Hvar, 19/05
Ho appena visto un delfino.
È stato l’ultimo momento sereno di una giornata trascorsa in parte in cabina con la nausea. A un certo punto, nella disperazione, mi è venuta in mente una scena memorabile del film Triangle of sadness in cui ricconi e influencer in crociera cominciano a vomitare copiosamente, mentre il personale fa come se nulla fosse e il capitano tracanna whisky. Ho pensato che il mare sa essere ostile. Ma per essere ostili bisogna accorgersi dell'esistenza di qualcuno. Al mare e ai delfini degli esseri umani non importa nulla. Il mare fa il mare, i delfini fanno i delfini.
Per noi mediterranei è curioso pensare che i nordici siano così avvezzi al mare senza passare tutta l’estate a giocare a beach volley o a broccolare col bagnino. In realtà, quando andai a Stoccolma, Serena mi fece notare che la città è edificata su un arcipelago e che sono più le persone con una barca che quelle con una casa di proprietà. E non ballano neanche il reggaeton.
Le skipper svedesi sono matte come cavalli. Oggi per un po’ hanno messo il pilota automatico e si sono divertite a saltare sul ponte al ritmo delle onde. Mi sono chiesta: se fossero cadute in mare chi le avrebbe raccolte? Certo non io, che non so nuotare. Per merenda ci hanno preparato delle cheese cake dentro ai bicchieri, ma siccome non avevano l’ attrezzo per montare il formaggio, lo hanno messo in un contenitore e appeso a una boa. Sono un misto tra Pippi Calzelunghe e Soluzioni punk per sopravvivere. Credo che se le mie bambine fossero cresciute a Gothenburg sarebbero così: felici, libere. Ma in Italia “libera e felice” è un’espressione che rimanda alla grande opportunità di giocare a pallavolo con le mestruazioni, e se una donna fa bene la cheescake, al limite le si dice che è “da sposare”.
Il posto che mi è piaciuto di più è stata Stari Grad: un borgo tranquillo edificato attorno a un porticciolo nell’isola di Hvar, che nasconde tra i vicoli giardini segreti e chiesette rurali. Mi fa pensare a La mia famiglia e altri animali, la storia di un bambino inglese cresciuto nell’assoluta libertà di starsene in giro per Creta.
Domani il tour finisce e io me ne sto un paio di giorni da sola a Spalato. Alla fine credo che ai finnici non stessi neppure sul cazzo.
Split, 20/05
Spesso si parla di overtourism come di una calamità naturale: una compagnia low cost o una nave da crociera ti parcheggiano sotto casa a tradimento e fiumi di visitatori in ciabatte invadono i ristoranti e le piazze. Ma le città non vengono invase per caso: dietro ogni nuova tratta ci sono precise scelte di gestione del territorio. Del resto, quando esultiamo perché possiamo raggiungere una nuova destinazione a basso costo, non pensiamo che per qualcuno quella d è casa. E comunque chi pensa che il lavoro povero da cameriere o da lavapiatti portato dal turismo low cost non valga la pena, è che non è mai stato povero.
Mi sono accorta che da quando sono qui non penso a quella cosa.
Non mi sveglio di notte pensando a quella cosa.
Non fumo pensando a quella cosa.
Split, 21/05
Infine Spalato mi è piaciuta molto, nonostante la folla e qualche imprevisto. C’è un patrimonio culturale che potrebbe essere valorizzato (ma chi glielo fa fare? I crocieristi arrivano lo stesso e si fanno bastare i negozi di souvenir, i bar e il tempio di Diocleziano), un parco urbano che la guida definisce “grande come il Central Park di New York” e copre un’intera collina, regalando ai visitatori un bellissimo panorama. In giro per la città, statue di personaggi locali con la faccia accigliata.
Una curiosità: mentre passeggiavo mi sono imbattuta in un palazzo liberty decorato con telamoni rappresentanti personaggi sofferenti. Mi sono chiesta se fosse un teatro e invece era un centro termale per la cura dei reumatismi, costruito su una sorgente naturale solforosa.
La sera Spalato è ancora più bella: c’ è tanta gente ma un po’ meno, locali carini, tantissime rondini nel cielo e, ieri sera, una temperatura fantastica, calda e ventilata.
Oggi ho fatto due passi al mercato, lasciato lo zaino al luggage storage al porto, e infine sono andata a piedi in spiaggia. Non mi aspettavo che il mare accanto al porto fosse tanto limpido.
Sono di nuovo nello stesso salone della stessa nave con cui sono venuta: viaggiare in nave è più affascinante che viaggiare in aereo. C’è lo stesso duo dal vivo. Vorrei fare mille domande: come vi sentite quando nessuno applaude? Avete qualcuno a casa che vi aspetta? Siete una coppia? Se no, vi sentite in imbarazzo quando cantate canzoni d’amore? Avete studiato canto? Lo sapete l’ inglese o lo inventate (spoiler: lo inventano)?
Rimini, 22/05
Una piccola cosa
ho imparato in questi anni,
come stare solo,
e al confine della solitudine,
come essere trovato dal mondo.
(David Whyte)
Nessun post

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.