Bentornat* su "Troublers"!
Troublers è la newsletter di Krisis Publishing sulle politiche della rappresentazione, un miscuglio di teoria, fiction, AI e internet culture che vi invita a vedere il mondo come realmente non è.
Con una cadenza che sfida ogni logica, riesumiamo link sepolti nell'oblio e novità che già popolano i nostri sogni più turbolenti. Perché la realtà è un concetto troppo stretto per contenere tutto il nostro caos.
True Fiction
FILM WEIRD DEL MESE: Mad God (Phil Tippett, 2021, qui in full streaming)
Un emissario mascherato scende in un mondo sotterraneo, portando con sé una valigia che contiene uno strano dispositivo. Attraversa paesaggi industriali in rovina, città sommerse di detriti, catene di montaggio che producono e distruggono corpi in loop. Realizzato nell’arco di oltre trent’anni da Phil Tippett, nume tutelare degli effetti speciali analogici (da Star Wars a Jurassic Park), il film appare come un accumulo ossessivo di materia visiva. Stop-motion, animatronica, miniature, live-action: tutto è integrato in una logica di continuità materica, dove il mondo sembra costruito ma per essere consumato, eroso, digerito.
Girato quasi un secolo prima, The Cameraman’s Revenge è un’animazione in stop motion di 13 minuti, diretta da Ladislas Starevich. Utilizza insetti morti come personaggi principali, letteralmente ri-animati. A più di un secolo di distanza, rimane un film iconico e ancora disturbante.
Dagli insetti morti agli uccelli vivi, ecco Listers: A Glimpse Into Extreme Birdwatching (Dan Chambers, 2011, qui sopra in full streaming).
“Observe the observer”, diceva von Foerster. Questo documentario segue la sottocultura ossessiva dei listers, birdwatcher che inseguono specie rare per aggiungerle alla propria lista personale. Il film entra nelle dinamiche di questo micro-mondo: segnalazioni, spostamenti improvvisi, competizione silenziosa ci mostrano come il birdwatching, spinto all’estremo, diventi una pratica totalizzante.
Attraverso interviste e osservazione diretta, emerge una comunità regolata da codici informali e da un rapporto quasi compulsivo con l’avvistamento: vedere, registrare, accumulare in un tracking perpetuo.
The real “Futurama”: streamline design, eugenetica e capitalismo corporativo,
o why we are where we are
Streamline, utopia distopica
Nel 1939 Norman Bel Geddes, uno dei principali esponenti dello streamline moderne, progetta e realizza Futurama, il padiglione della General Motors ospitato all’interno dell’Esposizione Universale di New York. Geddes immagina la città americana del 1960, una metropoli futuristica popolata da giganteschi grattacieli, passerelle rialzate, piattaforme elevate per macchine volanti e autostrade a più corsie lungo il flusso del traffico scorre ordinato. Il soggetto principale di questo diorama animato da 5.000mq è l’autostrada, presentata come la nuova infrastruttura in grado di trasformare l’idea di mobilità e lo stile di vita del futuro. Di fatto Bel Geddes anticipa di 60 anni l’idea di design speculativo: qui però la finzione progettuale non viene intesa come “critica al sistema”, ma è strumentale ad allineare l’idea di futuro con gli interessi delle più grosse corporation americane.
Streamline → Eugenetica.
Christina Cogdell, storica, critica e teorica del design, ha scritto Eugenic Design: Streamlining America in the 1930s, libro in cui fa emergere il sinistro allineamento tra la prima vera generazione di industrial designer statunitensi e il movimento eugenetico americano, che negli anni ‘30 teorizzava ciò che i nazisti avrebbero da lì a poco messo in pratica nel vecchio continente. Qui un breve saggio che ripercorre le tesi del suo libro.
Le influenze culturali esercitate dall’eugenetica nel mondo del progetto emergono con forza se si considerano i principi funzionali e le qualità estetiche dello stile “streamline”. Queste infatti sono caratterizzate da una repulsione verso “la bruttezza superficiale, la decorazione e le superfici che catturano lo sporco dei prodotti dell’era pre-design, che apparentemente mascheravano una corruzione interna e un’impotenza funzionale, contribuendo a un ambiente insalubre, ricco di germi”. La pulizia, l’omogeneità e la linearità delle superfici progettate nel segno dello streamline design contraddistingue anche il progetto di Futurama. Qualsiasi elemento progettato all’interno dello scenario di Geddes – dalle automobili ai grattacieli, dagli arredi urbani ai silos delle aziende agricole – seguivano accuratamente gli stessi principi. Ma la seduzione rappresentata dalla linearità e omogeneità delle forme non riguardava solo gli oggetti. In Futurama la pulizia formale andava di pari passo con una quella urbana e sociale; una “una civiltà ripulita, adornata e ordinata”, si legge in una recensione dell’epoca, “in cui i rifiuti, il disordine e la bruttezza vengono espulsi”.
