Bentornato al nostro appuntamento settimanale con il Crypto Summary di Webeconomia. La Settimana 29 del 2026 ha tenuto col fiato sospeso i mercati delle criptovalute: Bitcoin ha danzato tra il rally innescato dai dati sull’inflazione americana e le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz.
Lunedì il Fear & Greed Index era precipitato a 22, in pieno territorio di Extreme Fear, il livello più basso delle ultime settimane. L’escalation militare tra Washington e Teheran aveva gettato un’ombra pesante sui mercati. Poi, però, il colpo di scena: il dato CPI di Giugno, in discesa dello 0,4% grazie al calo dei costi energetici, ha riacceso la speranza.
Bitcoin è balzato fino a $65.500 il 15 luglio, Ethereum ha messo a segno un +6% in una sola giornata. Un piccolo rimbalzo che è durato però ppco. Le rinnovate preoccupazioni per il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita il 20% del petrolio mondiale, e il rialzo del greggio WTI verso gli $80 al barile hanno rimesso i sellers al comando.
Risultato: Bitcoin chiude la settimana comunque con un buon $64.120, con un piccolo ribasso del −2,19%.
Sul versante istituzionale, la Camera dei Rappresentanti ha dedicato l’intera settimana del 14 luglio alla legislazione crypto, la cosiddetta “Crypto Week”. Il GENIUS Act, prima legge federale sulle stablecoin nella storia americana, ha celebrato il suo primo anno dalla firma di Trump il 18 luglio 2025, ma con cinque agenzie federali che hanno mancato la scadenza per le regole attuative. Il CLARITY Act, nel frattempo, prosegue il suo cammino verso il Senato, frenato dalle obiezioni etiche dei Democratici.
Buone notizie dal fronte ETF. Dopo otto settimane consecutive di deflussi e un Giugno da record negativo con $4,5 miliardi di uscite, il mercato degli ETF Spot Bitcoin ha finalmente mostrato segnali di ripresa.
In Europa, il periodo transitorio del regolamento MiCA è scaduto il 1° luglio, e oltre l’80% delle crypto firm del continente resta senza la necessaria autorizzazione. Qui trovi una sezione speciale dedicata proprio ai migliori exchange regolamentati MiCAR.
Andiamo a vedere allora, in questo post riepilogativo, quali sono state le notizie più importanti del settore.
In questo numero:
Crypto Market Recap
Analisi Tecnica Bitcoin
ETF Spot Bitcoin: ultimi dati
Crypto Week al Congresso USA
Governo USA Trasferisce $288 milioni in crypto su Coinbase
Volume stablecoin a quota $1,79 trilioni
Solana: ecosistema RWA oltre i $3,4 miliardi
Video della della settimana
Il 14 luglio il mercato dei derivati crypto ha subito una scossa violenta: $432 milioni di posizioni spazzate via in appena 24 ore. I dati: $365 milioni di long liquidati contro soli $66,8 milioni di short. Un rapporto di 5,5 a 1 che ha travolto tra 100.000 e 130.000 trader, colpendo in modo particolare i futures perpetui su Bitcoin ed Ethereum.
Se allarghiamo lo sguardo al 20 luglio, le liquidazioni delle ultime 24 ore ammontano a $141,8 milioni, in crescita del 71,70% rispetto al giorno precedente, ma con un rapporto long/short che si è riequilibrato al 49,56% contro il 50,44%. L‘Open Interest complessivo sui futures crypto si attesta a $111 miliardi (−0,83%), mentre il volume di trading è esploso a $110,86 miliardi (+62,63%). Un segnale chiaro: il mercato ha ripreso vigore dopo lo shock di metà settimana.
Quello del 14 luglio non è un episodio isolato nel 2026. Tra maggio e luglio si sono susseguiti eventi analoghi, con giornate che hanno visto liquidazioni oscillare tra $498 milioni e oltre $900 milioni.
La costante, però, è la predominanza delle liquidazioni long, un dato che rivela un eccesso strutturale di leva rialzista. A livello di soglie critiche, un movimento di Bitcoin sopra $67.811 potrebbe innescare $1,118 miliardi di liquidazioni short; al contrario, un calo sotto $61.379 ha già provocato $1,71 miliardi di liquidazioni long nelle settimane precedenti.
Liquidazioni crypto del 14 luglio 2026: $365M long contro $67M short. Fonte: CoinGlass
Al 20 luglio 2026, la capitalizzazione totale del mercato crypto si posiziona a $2,19 trilioni, in lieve flessione dello 0,60% nelle ultime 24 ore. La Bitcoin Dominance resta solida al 58,62%, a conferma di come gli investitori preferiscano l’asset principale quando l’incertezza domina.
