La riapertura dello Stretto di Hormuz raffredda il panico sull’energia, ma non cancella l’incertezza: inflazione, Fed e rischi legati a Strategy/STRC continuano a pesare su BTC.
Ben ritrovato, buon lunedì e buon CryptoMonday!
Siamo al 22 giugno 2026, in un lunedì caldo non solo per la temperatura, ma anche per il mercato. La settimana è stata altalenante: BTC è leggermente in ribasso rispetto a sette giorni fa, ETH invece ha tenuto meglio, e la dominance di Bitcoin è scesa un po’.
Non siamo davanti a un crollo drammatico, ma il mercato resta in una fase delicata. Il punto centrale, secondo me, è che Bitcoin in questo momento non si sta muovendo solo per dinamiche interne al mondo crypto. Sta guardando soprattutto alla politica monetaria: energia, inflazione, Fed e aspettative sui tagli dei tassi.
La riapertura dello Stretto di Hormuz può aiutare a raffreddare il panico sui prezzi dell’energia, ma non elimina l’incertezza. E quando l’incertezza resta alta, Bitcoin e gli asset rischiosi ne soffrono.
Dal punto di vista tecnico, BTC continua a muoversi nella stessa area che stiamo osservando da un po’: una fascia laterale, con il mercato che aspetta un segnale più forte.
Per ora non c’è stata una vera rottura. Il prezzo resta sotto livelli importanti e, per parlare di inversione più solida, servirebbe rivedere BTC sopra medie e resistenze più convincenti. Fino ad allora, siamo ancora in una fase di attesa.
Anche i flussi raccontano una situazione mista. Sugli exchange centralizzati ci sono segnali interessanti, con uscite di BTC che in teoria sarebbero positive. Però alcuni dati vanno presi con cautela: per esempio il movimento su OKX potrebbe essere una vera fuoriuscita, ma potrebbe anche trattarsi di un ribilanciamento interno non ancora mappato correttamente.
Sugli ETF, invece, qualche giornata positiva c’è stata. Non basta da sola a cambiare il quadro, ma aiuta a non leggere questa fase come completamente negativa.
Bitcoin nasce come alternativa monetaria al sistema fiat, ma se misurato in dollari americani, continua a reagire alla liquidità del sistema fiat.
E nel sistema fiat oggi il centro resta la Fed.
Se l’inflazione rimane alta, se il costo della vita continua a pesare e se l’energia torna a essere una variabile instabile, la banca centrale americana ha meno spazio per tagliare i tassi. Meno tagli significa meno liquidità attesa. E meno liquidità, normalmente, non è un contesto ideale per BTC e per il mercato crypto.
Il tema dello Stretto di Hormuz si inserisce proprio qui. Il mercato ha prezzato subito il rischio energetico, perché il petrolio è una componente che impatta direttamente le aspettative sull’inflazione. La riapertura dello stretto è una buona notizia, ma la pace resta circondata da incertezza.
Per questo Bitcoin soffre: non perché sia cambiata la sua tesi di lungo periodo, ma perché nel breve il mercato guarda alla Fed e alla politica monetaria.
La parte più delicata della settimana, però, arriva da Strategy, Michael Saylor e STRC.
Saylor ha ribadito un concetto molto chiaro: Bitcoin non ha bisogno di staking, non ha bisogno di yield, non deve diventare Ethereum. Bitcoin, nella sua visione, deve restare capitale digitale puro, una riserva di valore.
Fin qui il ragionamento può anche essere condivisibile.
Il problema nasce quando intorno a Bitcoin si costruiscono strumenti finanziari che promettono rendimento, credito digitale e strutture sempre più complesse. STRC è diventato il punto di stress di questa narrazione.
Se uno strumento pensato per stare vicino a un certo valore comincia a trattare sotto quel livello, il mercato si fa delle domande. Non è solo una questione tecnica di prezzo: è una questione di fiducia.
La paura non riguarda soltanto STRC in sé. Riguarda il modello più ampio delle treasury company, cioè società che accumulano BTC e costruiscono strumenti finanziari intorno a quella riserva.
Michael Saylor@saylor
Bitcoiners agree on the 99% that matters. We shouldn’t let the 1% divide us while nearly all global capital has yet to enter Bitcoin’s monetary network. The opportunity is bigger than the argument.
6:44 AM · Jun 21, 2026 · 684K Visualizzazioni
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Strategy è un caso enorme, con scala, liquidità e comunicazione molto diverse rispetto a tante altre società. Ma proprio per questo, quando il mercato percepisce tensione su strumenti collegati a quel mondo, la paura si riflette anche su Bitcoin.
Intanto l’azienda comprerà (o lo ha già fatto), altri bitcoin e l’opinione pubblica non la prende benissimo.
Michael Saylor@saylor
Looks better with more dots.

12:07 PM · Jun 21, 2026 · 1.78M Visualizzazioni
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Un’altra notizia interessante riguarda l’aumento dell’attività su Bitcoin, in particolare microtransazioni, OP_RETURN, inscription e tutto quel mondo nato intorno a Ordinals e BRC-20.