— Talbot Lago VS Tesla Cybertruck: same same but different.PAUSA RÉCLAME: Movimenti Magmatici
Momento autopromozionale. Vi avevamo già parlato di Supertempesta, il libro di Noemi Biasetton in uscita per Krisis; qui un piccolo spoiler di copertina, disegnata dal Magister Michele Galluzzo.
Supertempesta sarà anche la prima release della nuova collana “MAGMA”, a cura di Silvio Lorusso.
Qui il testo curatoriale.
ANGELI #01 - Angeli e archivi
Siamo nella settimana della Pasqua. Quale momento migliore della resurrezione del Cristo per parlare di angeli? Del resto, se è vero il motto ermetico, “ciò che è in alto è come ciò che è in basso, e ciò che è in basso è come ciò che è in alto”...
— Lorem, Angles #001|Archetipi e Figure Angeliche (2026)
Sembra sensato iniziare, manco a dirlo, dall’Angelo come Archivio.
— Ritratto di Metraton (In arabo: ميططرون) raffigurato nel Daqa’iq al-Haqa’iq (دقائق الحقائق) da Nasir ad-Din Rammal, XIV secolo.
L’angelologia è d’altro canto la più antica riflessione sulla macchina governamentale e burocratica. L’archetipo dell’angelo-archivista/archivio si fonda sull’idea che ogni azione, parola o preghiera umana debba essere meticolosamente annotata per essere presentata al tribunale celeste, che dovrà gestire i decreti storici e la memoria del cosmo. Non si tratta solo di memoria passiva, ma di una funzione scrittoria incessante: nelle fonti si descrivono schiere di angeli dotati di “penne di fuoco” che scrivono libri senza fermarsi, registrando meriti, suppliche e colpe. Questa attività trasforma il cielo in un’immensa cancelleria dove i “libri della vita” e i “libri del giudizio” vengono aperti per decidere il destino dei viventi.
— Lorem, Angles #007 | L’Angelo come Archivio (2026)L’esempio più eminente di questo archetipo è l’arcangelo Metatron, il «Grande Scriba», dicevamo. Metatron è l’unico, tra le schiere angeliche, cui è concesso il privilegio unico di sedere, per poter scrivere e registrare i misteri dei palazzi celesti. Egli incarna l’autorità della scrittura che fissa l’identità e il valore delle anime dinanzi all’Eterno.
Nella serie di videogame culto Shin Megami Tensei (o Persona) Metatron è spesso raffigurato come un essere metallico, quasi robotico o matematico.
Questa rivisitazione traduce visivamente la descrizione delle fonti come “Principe della Faccia” o “torcia umana”, trasformando la sua natura di puro intelletto e scriba in un’entità che governa le leggi dell’universo con precisione algoritmica.
Un archivio di metallo!
Come un piccolo registratore che ha catturato anni di vita: field recordings, tracce incompiute, note vocali notturne, rumori di folla, materiali poi diventati release. Plastica consumata, metallo piegato, graffi come tracce.
Il progetto di Liam Noonan, parte da questo oggetto, il suo Roland R-05, e lo ricostruisce in 3D, preservandone ogni imperfezione.
“Questo progetto non riguarda la riparazione. Riguarda l’aldilà degli oggetti”. Così il dispositivo diventa un sito interattivo: un Roland R-05 virtuale che, se premuto, restituisce suoni dalla sua vita.
Nel film Recording Angel, presentato il mese scorso all’Athens Avant-garde Film Festival, Danae Io racconta l’angelo come figura esplicitamente mediale: non creatura celeste, ma appunto dispositivo di registrazione, archiviazione e trasmissione. L’espressione “recording angel” richiama l’angelo che annota tutto – il Metatron, un testimone continuo – e nel lavoro di Io questa funzione viene spostata dentro le tecnologie contemporanee di memoria e sorveglianza.
L’angelo diventa quindi una macchina: un occhio che registra, un archivio vivente, una presenza che trasforma l’esperienza in dato. Più che messaggero divino, è un agente infrastrutturale, sospeso tra spiritualità e controllo, tra testimonianza e cattura.
Proprio come ci insegna Cooper, anche gli angeli falliscono. Ma cosa succede quando la burocrazia angelica si inceppa? Ne Il Cacciatore Gracco, Kafka mette in scena una figura sospesa, né viva né morta, condannata a un eterno transito senza approdo. Il racconto trasforma la morte in un errore di sistema e l’esistenza in una deriva amministrativa senza fine.
— Trevor Paglen, Weeping Angel, 2017
Second (?) order realities (?!)
Su Vulture trovate (paywall, ahia) una bella intervista a Will Wright, il creatore di the Sims e Simcity. La conversazione verte intorno al racconto del progetto PROXY, probabilmente il più folle esperimento della storia dei videogame, che purtroppo è ancora molto lontano dal vedere una luce.