Il volume di trading giornaliero ha raggiunto $45,58 miliardi (+22,31%), segno che gli operatori stanno tornando sul mercato dopo la fase di compressione della volatilità a metà settimana.
Il segmento DeFi contribuisce con $7,02 miliardi, pari al 15,39% del totale. Su CoinMarketCap sono tracciate 8.132 criptovalute distribuite su 956 exchange: un ecosistema che continua a espandersi nonostante la fase ribassista in corso.
La classifica settimanale dei performer rivela una spaccatura netta: le altcoin di nicchia volano, mentre le large-cap arrancano.
Come vediamo dai dati di coinmarketcap:
Tra le migliori il token di Pump.fun ovvero PUMP che fa un +28,5%, poi PI +21%, Vienice Tokr (+10%), a seguire Inkective Protocol (INJ), Ondo, Virtual, Litecoin e gli altro.
Tra le peggiori DeXe (DEXE), con -23,56% che era salito tantissimo grazie a una nuova partnership stituzionale e all’integrazione con pool di liquidità cross-chain.
Poi Worldcoin che fa -13%, a seguire Celestia (-12,40%) poi NIGHT, Toncoin (GRAM) che era salito grazie al lancio delle mini app sull’ecosistema di Telegram e Bitcoin Cash che lascia sul tavoalo quasi 10 punti percentuali.
Andiamo a vedere come si è comportato il prezzo di Bitcoin rispetto al dollaro.
Come vediamo dal grafico di TradingView:
il prezzo fatica a superare a livello settimanale la media mobile a 200 periodi con slancio.
Un prezzo che si muove all’interno di una mini range: supporto a $58.000 circa, resistenza a $64.679. Al momento della scrittura ci troviamo nella parte alta del range, a un soffio dalla resistenza. Una posizione che preannuncia un breakout, resta da capire in quale direzione.
Un elemento da tenere d’occhio è la EMA a 50 periodi mensile, posizionata a $65.631. Bitcoin si trova al di sotto, e questo resta un segnale di cautela per chi opera in ottica direzionale. Una chiusura giornaliera sopra $65.600 invaliderebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe la porta al target di $68.200, livello che coincide con il gap lasciato dal sell-off di fine giugno.
Nel quadro più ampio, Bitcoin è in fase correttiva dopo il fallimento del tentativo di superare i $70.000 a inizio giugno. La sequenza di massimi decrescenti, $72.000, poi $70.000, poi $65.500 , dice che il trend di breve rimane ancora una volta ribassista.
La settimana del 14-18 luglio 2026 potrebbe segnare un punto di svolta per gli ETF Spot Bitcoin. Per la seconda settimana consecutiva, i flussi sono tornati positivi dopo la drammatica striscia di otto settimane di deflussi che aveva prosciugato oltre $7 miliardi dal comparto.
ETF Spot Bitcoin: flussi netti giornalieri 14-17 luglio 2026. Fonte: SoSoValue
I numeri giornalieri mostrano un trend in crescita: lunedì 14 luglio, afflussi netti combinati Bitcoin+Ethereum ETF a $239,42 milioni, il dato giornaliero più forte dalla ripresa. Martedì 15, i soli Bitcoin ETF hanno registrato $107,80 milioni (con IBIT a $80,82 milioni). Mercoledì 16, $79,15 milioni (IBIT $33,44 milioni). Giovedì 17, $132,30 milioni.
BlackRock IBIT domina l’intero ecosistema ETF crypto. L’AUM si colloca nella fascia $46-48 miliardi, mentre gli afflussi cumulativi dal lancio di gennaio 2024 hanno toccato la cifra monstre di $60,35 miliardi. IL’AUM complessivo di tutti gli emittenti raggiunge $77,72 miliardi, pari al 6,04% della capitalizzazione di mercato di Bitcoin. I flussi cumulativi netti dell’intero segmento ammontano a $51,22 miliardi, con Fidelity FBTC al secondo posto a $9,97 miliardi.
Per alternative europee puoi considerare l’analogo di IBIT che è iShares Bitcoin ETP.
Secondo le analisi di mercato, i flussi ETF spiegano circa il 45% dei movimenti settimanali del prezzo di BTC. Questo rende gli ETF flow uno degli indicatori più affidabili per anticipare la direzione del mercato.