Da un lato, più attività significa più fee. E per i miner, in un contesto in cui il mining è sempre più competitivo, le fee possono diventare importanti.
Dall’altro lato, resta una domanda: questa è davvero la funzione principale di Bitcoin?
Io continuo a vedere Bitcoin soprattutto come rete monetaria, settlement layer e riserva di valore. Tutta l’attività “simil-token” può portare volume e sperimentazione, ma può anche aumentare il costo delle transazioni per chi vuole “semplicemente” trasferire valore.
Quindi sì, è attività. Ma non tutta l’attività ha lo stesso valore per la tesi di lungo periodo di Bitcoin. Questa tematica divide internamente i bitcoiners.
In Europa resta aperto anche il tema regolatorio.
Con MiCA, gli operatori centralizzati devono adeguarsi e ottenere le licenze necessarie per continuare a lavorare nel mercato europeo. Questo ha impatti diretti sugli exchange, ma anche sulle stablecoin.
Tether, per esempio, non rientra facilmente nel perimetro richiesto dai servizi europei compliant con MiCA. È un tema che abbiamo già trattato diverse volte e che continuerà a pesare.
Il caso più grande, in questo momento, sembra essere Binance. Secondo quanto riportato, la situazione sulle licenze europee resta complessa, con discussioni aperte e un ruolo delle autorità europee che non va sottovalutato. Sembrerebbe che alla BCE non piaccia l’enorme quantità di volumi che passano dal CEX in stablecoin..
Qui bisogna usare cautela: non è solo una questione di singolo exchange, ma di come l’Europa vuole gestire l’accesso al mercato crypto nei prossimi anni.
Sul fronte Ethereum, continua il tema della Ethereum Foundation e delle uscite di figure rilevanti. È un segnale da osservare, perché arriva in un momento in cui l’intelligenza artificiale sta attirando tantissimo talento tecnico.
Le aziende AI hanno budget, narrativa e capacità di attrazione molto forti. Per chi lavora in ambito ingegneristico, è normale che quel settore diventi competitivo anche rispetto al mondo crypto.
Intanto Tether ha deciso di chiudere Alloy, il progetto legato ad aUSDT e al collaterale in oro tokenizzato. XAUT resta, ma Alloy non verrà più supportato: chi ha posizioni aperte ha una finestra per rientrare e fare claim del collaterale.
Poi c’è il capitolo sicurezza, che ormai purtroppo è ricorrente.
Questa settimana sono emersi nuovi exploit e problemi su bridge e protocolli: Taiko, Secret Network, i dati aggregati di DeFiLlama sugli hack e anche il caso JaredFromSubway. La lezione è sempre la stessa: bridge, cross-chain, MEV e infrastrutture complesse continuano a essere tra le aree più fragili dell’intero settore.
Nella parte finale alcune notizie legate all’intelligenza artificiale.
XION si aggiorna e diventa Verona, con una direzione molto chiara: verificare dati e risposte AI usando strumenti crittografici e zero knowledge. È un filone che probabilmente vedremo sempre di più, perché il problema della verificabilità delle risposte AI diventerà centrale.
Verona@verona_dev
Today, XION becomes Verona, the intelligence layer for AI. This comes alongside our flagship's launch of 'ero' and its $18.5M fundraise. For five years, we've been building an internet people can believe in. Now, we're doing the same for AI.
2:35 PM · Jun 17, 2026 · 112K Visualizzazioni
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OpenRouter ha lanciato Fusion, uno strumento che permette di usare diversi modelli insieme, con routing tra modelli come Claude, GPT, Gemini e modelli open source. La cosa interessante, dal nostro punto di vista, è anche il possibile collegamento con wallet e login crypto, visto il riferimento a MetaMask.
Infine, aggiornamento Denaria.
Su Arbitrum abbiamo lavorato a una versione dell’engine usando Stylus, quindi con logica in WASM/Rust. L’obiettivo è sperimentare una maggiore efficienza in termini di costi e prestazioni, su una rete già efficiente di suo.
È un lavoro sperimentale, ma importante: mentre continua il processo di sicurezza, si porta avanti anche la ricerca su come rendere il protocollo più efficiente e sostenibile.
Per chi volesse testarlo, c’è una campagna a punti in corso per una settimana:
Denaria@DenariaFinance
Introducing the New Arbitrum Testnet Competition We are launching a new trading competition on the PWA to test the just released @arbitrum testnet version of Denaria, powered by Stylus. Here, you can try the new experimental version of the PWA, built for the Arbitrum Open House

12:27 PM · Jun 19, 2026 · 967 Visualizzazioni
3 Risposte · 3 Repost · 13 Mi piace
Per questa settimana ci ritroviamo mercoledì alle 18:30 per discutere di questi temi anche con Filippo Angeloni. Mercoledì scorso abbiamo iniziato una discussione interessante, con punti di vista anche abbastanza diversi, e vedremo se proseguirla.
Come sempre, grazie per l’attenzione.
Buona settimana,
Tiziano
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