I più famosi scienziati del mondo nel campo della longevità si riuniscono in una conferenza annuale per condividere i risultati delle loro ricerche e per dare una risposta aggiornata alla domanda più frequente che ricevono, anche dai loro studenti: “Quanto durerà la vita?“. Quest’anno l’appuntamento era a Miami e i magnifici 65 sono arrivati con i coltelli affilati a sostegno delle loro tesi, dimostrando in modo plastico lo stato dell’arte: gli scienziati della longevità non sono d’accordo su nulla, e per sommi capi si dividono in due blocchi. Gli ottimisti a oltranza, per i quali siamo a un punto di svolta, sono già nate le persone che vivranno oltre i 130 anni (al momento il record è di 122 anni), e nei prossimi 10–20 anni potremmo avere le prime vere “geroterapie” capaci di modificare il ritmo dell’invecchiamento. Di parere opposto, gli scettici per i quali molte promesse del settore sono premature e il rischio sia confondere ricerca promettente con trattamenti già efficaci, oltre che ridurre gli studi sulla longevità a pure occasioni per fare affari.
Tra una rissa e altra l’unico punto di convergenza che ha unito entrambi i fronti contrapposti è la certezza, ormai certificata dalla scienza, che al netto dell’aspetto genetico, la nostra longevità dipende da due fattori principali: l’attività fisica (che comprende anche la sfera emotiva) e il cibo. In pratica, lo slogan per vivere più a lungo si riduce a questa frase: “Più sport, meno cibo”. Più o meno quello che pensavano i primi scienziati della medicina, ovvero i fondatori della famosa Scuola Medica Salernitana, attorno all’XI secolo.
Come state dormendo in questi giorni di Grande Caldo? Se avete qualche problema, qui trovate qualche soluzione, che non comprendono pillole e prodotti della ricca industria del benessere...
La pasta si può mangiare anche dopo la data di scadenza. Ma fino a quando?
Finalmente c’è qualcuno che insegna l’arte dei muretti a secco, patrimonio dell’Unesco che stiamo distruggendo. Artigiani-artisti che giustamente si definiscono “restauratori del paesaggio”.
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Se avete bambini in casa il vostro cane è il bassotto tedesco. Che si può anche adottare.
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Di frittate ce ne sono migliaia di tipi. Ma forse questa, che vi aiuta a svuotare il frigo dagli avanzi dei formaggi prima che diventino un ammasso di muffa, non la conoscete.
Guai a buttare la lana di materassi e cuscini che cambiate. Può essere preziosa per fare tante cose!
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