La Camera dei Rappresentanti ha ufficialmente designato la settimana del 14 luglio 2026 come “Crypto Week”, la seconda edizione dopo quella storica del luglio 2025, mettendo in calendario un’agenda legislativa fitta e ambiziosa. Il momento clou è arrivato il 18 luglio: il primo anniversario della firma del GENIUS Act da parte del Presidente Trump, la prima legge federale nella storia americana a disciplinare specificamente le stablecoin.
Ma il bilancio a un anno dalla firma lascia un sapore agrodolce. La legge fissava una scadenza di 12 mesi per la finalizzazione delle regole attuative. Al 18 luglio 2026, però, nessuna delle cinque agenzie incaricate, Federal Reserve, OCC, FDIC, NCUA e Dipartimento del Tesoro, ha emesso regolamenti finali.
Il Tesoro ha pubblicato la sua sulla regolamentazione statale ad aprile. Tutto ancora allo stadio di proposta. Il problema? La legge non prevede sanzioni per il mancato rispetto delle scadenze, lasciando gli operatori in un limbo.
Nel frattempo, il mercato delle stablecoin è cresciuto del 18,6%, raggiungendo $308,1 miliardi di capitalizzazione. USDT e USDC controllano l’83% del mercato, un settore che opera di fatto in un contesto normativo ancora incompiuto.
In parallelo, il CLARITY Act (Digital Asset Market Clarity Act) ha compiuto passi concreti. Approvato dalla Camera il 17 luglio 2025 con un voto bipartisan di 294-134, il disegno di legge che traccia il confine regolamentare tra SEC e CFTC è stato oggetto di un merged draft del Senato rilasciato proprio il 14 luglio 2026, combinando i testi dei Comitati Banking e Agriculture.
Senatori Murphy, Van Hollen e Merkley. Il Majority Leader Thune ha promesso un voto in aula prima della pausa estiva di agosto, ma le questioni irrisolte su etica e finanza illecita, con la Senatrice Warren in prima linea, rendono l’esito tutt’altro che scontato.
Il 14 luglio 2026, i wallet del governo degli Stati Uniti hanno movimentato $288,33 milioni in criptovalute sequestrate verso Coinbase Prime, la piattaforma di custodia istituzionale dell’exchange.
L’operazione si è svolta nell’arco di circa 8 ore e ha riguardato due categorie di asset: 3.941 BTC (circa $253 milioni) provenienti dai casi Ryan Farace (narcotraffico) e dal sequestro dell’exchange russo BTC-e, più 30.007 ETH (circa $55 milioni) dal caso Brian Krewson (riciclaggio legato a Oracle). I Bitcoin sono transitati attraverso wallet intermediari creati ad hoc prima di approdare su Coinbase Prime; gli Ether sono stati inviati direttamente.
La domanda sorge spontanea: come si concilia tutto questo con l’ordine esecutivo firmato da Trump nel marzo 2025, che ha istituito la Strategic Bitcoin Reserve con l’impegno esplicito di non vendere i BTC detenuti dal governo? L’analisi giuridica rivela sfumature importanti. L’ordine copre specificamente Bitcoin, senza estendere la stessa protezione a Ether o ad altri asset digitali.
C’è un ulteriore elemento di complessità. L’ordine esecutivo stabilisce che i Bitcoin eleggibili per la Reserve devono essere “definitivamente confiscati e liberi da specifici requisiti statutari”. Non è chiaro se tutti i 3.941 BTC trasferiti soddisfino questa condizione.
In tal caso, il trasferimento potrebbe rappresentare un semplice consolidamento a scopo di custodia,. Gli U.S. Marshals Service hanno un contratto con Coinbase Prime dal luglio 2024 per custodia e trading di asset digitali a larga capitalizzazione, quindi non è detto che sia un preludio alla vendita.
In termini di dimensioni, il governo USA detiene complessivamente circa $20,65 miliardi in criptovalute, e i $288 milioni trasferiti rappresentano appena l’1,4% del totale.
Giugno 2026 ha portato un nuovo primato storico per le stablecoin: $1,79 trilioni di volume transato adjusted, un valore che supera il precedente record di $1,78 trilioni di febbraio e segna un balzo del 63% rispetto ai $1,1 trilioni di maggio. Il confronto anno su anno è ancora più eloquente: +125% rispetto a giugno 2025. Una traiettoria di crescita esponenziale che procede indipendentemente dai cicli di prezzo del mercato crypto sottostante.
USDC di Circle domina in modo schiacciante con $1,21 trilioni di volume (67% del totale), mentre USDT di Tether segue con $576 miliardi (32%). Per rendere l’idea: su ogni $3 che transitano sulle rotaie delle stablecoin, $2 passano attraverso USDC.
