I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono composti chimici di sintesi usati dal dopoguerra per rendere i prodotti impermeabili ad acqua e grassi. Noti come "inquinanti eterni" perché non si degradano, si accumulano nell'organismo e sono associati a gravi rischi per la salute.
L’articolo spiega perché i PFAS (“forever chemicals”), sostanze chimiche molto persistenti usate in numerosi prodotti industriali e di consumo, rappresentano anche una questione di genere. Questi composti si accumulano nell’ambiente e nel corpo umano, possono attraversare la placenta e passare nel latte materno, esponendo feti e neonati a rischi sanitari.
L’europarlamentare dei Verdi Cristina Guarda, attiva sul tema dal 2015 e proveniente dal Veneto, una delle aree italiane più colpite dall’inquinamento da PFAS, ha avviato un progetto per raccogliere e analizzare campioni di sangue di donne in gravidanza, neomamme e donne che desiderano avere figli. L’obiettivo è ottenere dati scientifici utili a sostenere un bando europeo più rigoroso di queste sostanze. (articolo)
L’articolo evidenzia che l’esposizione ai PFAS è associata a maggior rischio di preeclampsia, diabete gestazionale, parto prematuro, basso peso alla nascita, alterazioni ormonali e problemi di fertilità. Inoltre, la contaminazione non riguarda solo alcune aree industriali: una ricerca citata mostra una diffusione molto ampia dei PFAS nelle reti idriche italiane. (articolo)
Secondo Guarda, la scarsa attenzione verso donne e neonati, insieme alle pressioni delle lobby industriali, ha rallentato interventi efficaci. Per questo ritiene necessario raccogliere dati e sensibilizzare l’opinione pubblica, mettendo al centro l’impatto dei PFAS sulle future generazioni. (articolo)

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