, incredibilmente sì, nonostante tutto. Ma, dai, anagraficamente no. E possiamo pure dire che il tempo è un concetto astratto, che l’età è solo un modo per posizionarci lungo l’asse della vita, che l’esistenza è ciclica, ma bisognerà pure far pace con quello che diventiamo camminando a larghe falcate lungo i viali alberati della nostra esistenza. Bisognerà accettare il tempo che ci imprime dei segni sul viso, che cambia il nostro corpo, che logora le articolazioni. Se siamo un po’ rotti, vuol dire che ci siamo usati. Se invecchiamo, vuol dire che abbiamo accumulato un sacco di vita. E non è talento, è semplice fortuna.
Poi. Io sono una creativa, a me piacciono i colori. Il grigio non è il tragico campanello d’allarme della mia vita di donna ormai spacciata, ma una bellissima nuova occasione cromatica. A me non crea nessun problema essere come sono - dopo essere andata in giro vestita come Siouxsie Sioux, niente mi fa più paura - ma ci sono persone che non si esprimono pienamente per paura del giudizio altrui. Capita ancora oggi, fidatevi.Quindi, vogliamo ripeterlo tutti - e magari ad alta voce - che le scelte compiute dagli altri sul proprio corpo, sui propri colori, sulla propria espressione pubblica e privata sono fatti su cui nessuno può mettere bocca? Vogliamo prendere spunto da tutta la libertà in cui ci imbattiamo, farla più o meno nostra e difenderla a prescindere, come fosse ossigeno per tutti?
Comunque la mia somma Dea del Grigio, oltre alla mia amica Giulia, è lei. Sogno chiome fluenti come le sue e sogno pure di diventare una strega. Tiè.
Qui lo stato dei miei capelli, con il libro della collana estiva di F attualmente in edicola ("La notte sopra Teheran", di Pegah Moshir Pour, è bellissimo, non perdetelo) PIA PERA
A dieci anni dalla pubblicazione di Al giardino non l’ho ancora detto, Ponte alle grazie ha deciso di rendere omaggio all’IMMENSA Pia Pera con un anno di incontri, nuove edizioni dei suoi libri ed eventi speciali. Non so dirvi quanto io ne sia felice!
Conoscete i suoi libri?Per approfondimenti: OrtidiPace - Ponte alle Grazie
ISABELLA DUCROT
Mi sono innamorata di un’artista, si chiama Isabella Ducrot. Di lei mi piacciono la sua frequenza creativa - che riesco a intercettare con una pienezza che mi esalta - e la sua biografia. Si è concessa di essere un’artista* dopo i cinquant’anni e oggi, all’età di novantacinque, è contesa dalle più prestigiose gallerie d’arte del mondo… Cosa dicevamo dei capelli grigi e dell’essere spacciati?Molti di voi la conosceranno forse per questo documentario, chi invece non ne abbia mai sentito parlare si troverà presto alle prese con un nuovo amore. Ne sono certa!
*Concedersi di essere quello che la nostra anima dice di noi… Non è forse un atto rivoluzionario?!
COSE CHE HO AMATO SU IG
Maledetta primavera a Boccadasse
La resistenza delle piante in città
I taccuini di un’artista
Un altro artista, i suoi taccuini e la sua storia d’amoreARENZANO PINETA
Quando ero bambina, una cliente di mia madre ci prestava spesso il suo bellissimo appartamento nella Pineta di Arenzano per le vacanze. Ho tremila ricordi legati a quei giorni felici, in quella casa enorme che abbracciava il mare. Ricordo una caccia al tesoro fatta in occasione della Festa della Befana, un attimo (a quanto pare eterno, ma allora non lo sapevo) passato ad ammirare l’orizzonte dal balcone pieno di fiori della casa, una fredda serata invernale di gioco alle carte con i grandi, mentre la radio trasmetteva una canzone di Cochi e Renato a cui tentavamo di stare dietro, dimenticando sempre qualche parola.
Pagherei oro per tornare in quell’appartamento regale, parte di un complesso meraviglioso, sempre silenzioso, sempre sospeso, che mi è sempre sembrato una lunga scalinata color arancio verso il mare.
Giorni fa ho scoperto che esiste un festival, Abitare la vacanza, giunto alla sua terza edizione (e in corso fino a questa sera), nato proprio per far conoscere la storia della Pineta di Arenzano, che è costellata da creazioni di nomi illustri dell’architettura e del design.La volete sapere una cosa magica?
Il complesso in cui ho villeggiato per tanti anni è stato progettato tra il 1961 e il 1964 da Ignazio Gardella e da… Anna Castelli Ferrieri. Sì, proprio lei!
La mia prima madre putativa, colei che mi aprì le porte del suo studio quando ero una giovane laureanda alle prese con una tesi dedicata anche a suo padre. Non ho mai saputo di averla già così vicina, almeno non fino a quando ho letto la notizia del festival (prima qui e poi qui).
Incredibile, non trovate?GIRADISCHI
Stamattina sul mio giradischi girava questa musica.
Ogni volta metto in loop lei, potete darmi torto?LE MICHI DI JUSTINE
La mia bff Justine ha ideato queste, si chiamano Michi e sono stupende. Al momento sono esaurite, dopo il primo sold out e la successiva prevendita, ma niente, volevo festeggiare con voi la bravura della mia amica.Inutile che specifichi che ho ordinato la mia (non saprei dirvi di quale colore, perché ho lasciato che Justine decidesse per me) perché, a mio modesto parere, non esistono borse più belle di quelle di Funkymama Collection.
LA PISCINA
Mi scoccia finire con una nota triste, ma la notizia dell’annegamento notturno di un ragazzo nella Piscina Romano di Milano non smette di abitarmi la mente.
È morto un ragazzo giovane, che ha scavalcato i recinti di una delle poche piscine comunali rimaste in città per fare un bagno notturno. Mi agghiacciano i commenti a corollario della notizia data sui social, mi agghiaccia l’esito di quella che è a tutti gli effetti una bravata, mi agghiaccia che gli amici con cui condivideva quella notte non l’abbiano aiutato e che la piscina abbia deciso di riaprire il giorno dopo.
Una piscina vuota e gratuita in giorni di caldo sovrumano. Un luogo il cui accesso diurno costa una decina di euro, un lusso che non tutti possono permettersi in un contesto urbano sempre meno accogliente e lungimirante.
Vorrei avere le incrollabili certezze di chi sa sempre catalogare atti simili come fuorilegge, da sanzionare, compiuti dai soliti stranieri, meritevoli di esiti tanto nefasti. E invece sono qui che penso alla libertà di riprendersi uno spazio tutto per sé, di concederselo in una calda notte stellata, di fare una cosa che non si fa, ma di farla comunque…Forse aveva ragione il famoso fratello antipatico, di quella tale conoscente, quello che una volta mi disse che scrivo solo cose tristi, ma noi nel dubbio raccontiamoci tutto, cose felici e cose tristi e poi, senza nessun tipo di reticenza, restiamo umani.
Alla prossima!
Camilla
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