La capitalizzazione complessiva del segmento stablecoin ha toccato $315 miliardi.
USDT conserva la corona per market cap nonostante il volume inferiore, a conferma di pattern di utilizzo diversi: USDT domina nel trading e nelle transazioni peer-to-peer, USDC si è affermato come standard per i pagamenti enterprise, il settlement istituzionale e le operazioni regolamentate. Dato significativo: Base, il Layer 2 di Coinbase, ha sorpassato Ethereum mainnet come blockchain con il maggior volume di transazioni stablecoin, un segnale della migrazione verso soluzioni più economiche e rapide.
Sul fronte normativo, cinque agenzie federali USA hanno proposto regole KYC di livello bancario per gli emittenti di stablecoin di pagamento, un’evoluzione diretta del GENIUS Act. Le regole prevedono riserve 1:1 in dollari USA o asset sicuri equivalenti, programmi di compliance antiriciclaggio, framework di licensing e requisiti di disclosure pubblica.
L’impatto potenziale è rilevante: gli emittenti più piccoli o non conformi rischiano di essere espulsi dal mercato, consolidando ulteriormente il duopolio Circle-Tether.
L’ecosistema Real World Assets su Solana ha raggiunto un nuovo massimo storico: $3,4 miliardi di TVL, quasi il quadruplo rispetto agli $873 milioni di gennaio 2026 e il 27,92% in più rispetto al precedente ATH di $2,8 miliardi registrato a maggio. S
Solana è ora la terza blockchain per valore in RWA, con una quota di mercato del 10,39%, alle spalle di Ethereum ($15,9 miliardi) e BNB Chain ($4,0 miliardi). E gli Rwa sono cresciuti di oltre il 200% dal 2025.
Il dato che spicca di più è la cattura del 96% del volume di trading azionario tokenizzato, con $1,29 miliardi transati nel solo mese di giugno 2026. Un dominio favorito dalla velocità e dai costi contenuti della rete, che posiziona Solana come infrastruttura di riferimento per la tokenizzazione degli asset tradizionali.
Sul piano tecnico, lo sviluppo più rilevante è l’upgrade Alpenglow. L’obiettivo: ridurre la finalità delle transazioni da 12,8 secondi a circa 150 millisecondi, un miglioramento di circa 100 volte.
Se l’implementazione andrà a buon fine, Alpenglow potrebbe rendere Solana molto più competitiva rispetto a Ethereum e ai Layer 2 nel segmento delle applicazioni che richiedono finalità quasi istantanea: trading ad alta frequenza e pagamenti point-of-sale in primis.
L’approfondimento video di questa settimana riguarda un’analisi sul ciclo attuale di Bitcoin.
I dati on-chain di Glassnode e K33 descrivono una capitolazione da manuale: perdite realizzate per $1,35 miliardi al giorno, nuovi compratori sotto la media di mercato per la prima volta da gennaio 2022, ETF in deflusso record.
Ma c’è un punto centrale: la storia dei cicli insegna che la capitolazione è un processo, non un evento: alcuni segnali del minimo ci sono già, altri mancano ancora all’appello.
In questo video abbiamo ho presentato la nuova sezione di Webeconomia dedicato agli approfondimenti delle grandi case di ricerca, Messari, Glassnode, ARK.
Trovi la il nostro approfondimento sul sito di webeconomia.it
.Bitcoin resta stabile in zona 64.000$, in attesa di quel catalizzatore decisivo che potrebbe sbloccare la situazione: un breakout sopra $65.600 aprirebbe la strada verso i $68.200, mentre una rottura del supporto a $63.280, rischierebbe di riportare i prezzi ai minimi di giugno.
Da una parte, il raffreddamento dell’inflazione americana e la ripresa degli afflussi negli ETF lasciano intravedere uno spiraglio per la ripresa. Dall’altra, la crisi nello Stretto di Hormuz con il greggio a $80, il trasferimento dei Bitcoin sequestrati su Coinbase e la pressione macro persistente continuano ad appesantire il sentiment.
Guardando alla prossima settimana, i riflettori saranno puntati sul Blockchain Futurist Conference (21-22 luglio) e sull’ETHGlobal Lisbon (24-26 luglio), due eventi che potrebbero fornire catalizzatori positivi.
Sul fronte regolamentare, sarà il Senato a tenere banco: il CLARITY Act dovrà superare lo scoglio delle obiezioni etiche prima della pausa estiva di agosto. In Europa, il MiCA continuerà a ridisegnare la mappa delle crypto firm autorizzate, con potenziali ondate di uscita per chi non è riuscito a ottenere le necessarie autorizzazioni.
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