Proxi è un progetto di gioco/mondo su cui Wright lavora da oltre un decennio, e su cui ha già investito oltre un milione di dollari. A differenza dei suoi titoli precedenti, non è pensato come una simulazione sociale o urbana, ma come un sistema centrato sulla memoria personale. In realtà, PROXY è difficile da spiegare in termini tradizionali di game design, e anche i collaboratori e finanziatori faticano a definirne con precisione funzionamento e obiettivi. Wright stesso lo presenta più come un esperimento su come le persone organizzano e interpretano i propri ricordi che come un prodotto finito. L’idea di base è che il giocatore inserisca nel gioco ricordi della propria vita, sotto forma di immagini, testi o descrizioni, che vengono poi organizzati dal sistema. Questi contenuti vengono classificati e messi in relazione tra loro, generando una struttura navigabile fatta di nodi e connessioni. L’obiettivo non è “vincere”, ma esplorare come i propri ricordi si aggregano e si trasformano. Nel sistema compaiono i cosiddetti proxy, entità generate a partire dai dati inseriti. Non sono personaggi tradizionali, ma rappresentazioni sintetiche che emergono dalle relazioni tra memorie e categorie. Il gioco, quindi, non costruisce un mondo autonomo, ma rielabora continuamente il materiale fornito dall’utente.
Lo sviluppo di Proxi è stato lungo e instabile. Wright ha lavorato con il suo studio Gallium, ma nel tempo il team si è ridotto drasticamente a causa di difficoltà finanziarie. Il progetto è stato più volte presentato pubblicamente (a partire dal 2018), ma non ha ancora una data di uscita né una forma definitiva. Noi tifiamo per PROXI.
Forse avrete già visto questo spot di Coinbase girato in occasione degli Oscar dal regista Oscar Hudson. Dispiace ammetterlo, ma è molto Troublers. Qui un piccolo video di making of. Altro che LORA PS1.
Fanze, flyer, rave, underground: altri archivi.
FanziNet: anaLogikal Knot Map V. 1.77 è un progetto di mappatura e archivio della produzione indipendente delle fanzine nella galassia anarco-punk italiana. A cura di Paolo Palmacci, aka Paul Shiva, il sito censisce ad oggi circa 700 fanzine, con quasi 500 numeri originali, scannerizzati e disponibili in formato PDF.
Vi avevamo già parlato di Grafton, un archivio che raccoglie materiali sulla stampa radicale e indipendente, sull’attivismo, i centri sociali e le sottoculture in Italia nella fine dello scorso millennio. Tra le collezione di libri, fanzine e pubblicazioni, trovate questa succosa collezione dedicata a Luther Blisset.
Everybody in the Place: An Incomplete History of Britain 1984–1992 (Jeremy Deller, 2018, qui in full streaming) è un film-saggio di 52 minuti in cui Jeremy Deller ricostruisce la nascita della cultura rave britannica, intrecciandola con il contesto politico e sociale dell’Inghilterra tra il 1984 e il 1992. Girato in parte come una lezione in aula, il film utilizza materiali d’archivio, musica e testimonianze per tracciare il passaggio dallo sciopero dei minatori alla diffusione dell’acid house, fino alle prime grandi repressioni statali.
Più che una storia completa, è una narrazione frammentaria che mette in relazione club culture, trasformazioni economiche e conflitto sociale, mostrando come il rave abbia funzionato insieme come spazio di fuga, aggregazione e tensione politica.
Qui invece una piccola parte della collezione di flyer rave e club, accumulati tra il 1992 e il 2001 da Bridgette Buckley tra Chicago, Denver e Boulder.
L’impulso nasce con il primo evento a Boulder nel 1993 (Back to the Basics), e si estende rapidamente: non solo flyer degli eventi frequentati, ma anche quelli collegati, desiderati, o legati a persone conosciute: DJ, promoter, artist*. La raccolta funziona come archivio personale e documento storico. I flyer vengono conservati come traccia concreta di un’esperienza vissuta: una scena che prometteva libertà espressiva e una forma di immersione collettiva priva di giudizio.
— Fanzine Outre #005, Autori e anno sconosciuti.
Rave Zines è invece un altro archivio, che questa volta raccoglie scansioni delle fanzine nella scena Rave tra anni novanta e anni 2000.
A proposito di solstizio, community e techno, eccoci ad annunciarvi che è attualmente in stampa via Krisis Publishing Dance of the Sun, album in doppio vinile di Katatonic Silentio (qui una delle 7 tracce, in anteprima). Il disco, registrato tra Ibiza, Napoli e Torino, è un viaggio psichedelico ma anche fisico, da suonare nel club o anche in cuffia.
0:00
-8:56
Link dal grande Swamp
Finalmente un po’ di relax. Oggi dallo Swamp: AI vs Meng, scherzare con l’ICE, Twin City, the real AR, smart fashion design, rovine complottiste.
FINE.
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