
Spelen of sterven (1990)
C’è un’immagine che apre Spelen of sterven e che vale da sola come dichiarazione di poetica: il protagonista appeso a un trapezio volante, il corpo capovolto, le mani infilate nei pantaloni sopra i genitali.
Progetto di divulgazione cinematografica nato nel 2010 su vaevedi.it. Oltre alla pubblicazione di articoli, si occupa della produzione di sottotitoli in italiano per film mai distribuiti in Italia.
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C’è un’immagine che apre Spelen of sterven e che vale da sola come dichiarazione di poetica: il protagonista appeso a un trapezio volante, il corpo capovolto, le mani infilate nei pantaloni sopra i genitali.

Nel 1994, la BBC mandò in onda questo documentario di poco meno di un’ora sui Children of God, la setta fondata a Huntington Beach, in California, alla fine degli anni Sessanta dal predicatore David Berg. In quel periodo il gruppo contava già decine di migliaia di adepti in tutto il mondo, operava nell’ombra in modo capillare e l’attenzione dei media attorno ai suoi crimini era ancora pressoché…

Il 20 aprile 1999, a Littleton in Colorado, Eric Harris e Dylan Klebold uccidono dodici studenti e un insegnante all’interno del Columbine High School, ferendone altre ventuno prima di togliersi la vita nella biblioteca dell’istituto.

regia di Mélanie Laurent

Nel 2022, con l’invasione su larga scala dell’Ucraina, qualcosa si incrina definitivamente nelle scuole russe.

Ci sono film che non si limitano a documentare la realtà, ma la affrontano come un campo di battaglia.

Il capolavoro di Gints Zilbalodis sfida lo spettatore a ripensare il rapporto con la natura, invitandolo a considerare la possibilità che, senza la presenza distruttiva dell’uomo, la vita possa esprimere forme di solidarietà e armonia fino ad ora inimmaginabili

VA' E VEDI - Il cinema dello sguardo umano è un progetto di divulgazione cinematografica attivo dal 2010, dedicato a tutti quei film che meritano di essere visti e che spesso il tempo ha sepolto nel dimenticatoio, ma che aspettano solo di essere riscoperti.

Guardando "Ryś" è come se "Il diario di un curato di campagna" di Robert Bresson e "Il quinto sigillo" di Zoltán Fábri si incontrassero (e scontrassero) nello stesso film. Un inquietante capolavoro, da riscoprire.

Il film ha il grande pregio di aver realizzato una ricostruzione storica impeccabile, che si percepisce immediatamente dalle incontaminate ambientazioni dei boschi e dalle casette in pietra, dai dettagli dei costumi e degli utensili d'epoca...